Archive for settembre 2008

Kultur Marathon pt1: La Traviata, Abbado & Lucerne Festival Orchestra

settembre 27, 2008

Treff: ci vediamo domenica! 17.00, davanti al Café Central. Non vedo l’ora 😀


Una mia collega al lavoro ha detto che finirò in overdose da cultura. Ha probabilmente ragione, ma come fare a resistere? Tra Stehplätze e super riduzioni per studenti ho visto cose per cui in Italia sarebbe servito un mutuo, tenendo conto anche che da Vicenza i posti più vicini per concerti decenti sono Verona e Venezia, con relativi costi di spostamento.
Questa settimana, Traviata e Abbado.

LA TRAVIATA (VOLKSOPER)
Credo che il mio primissimo brano da un’opera sia stato il coro delle zingarelle, cantato a 10 anni per colpa della prof di solfeggio. Del “Libiam” invece conoscevo già la musica, ma grazie alla pubblicità dei fantasmini della Kinder ^^; (cosa che aveva fatto inorridire la stessa prof). Volksoper - La TraviataInsomma, La Traviata è probabilmente l’opera più conosciuta, sia per le sue melodie assassine sia perché è una storia d’amore straziante e dall’immancabile finale tragico. Non ero sicura di vederla, poi sul sito della Volksoper ho letto che c’erano ancora biglietti per tutte le categorie, e che gli studenti potevano cuccarsi le Restkarten a 10 euro… E arrivando solo 15 minuti prima dell’inizio sono finita in settima fila, posto 7 😀 Anche in questo caso la messa in scena era in bilico tra classico e moderno, con gran frusciare di abiti di raso ma con una Violetta vestita solo di una sottoveste e un cappello bianco con ponpon che a prima vista la faceva sembrare più Pierrot che cortigiana d’alto bordo. Il corpo di ballo indossava maschere funebri che davano l’effetto di una danse macabre molto in stile musical, un po’ azzardata. Il palco è piccolo ma sono riusciti a giocare molto sulla profondità grazie alle luci e a un velo che divideva i personaggi per sottolinearne la distanza, mantenendoli però contemporaneamente sul palco. Volksoper - La TraviataVolksoper - La TraviataNiente da dire sulla protagonista (Marina Rebeka): buona pronuncia, ottima presenza scenica. Forse Alfredo era un po’ troppo legnoso e inespressivo. Mentre nella Staatsoper ognuno ha il proprio display traduttore, qui vengono proiettati solo i sopratitoli in tedesco, e per La Traviata non è il massimo visto che anche chi conosce l’italiano fa fatica a capire cosa succede sul palco.
Volksoper - La TraviataVolksoper - La TraviataIl teatro in sè è molto semplice e piccolino e ricorda un po’ il Volkstheater; ma proprio le sue dimensioni creano un contatto più stretto e umano con il pubblico. Il programma prevede opera, operetta, teatro e musical, e c’è una tradizione per le première assolute in città (Tosca a Vienna arrivò qui nel 1907, 7 anni dopo la prima italiana). Ogni piano è dotato dell’immancabile buffet, ed è fantastica la differenza tra quello tutto stuccato del “piano nobile” e quello all’ultimo piano, praticamente uno sportello ferroviario. Doveva essere un bel caos dopo la 2a guerra mondiale, quando la Volskoper rimpiazzò temporaneamente la distrutta Staatsoper.

