Archive for luglio 2008

Haus der Musik

luglio 30, 2008

Uff, sono davvero in ritardo ma mi sembra di non avere mai tempo per scrivere.

Haus der Musik Haus der Musik Haus der Musik Haus der Musik
Una pseudo-cantante e un ingegnere specializzando in informatica musicale non potevano mancare l’appuntamento con la HDM (a metà strada tra lo Stephansdom e la Staatsoper), un museo dall’impostazione decisamente moderna sulla musica e il suono in generale. Il nome “Casa della musica” è altisonante ma alla fine dà l’idea di un luogo accogliente dove divertirsi; e infatti sono i bambini il target di riferimento, basta vedere i poster e i dépliant sparsi in tutti i punti informazione della città.
Ingresso fino alle 22, con la possibilità di ottenere un combi-ticket per la Mozarthaus. Avrei dovuto immaginarlo, ma se Haus der Musikchiude così tardi c’è un motivo ben preciso: per vederlo tutto non basterebbe un pomeriggio. E non tanto per le dimensioni quanto per fruire almeno qualcosa del mare di informazioni che vengono offerte: come si propaga il suono, come si è evoluto l’orecchio, come funziona il processo di riconoscimento vocale, come vengono prodotte le vocali e le consonantiHaus der Musik, cosa si sente nel corpo della madre prima di nascere… E ovviamente, una sala per ogni musicista che ha lavorato e vissuto a Vienna, da Haydn a Mozart a Beethoven, Schubert, Mahler, con riproduzioni degli strumenti che utilizzarono e di lettere e partiture (per Mozart la prima composizione, a 8 anni, e l’ultima, a 36, per Beethoven un testamento quasi in forma di poesia). Nel caso di Mozart c’è perfino una statua stile Madame Tussaud’s intenta a scrivere musica.

Quello che da noi sarebbe una rassegna seriosa di teche con spiegazioni chilometriche qui diventa quasi arte grazie alla cura per il design di ogni sala; ma soprattutto, la creatività unita alla tecnologia crea un modo parallelo di apprendere le cose giocando. Così si può infilare la testa in un buco e sentire i gabbiani e i veneziani del Canal Grande di Venezia, Haus der Musikmisurare la propria soglia dell’udito (ahiahi Mp5!), capire grazie a dei cornetti acustici a che livello di sordità era Beethoven quando compose le sue opere più celebri. E per chi ha voglia di esagerare con qualche tocco può crearsi il proprio brano e masterizzarlo su Haus der MusikCD. E tutto questo perfino nel museo dei Wiener Philharmoniker, dove tra gli occhiali da lettura di Brahms e i dischi di platino vinti dall’orchestra si può comporre un valzer tirando dei dadi. Gli stessi Wiener si sono prestati (divertendosi un sacco senza dubbio) al gioco del direttore d’orchestra, che permette ai visitatori di dirigere con una bacchetta a infrarossi una delle migliori orchestre del mondo. Sembra facile, a guardare gli altri…

Vienna_cibo Alla ricerca disperata di un posto dove mangiare, siamo finiti dal classico kebabbaro, che però è stato così gentile da rifilarci dei falafel vegetariani con Vienna_cibopeperoncino e tanta cipolla, che incredibilmente non ci ha perseguitati per tutto il giorno dopo. E sempre in tema culinario, finalmente ho assaggiato un dado di Sacher Torte della catena di pasticcerie Aida; sarà che nel 2004 ne avevo mangiato una vera fetta, con tanto di Schlagober (indispensabile), fatto sta che era troppo dolce. Anche se ci ha dato la forza per il giro alla HDM, senza saremmo finiti male.
 

Haus der MusikInfo varie HAUS DER MUSIK:
Seilerstätte 30, A-1010 Wien
Tel. ++43-1-516 48 | info@hdm.at
Orari: tutti i giorni 10:00 – 22:00
Prezzi: intero 10,00 €, ridotto 8,50 € (studenti fino ai 27 anni, over 65, disabili), bambini fino ai 12 anni 5,50 €, gratis fino ai 3 anni

Vienna by night

luglio 29, 2008

Come visitare Vienna quando una lavora e l’altro studia per tutto il giorno? Ci stiamo attrezzando: alcuni musei in certi giorni tengono aperto fino a tardi, di locali ce ne sono sempre in abbondanza… Ma soprattutto, Vienna di notte è perfino più bella.

