Archive for agosto 2008

Vita da Erasmus…

agosto 29, 2008

Haus Margareten_genteMi sto rendendo conto solo adesso quanto effettivamente andare in un Paese straniero per studiare o per lavorare sia *abbastanza* diverso. La vita dello studente Erasmus (parlo per esperienze raccontate) è fatta sì di lezioni, ma le associazioni locali si fanno di solito in quattro per portare la gente a spasso, a feste che vanno avanti fino a notte inoltrata ecc. ecc. ecc. Se si deve essere in ufficio alle 9, e pure prepararsi il pranzo in anticipo, anche andare a dormire a mezzanotte e mezza diventa un dramma, purtroppo. Ma anche stavolta per fortuna ne valeva la pena.

Rathaus Filmfest_Don GiovanniRathaus Filmfest - Don GiovanniMercoledì, l’unica proiezione al Rathausfilmfest 2008 del Don Giovanni, rappresentata nel 2006 al teatro dell’opera di Zurigo. Interpreti assolutamente all’altezza delle parti, e in particolare Don Giovanni e Leporello erano credibili e divertenti. Forse la parte più drammatica (e difficile da rendere), quella del finale, non era così efficace anche se era buona l’idea di usare una statua africana per rappresentare lo spirito del commendatore che viene invitato a cena. Zerlina scatenata, e anche qui non si è rinunciato a una messa in scena moderna e parecchio sexy, ma che non stona visto il protagonista.
Più di tre ore di durata, ma la trama è così ben costruita e la pronuncia così perfetta e pulita che al massimo si sente solo la fatica di stare a fissare uno schermo seduti su di una sedia di legno.

Haus Margareten_genteHaus Margareten_genteIeri invece è stato il turno dell’Abschiedsparty di Cristina, la ragazza spagnola che ha scritto a Vienna la sua tesi e adesso sta inviando CV a tutte le fabbriche di birra della zona. Con lei, Mozhgan (iraniana) e Lenka (slovacca) ho passato qualche bella serata a parlare delle nostre disavventure, ascoltare com’è la vita in Iran e confrontarci sulla condizione delle donne nei nostri Paesi (in Svizzera fino a pochissimo tempo fa la donna sposata prendeva il cognome del marito, per legge!).
Haus Margareten_genteUna domenica in cui Cristina era particolarmente stanca l’ho portata a Rathausplatz e ci siamo bevute una bella Himbeer-bowle; la cosa incredibile è che lei, qui da 6 mesi, non c’era ancora mai stata.
Ieri uno screzio forse dovuto al nervosismo da festa mi ha rovinato la serata e di fatto sono rimasta in un angolo a parlare con alcune ragazze slovacche, non ultima la mia coinquilina, che è così gentile da avermi invitata a casa sua a Bratislava. Però devo ammettere che la sangria e la Schwarzwälder Kirschtorte erano superbe.

Mi sa che devo un pochino riposarmi, se voglio andare in giro questo weekend (tempo permettendo). Ci sono il Volkstimmefest al Prater, tre cimiteri monumentali, la mostra del World press photo, per non dimenticare La figlia del reggimento al Rathaus domenica sera! Sì, stasera meglio riposarsi…

Ah, il lavoro: per la prima volta sono rimasta sempre negli altri uffici, dando una mano nei vari settori. La cosa più interessante è stata di sicuro l’archiviazione della rassegna stampa dai giornali austriaci: come sempre esce fuori un’immagine poco rassicurante dell’Italia, a rischio invasione da meduse e inefficiente nelle situazioni d’emergenza. Il marketing da solo non serve a niente, e se i problemi restano (vedi Napoli) va chiamato con il suo vero nome: presa in giro.
Piccola soddisfazione: qualche mia foto di Vienna verrà usata (con tanto di accredito, spero) per illustrare agli operatori italiani il convegno che stiamo organizzando per il 10 settembre.

Supermercati e cibarie

agosto 26, 2008

Non finirò mai di stupirmi degli orari incredibili che hanno i supermercati da queste parti. Anzi, li scrivo qui così è la volta che me li ricordo:

Billa:
Lun-Gio 7.30-19.00
Ven 7.30-19.30
Sab 7.30-18.00

Zielpunkt:
Lun-Mer: 08:00-19:00
Gio: 07:30-19:00
Ven: 07:30-19:30
Sab: 07:30-18:00

Hofer:
Lun-Ven: 08:00-19:00
Sab: 08:00-18:00

 

Dal momento che sto finendo il contante ho iniziato a usare la carta Postamat per i pagamenti. Il circuito è il Maestro, che è anche usato da BankAustria, ma qui hanno avuto la brillante idea di inserire un chip nelle carte e installare lettori che non supportano le carte che ne sono sprovviste. Insomma, la Quick-Karte Odyssey che si ripete. Qui nei paraggi posso pagare con il mio bancomat solo da Hofer, e il pagamento viene regolarmente registrato in un paio di giorni e senza commissioni, mentre le macchinette di Zielpunkt e Billa si rifiutano categoricamente di accettarla. Ok che per me che spendo 5-6 € alla volta non è terribile pagare in contanti, però… Comunque la cosa non fa che fidelizzarmi ancora di più a Hofer: da Billa ci vado solo per la Barilla e la polpa Mutti a 0,99 € e da Zielpunkt per la carta igienica (2,19 € per 8 rotoli, imbattibile!) e magari qualche zuppa. Interessante anche il fatto che frutta e verdura che arrivano in “promozione pazzesca” da Zielpunkt te la ritrovi senza tanto clamore e nelle identiche confezioni da Hofer. Però ogni tanto penso ancora a quel Kg di pomodori italiani a 1 € da Billa, mai più capitato. La verdura austriaca spesso non sa di niente.