CLAUDIO ABBADO, HELENE GRIMAUD & LUCERNE FESTIVAL ORCHESTRA (MUSIKVEREIN)
Sembra stupido, ma dopo aver visto a luglio i prezzi per turisti mi ero messa il cuore in pace e avevo quasi dimenticato l’esistenza del Musikverein :(. Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraE’ stato solo grazie a un’ANSA che riportava il clamoroso successo dei concerti con Abbado e Pollini del 20 e 21 settembre che ho scoperto il fattaccio e ho deciso all’istante di esserci. Nonostante sui manifesti fosse già scritto “Ausverkauft” ho potuto prendermi un biglietto per gli Stehplätze, senza dubbio il più bello della mia collezione (guardate il prezzo!). Quello che non sapevo è che il rito degli Stehplätze forse esiste solo alla Staatsoper: Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraMusikverein - C. Abbado & Lucerne Festival Orchestrai biglietti li puoi comprare quando vuoi (in effetti ha senso), è all’entrata che devi essere rapido e marcare il tuo posto. Peccato che il Stehplätze Parkett al di fuori della prima e dell’ultima fila non abbia posti da occupare, ci si può solo ammassare e restare fermi per “difendere la posizione”. Un signore uscito durante la pausa al suo ritorno mi ha detto minacciosamente “questo è il mio posto”; se non fosse stato alto due metri gli avrei probabilmente fatto notare l’assurdità della situazione, visto che non aveva chiesto a nessuno di tenergli quel mezzo metro quadro di pavimento. Sono comunque riuscita ad avanzare parecchio rispetto all’inizio del concerto, peccato aver visto la Grimaud solo da lontanissimo.
Programma non lungo ma non si poteva chiedere di meglio: con la Grimaud il concerto n°2 in Do min per pianoforte e orchestra di Rachmaninov (usato come sigla di “La storia siamo noi”); nel monte di teste e spalle ho intravisto una donna e un’artista molto passionale, con le orecchie ho apprezzato l’acustica della sala, che riportava il più piccolo rumore anche a noi spettatori di serie C; mi sono ancora una volta stupita della bellezza della musica dal vivo, in cui brani che sembrano scorrere lisci come se niente fosse su CD vengono costruiti pezzo per pezzo e con grande fatica davanti ai tuoi occhi. Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraMusikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraDiscorso che vale ancora di più per il Feuervogel di Stravinskij (di cui avevo già parlato qui). Lo conosco a memoria, in CD credo di avere proprio una versione diretta da Abbado e da anni sognavo di ascoltarla dal vivo. Il risultato è stato quello che mi aspettavo, con il plus di un’orchestra perfettamente coesa (a differenza dei Wiener con Muti, ma sono convinta che fosse colpa dell’acustica). Al momento della Danza infernale violini, ottoni e percussioni erano rasoiate che fendevano l’aria e il pubblico, qualcosa di indescrivibile. E Abbado tranquillo e preciso, come un vecchio albero che ondeggia solo col vento forte, saldo sulle sue radici. Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraQualche piccolo, piccolissimo screzio dei fiati nell’intonazione nel passaggio al finale, i violini che suonavano così piano da non riuscire a capire da dove provenisse il suono; e poi il finale, gioioso, che mi fa venire in mente sempre la rinascita dello spirito dei boschi della versione Disney su Fantasia 2000.
Applausi ininterrotti di almeno 5 minuti, che orchestra e direttore si sono goduti tornando più volte sul palco a ringraziare…

21.09.2008 Hofburg Open House

settembre 24, 2008

Treff-Update: visto che Sariti avrà probabilmente problemi grazie ai signori di Trenitalia, io proporrei definitivamente domenica 28, verso le 18.00 17.00, al Cafè Central (ma è aperto?). Se fosse un problema raggiungerlo possiamo spostare allo Sperl.