Cena-Mr LeeIndecisi su dove andare a mangiare, ho approfittato per fare da guida al Naschmarkt di notte e ai suoi tanti ristorantini con i tavoli  sulla strada. Mentre sbirciavamo i prezzi di un locale orientale (cibo giapponese, staff di origine incerta), una ragazzina volonterosa ci ha messo in mano il menù, e a quel punto abbiamo ceduto a un piatto di spaghetti alle verdure saltate, da portar via, per un totale di 13 €. Vienna by nightMentre aspettavamo non ci è stato negato neanche il classico aperitivo, un latte di cocco con palline trasparenti (di riso, secondo Mp5). Per il bere è bastato un wurstelstand, che proponeva mezzo litro di tè a 1,80 €, e ad appena 10 cent di più mezzo litro di birra O___O
Abbiamo cenato a Karlskirche, ai bordi del laghetto artificiale, Vienna by nightinsieme a tanti altri che erano venuti a godersi la calma del parco. E visto che eravamo in zona non ho voluto perdermi la vista della fontana gigante di Schwarzenbergerplatz di notte; e lo spettacolo è quello che potete vedere nelle foto, qualcosa tra il meraviglioso e il diabolico (Fantasia insegna).
Come ha detto Mp5, Vienna sa vendersi bene, perché ha scelto di affidare la città non solo a dei geometri ma anche a degli architetti, a volte veri artisti che propongono le proprie “installazioni” nel cuore della città.
Vienna by nightUn giretto allo Stadtpark era d’obbligo anche se ribadisco che il Wien è di fatto una fogna a cielo aperto, non so perché si ostinino a non fare niente. Ma perfino il monumento a Strauss di notte sembra meno kitsch.

Museen am So.-Uhrenmuseum + Rathausfilmfest

luglio 29, 2008

Finalmente un attimo per scrivere… Da quando il signor Mp5 è arrivato, domenica sera, sto facendomi un tour del force turistico (e anche delle belle mangiate, finalmente)

Uhrenmuseum Uhrenmuseum Uhrenmuseum Uhrenmuseum Uhrenmuseum Uhrenmuseum
Il jolly del museo gratis la domenica ce lo siamo giocati all’Uhrenmuseum, facendo una fatica terribile a trovarlo (per chi volesse: arrivate a Judenplatz, quella del monumento agli ebrei internati, e da davanti al monumento guardate a sinistra, c’è una stradina che vi porta dritti al museo). Ci è rimasta solo mezz’ora scarsa per vedere i tre piani e gli almeno 1000 orologi prima della chiusura. Penso che ci ritornerò, almeno per sentire il concerto che dev’esserci allo scoccare dell’ora (non tutti funzionano ma la maggior parte di quelli grandi sì). Per farvi un’idea penso che bastino le foto, ce n’è per tutti i gusti e le epoche (dal 1200 al 2007).

Uhrenmuseum Info varie:
A-1010 Vienna, Schulhof 2
Tel.: +43-1-533 22 65
E-mail: rupert.kerschbaum@wienmuseum.at
Orari: Mar-Dom 10.00-18.00, chiuso l’1/01, 1/05, 25/12
Prezzi: intero 4 €, ridotto 2 € (studenti fino ai 27 anni, militari, disabili ecc), scolaresche 1 €

Rathaus FilmfestSerata al Rathaus per uno dei pochi concerti integrali di Louis Armstrong e band, filmato nel 1964. Ma più che Armstrong (che aveva 64 anni all’epoca) hanno fatto spettacolo i musicisti e la cantante attorno a lui.
Finalmente ho deciso anche di provare le delizie di uno dei tanti stand che affollano la piazza. Con quel profumo di curry che c’era non ho potuto resistere alla cucina tandoori: Rathaus Filmfestil risultato è stato un piatto di riso basmati con yoghurt e ceci in salsa al curry e pomodoro (?), mentre il mio carnivoro amico ha optato per il pollo marinato arrosto, sempre con il riso. Ad annaffiare il tutto, mezzo litro di Ottakringer (a 3.50 €, furto!), per una spesa totale sui 18 €.Rathaus FilmfestMolto saporito anche se per digerire mi è servita un’intera giornata.
Ottima l’idea degli organizzatori del festival: per non sprecare piatti e bicchieri di plastica (ed evitare l’effetto orda barbarica dopo ogni sera) sono stati imposti a tutti gli stand gli stessi piatti (di ceramica) e bicchieri (di vetro), che vengono poi raccolti man mano dagli addetti. Geniale, no? 🙂