Cena - Semmel KnödelDopo quasi due mesi invece ho deciso di smetterla di mangiare solo pasta al pomodoro e minestre liofilizzate, e passare a qualche delizia locale. Vi consiglio caldamente i Semmel Knödel che si trovano da Zielpunkt: il preparato è chiuso nelle Kochbeutel come il riso della Spar, ed è davvero uno scherzo prepararli. Io li tuffo nella Klare Suppe (brodo), ma c’è anche chi li mangia asciutti.
Cena - BackerbsenHo scoperto appena un paio di giorni fa i Backerbsen, e stanno diventando una droga: all’inizio il nome e la forma mi avevano ingannata e credevo che fossero tipo ceci soffiati (^^; ), invece sono palline di pasta fritte, ottime anche queste come “Suppeeinlage”. Quelli in foto li avevo lasciati troppo a bagno, il massimo è mangiarli quando sono ancora “knusprig”, belli croccanti 😛
Ah, e poi il Salat-dressing: sempre da Hofer si trova un mix di erbe aromatiche in barattolo a cui basta aggiungere della Schlagobers, è perfetto. Ma ogni tanto mi domando dove voleranno i livelli di colesterolo del mio povero sangue… E meno male che non mangio carne.

Museen am Sonntag – Hermesvilla

agosto 25, 2008

Se c’è una cosa che mi sta dando questo soggiorno a Vienna è sicuramente la capacità di cambiare in fretta i programmi per la giornata. Questo weekend, dopo gli stress al lavoro (che per la cronaca mi attendono al varco oggi), avevo deciso perfino di cucinare qualcosa da portare in ufficio, leggere, guardare un film… E invece quello che sembrava un tempo schifoso è diventato una giornata con vento sì a 20 km/h, ma perfetta per uscire con uno dei miei soliti itinerari.

Lainzer TiergartenLainzer TiergartenGrazie al sito della Wiener Linien è stato un giochino trovare i collegamenti per arrivare fino al Lainzer Tiergarten, l’ex residenza di caccia imperiale dove si trova la Hermesvilla, che essendo nel circuito Wien Museum la domenica è gratis. U4, S-Bahn 60, bus 60B; tre cambi puntuali e liscissimi nelle coincidenze, fino ad arrivare alla Lainzer Tor, l’entrata principale. In una casetta di legno sulla sinistra viene presentata in breve la fauna del parco, dai tritoni ai daini (impagliati 😦 ). Visto che non viene data la piantina è bene se si ha una fotocamera digitale fare una foto di quelle in bacheca, anche se agli incroci sono ben segnalati i percorsi. Lainzer TiergartenLainzer TiergartenIl parco viene chiamato “Tiergarten”, zoo, e a ragione: gli animali sono liberi ma scorrazzano dentro zone delimitate, che i visitatori possono attraversare con dei cancelli da richiudere subito. E alle 14 vengono nutriti, dando anche una buona occasione per vederli da vicino. Ovviamente sarebbe vietato dar da mangiare per il rischio di essere morsi, ma chi tiene fermi dei bambini che vedono un daino avvicinarsi con quegli occhioni? 🙂

Lainzer Tiergarten - HermesvillaLainzer Tiergarten - HermesvillaLa Hermesvilla venne costruita negli anni ’80 del 1800 e voleva essere un regalo di Franz Joseph alla moglie Elisabeth (Sissi) nella speranza di tenerla di più a Vienna (e salvare il matrimonio, aggiunge maligna Lonely Planet). Ma non sortì l’effetto sperato e Sissi ci abitò solo in pochissime occasioni, dopo averla comunque battezzata con il nome di Hermes, il dio greco protettore dei viaggiatori. Questo nel 1886; quando venne assassinata la casa passò alla figlia Valerie, ma dopo il secondo dopoguerra la casa era in tale stato di abbandono che rischiò la demolizione. Lainzer Tiergarten - HermesvillaLainzer Tiergarten - HermesvillaFu allora che un’associazione di “Amici della Hermesvilla” riuscì a salvarla, rimetterla in sesto e valorizzarla con importanti mostre di carattere storico e sociale di cui al primo piano si possono vedere ancora i manifesti. E oggi, inserita nell’istituzione Wien Museum, è tornata all’antico splendore.
Lainzer Tiergarten - HermesvillaLainzer Tiergarten - HermesvillaDoveva essere proprio un matrimonio in crisi se rifiutò un simile regalo: ok Schönbrunn, ma questa è di una delicatezza unica, con le porte d’entrata e gli archi tutti merlettati, una via di mezzo tra Jugendstil e Liberty che creano dei bellissimi giochi di luci e ombre. La struttura è un po’ quella di un fortino, con le mura perimetrali e una fontana al centro, davanti alla villa. Lainzer Tiergarten - HermesvillaLainzer Tiergarten - HermesvillaAll’interno al primo piano è stato ricostruito l’ambiente originario, pur con molti meno mobili: il legno intarsiato la fa da padrone (bellissimi lo scalone che unisce al piano terra e i soffitti a cassettoni), così come le “sale tematiche”, da quella con affreschi che ricordano Pompei alla stessa camera da letto dell’imperatrice, decorata a tema “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, la sua opera teatrale preferita. Decisamente in contrasto con la stanza del consorte, che aveva un unico armadio per tutte le uniformi e dormiva su di un letto di ferro. 
Lainzer Tiergarten - HermesvillaNella Dauerausstellung è compreso anche “Chic”, un breve viaggio nell’evoluzione della moda femminile da fine ‘800 a oggi. Allestimento moderno con tanto di rumori d’epoca, ma non so, vestiti e accessori non mi sembravano così rappresentativi. Ma me ne intendo troppo poco per criticare.
Al piano terra invece si tengono le mostre temporanee, fino al 26 ottobre ce n’è una sulle “memorie di una Vienna distrutta”, frammenti di edifici che vennero demoliti durante l’espansione della città. Avrebbe potuto esserci anche un pezzetto di Hermesvilla…