Hofburg Open House 2008Presente i simpatici ragazzoni a Stephansplatz in abito settecentesco che cercano in tutti i modi di rifilarvi un biglietto per un concerto? Spesso i concerti sono quelli all’Hofburg, ex residenza invernale degli Asburgo. Difficile resistere alle foto di quei saloni con i lampadari di cristallo e le pareti dorate…
Hofburg Open House 2008Domenica 8.800 persone sono entrate all’Hofburg e hanno potuto ascoltare, guardare, fotografare e usufruire di visite guidate per tutto il palazzo, e tutto gratis. Da festeggiare c’erano i 50 anni dall’inaugurazione dell’Hofburg come centro congressi, e la sensazione di essere in un posto incredibile, in una situazione eccezionale era accentuato dal tempo orribile che ci attendeva fuori. Forse proprio per questo l’iniziativa Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008ha avuto così tanto successo. Io me la sono goduta con calma, posticipando di volta in volta il pranzo per non perdermi le varie manifestazioni (e infatti ho mangiato alle 17 😦 ). Prima di tutto una bella visita guidata per il palazzo, anche se le hostess sembravano un po’ impacciate e paradossalmente per ascoltarle ho finito per non prestare attenzione ai nomi delle stanze, con successivi problemi d’orientamento. Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008In tutte le stanze (vuote nella maggior parte dei casi) erano stati allestiti stand tematici in cui si presentano al pubblico i più prestigiosi hotel di Vienna, i ristoranti, le attrattive turistiche, e nella grande Festsaal tutte le associazioni che durante l’anno organizzano delle serate di ballo. Spiace per loro, ma un po’ sono stati oscurati dallo splendore delle stanze, grazie agli specchi, ai fiori e ai lampadari (in una sala ne ho contati 25, e all’epoca Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008si utilizzavano ancora le candele!). All’ultimo piano, raffinato servizio catering e vista sulla cupola verde dell’Hofburg e sul Rathaus, più un misterioso poligono cavo con una tavola rotonda da conferenza che faceva molto Dottor Stranamore… Inquietante. :/
Se c’è una cosa che i viennesi sono bravissimi a fare, è organizzare questi eventi: grazie all’ampia scelta c’è sempre qualcosa che interesserà anche il turista più distratto o smaliziato, Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008ma soprattutto non mancano mai i “kid’s corner” dove i bambini possono divertirsi insieme, osservati da un educatore professionista mentre i genitori vanno un attimo in giro. Ai più grandi bastava lo spazio espositivo di una ditta che metteva a disposizione videocamere da ripresa professionale e software per il light design.
Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008E’ stato anche facile riuscire a non perdersi le manifestazioni più interessanti, dal momento che venivano ripetute: io sono riuscita a vedere le danze settecentesche in costume del gruppo Les Nobles, che con grande gentilezza erano anche disponibili a farsi fotografare insieme ai turisti, calmi e con un controllo della situazione davvero “regale”. Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008Tutt’altra musica invece dalle gare di ballo alla “vince chi arriva in fondo vivo” sui passi di polka, valzer e quadriglia, con l’accompagnamento live di una piccola orchestra. Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008Mi ha colpito moltissimo una signora su sedia a rotelle elettrica che si è lanciata sulla pista a ballare insieme agli altri, la potete vedere nelle foto. Sembrava così soddisfatta… 🙂 Sorprendenti anche i bambini del corpo di ballo della Staatsoper, piccoli ma già così scafati che non sono riuscita mai a prenderli in pose spontanee Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008(il flash non aiuta). Decisamente imbarazzante invece il concerto degli alunni della scuola internazionale americana di Vienna, tenutosi nella grande sala conferenze, la Redoutensaal. Ok che non sono degli aspiranti professionisti, ma il loro livello amatoriale stonava molto rispetto a quello degli altri.
Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008Ultimo ma non ultimo, la possibilità di visitare per la prima volta la sala delle conferenze dell’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea che ha sede a Vienna. In rigoroso ordine alfabetico, l’Italia si colloca tra l’Islanda e il Kazakistan 😛 Per un attimo ho pensato anch’io di accendere il microfono e salutare tutti in italiano, poi ho pensato agli ultimi eventi e ho voluto risparmiarmi eventuali sguardi di commiserazione. Povera Italia… Hofburg Open House 2008Però una soddisfazione me la sono tolta: vedere Sissi in carne e ossa! Una sosia, ovvio, ma così simile ai ritratti dell’imperatrice (e il consorte non è da meno) da fare impressione. Peccato che l’espressività fosse quella di un animatronic da Gardaland… Certo che ce ne vuole di pazienza, per un lavoro così 😛

Vienna - Critical MassVienna - Critical MassCome sempre più spesso succede, quest’iniziativa si sovrapponeva ad altre in giro per la città: il Redbull Flugtag, che nonostante la pioggia dev’essere stato divertentissimo, ma anche un’iniziativa di Critical Mass (quelli delle bici), che per tutto il pomeriggio hanno occupato (autorizzati) il Ring in direzione Parlamento con erba finta e biciclette dalle forme più assurde e fantasiose. Vienna - Critical MassVienna - Critical MassIdea simpatica, ma realizzata assolutamente nel posto sbagliato: ogni volta la Strassenbahn rischiava di investire qualcuno sulle rotaie. Poi c’è da chiedersi perché si lamentino, visto che hanno 700 km di piste ciclabili in giro per la città. Ma forse hanno ragione, e siamo solo noi a essere ormai al di sotto di ogni minimo standard di decenza…


