Ferragosto tra temporale e delizie locali

A Ferragosto c’è chi scappa al mare, e chi se ne va all’estero a caccia di cultuVa, a costo di beccarsi la pioggia. Certo che un tempaccio del genere fa venir voglia di girare, oltre che con un bel maglione, con un amuleto anti-sfiga. Ma andiamo con ordine.

Stephansdom - 15. AugustGià programmata prima di partire, non poteva mancare alla collezione familiare la messa in duomo, tra l’altro in un’occasione solenne come quella dell’assunzione. Mi sono aggregata per curiosità e perché alla Krönungsmesse di Mozart non si dice di no, visto che nel lontano 2004 l’ho pure cantata. Orchestra e coro dello Stephansdom, la prima perfetta, il secondo così così nelle voci acute e nei solisti, ma come ha detto il papo “per Ferragosto è già Stephansdom - 15. Augusttroppo”. Direttore di neanche trent’anni che siamo andati personalmente a ringraziare a fine messa. Interessante anche ascoltare una messa d’autore inserita nel contesto originale della celebrazione; siamo rimasti un’ora e mezza in chiesa ma la musica era così bella da non accorgersene, e anzi ascoltare invece di ripetere a pappagallo i “credo”, “kyrie” e “agnus dei” vari mi sembra un modo molto più sensato per invitare alla meditazione… E infatti si poteva notare tanta gente dall’aria assorta nella preghiera, ben diverso dai cortili starnazzanti che si creano nelle chiese italiane.

Oberlaa KurkonditoreiAbbiamo portato con noi la tradizione del “dolce del giorno di festa” finendo (chissà perché :P) da Oberlaa, dove abbiamo potuto provare meraviglie come la Himbeer-Royal, la Mozart e la Sacher Torte. Mezza delusione per la Kurbad Torte (noci); ha un gusto delicato, ma non poteva competere con le altre, soprattutto con la morbidissima Mozart Torte *___*

Leopold MuseumTerza tappa della mattina al Leopold Museum, l’ultimo grande museo di Vienna che mi mancava. Erano 4 anni che sognavo di andarci, e finalmente posso dire di aver visto meraviglie come Tod und Leben di Klimt o Tote Mutter di Schiele, per non parlare dei tanti bozzetti di Kolo Moser per i gioielli e la rivista del movimento Jugendstil, o dei progetti di Otto Wagner (bella l’idea di proiettare un video di una decina di minuti con tutti gli edifici realizzati da lui in giro per la città). In tutto sono 5 piani da visitare, di cui due interrati, una bella scarpinata di almeno due ore e mezza e con assoluto divieto di foto (a parte che dalle finestre, basta essere discreti). All’ultimo piano abbiamo avuto la bella sorpresa di un custode-storico dell’arte che parlava perfettamente italiano e ci ha offerto una spiegazione affascinante di alcuni quadri di Klimt. 
Leopold MuseumMa il bello del Leopold sta anche nelle mostre temporanee, di solito nei piani interrati: fino al 7 settembre 2008 al -2 viene presentata l’arte contemporanea delle isole FäröerLeopold Museummolto caratterizzata dal tema della natura; poco conosciuta ma in certi casi sorprendente. Sempre fino al 7 settembre c’è anche una raccolta di fotografie in bianco e nero che celebra il direttore d’orchestra H. von Karajan, a 100 anni dalla nascita; volendo ci si può anche sedere e ascoltare delle sue esecuzioni con i Berliner Philharmoniker.

Rathausplatz - lunchCibo? Rathausplatz, ovvio! Insomma, eravamo vicini e avevamo fame, e poi io non avevo ancora provato il posto dove servono il cibo in scodelle di pasta sfoglia (nella foto, Käsespätzle mit Rostzwiebeln, niente male :))Rathausplatz - lunch. Ma il tempo (non ci credo, non può essere un caso) aveva nel frattempo definitivamente scelto l’opzione “pioggia in modalità diluvio universale+vento siberiano”. Rathausplatz - FloodAbbiamo potuto solo salire sulle sedie e stringerci ai pali degli ombrelli urlando  come deficienti ad ogni raffica di vento, increduli che potesse cadere in così poco tempo tutta quell’acqua. Eppure c’era anche chi continuava a mangiare in tutta tranquillità, a metà tra aplomb britannico e vichinga stoicità. E alla fine ce l’abbiamo fatta anche noi a riempirci la pancia, ma prima di proseguire è stato necessario un passaggio in hotel perché scarpe e magliette bagnate non sono il massimo per camminare.