Einkaufsfieber – Lo shopping a Vienna

luglio 26, 2008

Non sono una persona fissata con negozi di abbigliamento e cose del genere (a meno che non si parli di accessori o abiti da sera, difficili da trovare). Ma esiste purtroppo qualcosa chiamata “saldi” capace di far andare fuori di testa chiunque. E non c’è niente di peggio della frustrazione che si prova quando dopo una decina di negozi non si è ancora trovato niente, uno stato da cui si esce solo comprando qualcosa, anche se non è in saldo (e così mi è successo: alla fine 2 magliette da H&M, una grigia con farfalle bianche e una viola, comunque per un prezzo ridicolo). Ne ho approfittato almeno per farmi una mappa dei maggiori negozi di abbigliamento di Vienna 🙂

Le possibilità sono 2:

_MG_0819Kärtnerstraße e dintorni – la lotta con turiste da tutto il mondo è assicurata; lunghe code alle Kabinen e caos da saldi un po’ dappertutto (quasi tutti i negozi hanno almeno due piani). Prima di arrivare allo Stephansdom si riesce a incappare in ben 3 H&M (uno dei quali con marchio Divided), un Pimkie e un Tally Weijl (esiste anche in Italia ma in Veneto non è ancora arrivato), uno store Benetton e uno di Tchibo (chiuso fino _MG_0826all’8 agosto, vende un po’ di tutto ma la S è come la nostra M), un negozio di Geox (!) e uno di Sisley, così come una filiale di Claire’s, negozio di accessori capace di accontentare tutte, dalle truzzette alle goticone (e ovviamente non ancora esistente in Italia, mannaggia). Ma si trovano anche piccoli outlet, da quello di Jones a Outlet and the city (dove spero lunedì di ritrovare una bellissima maglietta nera e bianca). E _MG_0828due negozi di Humanic, catena di scarpe e accessori in cuoio che mette in bella mostra un sacco di marche italiane accanto alle multinazionali classiche, da Nike a Adidas, peccato per i prezzi alti nonostante i saldi. 
A Stephansplatz hanno trovato un posto strategico Zara _MG_0846(ma ce n’è un altro più piccolino anche in Kärtnerstraße) e Stefanel, mentre H&M si è aggiudicata il quarto negozio nel giro di 200 metri (ma ha senso?) in un vecchio palazzo barocco, e varrebbe la pena entrarci solo per questo. Shopping ViennaPoco più in là c’è il Tchibo dove ho comprato la mia giacca jeans (*__*) e soprattutto Accessorize e la marca correlata di abiti Monsoon; chi avesse tra i 150 e i 300 euro da spendere in questo periodo potrebbe trovare non dico l’abito da sposa ma qualcosa che ci si avvicina sì.
E poi ci sono le stradine laterali in cui sopravvivono le boutique ma dove si possono trovare anche mostri come D&G. Seguendo le indicazioni per il Rathaus si attraversa una stradina con alcuni negozi specializzati in accessori realizzati artigianalmente (con conseguenti prezzi folli).

