… E la Vienna che non dimentica

Wochenkarte nel portafogli e sole splendente fuori dalla finestra, domenica scorsa mi ero stilata un vero piano di battaglia per vedere luoghi altrimenti poco raggiungibili della città. L’idea iniziale si è poi arresa alla realtà, ma sono stata comunque soddisfatta, per un pomeriggio all’insegna dell’architettura.

Fernwärme HundertwasserFernwärme HundertwasserPrima tappa obbligata, il Fernwärme di Friedensreich Hundertwasser (non sapevo fosse morto 😦 ), l’architetto che negli anni ’80 portò a Vienna un’esplosione di maioliche scintillanti, proseguendo poi alla conquista del mondo. La torre si vede subito, appena scesi alla stazione di Spittelau, e viene da non crederci: cioè, quello sarebbe un inceneritore? E parliamo di un progetto concluso 11 anni fa! Ogni anno brucia 260.000 tonnellate di rifiuti e riscalda 60.000 case. Peccato non averlo visto in funzione. E’ qualcosa assolutamente da vedere, possibilmente in una giornata di sole e magari sfruttando la pista ciclabile parallela al Donaukanal. C’è solo da “schauen und staunen”, e fotografare ovviamente.
Hundertwasser - KunstHausWienHundertwasser HausGli altri edifici del signor H. li avevo già visti nel 2004 ma ci sono tornata comunque, giusto per amor di completezza; ho provato l’ebbrezza della S-Bahn e di non sapere assolutamente dove scendere (infatti per trovarle entrambe, Kunsthaus e Hundertwasser Haus, ho fatto una fatica…). Come sempre piene di turisti e con il pavimento irregolare che sembra fatto apposta per far cadere la gente, vederle in estate però dà molto più l’idea dell’armonia natura-architettura che si voleva raggiungere. Hundertwasser HausBello anche che non siano dei gusci vuoti ma siano o abitate (la HW Haus, poveracci) o utilizzate per mostre temporanee (al momento Tinguely alla KHWien) e perfino per sposarsi (HWHaus). Per il resto sono i soliti negozi di souvenir, solo con un po’ più materiale sull’architettura.

Augarten_FlaktürmeArenbergpark FlaktürmeMa veniamo al titolo del post: a differenza di città come Roma o Milano, non sembra che a Vienna il periodo nazista abbia prodotto edifici in un determinato stile (a meno che non li abbiano distrutti), e si passa direttamente dallo Jugendstil all’architettura contemporanea. Grazie alla Lonely Planet ho scoperto invece che qualcosa c’è ancora: le Flaktürme, torri della contraerea costruite di tutta fretta tra il 1943 e il 1944, con muri da 5 metri capaci di proteggere al loro interno fino a 30.000 soldati. Augarten_FlaktürmeArenbergpark FlaktürmeNe sono rimaste in piedi 6, e vista la stazza probabilmente resteranno lì ancora per molto; due nell’Augarten (nord-est), due nell’Ahrenbergpark (sud-est), una a due passi da Mariahilferstraße e una all’interno della Stiftkaserne, sempre vicina a Mariahilf. Vederle in foto non rende, la vegetazione dei parchi dove sono collocati dà quel che di “Star Wars Ritorno dello Jedi”, ma in realtà pensare a quello che dovevano essere in quei tempi fa venire i brividi, soprattutto se si pensa al fatto che la gente lì vicino fa jogging e porta a spasso il cane. Augarten_FlaktürmeArenbergpark FlaktürmeIndifferenti o abituati all’ingombrante presenza? Tutte le torri nei parchi sono recintate, e sembra che indecisi tra buttarle giù e tenerle come monumento storico (artistico no di certo) il comune abbia preferito dimenticarle e controllare solo che non cadano pezzi di cemento armato in testa alla gente. Secondo la guida una delle due di Arenbergpark è utilizzata per mostre temporanee, ma non mi è sembrato proprio.
Flakturm Haus des MeeresFlakturm Haus des MeeresMentre invece un perfetto caso di riutilizzo si vede a Mariahilf: una Flakturm è diventata la Haus des Meeres, l’acquario cittadino, con solo due “ali” di vetro a modificarne l’aspetto. E se non bastasse, si può anche praticare free climbing grazie a degli appositi appigli messi fino alla cima della torre. E’ un modo per gustarsi ancora di più il panorama fantastico su tutta Vienna; per i meno sportivi la vista dovrebbe essere comunque inclusa nel prezzo del biglietto per l’acquario.
Hidden Flakturm - StiftskaserneStiftskaserne - Flakturm insideTroppo facile fare della retorica, però si può solo fare i complimenti a chi ha avuto l’idea geniale e simbolica di trasformare una torre sputafuoco in un luogo d’acqua… Adesso ce ne sono altre cinque da riutilizzare con altrettante idee geniali. Anzi quattro, perché quella nella Stiftkaserne è ancora militare. Ho avuto la faccia tosta di parlare all’usciere della caserma e convincerlo a lasciarmela vedere, a condizione di non fotografare: è come le altre, solo con abbondanti rampicanti e antenne un po’ più sofisticate dei ripetitori per cellulari che hanno le altre. Da bravo soldato non mi ha detto nulla su cosa c’è dentro, si sa mai che io sia una pericolosa attentatrice alla sicurezza nazionale 😛
EDIT: per caso ho scoperto che dai giardini dei musei gemelli è visibile anche quest’ultima Flakturm 🙂 