E con questo facciamo 51 post e esattamente 7 giorni alla partenza. Sto iniziando a fare compere forsennate, dal Plakat del World Press Photo 2008 (mi raccomando, è aperta solo fino a questa domenica!) alla custodia per l’iPod (è comodissima per portarselo al collo, e Tamrac è una buona marca), al saccheggio virtuale di Saturn (mi sento così idiota a non averlo scoperto prima…). Se penso a tutte le cose che devo fare ancora mi viene un po’ ansia, ma poi penso che alla fine, con 60 euro, posso tornare quando voglio. Magari per un bel musical, o per i mercatini di Natale…

Feste viennesi

settembre 21, 2008

Treff-Update: allora rimaniamo per venerdì 26 o domenica 28, a partire dalle 17.30 (Bas però non si è fatto vivo). Ora bisognerebbe scegliere dove, io ero curiosa di vedere Tichy ma immagino sia già chiuso.

Nel giro di due giorni ho avuto l’occasione di partecipare a due fantastiche feste 100% viennesi, meriterebbero ognuna un post a sé, giusto per lasciarmi un po’ di spazio per le (troppe) foto che ho scattato.

Lichterlfest 2008
Lichterlfest 2008Per una settimana avevo visto la pubblicità su Heute e la parola “Feuershow” mi attirava come una bambina di 7 anni. In realtà si è rivelata una cosa molto interessante: sul Donaukanal, tra il Salztorbrücke e uno dei tanti bar sulla banchina, si sono radunati centinaia di viennesi doc Lichterlfest 2008Lichterlfest 2008o acquisiti e quasi tutti con pargoli al seguito e lanternina d’ordinanza. Ora, guardate le foto e ditemi se c’è qualcosa di più dolce di un bambino con una lanterna accesa in mano, magari fatta in casa o preparata a scuola. Per gli intrufolati come me o per chi non aveva tempo di prepararle, c’era la possibilità per 1 € di comprarsene una di carta. Me la sono presa blu, come il Donau, ma non l’ho accesa e me la porterò a casa come ricordo. Lichterlfest 2008Lichterlfest 2008Mi sono già mangiata invece il Frucht-Spieß, che mi vale come leccornia viennese della settimana. Peccato per il cioccolato, un po’ insipido.Tantissime le cose da vedere, ascoltare e fotografare, dalla Dixie Jazz Band ai balli tradizionali, uguale che fossero acrobati del fuoco o la compagnia di ballo di Wachau, o un gruppo di slovacchi (molto meglio questi ultimi, almeno erano giovani).
Lichterlfest 2008Lichterlfest 2008Gran finale con il Feuershow, ripartito su entrambi i lati del ponte e quindi visto male da tutti :P. Molto bella l’idea delle lucine accese buttate in acqua e della cascata di luce 😀
Una festa del genere non poteva che essere organizzata dall’ÖVP, il partito popolare, che probabilmente in occasione delle elezioni ha voluto fare le cose in grande. Ma se non ho capito male dovrebbe esserci ogni anno, ed è un modo molto bello per far vivere le proprie tradizioni, recuperando allo stesso tempo una zona piuttosto degradata della città (così dicono, almeno).
Lichterlfest 2008 Lichterlfest 2008 Lichterlfest 2008 Lichterlfest 2008