_MG_0883Mariahilferstraße – dopo averla vista un paio di volte, sono convinta che sia il posto migliore dove andare. Perché i negozi sono vicini l’uno all’altro, perché è raggiungibile in auto, perché è meno interessata dalla piaga turistica e non ci sono assurdi lavori in corso o alberi che restringono la carreggiata. Come sempre, H&M (almeno 3), un Benetton, un Pimkie, un Claire’s, un Tally Weijl, qualche Humanic, un paio _MG_0890di Zara… Ma anche negozi che si trovano solo qui, in primis Orsay, che ho conosciuto nel 2001 in Germania e ho sempre sperato di ritrovare un giorno: ha prezzi ottimi e una sezione di maglie, gonne e vestiti eleganti niente male, buon gusto, insomma, e ordine. Lì vicino c’è anche Max, che propone un ottimo assortimento di scarpe ordinate sugli scaffali per numero invece che per modello; avevo quasi trovato i sandali _MG_0865che cercavo, sigh. Degni di nota anche New Yorker (abbigliamento e accessori casual economici), Turek (piuttosto caro, ha anche marche come Diesel e Fornarina) e Stiefelkönig (scarpe), mentre si trova anche Promod e perfino Miss Sixty (invece Bershka in Austria non c’è ancora). Per farsi due risate c’è sempre World of Accessories, con borse, scarpe e collane davvero kitsch, mentre per i fan Apple c’è qui uno dei rivenditori locali, MC Station (però nel negozio di Mariahilf non ci sono ancora stata). La lista sarebbe ancora lunga, ma dà un’idea di quello che ci si trova, per non parlare dei supermercati e ristoranti, mentre in Kärtnerstraße si è più orientati verso le Mozartkugeln e i rivenditori imparruccati di biglietti per l’opera. 

Due cose interessanti ho notato in questa settimana di “Einkaufsfieber”: la povertà di idee della cosiddetta “fast fashion”, che spesso propone gli stessi identici prodotti (del resto non sono altro che versioni economiche delle marche prestigiose da cui scopiazzano), agli stessi prezzi, con la conseguenza che alla fine un marchio vale l’altro. E comunque la furbizia delle dirigenze nel proporre vestiti dagli stili più diversi per accontentare tutti, donne velate musulmane comprese.

Dimenticavo: le TAGLIE (femminili)! 
Nessun problema per le scarpe (Italia rulez!), mentre per l’abbigliamento si trovano o le classiche S, M, L ecc., oppure i numeri in decine: alcuni negozi (Pimkie) hanno anche la taglia italiana, altri (H&M) hanno solo quelle tedesche, abbastanza diverse. Per esempio, io sono una 42 e qui mi va una 36. Quindi: 40=34, 42=36, 44=38, 46=40 ecc. Insomma: vostra taglia-6. Vale per maglie, abiti e pantaloni.

_MG_0881Ad accompagnarmi alla scoperta di Mariahilf niente meno che la mia coinquilina, Gabi, che con un tempismo perfetto (…) è tornata ieri. Simpatica, beve un po’ troppa Coca-cola e ha la passione per le cose colorate e gli orecchini dalle forme più assurde. Siamo decisamente agli opposti come abbigliamento e corporatura, ma è stato interessante vedere i posti dove mi ha portata. Quasi sicuramente tornerà anche stasera non prima delle 3 di notte.

E domani? Uhrenmuseum? Kunsthistorisches Museum? Zoo di Schönbrunn? Per il momento mi basterebbe che *qualcuno* si decidesse ad arrivare…

Rathaus Filmfest: Tosca

luglio 26, 2008

“E avanti a lui tremava tutta Roma!” 

Per un attimo ho temuto di essere destinata a non vedere mai Tosca: prima il diluvio universale all’Arena di Verona, a giugno, adesso il tempo assurdo di questa settimana… Ma finalmente ce l’ho fatta, e ne è decisamente valsa la pena. 

_MG_0858 Al Rathaus Filmfestival proiettano la registrazione dello spettacolo messo in scena nel 2007 a Bregenz, in questo fantastico festival che si svolge sulle rive di un lago. E con una location del genere non si poteva che esagerare (con ovvie lamentele di qualche critico): abiti moderni, kalashnikov e ambientazione alla 1984, con il gigantesco affresco di un occhio sul fondale, sostituito nel corso dell’opera da uno schermo.
Sono poche le grandi opere contestualizzate in un periodo storico preciso (l’opera è del 1900, il periodo della storia il 1800) e con toni così apertamente polemici e politici (anticlericalismo a mille). Forse anche per questo mi è davvero piaciuta: la storia è drammatica e piena di colpi di scena e Tosca è finalmente una donna che non si limita a subire ma reagisce, arrivando perfino a uccidere, anche se sempre per amore. E la scelta del regista di mostrare esplicitamente il desiderio perverso di Scarpia, capo della polizia papalina, per la protagonista, toglierà un po’ di poesia ma dà quel tocco di realismo che non guasta mai.
Interpreti bravi (la parte vocale di Tosca è difficile), tantissime comparse e perfino un coro di bambini. Vederla dal vivo dev’essere stato spettacolare.