Lainzer TiergartenLainzer TiergartenResistendo alla tentazione di una Punschtorte mi sono incamminata in direzione Wiener Blick, un punto panoramico in cima a una collina. Una scarpinata, ma ammazza che “Blick”! La Kirche am Steinhof di Wagner che brillava al sole, il Fernwärme (possibile?) che le rispondeva dall’altra parte della città. E torri, tetti, grattacieli, tutta Vienna in un solo sguardo. Con una mappa e un buon binocolo si potrebbe restare lì per ore. Poco distante una stele ricorda il punto da cui nel 2002 l’imperatore giapponese Akihito e consorte, in viaggio diplomatico, ammirarono Vienna. 
Lainzer TiergartenLainzer TiergartenDal Wiener Blick è possibile partire verso l’interno del parco o proseguire verso nord per uscire alla Nikolai Tor. Era già tardi e ho preferito la seconda opzione. L’altra cosa affascinante del Tiergarten è che avere incontri ravvicinati con gli animali non solo è possibile, ma è quasi naturale. Così Lainzer TiergartenLainzer Tiergartenquando si sente un rumore di foglie, quasi sicuramente sta avvicinandosene uno. Facendo attenzione sono riuscita a vedere due daini femmine e ben cinque cinghiali (tra cui una famiglia con cucciolo), peccato che la macchina attualmente sia un disastro per questo tipo di foto. Per chi avesse paura/sfortuna gli animali si possono guardare in tutta sicurezza anche nei modi che ho già detto.
Lainzer Tiergarten - NikolaikapelleMassima delusione per la Nikolaikapelle, anonima e forse nemmeno aperta al pubblico (io sono arrivata troppo tardi per saperlo), mentre è stato favoloso scoprire di essere solo a 5 minuti da Hütteldorf, capolinea della “mia” U4. Ed entro 15-20 minuti (attesa compresa) ero a casa, dopo un viaggio in compagnia di tifosi un po’ alticci ma per fortuna tranquilli.
Ah, quanto ho speso per tutta questa meraviglia? Null comma null. E avenrla così vicina mi fa venire ancora più voglia di tornarci. Insomma, mi aspettano ancora la Punschtorte e la torre panoramica da 508 metri, eh! (voglio proprio vedere se è così alta…) 

Danke…

agosto 21, 2008

We live on a mountain
right at the top
this beautiful view
from the top of the mountain
Every morning I walk towards the edge
and throw little things off
like car parts, bottles and cutlering
or whatever I find lying around
It’s become a habit
a way to start the day

I go through all this
before you wake up
so I can feel happier
to be safe again with you

It’s early morning
no one is awake
and back at my cliff
still throwing things off
I listen to the sounds they make
on the way ground
I follow with my eyes ‘till they crash
and imagine what my body would sound like
slamming against those rocks
and when it lands
will my eyes be closed or open?

I go through all this
before you wake up
so I can feel happier
to be safe again with you

(Björk – Hyperballad, 1995)

Giusto per non lasciare passare in silenzio questo 21 agosto.

:*

… E la Vienna che non dimentica

agosto 19, 2008

Wochenkarte nel portafogli e sole splendente fuori dalla finestra, domenica scorsa mi ero stilata un vero piano di battaglia per vedere luoghi altrimenti poco raggiungibili della città. L’idea iniziale si è poi arresa alla realtà, ma sono stata comunque soddisfatta, per un pomeriggio all’insegna dell’architettura.

Fernwärme HundertwasserFernwärme HundertwasserPrima tappa obbligata, il Fernwärme di Friedensreich Hundertwasser (non sapevo fosse morto 😦 ), l’architetto che negli anni ’80 portò a Vienna un’esplosione di maioliche scintillanti, proseguendo poi alla conquista del mondo. La torre si vede subito, appena scesi alla stazione di Spittelau, e viene da non crederci: cioè, quello sarebbe un inceneritore? E parliamo di un progetto concluso 11 anni fa! Ogni anno brucia 260.000 tonnellate di rifiuti e riscalda 60.000 case. Peccato non averlo visto in funzione. E’ qualcosa assolutamente da vedere, possibilmente in una giornata di sole e magari sfruttando la pista ciclabile parallela al Donaukanal. C’è solo da “schauen und staunen”, e fotografare ovviamente.
Hundertwasser - KunstHausWienHundertwasser HausGli altri edifici del signor H. li avevo già visti nel 2004 ma ci sono tornata comunque, giusto per amor di completezza; ho provato l’ebbrezza della S-Bahn e di non sapere assolutamente dove scendere (infatti per trovarle entrambe, Kunsthaus e Hundertwasser Haus, ho fatto una fatica…). Come sempre piene di turisti e con il pavimento irregolare che sembra fatto apposta per far cadere la gente, vederle in estate però dà molto più l’idea dell’armonia natura-architettura che si voleva raggiungere. Hundertwasser HausBello anche che non siano dei gusci vuoti ma siano o abitate (la HW Haus, poveracci) o utilizzate per mostre temporanee (al momento Tinguely alla KHWien) e perfino per sposarsi (HWHaus). Per il resto sono i soliti negozi di souvenir, solo con un po’ più materiale sull’architettura.

