Parliamo un po’ di stage…

… visto che grazie al Corriere ho scoperto l’interessante blog Repubblica degli stagisti, che stila una lista delle aziende che trattano meglio i propri stagisti, e dà qualche consiglio (alcuni opinabili, però) a chi si appresta a iniziare il suo primo stage e spera, se non di guadagnare o essere assunto, almeno di imparare qualcosa.

La mia situazione è particolare: sono partita col progetto Erasmus Placement, che è come l’Erasmus solo che invece di studiare lavori. L’università di Verona aveva messo a disposizione 27 posti (nelle università più grandi sono spesso di più) per le aziende più disparate (spesso filiali di aziende o enti statali italiani), in tutta Europa e in qualunque periodo dell’anno (alcune volte sono gli stagisti a poter decidere), dai 3 ai 6 mesi (con possibilità di proroga, credo). Almeno 3 mesi perché è il minimo per ottenere il finanziamento dell’UE, che entro 45 giorni dall’arrivo nel Paese ospitante dà allo studente Erasmus placement 1800 euro di contributo spese (per me che sto via 3 mesi, quindi, 600 euro netti al mese).

Io ho deciso di partecipare all’ultimo momento, dopo aver letto di questa iniziativa e aver portato i documenti necessari il giorno esatto della scadenza. Vienna perché era l’unica località di lingua tedesca che proponesse stage in estate. E tra i (tanti? pochi?) curricula l’ente ospitante ha scelto il mio. Via mail abbiamo stabilito il training agreement, il contratto di lavoro insomma, e poi sono arrivata qui. Senza questa possibilità non sarei mai potuta andare in Erasmus, visto che il conservatorio ha frequenza obbligatoria e non mi è permesso perdere le lezioni, per nessun motivo (e due borse Erasmus sono incompatibili). E mi vale anche come stage, che per la specialistica è obbligatorio.

A parte i soldi che non sono ancora arrivati (…), per il momento fila tutto liscio (sono già 17 giorni che sono qui, ué!). Però oggi, complici i pochi clienti e la tirata di ieri al Filmfest, ho avuto un momento di abbiocco e anche un po’ di depressione. Perché se avessi avuto la residenza qui da almeno 3 anni, avrei già un lavoro, visto che all’ENIT stanno cercando una persona che parli bene l’italiano e li aiuti con il sito Internet, la stesura di comunicati per la sede centrale ecc. Ho pensato se forse se avessi fatto lo stage l’anno prossimo avrei avuto forse più possibilità di mettere a frutto quest’esperienza. Ma mi manca un anno alla laurea, l’anno prossimo sarà come il 2007, presa fino al collo per la tesi (e ho anche l’esame di terzo anno in conservatorio!)

Spero insomma che, nonostante tutto, questi tre mesi servano a qualcosa. A lavoro dicono che il mio tedesco è ottimo, non so se sia per incoraggiarmi ma non fa che spingermi ad andare in questa direzione, anche perché da un lato il Veneto commercia moltissimo con Germania e Austria, dall’altro sono questi i Paesi in cui la gente ritiene la musica classica non roba da museo ma qualcosa di vivo da apprezzare e sostenere. Se mi decidessi definitivamente di fare la musicista professionista, qui troverei un terreno migliore rispetto all’Italia. 

Ma purtroppo finché non ho deciso è inutile fare qualunque previsione. So solo quello che non voglio: vivere a Vicenza. Non ho parenti di appoggio in nessun Paese estero, quindi uno vale l’altro. 

L’unica cosa che spero è che, alla fine, non sia qualcuno a decidere per me.

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10 Risposte to “Parliamo un po’ di stage…”

  1. Grissino Says:

    Ah ah, si vede che sei in depressione… ma su, su, fai un saltino alla pasticceria Aida in Stephanspaltz e comprati un buon dolcetto… vedrai che ritorni di buon umore (aperta fino alle 22.30 credo). Vienna é famosa per la musica ma anche per le cose da mangiare, dolci in particolare. I viennesi sono dei ghiottoni, ecco perché mi ci trovo bene qui 😛
    Quanto alla tua vita, beh… finisci gli studi prima, che senza quelli, comunque non si va da nessuna parte, specialmente fuori dall’Italia. Questi tre mesi ti serviranno per migliorare il tuo tedesco e per capire se questa é la cittá giusta dove trasferirti. Dopodiché finirai le tue cose in Italia e te ne verrai qui o in un altro posto. Per intanto pensa a godertela ossia a vivere la cittá per capire se ti piace. Questo é il tuo compito ora.

    P.S.: Sapessi io il tedesco come lo sai tu 😦

  2. xalira Says:

    Grazie per il supporto morale 😉 L’Aida ce l’ho anche a due passi dall’ufficio, al Kärtner Ring, magari ci faccio un giro domani.
    E’ che è difficile, eh, vivere nell’ansia per il futuro. Ok, forse non dovevo scegliere scienze della comunicazione e giornalismo, ma sono la prima laureata della mia famiglia quindi ho dovuto scegliere da sola.
    Ma siamo di sangue forte, mio nonno è sopravvissuto in campo di prigionia (grazie al tedesco) quindi non mi scoraggerò tanto facilmente 😀 Ci sono cose peggiori nella vita. E se le cose vanno male, bisogna avere coraggio e prendere delle decisioni come hai fatto tu 🙂

    ‘Notte!

  3. Grissino Says:

    Ah bene, supporto pasticceria dietro casa. Ma anche io ho qualcosa di simile. Magari non cosí raffinato ma insomma… in compenso tiene aperto fino a tardissimo. 😉
    Comunque proprio dietro (anzi davanti) al Rathaus c’é Landthman che é una pasticceria molto buona, oppure va bene anche Oberlaa (ce n’é una piccola anche al Naschmarkt). Aida insomma va bene, ma non é il top secondo me. 😉 Il vantaggio é che é ovunque! 😛

  4. Morpheu5 Says:

    “Grazie al Corriere”.

    Uff.

    E io che mi spreco a fare? :*

  5. xalira Says:

    Ma Moppo, ti ho detto che l’avevo già trovato io! 😛

    @Grissino: provo Oberlaa allora, il Naschmarkt è a due passi dallo studentato 🙂 Grazie!

  6. nonhovoglia Says:

    Ma per ora concentrati sull’adesso il futuro e’ una mera illusione della mente :))))) btw ho dato la dritta che cercano qualcuno ad un paio di amici che stanno cercando lavoro………..c’e’ un email a cui inoltrare il cv ?

  7. xalira Says:

    @bas: ma i tuoi amici sono qui da almeno 3 anni? perchè se sì posso informarmi…

  8. ShuriMaltese Says:

    Nene???? Tutto sommato la cosa non mi stupisce cosi’ tanto, anche se ovviamente mi dispiace un po’ 😉 comunque hai fatto quello che volevi fare, e senza Giornalismo non avresti fatto moltissime cose che invece hai adorato (e non rompere chiedendomi ”cosa?”, che le sai meglio di me…). Non vedo l’ora di riabbracciarti stretta stretta, pucciottina! (e questo orrendo eccesso di zucchero e’ per quello che hai scritto, tie’). A presto

  9. xalira Says:

    @Shuri: decisamente il caldo ti ha squagliato il cervello. Pensa a portare a casa una bella maglia dell’hard rock café, piuttosto 😛

  10. 10.000! :D « NON SOLO SACHER Says:

    […] Parliamo un po’ di stage… […]

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