Replica: sabato 23 agosto, inizio alle 20.40. Sottotitolato in tedesco (ma tutto sommato si capisce, anche se nessun interprete è italiano). Tre atti per un totale di 125 minuti.

Misteri milanesi

luglio 23, 2008

Cercando informazioni per aggiornare il calendario eventi in Italia (lavoraccio -___-; ) sono capitata in un incredibile sito per il turismo verso Milano. Leggendo la presentazione viene da chiedersi se vogliano il premio di città più antipatica o se non sia una raffinata tecnica di marketing territoriale:

“Ci si può innamorare di Milano per le ragioni più varie. La si può odiare per un numero di motivi anche maggiore. Rimane la città italiana più europea e più globale, capace di assorbire masse d’immigrazione – veneti e meridionali nel ‘900, extracomunitari oggi – senza farsene trasformare ma anzi infettandole con la sua abitudine a fare, la sua capacità di riuscire.
Forse non è una città turistica, o lo è soltanto per il turismo d’affari. Ma forse sono i turisti a non averla ancora capita.”

Notare come la presentazione inglese, adattandosi al target, sia leggermente diversa:

“Some people have actually fallen in love with Milan at first sight as soon as they set foot on its soil (and inhaled the exhaust of its traffic jams…) but the majority of those who visit Milan feel betrayed by its fast-paced work ethic. Hold it! Milan is not inhumane, certainly not more than any other city of its size and wealth, and it does have a very long history and rich cultural traditions.”

Viene da chiedersi cosa dicano nella versione in cinese…

Intanto inizio a conoscere il direttore dell’ufficio: lunedì mi ha detto che ero troppo silenziosa, martedì ha scoperto che canto e mi ha proposto un concerto all’Istituto Italiano di Cultura, oggi mi ha proposto di scrivere a quattro mani un articolo a tema “Turismo e cultura”… E mancano ancora due giorni alla fine della settimana O__o

Piccolo PS: Prelevato un po’ di soldi dal bankomat del 24h banking di BankAustria. Nessuna commissione 😀 (mentre quei tonti delle Poste mi avevano preparata a pagare 1,75 €)
EDIT: e invece la commissione l’ho pagata, alla fine 😦 Però, ci sono voluti 3 giorni perché venisse notificato il prelievo.

Tra l’incudine e il martello

luglio 22, 2008

Sapevo che prima o poi sarebbe capitato anche a me. E purtroppo ho reagito come immaginavo. 

Oggi è stato il giorno del Südtirol, ma è da sempre per ovvi motivi una località molto richiesta dagli austriaci. Peccato che di Merano (la località più ricercata) da tempo abbiamo solo un libretto con info generali, nient’altro.
Arriva una signora, vuole una lista di alloggi a Merano, ma non vuole gli hotel, che al limite sono anche nel database del sito italiano dell’Enit, no: vuole i Ferienwohnungen o affittacamere in zona. Le spiego gentilmente che di Merano abbiamo solo quel libretto, e lei non fa niente per mascherare la sua contrarietà. Al mio proporle gli hotel come alternativa, almeno per darle qualcosa, inizia ad irritarsi. Chiede quanto ci vorrà ad avere i nuovi cataloghi, e se la prende con me perché non c’è quello che vuole. Le spiego per l’ennesima volta che noi continuiamo a chiedere, ma non dipende da noi se poi non ci arriva niente. 
Quando mi chiede quanto deve pagare per il materiale, le dico con voce neutra per non urlarle addosso, “es ist alles konstenlos”.  Saluta e se ne va.
Qualcuno ha detto che gli austriaci sono così: o gentilissimi e a ricoprirti di “danke vielmals” e perfino del lusinghiero “Sie haben mir geholfen”,  o pronti a incenerirti appena qualcosa va storto.
Peccato che in tutta questa storia, la signora avesse straragione ad arrabbiarsi. Quando se n’è andata ho chiesto alla mia collega se aveva notizie dei nuovi opuscoli: mi ha risposto che mesi prima, dopo decine di solleciti, da Merano avevano mandato 10 opuscoli 10, andati via in due giorni. Al loro chiederne in quantità maggiore, non hanno più spedito niente. E noi siamo in mezzo, tra turista che esige e ente turistico che inspiegabilmente non fa il propro lavoro. Già, decisamente un compito ingrato.