_MG_1725E. Fuchs - BrunnenhausNon poteva mancare nel programma l'”itinerario alternativo”, che in questo caso ci ha portati a 2 km dal capolinea di Hütteldorf, quasi al campeggio di Wien West, per ammirare (in effetti…) due case di Otto Wagner, una delle quali adibita dall’artista Ernst Fuchs a museo privato, e la “casa della fontana” costruita dallo stesso Fuchs. L’accesso al museo dovrebbe permettere anche una passeggiata nel parco circostante la villa. In una giornata di sole dev’essere un luogo magico, sembra di stare sulle nostre montagne.

7 Stern - again7 Stern - againCena? 7 Stern, again :D! Quando sono arrivati i piatti la tavola sembrava imbandita a festa, visto che le dosi  sono sempre abbondanti, e c’era di tutto, dalla zuppa al pane e birra (strana ma appetitosa) alla Schnitzel per i poco fantasiosi ai wurstel “Nürnberger” con senape extrastrong. La Märzen fantastica come sempre, mentre la dunkles resta nella media di una buona birra tedesca. Ho potuto osservare meglio il locale e l’impressione resta ottima, anche per i prezzi (20 cl di birra artigianale a 1,90 €!). E dai ritagli di giornale all’ingresso ho scoperto che nel 2000 è stata perfino premiata “migliore birreria austriaca”, citata da quotidiani nazionali inglesi e finlandesi.

Sarò anche un po’ rognosa e impaziente quando si tratta di pianificare l’itinerario, ma dite la verità: vi ho mai deluso? 😛

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8 Risposte to “Ferragosto tra temporale e delizie locali”

  1. Morpheu5 Says:

    Secondo me la città col diluvio vuole darti un segnale… 🙂

    Comunque… quello sul braccio di tua sorella è un tatuaggio vero?

  2. xalira Says:

    Che segnale, che devi tornare tu per avere di nuovo 30 gradi all’ombra? 😛
    sì, è un tatuaggio. Se è per quello oltre a comprare quelli hanno pure fregato le bacchette ai cinesi del naschmarkt, spiluccato basilico al mercato… Insomma, come al solito.
    Ah, la foto che volevo mandarti era questa: http://www.flickr.com/photos/28271329@N02/2768499290/

  3. Grissino Says:

    La torta dell’Oberlaa che mi é piaciuta di piú é stata quella coi semi di zucca che in questo momento non c’é perché non é stagione. Poi vai almeno una volta da Landthmann davanti al Rathaus che forse sono ancora migliori… anche se piú care. Mi dici il nome del posto dove fanno gli spuntini con i cestini di pasta sfoglia? E’ quello lí della foto? E dov’é messo?

    La zuppa di pane e birra é una favola, di dolce cosa avete preso?

  4. Grissino Says:

    P.S.: l’estate qui é bella proprio perché piove… se no sarebbe soffocante.

  5. xalira Says:

    Sì, il posto è quello della foto, sul lato sinistro della piazza (dove ti fanno la Himbeer-Bowle insomma). A me gli Spätzle sono piaciuti, e costano anche poco rispetto ai prezzi standard del Rathaus.

    E’ vero che la pioggia rinfresca l’aria, però con 15 gradi a Ferragosto sembra di essere in Südtirol più che a Vienna (in realtà è colpa mia perché non mi sono portata i vestiti adatti 😦 )

  6. Grissino Says:

    ah ah sí, che freddo, c’erano 14°C da me qui 😛 una delle prime lezioni che ho imparato qui a Vienna é che la temperatura é qualcosa di inaffidabile: basta la notte, il vento o un temporale e cambia di anche 10°C in poche ore… ergo, guardare sempre le previsioni del tempo prima di far qualcosa. 😉

  7. ariel Says:

    ma tu leggi se scrivi??? sicura sicura?? diavolerie moderne…

  8. xalira Says:

    Sì, leggo. Adesso tienti questo nome e questa e-mail, sennò mi tocca sempre autorizzarti 😛

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