Museen am Sonntag – Hermesvilla

Se c’è una cosa che mi sta dando questo soggiorno a Vienna è sicuramente la capacità di cambiare in fretta i programmi per la giornata. Questo weekend, dopo gli stress al lavoro (che per la cronaca mi attendono al varco oggi), avevo deciso perfino di cucinare qualcosa da portare in ufficio, leggere, guardare un film… E invece quello che sembrava un tempo schifoso è diventato una giornata con vento sì a 20 km/h, ma perfetta per uscire con uno dei miei soliti itinerari.

Lainzer TiergartenLainzer TiergartenGrazie al sito della Wiener Linien è stato un giochino trovare i collegamenti per arrivare fino al Lainzer Tiergarten, l’ex residenza di caccia imperiale dove si trova la Hermesvilla, che essendo nel circuito Wien Museum la domenica è gratis. U4, S-Bahn 60, bus 60B; tre cambi puntuali e liscissimi nelle coincidenze, fino ad arrivare alla Lainzer Tor, l’entrata principale. In una casetta di legno sulla sinistra viene presentata in breve la fauna del parco, dai tritoni ai daini (impagliati 😦 ). Visto che non viene data la piantina è bene se si ha una fotocamera digitale fare una foto di quelle in bacheca, anche se agli incroci sono ben segnalati i percorsi. Lainzer TiergartenLainzer TiergartenIl parco viene chiamato “Tiergarten”, zoo, e a ragione: gli animali sono liberi ma scorrazzano dentro zone delimitate, che i visitatori possono attraversare con dei cancelli da richiudere subito. E alle 14 vengono nutriti, dando anche una buona occasione per vederli da vicino. Ovviamente sarebbe vietato dar da mangiare per il rischio di essere morsi, ma chi tiene fermi dei bambini che vedono un daino avvicinarsi con quegli occhioni? 🙂

Lainzer Tiergarten - HermesvillaLainzer Tiergarten - HermesvillaLa Hermesvilla venne costruita negli anni ’80 del 1800 e voleva essere un regalo di Franz Joseph alla moglie Elisabeth (Sissi) nella speranza di tenerla di più a Vienna (e salvare il matrimonio, aggiunge maligna Lonely Planet). Ma non sortì l’effetto sperato e Sissi ci abitò solo in pochissime occasioni, dopo averla comunque battezzata con il nome di Hermes, il dio greco protettore dei viaggiatori. Questo nel 1886; quando venne assassinata la casa passò alla figlia Valerie, ma dopo il secondo dopoguerra la casa era in tale stato di abbandono che rischiò la demolizione. Lainzer Tiergarten - HermesvillaLainzer Tiergarten - HermesvillaFu allora che un’associazione di “Amici della Hermesvilla” riuscì a salvarla, rimetterla in sesto e valorizzarla con importanti mostre di carattere storico e sociale di cui al primo piano si possono vedere ancora i manifesti. E oggi, inserita nell’istituzione Wien Museum, è tornata all’antico splendore.
Lainzer Tiergarten - HermesvillaLainzer Tiergarten - HermesvillaDoveva essere proprio un matrimonio in crisi se rifiutò un simile regalo: ok Schönbrunn, ma questa è di una delicatezza unica, con le porte d’entrata e gli archi tutti merlettati, una via di mezzo tra Jugendstil e Liberty che creano dei bellissimi giochi di luci e ombre. La struttura è un po’ quella di un fortino, con le mura perimetrali e una fontana al centro, davanti alla villa. Lainzer Tiergarten - HermesvillaLainzer Tiergarten - HermesvillaAll’interno al primo piano è stato ricostruito l’ambiente originario, pur con molti meno mobili: il legno intarsiato la fa da padrone (bellissimi lo scalone che unisce al piano terra e i soffitti a cassettoni), così come le “sale tematiche”, da quella con affreschi che ricordano Pompei alla stessa camera da letto dell’imperatrice, decorata a tema “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, la sua opera teatrale preferita. Decisamente in contrasto con la stanza del consorte, che aveva un unico armadio per tutte le uniformi e dormiva su di un letto di ferro. 
Lainzer Tiergarten - HermesvillaNella Dauerausstellung è compreso anche “Chic”, un breve viaggio nell’evoluzione della moda femminile da fine ‘800 a oggi. Allestimento moderno con tanto di rumori d’epoca, ma non so, vestiti e accessori non mi sembravano così rappresentativi. Ma me ne intendo troppo poco per criticare.
Al piano terra invece si tengono le mostre temporanee, fino al 26 ottobre ce n’è una sulle “memorie di una Vienna distrutta”, frammenti di edifici che vennero demoliti durante l’espansione della città. Avrebbe potuto esserci anche un pezzetto di Hermesvilla…