Se il tempo tiene, stasera Mozart, Strauss ma soprattutto “Pini di Roma” di Respighi, con Karajan a dirigere i Berliner Philharmoniker. Nessuna replica.

Rathaus Filmfest: Dornröschen

luglio 21, 2008

C’è voluta una fredda e lunga serata (il widget dice 16 gradi, e gli credo) per farmi capire qualcosa: e cioè che il balletto probabilmente non fa per me. 

 Insomma, la Bella addormentata di Tchaikowsky, con le coreografie di Nureyev e lo stesso Nureyev come protagonista maschile (Veronica Tennant nella parte della principessa), anche se in una produzione del 1972… E invece sono rimasta perfino un po’ annoiata. La musica è sempre bellissima, dalla sua parte questa produzione canadese aveva anche gli sfarzosissimi abiti di scena, roba che decisamente non si vede tutti i giorni. Però la storia, come spesso accade, è solo un pretesto per sfoggiare le straordinarie abilità tecniche dei protagonisti (e non solo). Balletti di gruppo, assoli, ballo a coppie, piedi che restano sulle punte per quasi due minuti… 
Ho pensato che chi odia la lirica lo fa per motivi molto simili: troppo protagonismo, urla e monologhi canori nel bel mezzo di una scena d’azione… Però almeno lì c’è una storia con dei personaggi che fanno qualcosa oltre che a svolazzare qua e là, eh.

Forse semplicemente mi aspettavo qualcos’altro, mentre le coreografie, il linguaggio del corpo, i simboli che ci stanno dietro richiedono un’attenzione che vada oltre la superficie. Per questo cercherò se possibile di andare a vedere anche Il lago dei cigni, quando faranno la replica. Sperando di riuscire ad apprezzare di più questo mondo a me sconosciuto.

Per Dornröschen, la replica è prevista per l’1 settembre, ore 20.20.

Museen am Samstag – MAK

luglio 19, 2008

MAK-1Eh sì, perché se la domenica è il giorno dell’entrata libera ai musei municipali, il sabato tocca al Museum für Angewandte Kunst (Museo delle arti applicate) mostrare i suoi tesori. E non solo per quanto riguarda la mostra principale, ma anche per quelle temporanee.
Per la prima volta, brutta sorpresa: non si può fotografare, neanche con il flash. Ed è un peccato, perché l’edificio è completamente decorato all’interno, e i due piani sono collegati da una sontuosa scalinata con tanto di vetrate alle pareti. MAK-interiorHo fatto l’italiana e qualcosa potete vederlo comunque qui a fianco :P. 
Ma forse è stato meglio così: perché se avessi avuto anche la possibilità di scattare foto non sarei arrivata neanche alla fine dei sotterranei. Se il Wien Museum ha davvero un milione di pezzi (cosa che dubito) qui siamo almeno a cinque volte tanto: da tutto il mondo, ma soprattutto dall’Europa occidentale, sono stati raccolti qui mobili, vestiti, sedie, divani, tazze, bicchieri che venivano utilizzati quotidianamente nelle varie epoche, dal medioevo (bicchieri e abiti del 1200!) fino ai giorni nostri. La “Studien Sammlung” al piano sotterraneo è divisa per materiali, dalla porcellana al metallo, permettendo di osservare l’evoluzione delle forme e delle tecniche, evoluzione legata strettamente alla storia di chi quegli strumenti li utilizzava. E sorprende vedere ciotole di porcellana cinese di 800 anni fa avere l’identico stile minimalista (e i colori!) di quelle che si trovano oggi all’IKEA. E’ sicuramente la sezione più ricca, arrivando fino al 2007; tra le sale da non perdere, quella del vetro, dei vestiti (centinaia di campioni di tessuto!) e dei divani (quello a forma di labbra ve lo ricordate? C’è :D)
Mancava mezz’ora alla chiusura quando sono arrivata al primo piano, ormai allo stremo: e ovviamente c’era ciò che mi interessava di più, cioè i lavori della Wiener Werkstätte e i disegni preparatori per palazzo Stoclet di Klimt. Quello con l’albero era in restauro, ma la danzatrice e l’Abbraccio erano lì 🙂 Motivo per ritornarci assolutamente prima di andare a casa. 