Augarten_FlaktürmeArenbergpark FlaktürmeMa veniamo al titolo del post: a differenza di città come Roma o Milano, non sembra che a Vienna il periodo nazista abbia prodotto edifici in un determinato stile (a meno che non li abbiano distrutti), e si passa direttamente dallo Jugendstil all’architettura contemporanea. Grazie alla Lonely Planet ho scoperto invece che qualcosa c’è ancora: le Flaktürme, torri della contraerea costruite di tutta fretta tra il 1943 e il 1944, con muri da 5 metri capaci di proteggere al loro interno fino a 30.000 soldati. Augarten_FlaktürmeArenbergpark FlaktürmeNe sono rimaste in piedi 6, e vista la stazza probabilmente resteranno lì ancora per molto; due nell’Augarten (nord-est), due nell’Ahrenbergpark (sud-est), una a due passi da Mariahilferstraße e una all’interno della Stiftkaserne, sempre vicina a Mariahilf. Vederle in foto non rende, la vegetazione dei parchi dove sono collocati dà quel che di “Star Wars Ritorno dello Jedi”, ma in realtà pensare a quello che dovevano essere in quei tempi fa venire i brividi, soprattutto se si pensa al fatto che la gente lì vicino fa jogging e porta a spasso il cane. Augarten_FlaktürmeArenbergpark FlaktürmeIndifferenti o abituati all’ingombrante presenza? Tutte le torri nei parchi sono recintate, e sembra che indecisi tra buttarle giù e tenerle come monumento storico (artistico no di certo) il comune abbia preferito dimenticarle e controllare solo che non cadano pezzi di cemento armato in testa alla gente. Secondo la guida una delle due di Arenbergpark è utilizzata per mostre temporanee, ma non mi è sembrato proprio.
Flakturm Haus des MeeresFlakturm Haus des MeeresMentre invece un perfetto caso di riutilizzo si vede a Mariahilf: una Flakturm è diventata la Haus des Meeres, l’acquario cittadino, con solo due “ali” di vetro a modificarne l’aspetto. E se non bastasse, si può anche praticare free climbing grazie a degli appositi appigli messi fino alla cima della torre. E’ un modo per gustarsi ancora di più il panorama fantastico su tutta Vienna; per i meno sportivi la vista dovrebbe essere comunque inclusa nel prezzo del biglietto per l’acquario.
Hidden Flakturm - StiftskaserneStiftskaserne - Flakturm insideTroppo facile fare della retorica, però si può solo fare i complimenti a chi ha avuto l’idea geniale e simbolica di trasformare una torre sputafuoco in un luogo d’acqua… Adesso ce ne sono altre cinque da riutilizzare con altrettante idee geniali. Anzi quattro, perché quella nella Stiftkaserne è ancora militare. Ho avuto la faccia tosta di parlare all’usciere della caserma e convincerlo a lasciarmela vedere, a condizione di non fotografare: è come le altre, solo con abbondanti rampicanti e antenne un po’ più sofisticate dei ripetitori per cellulari che hanno le altre. Da bravo soldato non mi ha detto nulla su cosa c’è dentro, si sa mai che io sia una pericolosa attentatrice alla sicurezza nazionale 😛
EDIT: per caso ho scoperto che dai giardini dei musei gemelli è visibile anche quest’ultima Flakturm 🙂 

Marillen PalatschinkenIn ritardo come sempre, non sono nemmeno tornata a casa prima dello spettacolo al Rathaus: mi sono goduta veloce una Marillen Palatschinken nel caffé di fronte al Volkstheater, leggendo di tutto e di più (ottima rassegna stampa), per poi precipitarmi in Rathausplatz per la Bohème di Puccini, una produzione del 2005 all’opera di Zurigo. Prima rottura: niente sottotitoli, neanche in tedesco (i miei vicini mi guardavano strano quando ridevo per le battute iniziali tra Rodolfo e il suo amico). Quando è arrivata Mimì (Cristina Gallardo-Domâs) mi sono cascate le braccia: brava eh, ma completamente inespressiva, vecchia e Rathaus Filmfest - BohèmeBRUTTA. Ok, è un’opera che racconta di persone comuni, ma anche loro hanno dei sentimenti, santo dio! E il contrasto era ancora più stridente accanto al bravissimo Marcello Giordani (siciliano ^^), ma anche agli altri cantanti. Produzione carina e molto giocata sui chiaroscuri delle luci totalmente rovinata da una protagonista inadatta. Però sono andata avanti due giorni a cantare “Che gelida manina…” 😛