Eröffnungsfeier MVA Pfaffenau
MVA Pfaffenau Opening PartyMVA Pfaffenau Opening PartyAltra manifestazione largamente pubblicizzata sui giornali. Si trattava nientemeno dell’inaugurazione del nuovo inceneritore della città nel quartiere di Simmering, dove già esiste un grande centro ecologico. Tutta la cittadinanza è stata invitata, e fino al tardo pomeriggio è stato possibile far delle visite guidate alll’impianto stesso. Io sono arrivata tardi e me la sono persa, spero di riuscire a tornarci visto che l’entrata resta libera (su avviso), ma non è facilissimo da raggiungere 😦
MVA Pfaffenau Opening PartyMVA Pfaffenau Opening PartyParte delle attrazioni, i camion della nettezza urbana tirati a lucido per l’occasione (ma forse erano nuovi), con i bambini impazziti dentro alle cabine. Scena un po’ comica, sembrava che nessuno avesse mai visto un camion del genere prima d’ora.
Nel tipico tendone da sagra (ma con due telecamere e abbondanti maxischermi) MVA Pfaffenau Opening PartyMVA Pfaffenau Opening Partysi sono alternati gruppi musicali che a vedere il pubblico sono piuttosto conosciuti da queste parti (Andy Lee Lang, il pazzo col pianoforte, e Wolfgang Ambros, che non ho visto). MVA Pfaffenau Opening PartyMVA Pfaffenau Opening PartyMolto bravo il trio di ginnastica artistica che ha preceduto e seguito l’intervento delle autorità, in particolare la ragazza vestita di bianco mi ha fatto fare delle foto bellissime *___* E poi eccoli qua, i Promis: l’assessore all’ambiente Ulli Sima, la rappresentante di quartiere Renate Angerer, e niente meno che Herr Bürgermeister Michael Häupl. Ho provato a immaginarmi Veltroni o la Moratti che dal pubblico salgono sul palco di legno di un tendone da sagra, ma non ci sono riuscita. Lui invece era lì, in carne e baffi, classico tipo un po’ burbero ma che ti dà fiducia. MVA Pfaffenau Opening PartyMVA Pfaffenau Opening PartyHa raccontato come secondo uno studio Usa Vienna sia la prima città per qualità della vita in Europa (2a nel mondo), e come da sempre siano all’avanguardia nel campo dello smaltimento dei rifiuti. Con pieno Wiener-Schmäh ha ricordato quando al caffé della Donauturm il sindaco di Madrid gli aveva chiesto cosa fossero due edifici che si vedevano nel paesaggio, uno orribile e uno bellissimo; al che lui aveva risposto: “Quello brutto è uno dei migliori ospedali d’Europa, quello bello è l’inceneritore della città (quello di Hundertwasser)”. Non poteva mancare la battutina su Napoli (peraltro nemmeno così offensiva); peccato che Napoli non abbia bisogno solo di inceneritori ma di gente che controlli le “ecoballe” perché non vengano nascosti rifiuti tossici. Molto ragionevole anche il parere dell’assessore: è vero che un inceneritore produce CO2, ma anche biogas e riscaldamento per 50-60.000 case, risparmiando quindi combustibile. Insomma, Vienna è un case-study in questo campo, e anche per questo mi rogna particolarmente non aver visto l’impianto. Però bisogna anche dire che Vienna ha la fortuna del polmone verde del Wiener Wald, che dà un ricambio di ossigeno fondamentale.
MVA Pfaffenau Opening PartyMVA Pfaffenau Opening PartySono riuscita ad andare a casa a mangiare e ritornare in tempo per i fuochi artificiali, montati direttamente sull’impianto e spettacolari nonostante la pioggia. Gran finale con shuttle bus strapieno e canti in tiefwienerisch intonati da passeggeri un po’ su di giri. E parole a parte, pareva di stare in un bus di tifosi italiani! O_O

Come se non bastasse, oggi a Hofburg c’è l’open house: unica occasione per vedere stanze di solito chiuse al pubblico e ascoltare un po’ di musica. Farò uno sforzo e uscirò di casa (ma si sta così bene sotto il piumone…)

Essl Museum im Schömer Haus & Stift Klosterneuburg

settembre 20, 2008

Ma prima, aggiornamento per il “Treff”: tenendo conto di quel che avete detto si potrebbe fare venerdì 26 sera o domenica 28 sera, se Sariti non sarà distrutta dal viaggio. Lunedì dipende da Grissino, ma se non riesco a vedere questa settimana Roméo e Juliette potrei avere anch’io delle difficoltà per il 29.