Due le principali mostre temporanee: una su Julian Opie (fino al 21 settembre), tra i più importanti artisti contemporanei inglesi. Non c’è tanto da vedere ma è molto creativa, soprattutto nei video-quadri sul Giappone e nella “bambola” che grazie a un effetto olografico (quello delle action card insomma) si muove insieme a chi la guarda.
L’altra (fino al 17 agosto) riguarda una coppia di artisti austriaci, tali Deutschbauer e Spring, e i loro 100 manifesti, tra cui uno presentato alla Biennale di Venezia. Non conoscendoli non so che dire, ma sono simpatici.
Per tutte le esposizioni veniva dato un volantino (tedesco o inglese) con la spiegazione di ogni opera. Ok che anche le esposizioni sono state curate da degli artisti, ma una targhetta bilingue non avrebbe deturpato la visuale a mio modesto parere.

Ammetto di essermi trovata per la prima volta un po’ in difficoltà. Se mai vi venisse voglia di visitare il MAK (merita, eh), o fate in due giorni o arrivate per tempo: io ci ho messo due ore e mezza e quasi non lo finivo, due ore comunque non ve le leva nessuno, e visto che qui dopo le 18 vi sbattono fuori anche dal supermercato, figurarsi da un museo.

Info varie:

Stubenring 5, A-1010 Wien
Tel. (+43-1) 711 36-0
Fax (+43-1) 713 10 26
E-Mail: office@mak.at
Sito web:  http://www.mak.at/e/jetzt/f_jetzt.htm 

Orari:
Lunedì chiuso
Martedì (MAK NITE©) 10.00–24.00
Mer–Dom 10.00–18.00
Chiuso: 25/12, 01/01 

Prezzi: 
Gratis sabato, per bambini fino ai 6 anni, 26 ottobre (festa nazionale)
€ 9,90 adulti con Guida-MAK/€ 7,90 senza 
€ 5,50 per gruppi da 10 persone, studenti, over 60
€ 6,30 con Wien-Card, Ö1-Card
€ 11,- carta famiglia (1 o 2 adulti con almeno un bambino di meno di 14 anni)

Succede a Vienna…

luglio 17, 2008

Un virtuoso del violino, in qualche stanza dei condomini qui attorno, sta studiando con la finestra aperta. Mi sto congelando (perché sì, piove di nuovo), ma è un piacere sentirlo. 
 

L’autorevole Grissinen segnala questa interessante proposta di “citizen control” di Billa: i loro prodotti sono *ovviamente* “supersensazionalmentefreschi”, ma se per caso dovessi trovare qualcosa di scaduto? Risposta pronta: per ringraziarti di averli avvisati, ti cucchi il prodotto o qualcosa di simile GRATIS (e non scaduto, ovviamente :P). Però nei Billa che conosco quest’avviso non l’ho ancora visto… Paura? 😛

_MG_0714Restando in tema di cibo e supermercati: resto della mia idea che Spar sia molto caro, ma ogni tanto si trovano anche cose carine: prima di tutto, il pane integrale (10 fette) a 0,79 € (!!!). Andando proprio a prendere il pane ho pensato bene di ampliare la mia dieta con un po’ di riso, e con circa un euro mi sono portata a casa questo “Kochbeutel Reis Longkorn”… Aperta la scatola, sorpresa: 4 bustine (e in effetti “Beutel” vuol dire buste), ognuna per 2 porzioni. _MG_0716Si mettono nell’acqua bollente e fanno anche da scolapasta… Quante volte il riso asciutto vi è scappato per metà fuori? Ecco, ora non succederà più :D! Anche se serve un sacco di acqua, perché ‘sto riso sembra piccolino ma diventa mostruoso. E ci metterò un bel po’ per digerire la mia Beutel al pomodoro e lenticchie 😛

E poi, dal lavoro, la chicca finale: uno spaventatissimo turista austriaco che ci ha telefonato in ufficio per sapere com’era la situazione con le meduse sul LAGO DI GARDA… lol!