La Schönbrunn che non ti aspetti

agosto 18, 2008

Schloss SchönbrunnNo, tutto sommato non odio (ancora) Schönbrunn. Anche se sabato l’ho vista credo per la quinta volta, con l’aggravante dei 14 gradi, del vento e dei bagni a pagamento. 
Gloriette caféCerto il brutto tempo ha un po’ rovinato l’atmosfera del luogo, ma siamo riusciti a beccarci perfino una banda musicale in abiti tradizionali, e soprattutto il freddo ci ha spinti dritti dritti nel Gloriette café, un posto che finora avevo solo guardato da lontano e con deferenza. Bianchissimo e pieno di turisti alle prese con la colazione delle 11.30. Gloriette caféVetrina traboccante di torte “dalla nostra pasticceria”, e accanto alle finestre che danno sul giardino un pianoforte verticale libero aer chiunque abbia voglia di suonare. Io da brava tirchiona ho usato un buono del libretto sconti che danno all’entrata per prendermi un Melange con mini-tavoletta di cioccolata Lindt in omaggio :P; le altre hanno provato la Sisi Torte e la Sacher Torte, Gloriette caféla prima simile alla Mozart Torte ma con la crema aromatizzata all’arancia (non abbiamo capito bene), mentre a detta di mia sorella la Sacher era migliore di quella provata da Oberlaa. Un delitto entrare in un posto simile solo per 10 minuti: il servizio era impeccabile, l’atmosfera accogliente e luminosa… Unica pecca, i 50 cent per il bagno da pagare anche se si ha ordinato qualcosa.
Grazie alle Familienkarten siamo riusciti con “appena” 70 euro (8 persone) a goderci il Classic Tour, ovvero il tour per tutte e 40 le stanze visitabili del castello (in tutto sarebbero più di mille), peccato per il divieto assoluto di fotografare. Rispetto al tour più famoso, l’Imperial, ci sono 10 stanze in più da vedere, una delle quali con un bellissimo letto matrimoniale a baldacchino con tessuto intrecciato d’oro e d’argento. Per il resto, l’audioguida è sempre quella da cinque anni a questa parte, e così anche le stanze (e ci mancherebbe). I cartelli in alcune stanze parlavano però di un generico “ampliamento dell’offerta”, forse si può sperare in qualche novità. Nuova o meno, resta comunque la prima attrattiva della città (e secondo arriva il vicino zoo), con quasi 2.600mila visitatori l’anno.
Un consiglio? Andarci possibilmente con il sole e con scarpe comode, e guardare bene il libretto dei buoni offerte dato con ogni biglietto (di solito si risparmia 1€ circa, ma per es. per lo zoo c’è il 25% di sconto, e in otto persone con 8 euro risparmiati uno avrebbe mangiato gratis).

Fine ingloriosa da Nordsee al Naschmarkt (che loro però hanno apprezzato, mah), mentre le bimbe che per la prima volta visitavano Vienna si sono viste recapitare come regalo d’arrivederci un paio di brezen fresche e un giretto per il mercato e il Flohmarkt. Ne sono rimaste entusiaste nonostante la pioggia e i pochi banchetti rimasti, chissà se l’avessero visto a pieno regime con i venditori che danno il meglio di sé 😀

Ad ogni modo, nonostante le divergenze di itinerari e organizzazione, mi ha fatto piacere farmi un giretto turistico (spesato) con voi. Ci si rivede il primo ottobre!

PS: sono arrivati finalmente i soldi dall’università, gaudium magnum. E infatti ieri mi sono scatenata, giusto per finire bene la settimana. Ma il post e le foto li metto domani 🙂

Ferragosto tra temporale e delizie locali

agosto 16, 2008

A Ferragosto c’è chi scappa al mare, e chi se ne va all’estero a caccia di cultuVa, a costo di beccarsi la pioggia. Certo che un tempaccio del genere fa venir voglia di girare, oltre che con un bel maglione, con un amuleto anti-sfiga. Ma andiamo con ordine.

Stephansdom - 15. AugustGià programmata prima di partire, non poteva mancare alla collezione familiare la messa in duomo, tra l’altro in un’occasione solenne come quella dell’assunzione. Mi sono aggregata per curiosità e perché alla Krönungsmesse di Mozart non si dice di no, visto che nel lontano 2004 l’ho pure cantata. Orchestra e coro dello Stephansdom, la prima perfetta, il secondo così così nelle voci acute e nei solisti, ma come ha detto il papo “per Ferragosto è già Stephansdom - 15. Augusttroppo”. Direttore di neanche trent’anni che siamo andati personalmente a ringraziare a fine messa. Interessante anche ascoltare una messa d’autore inserita nel contesto originale della celebrazione; siamo rimasti un’ora e mezza in chiesa ma la musica era così bella da non accorgersene, e anzi ascoltare invece di ripetere a pappagallo i “credo”, “kyrie” e “agnus dei” vari mi sembra un modo molto più sensato per invitare alla meditazione… E infatti si poteva notare tanta gente dall’aria assorta nella preghiera, ben diverso dai cortili starnazzanti che si creano nelle chiese italiane.

Oberlaa KurkonditoreiAbbiamo portato con noi la tradizione del “dolce del giorno di festa” finendo (chissà perché :P) da Oberlaa, dove abbiamo potuto provare meraviglie come la Himbeer-Royal, la Mozart e la Sacher Torte. Mezza delusione per la Kurbad Torte (noci); ha un gusto delicato, ma non poteva competere con le altre, soprattutto con la morbidissima Mozart Torte *___*