Essl Museum - Shuttle BusDopo essere tornata a casa dall’Essl Museum ho visto sul sito la presentazione della mostra in corso a Schömer Haus e mi sono imposta uno sforzo, anche per vedere l’Altstadt di Klosterneuburg. Stavolta però ho approfittato dello shuttle bus gratuito del museo che parte ogni due ore da Albertinaplatz e in 25 minuti porta davanti all’Essl Museum. Anzi, facendo un paio di conti si può davvero vedere entrambi i musei gratis o quasi: il mercoledì prendendo il bus e stando alla Schömer Haus (gratuita) fino alle 18, quando l’entrata all’Essl diventa libera :P; oppure se si è studenti, venerdì l’entrata all’Essl costa 1 €, quindi. E si può approfittare del passaggio anche per andare a Stift Klosterneuburg (sono diabolica, lo so).
Essl Museum - Schömer HausEssl Museum - Schömer HausTornando a Schömer Haus: l’edificio è molto luminoso e si sviluppa su 3 piani, con gli artisti ordinati per provenienza o decennio. La “mostra” è in realtà una selezione di Agnes Essl delle opere in loro possesso, e a differenza del museo principale propone anche opere più datate (dagli anni ’50 in poi), soprattutto degli anni ’80 Essl Museum - Schömer HausEssl Museum - Schömer Hausper quanto riguarda gli artisti austriaci. E in mezzo agli “stranieri” c’è anche Mimmo Paladino. Mi sono piaciuti i quadri che grazie al colore steso “a croste” diventano tridimensionali, quasi sculture (e sì, tra questi c’è pure l’odiato Nitsch). Una mezz’ora per visitarlo tutto, anche se un po’ di spiegazione in più delle opere non sarebbe guastata.
In serata c’era un concerto di un piccolo ensemble, con colonne sonore più o meno famose suonate in contemporanea con la proiezione di spezzoni dei film; a malincuore ho lasciato perdere.

Essl Museum - Sch̦mer HausESSL MUSEUM РSch̦mer Haus
Aufeldstraße 17-23, 3400 Klosterneuburg
www.esslmuseum.at
Email: anmeldung@essl.museum
Orari: tutti i giorni 10.00-18.00, Sab, Dom 10.00-13.00 e 14.00-18.00
Prezzo: gratuito

Stift KlosterneuburgStift KlosterneuburgVale davvero una visita il vicino borgo di Klosterneuburg, a 15 minuti circa dal museo. Da lontano le guglie fanno immaginare una chiesa gotica simile a quelle francesi; Stift KlosterneuburgStift Klosterneuburginvece ci si trova davanti a un’abbazia del 1144 (Lonely Planet docet) con facciata barocca del 1700-‘800, rasa al suolo dai bombardamenti e ricostruita mattone su mattone in tempi recenti. Intrufolandomi in un gruppo ho fatto un po’ di foto dell’interno, ma per poterla vedere bene serve una visita guidata. Stift KlosterneuburgPer paura di perdere il bus di ritorno ho potuto fare solo un giro veloce, ma credo di essermene innamorata. Silenziosa e rinfrescata da alberi di tiglio, la cittadina sembra il set di un film ambientato nel medioevo. Peccato che la ricostruzione si noti; prima della guerra doveva essere un piccolo capolavoro.


Nicoles AbschiedspartyConcludo con un resoconto interno all’ENIT: Nicole, la titolare dell’ufficio informazioni, ha lasciato il lavoro ed è partita per altri lidi più facilmente raggiungibili (e redditizi). L’ufficio non è più lo stesso senza i suoi acquerelli di Venezia e Positano. L’abbiamo salutata con una mega-torta della mamma di Monica e una foto che metto qui in modo che possa scaricarla.
Ciao Nicole, alles gute! 😉 Ich hatte sogar “O mio babbino caro” für dich gelernt! Schade, dass ich keine Chance hatte, es dir zu singen! Aber man, es ist echt soo traurig! 😦 Hör dir, was lustigeres an! Tschuss! (PS: für die anderen Fotos schick mir eine E-Mail!)