Lainzer TiergartenLainzer TiergartenResistendo alla tentazione di una Punschtorte mi sono incamminata in direzione Wiener Blick, un punto panoramico in cima a una collina. Una scarpinata, ma ammazza che “Blick”! La Kirche am Steinhof di Wagner che brillava al sole, il Fernwärme (possibile?) che le rispondeva dall’altra parte della città. E torri, tetti, grattacieli, tutta Vienna in un solo sguardo. Con una mappa e un buon binocolo si potrebbe restare lì per ore. Poco distante una stele ricorda il punto da cui nel 2002 l’imperatore giapponese Akihito e consorte, in viaggio diplomatico, ammirarono Vienna. 
Lainzer TiergartenLainzer TiergartenDal Wiener Blick è possibile partire verso l’interno del parco o proseguire verso nord per uscire alla Nikolai Tor. Era già tardi e ho preferito la seconda opzione. L’altra cosa affascinante del Tiergarten è che avere incontri ravvicinati con gli animali non solo è possibile, ma è quasi naturale. Così Lainzer TiergartenLainzer Tiergartenquando si sente un rumore di foglie, quasi sicuramente sta avvicinandosene uno. Facendo attenzione sono riuscita a vedere due daini femmine e ben cinque cinghiali (tra cui una famiglia con cucciolo), peccato che la macchina attualmente sia un disastro per questo tipo di foto. Per chi avesse paura/sfortuna gli animali si possono guardare in tutta sicurezza anche nei modi che ho già detto.
Lainzer Tiergarten - NikolaikapelleMassima delusione per la Nikolaikapelle, anonima e forse nemmeno aperta al pubblico (io sono arrivata troppo tardi per saperlo), mentre è stato favoloso scoprire di essere solo a 5 minuti da Hütteldorf, capolinea della “mia” U4. Ed entro 15-20 minuti (attesa compresa) ero a casa, dopo un viaggio in compagnia di tifosi un po’ alticci ma per fortuna tranquilli.
Ah, quanto ho speso per tutta questa meraviglia? Null comma null. E avenrla così vicina mi fa venire ancora più voglia di tornarci. Insomma, mi aspettano ancora la Punschtorte e la torre panoramica da 508 metri, eh! (voglio proprio vedere se è così alta…) 

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8 Risposte to “Museen am Sonntag – Hermesvilla”

  1. Grissino Says:

    Sei meglio di una guida turistica. Sei il completamento ideale al mio Blog. Dovremmo fare un gemellaggio
    😀
    Appena trovo lavoro, ripasso da qui a leggere tutte le schede. Devo dire che nella mia situazione non ho molta voglia di girare… 😦

  2. Morpheu5 Says:

    Quante foto 🙂 In effetti ci dovrò tornare quando non avrò più niente da studiare… sì, ma quando? T___T

  3. sariti Says:

    ma che bello!io non ci sono ancora stata, ma mi sa che questo posto rientrerera’nella lista dei posti da visitare…buon lunedi! :.*

  4. xalira Says:

    @Grissino: in effetti mi faccio aiutare dalla Lonely Planet, ma anch’io me la cavo 😛 Ah, ti avviso che in questo parco l’ingresso ai cani dovrebbe essere vietato. Che i due blog siano complementari io l’ho sempre pensato, basta vedere il titolo… Dici che potresti aggiungermi tra i “blog che leggi”? 😉

    @Mp5: sì dai, basta che torni di domenica così è gratis… 😀

    @ Sariti: me ne avevano parlato bene ma non pensavo fosse una tale meraviglia, ti porti da mangiare e ci stai un’intera giornata se vuoi. Prima che venga troppo freddo vacci!
    E buona settimana anche a te (per fortuna il ritorno in ufficio non è andato male finora)

  5. Shuri Says:

    Punschtorte? Dì la verità, fai la collezione 🙂 Certo che li fanno anche buoni i dolci, ma hanno una fantasia con i nomi…! Di cos’è fatta?

  6. Shuri Says:

    Domanda se scarico vuze va bene o rischio qualche tragico evento?

  7. xalira Says:

    Sì ma stai attenta, non so se il software ci sia anche per l’iMac vecchio. E poi cosa vuoi scaricare?

    PS: ARTICOLO! 😛

  8. Grissino Says:

    @Shuri: La Punschtorte é una deliziosa specialitá di qui con pan di spagna, maramellata, cioccolato, biscotti secchi tritati, glassa di zucchero rosa. Di solito é a cubetti (Punschwürfel) ma anche a torta.

    Sí, i miei me lo hanno detto che non si possono portare i cani…

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