Leopold MuseumTerza tappa della mattina al Leopold Museum, l’ultimo grande museo di Vienna che mi mancava. Erano 4 anni che sognavo di andarci, e finalmente posso dire di aver visto meraviglie come Tod und Leben di Klimt o Tote Mutter di Schiele, per non parlare dei tanti bozzetti di Kolo Moser per i gioielli e la rivista del movimento Jugendstil, o dei progetti di Otto Wagner (bella l’idea di proiettare un video di una decina di minuti con tutti gli edifici realizzati da lui in giro per la città). In tutto sono 5 piani da visitare, di cui due interrati, una bella scarpinata di almeno due ore e mezza e con assoluto divieto di foto (a parte che dalle finestre, basta essere discreti). All’ultimo piano abbiamo avuto la bella sorpresa di un custode-storico dell’arte che parlava perfettamente italiano e ci ha offerto una spiegazione affascinante di alcuni quadri di Klimt. 
Leopold MuseumMa il bello del Leopold sta anche nelle mostre temporanee, di solito nei piani interrati: fino al 7 settembre 2008 al -2 viene presentata l’arte contemporanea delle isole FäröerLeopold Museummolto caratterizzata dal tema della natura; poco conosciuta ma in certi casi sorprendente. Sempre fino al 7 settembre c’è anche una raccolta di fotografie in bianco e nero che celebra il direttore d’orchestra H. von Karajan, a 100 anni dalla nascita; volendo ci si può anche sedere e ascoltare delle sue esecuzioni con i Berliner Philharmoniker.

Rathausplatz - lunchCibo? Rathausplatz, ovvio! Insomma, eravamo vicini e avevamo fame, e poi io non avevo ancora provato il posto dove servono il cibo in scodelle di pasta sfoglia (nella foto, Käsespätzle mit Rostzwiebeln, niente male :))Rathausplatz - lunch. Ma il tempo (non ci credo, non può essere un caso) aveva nel frattempo definitivamente scelto l’opzione “pioggia in modalità diluvio universale+vento siberiano”. Rathausplatz - FloodAbbiamo potuto solo salire sulle sedie e stringerci ai pali degli ombrelli urlando  come deficienti ad ogni raffica di vento, increduli che potesse cadere in così poco tempo tutta quell’acqua. Eppure c’era anche chi continuava a mangiare in tutta tranquillità, a metà tra aplomb britannico e vichinga stoicità. E alla fine ce l’abbiamo fatta anche noi a riempirci la pancia, ma prima di proseguire è stato necessario un passaggio in hotel perché scarpe e magliette bagnate non sono il massimo per camminare.

_MG_1725E. Fuchs - BrunnenhausNon poteva mancare nel programma l'”itinerario alternativo”, che in questo caso ci ha portati a 2 km dal capolinea di Hütteldorf, quasi al campeggio di Wien West, per ammirare (in effetti…) due case di Otto Wagner, una delle quali adibita dall’artista Ernst Fuchs a museo privato, e la “casa della fontana” costruita dallo stesso Fuchs. L’accesso al museo dovrebbe permettere anche una passeggiata nel parco circostante la villa. In una giornata di sole dev’essere un luogo magico, sembra di stare sulle nostre montagne.

7 Stern - again7 Stern - againCena? 7 Stern, again :D! Quando sono arrivati i piatti la tavola sembrava imbandita a festa, visto che le dosi  sono sempre abbondanti, e c’era di tutto, dalla zuppa al pane e birra (strana ma appetitosa) alla Schnitzel per i poco fantasiosi ai wurstel “Nürnberger” con senape extrastrong. La Märzen fantastica come sempre, mentre la dunkles resta nella media di una buona birra tedesca. Ho potuto osservare meglio il locale e l’impressione resta ottima, anche per i prezzi (20 cl di birra artigianale a 1,90 €!). E dai ritagli di giornale all’ingresso ho scoperto che nel 2000 è stata perfino premiata “migliore birreria austriaca”, citata da quotidiani nazionali inglesi e finlandesi.

Sarò anche un po’ rognosa e impaziente quando si tratta di pianificare l’itinerario, ma dite la verità: vi ho mai deluso? 😛

Mangiare viennese al Naschmarkt…

agosto 13, 2008

Naschmarkt_cena viennese… Può far sentire un po’ polli da spennare, specie se si scopre che il bagno tanto agognato dopo una giornata in giro per la città è senz’acqua e quindi non utilizzabile. Ma quando bisogna mettere d’accordo otto persone tra i 13 e i 53 anni, e c’è chi soffre di gastrite, chi vuole sedersi, chi vuole i würstel e chi vuole mangiare asiatico (per non dimenticare la sottoscritta erbivora) l’unica cosa da fare è buttarsi nel primo posto decente che si ricorda e sperare bene. Tanto per il mio lavoro di consulenza linguistica io almeno la cena gratis ce l’avevo 😛
Naschmarkt_cena vienneseIl S. Wiener Naschmarkt Beisl sta proprio all’inizio del mercato e l’avevo già notato, più che altro per il poster che declama qualcosa tipo “Le migliori Schnitzel di Vienna” (ssè). Stringendoci siamo riusciti a stare all’esterno, ma dentro ci sono almeno una decina di tavoli, e a quanto pare c’è pure l’aria condizionata. Menù scritto in tedesco, inglese e anche in un discreto italiano, con vasta possibilità di scelta tra Suppen, Naschmarkt_cena vienneseSaladen, Würste, Fleisch- e Fischgerichte. Poco invece per le birre, che comunque ci sono arrivate quasi a temperatura ambiente. La mia, alla spina, ricordava l’acquetta italiana, ma anche la dunkel non era granchè. Mentre aspettavamo (un quarto d’ora circa) ci siamo fatti un giretto per tutto il Naschmarkt, notando l’enorme differenza tra la poca gente nella nostra zona (erano anche le 21, però) e l’animazione dei Naschmarkt_cena viennesecocktail bar verso la fermata della metro, ma anche della zona dei localini asiatici (che però i nostri accompagnatori cinquantenni non avrebbero gradito).
Dalle foto si vede un po’ cosa avevamo ordinato: due Wiener Schnitzel con insalata mista, un piatto di Frankfurter, un Suppentopf e una Frittatensuppe (sì, zuppa con frittata! :D), platessa impanata e Bratwurst (credo), più Pommes Frites e Bratkartoffeln. Se loro sono stati decisamente soddisfatti, io ho dovuto accontentarmi di una Frittatensuppe quasi insapore e di abbondante gemischter Salat, con cappuccio e semi di finocchio (o cumino?), patate e cipolle e fette di cetrioli.
Naschmarkt_cena vienneseIl tutto per circa 92 euro, poco più di 11 a persona. E qui la cosa stranissima: il conto ci è arrivato con una nota a penna che indicava “101 €”; insomma, il cameriere (ragazzo giovane e quasi sicuramente straniero) aveva calcolato per noi il Trinkgeld ipotetico, pari al 10% del conto matematico. Visto che la questione del bagno e della birra ci aveva un po’ scocciati alla fine abbiamo arrotondato a 95 euro; da un lato è sensato, dall’altro ho pensato a quando in Germania avevo arrotondato di un bel po’ il mio stipendio grazie alle mance, e al fatto che la gabella del coperto qui non esista, quindi un po’ di mancia la si potrebbe anche lasciare. Insomma, mi sono vergognata a “fare l’italiana”, solo perché noi non siamo abituati a dare mance…