Museen am Mittwoch: Essl Museum

settembre 18, 2008

Prima di tutto, GRAZIE per le 3000 pageviews. Che siate fidati lettori o che incappiate qui per sbaglio cercando informazioni su “viennesi str***i” su Google, mi fa piacere di essere arrivata qui dopo neanche tre mesi 😉

Sento sempre di più il tempo che scorre, orologi e calendari diventano un’ossessione e sto facendomi un piano militare per questi ultimi giorni a Vienna. Quindi, cari italiani a Vienna, fatemi sapere il prima possibile quando possiamo incontrarci 😉

Essl MuseumAll’Essl Museum sono andata più per curiosità, visto che ne avevo sentito parlare da molti, che per la presenza di opere d’arte famose. Il mercoledì dalle 18 fino alla chiusura l’ingresso al palazzo principale è gratuito, quindi mi sono detta: perché no? (in realtà volevo approfittarne anche per andare a caccia di una giacca, ma non ho concluso niente purtoppo 😦 )
Credo di non essermi mai allontanata così tanto dalla città: il museo è a Klosterneuburg, sul Donau, e per arrivarci bisogna prendere la metro fino a Heiligenstadt e da lì ancora un autobus per 10 minuti. Ho visto un altro pezzo di periferia, così poco frequentato da avere già alle 20.45 i semafori lampeggianti, e mentre scendeva il buio per un attimo ho avuto paura, ad essere in giro da sola e dover contare solo sui mezzi pubblici. Così la visita me la sono fatta sempre con occhio all’orologio; in realtà nonostante la grandezza dell’edificio l’installazione è molto moderna, per cui una stanza non contiene quasi mai più Essl Museum - Sammlung ChinaEssl Museum - Sammlung Chinadi 10 opere. Delle mostre stabili mi è piaciuta molto la Sammlung China, con opere recentissime spesso ispirate alla nuova pop-art (mi pare che alla fine Essl sia un po’ come Palazzo Grassi a Venezia, hanno ospitato anche le stesse opere); nella Sammlung USA c’è anche qualcosa di Frank Stella.
Essl Museum - Overlapping voicesEssl Museum - Overlapping voicesMa alla fine i pezzi forti sono dati dalle mostre temporanee, che si alternano senza sosta per tutto l’anno (anche 10 per annata). Fino al 26 ottobre quasi un piano intero è occupato da Overlapping Voices, mostra che dà spazio ad artisti palestinesi e israeliani dei nostri giorni. Sono quasi tutti trentenni o comunque giovani e usano l’arte, Essl Museum - Overlapping voicesEssl Museum - Overlapping voicesintesa anche come fotografia e videoart, spesso per raccontare storie di persone o comunque con fini sociali. Anche per questo all’inizio della mostra c’è un ottimo Info lounge con carte e libri sul conflitto arabo-israeliano. E poi c’è il tema della patria e della ricerca di sé stessi, che un artista ha focalizzato con una serie di fotografie di ebrei che dopo un viaggio in India hanno deciso di vivere in comunità neo-hippy, un mix davvero strano.
Essl Museum - Between what was and what might beEssl Museum - Between what was and what might beL’altra mostra è appena stata inaugurata e propone opere di una coppia di artisti che usano pittura e video per gli stessi temi di inquietudine sospesa tra la realtà e il sogno. Protagonisti sono quasi sempre giovani e i riferimenti all’arte classica sono così evidenti che a volte un po’ stufano, ma le didascalie sono evocative e riparano al peggio.
Interessante per vedere qualcosa di diverso, complementare al MUMOK avendo opere davvero recenti, ma se valga la pena di vederlo dipende molto dalle mostre in corso. Purtroppo l’altro edificio, la Schömer Haus, non ha sconti il mercoledì. Lo metto nella lista delle cose da vedere, magari assieme all’abbazia gotica di Klosteneuburg, che ho solo intravisto ma che sembra un capolavoro gotico di prima grandezza 😀

Essl MuseumESSL MUSEUM – KUNST DER GEGENWART
An der Donau-Au 1
3400 Klosterneuburg / Wien
Tel: +43 (0)2243/370 50 DW 150
Fax: +43 (0)2243/370 50 DW 22
Email: anmeldung@essl.museum
Orari: Lun chiuso, Mar-Dom 10.00-18.00, Mer 10.00-21.00
Prezzi: € 7,00, ridotto € 5,00 (anziani, da 15 persone), studenti € 3,50 o 1 € (Ven), Mercoledì dalle 18.00 entrata libera, gratis fino ai 7 anni