Marillen PalatschinkenIn ritardo come sempre, non sono nemmeno tornata a casa prima dello spettacolo al Rathaus: mi sono goduta veloce una Marillen Palatschinken nel caffé di fronte al Volkstheater, leggendo di tutto e di più (ottima rassegna stampa), per poi precipitarmi in Rathausplatz per la Bohème di Puccini, una produzione del 2005 all’opera di Zurigo. Prima rottura: niente sottotitoli, neanche in tedesco (i miei vicini mi guardavano strano quando ridevo per le battute iniziali tra Rodolfo e il suo amico). Quando è arrivata Mimì (Cristina Gallardo-Domâs) mi sono cascate le braccia: brava eh, ma completamente inespressiva, vecchia e Rathaus Filmfest - BohèmeBRUTTA. Ok, è un’opera che racconta di persone comuni, ma anche loro hanno dei sentimenti, santo dio! E il contrasto era ancora più stridente accanto al bravissimo Marcello Giordani (siciliano ^^), ma anche agli altri cantanti. Produzione carina e molto giocata sui chiaroscuri delle luci totalmente rovinata da una protagonista inadatta. Però sono andata avanti due giorni a cantare “Che gelida manina…” 😛

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8 Risposte to “… E la Vienna che non dimentica”

  1. sariti Says:

    anch’io domenica son stata a vedere la boheme…come ti ho gia’ detto. ci incontriamo spesso senza saperlo… ;.)

  2. xalira Says:

    Ma dai! Beh, allora voglio sapere a te com’è sembrata la protagonista… 😛

  3. Grissino Says:

    Credo che le torri rimangano perché costa di piú demolirle che lasciarle lí. Rimangono appunto a ricordo di un’altra epoca. Io non le ho viste, ma me ne hanno parlato 😉 Grazie per le foto, molto belle!! 🙂

  4. xalira Says:

    Grazie Grissì, non potevi farmi complimento migliore 😉

    Non l’ho scritto sennò il post diventava chilometrico (già lo è), ma un giro all’Augarten te lo consiglio comunque, è qualcosa di favoloso, sembra di essere a Merano e c’è perfino la gente conciata così: http://www.flickr.com/photos/28271329@N02/2778230361/
    Per te che hai un cane sarebbe perfetto, credo…

  5. Grissino Says:

    Eh eh sí. Prima o poi andró, mi mancano tante cose. Ora come ora non ho la minima voglia di andare in giro. Mi sembra di perdere tempo quando son qui che devo trovare lavoro e studiare studiare studiare e sudiare. E’ vero che non si studia tutto il giorno ma anche l’umore in queste settimane é proprio basso… recupereró quando avró un lavoro. Avró meno tempo ma saró piú spensierato. Almeno spero!

  6. xalira Says:

    Eh, non dev’essere facile trovare il lavoro nel campo che ti piacerebbe… Ma come ha detto il mio collega siciliano “in Austria se hai voglia di lavorare il posto lo trovi” quindi non disperare! E concediti un bel film o una bella fetta di torta ogni tanto per rilassarti 😉

  7. sariti Says:

    scusa se ti rispondo cosi’ tardi…ti diro’, personalmente son rimasta affascinata dalla protagonista, non l’ho trovata affatto brutta, direi particolare… 😉

  8. xalira Says:

    Nessun problema 😉
    Allora son gusti… A me vocalmente è piaciuta, ma quel continuo sgranare gli occhi mi faceva ridere, piuttosto che immedesimarmi nel dramma ^^;

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