Rathaus Filmfest - DudamelForse stasera si riesce ad andare al Rathaus, c’è Dudamel e la sua orchestra di ragazzi di strada e vorrei proprio sentirli…

EDIT: su YT c’è tutto il concerto, è quello di fine anno a Caracas nel 2007 intitolato “Mambo!”. Qualcosa di esplosivo, prenderei il DVD subito se lo trovassi. Per chi ama la musica latinoamericana, il jazz e la classica sono assolutamente da ascoltare! Informazioni sul sito ufficiale di Dudamel e su quello del loro nuovo CD.

Finalmente intravedo spiragli nel lavoro: San Mirone resterà al front office finché non torna la titolare, e io e la nuova ragazza potremo alternarci negli altri uffici. Ho già un paio di lavoretti carini da fare 🙂

Succede a Kärtner Ring n° 4…

agosto 12, 2008

L’email che chiede informazioni su Venezia, convintissima che sia in Friuli Venezia-Giulia.
L’anziana signora che mi chiede la nuova stagione del teatro regio di Torino, i giorni-ora-mesi in cui canterà Barbara Frittoli, e che quando scopre che canto anch’io si scrive il mio nome e cognome, perché non si sa mai.
Un’altra anziana con un Deutsch molto poco hoch che vuole informazioni su tutta la Lombardia e anche un po’ di Emilia Romagna, ma solo dépliant con fotografie. Le servono per il suo diario di viaggio: foto sue e altre ritagliate da giornali e cataloghi, con descrizioni dettagliatissime scritte nella stessa grafia degli anziani italiani. Su di un cartoncino ha pianificato con esattezza il periodo (e l’amica) per ogni viaggio; per il 2008 tra gennaio e dicembre ne ha in programma 14.
La vecchiaccia (sempre loro, eh) che al telefono si incavola perché non posso dirle (al telefono?) i piani orari degli autobus sul lago di Garda (benedetta donna, ci sono due società per provincia italiana, cambiano due volte all’anno ed è pure difficile trovarli se si è in loco, cosa vuoi da me?!?).
Il giornalista del Wiener Zeitung (ma questo l’ho scoperto solo dopo) che ci chiede gentilmente un articolo della nostra rassegna stampa interna, parlando un italiano perfetto. Per almeno vent’anni è stato l’inviato alla Mostra del Cinema di Venezia, e quando gli dico che studio giornalismo, mi sconsiglia caldamente le scuole viennesi, e si aspetta di vedermi prima o poi in qualche telegiornale italiano.

E poi Miria(m?), la nuova assunta che come tutti si farà un po’ di tempo al front office per conoscere l’offerta turistica italiana. E’ gentile (fin troppo), ha lavorato all’ambasciata italiana quindi sa decisamente come far fronte alle invasioni di clienti. Peccato che finora abbia ricevuto le telefonate più assurde, dal maniaco sessuale alla cliente che partiva domani e l’ha tenuta al telefono almeno 15 minuti. Mi sa che da domani al telefono rispondo io, almeno io ho il problema della lingua ma le cose bene o male ho imparato a trovarle.

Succede, a Kärtner Ring numero 4. Due giorni di fuoco, e poche speranze che la collega ammalata si riprenda in tempi brevi.

Per fortuna è arrivata la mia famiglia e stasera si mangia al Rathaus (+ H.V. Karajan e Wiener Philharmoniker). Ho bisogno di un po’ di relax (e di una Himbeer-bowle molto alcolica… :P)

Incontri e rievocazioni storiche

agosto 10, 2008

Incredibile come possa cambiare una giornata nel giro di pochi istanti. E ieri è stato come il tempo: fuori sole, pioggia scrosciante, di nuovo sole e di nuovo pioggia, roba da matti; dentro casa, tutta la mattina alla ricerca vana dell’aspirapolvere (!*@!) e a prepararmi per il Grande Evento. Pronta e perfino in orario all’appuntamento a Stephansplatz, aspettando (adesso posso dirlo) gli aerei italiani che avrebbero sorvolato la piazza in ricordo del volo su Vienna di D’Annunzio, avvenuto il 9 agosto 1918… Ed ecco di nuovo la pioggia. Non so come ma mi sono trovata a bere qualcosa in un McDonald’s con Stephansplatz_FredFred, uno dei tanti venditori di biglietti che si trovano vicino allo Stephansdom. Vive a Praga ma durante l’estate (e anche in inverno a volte) viene a Vienna a fare questo lavoro, e pensando al suo vecchio impiego prima in una multinazionale Usa e poi al box office, preferisce di gran lunga girare per il centro vestito da paggio del 1700 🙂 I suoi clienti? Americani, francesi, tantissimi spagnoli… Italiani pochi, sia perché lui non parla l’italiano, sia perché forse non sono interessati alla classica. Oppure sono furbi (sperèm) e leggendo il programma capiscono che i veri concerti li fanno da un’altra parte.

Trovato finalmente il mio capo e rassegnati ormai a non vedere nulla ci siamo avviati verso l’Istituto di cultura Italiana a Ungargasse 43, zona delle maggiori ambasciate. Solo dopo abbiamo saputo che il volo c’è stato davvero, con tanto di fumogeni bianchi e rossi (la bandiera austriaca), ma da un’altra parte, perché per le condizioni meteo hanno obbligato a cambiare rotta. Mi è dispiaciuto un sacco 😦 , spero di recuperare le foto.

90 anni Volo su ViennaPer me provinciale abituata al Goethe Institut di Padova è stato uno shock vedere l’interno (l’esterno è povero) dell’istituto: scalone in ferro battuto, specchio d’epoca, pareti con decorazioni barocche… E già pronto l’allestimento minimale ma molto elegante di alcuni tavolini per il buffet. Quasi subito il mio tavolino con gli opuscoli turistici ha cominciato a starmi stretto (tanto gli ospiti erano quasi tutti 90 anni Volo su Viennaitaliani): con un quartetto d’archi, un collegamento in diretta Skype da Pescara (città natale di D’Annunzio) e i racconti dei piloti a due passi, e in più una macchina fotografica, voi cosa avreste fatto? 😛 Anche perché nonostante fosse qualcosa per pochi invitati, si poteva percepire l’emozione per ciò che si era appena svolto: il gesto di D’Annunzio di lanciare quei volantini ai viennesi avrà anche avuto il nazionalismo dei vincitori, ma è ricordato anche come un gesto simbolico di pace, compiuto rischiando la vita. Nel 1918 su 11 velivoli ne arrivarono a Vienna solo 7; stavolta degli aerei partiti da Casale Monferrato, Padova e ovviamente Pescara, ne sono arrivati 5, non tutti se la sono sentita di continuare viste le condizioni del tempo (vedi tromba d’aria a Grado). 90 anni Volo su ViennaNessuno è pilota professionista, è una passione che accomuna le persone più diverse, dal farmacista all’avvocato. E il loro momento di gloria davanti al rappresentante del commercio estero italiano e a quello degli esteri austriaco se lo sono meritato. Come tutti credo ci siamo meritati il buffet finale, qualcosa di 90 anni Volo su Viennalussuoso a base di parmigiano in scaglie, crudo di Parma affettato al momento, riso al tonno e olive, il tutto annaffiato da Montepulciano d’Abruzzo (forte ma molto buono). E c’è stato una sorta di gemellaggio culinario tra la Sachertorte e il Parrozzino abruzzese (entrambi ricoperti di cioccolato 😀 ). Tra la festa per mio nonno il 4 e questa di ieri ultimamente la mia dieta è molto migliorata 😛

Non poteva mancare ai piloti (quelli di Pescara, almeno) un giretto per Vienna, per alcuni era la prima volta in città. E chi se non due (belle)90 anni Volo su Vienna ragazze a fare da guida? 😀 Durante la serata avevo conosciuto Vera, 27enne di Vigodarzere (!!!) che proprio oggi riparte da Vienna dopo tre mesi di stage all’ambasciata e ha abitato a due passi da me, peccato non averla conosciuta prima. Insieme abbiamo organizzato sul momento un mini-tour by night per far vedere almeno gli edifici più famosi… Ma arrivati a Stephansplatz abbiamo capito che la cosa 90 anni Volo su Viennamigliore era trovare una birreria. Ora, avete presente le galline? Il centro storico di Vienna alle 23.30 è quasi deserto, gli unici esseri che si possono incontrare sono altri turisti sperduti e increduli. C’è voluta un’ora, 90 anni Volo su Vienna_Veratra un giro di valzer e indicazioni sbagliate a malcapitati assortiti, per trovare finalmente (al Museumsquartier) un posto dove stare. Ma ne valeva la pena, e io e Vera abbiamo scroccato indegnamente un buonissimo Eiskaffee, per me il primo, per lei l’ultimo di questa esperienza a Vienna. E ancora più indegnamente ci siamo fatte accompagnare in taxi fino a casa. 

Credo che neanche lei si aspettasse tanta gentilezza, quindi a nome di entrambe ringrazio ancora tutti per la simpatia e per la bella serata. Chissà perché mi è venuta voglia di andare in Abruzzo… 😀

PS: Vera, non ti ho neanche salutata! Spero che riuscirai a leggere il post, e in caso a contattarmi via mail. In bocca al lupo per tutto! 😉

Mini-rassegna stampa web
Foto: da Il Centro (didascalia del cavolo)
Articoli: da Il Centro, ed. Pescara, da Il Monferrato, da Il Tempo
Volo su Vienna – remake nel 1998