Westlicht – World Press Photo 2008

settembre 16, 2008

Di nuovo in ritardo con gli aggiornamenti. Un po’ per il lavoro, un po’ per la stanchezza e la depressione per questo tempo infame (solo per dire, venerdì avevamo 25 gradi e sole che spaccava, sabato ancora sole ma con vento gelido e 12-13 gradi, e adesso siamo definitivamente a 12 gradi stabili con tanto di pioggia :(). In compenso mangio troppa cioccolata e i risultati si vedono.

Ma veniamo al sodo: saltata Bratislava, ho deciso di conoscere meglio Mariahilferstraße e le sue strade laterali, e i risultati sono stati molto soddisfacenti, soprattutto in Neubaugasse, la “via degli esperti” con negozi specializzati in prodotti particolari. Ma non ho ancora terminato l’esplorazione quindi rimando a un prossimo post.
Una parallela di Mariahilfer è Westbahnstraße, il cui grigiore è rischiarato dal tempio cittadino della fotografia, WESTLICHT, e dai negozi specializzati nelle vicinanze, soprattutto il monomarca della Leica che farebbe morire felice qualunque fotografo. Io (in un altro negozio, però) ho già puntato una custodia in simil-scamosciato della Tamrac che mi può servire da porta iPod. Fino al 28 settembre si può visitare la mostra del World Press Photo 2008, che raccoglie le immagini più belle e significative scattate da fotoreporter di tutto il mondo nel 2007 e per questo premiate dall’associazione. Westlicht - World Press Photo 2008Westlicht - World Press Photo 2008In realtà come sempre sono gli USA ad avere il contingente maggiore, ma accanto alle super-agenzie come Magnum e VII ci sono anche i freelance che lavorano per le grandi testate, e hanno documentato nella maggior parte dei casi eventi drammatici come il caos post elezioni in Kenya e l’assassinio di Benazir Bhutto. Anche le immagini a tema naturalistico (National Geographic la fa da padrone) trasmettono quasi tutte violenza, dalla testa di narvalo decapitato al gigantesco gorilla di montagna ucciso dai bracconieri.
L’Italia ha vinto con quattro fotografi: uno è il grande Francesco Zizola, qui alle prese con una serie sulla violenza quotidiana in Colombia, un’altra ha vinto con una foto di una ragazza ricoverata in un istituto per bulimici e anoressici, ma sinceramente se non lavorasse per la Contrasto non credo che mai sarebbe stata considerata.
Su di un pannello si poteva leggere la presentazione del presidente del concorso, che segnalava soddisfatto come alcuni giovani avessero surclassato mostri sacri della professione ma criticava il fatto che molte foto inviate assomigliassero alle vincitrici degli anni precedenti, come se il fotogiornalista pensasse a vincere il premio invece che a fare il proprio lavoro. A me, una mostra del genere ha ricordato che la foto “bella” non deve essere per forza perfettamente a fuoco, ben composta, con le luci ok ecc. Non per niente la forza della foto dell’anno (il soldato americano in Iraq che si riposa) sta tutta nel colpo d’occhio dell’autore nel catturare il momento giusto. E non è tutto: molte foto nella categoria “serie” da sole sarebbero bruttine, ma insieme creano una storia. Peccato che controllando sul sito ufficiale si scopra che in realtà nella mostra c’è solo una parte delle foto vincitrici.
Westlicht - World Press Photo 2008E’ stabile invece la collezione di macchine fotografiche di Westlicht, alcune pezzi rarissimi a quanto pare. Si parte dai marchingegni in legno di Daguerre e si arriva a una luccicante compatta giapponese del 1990. Spettacolari le Hasselblad modificate dalla NASA e utilizzate nei viaggi nello spazio e sulla Luna (una venne persa e probabilmente gira ancora lassù) e le microscopiche macchinette del KGB nascoste nei pacchetti di sigarette o così piccole da essere facilmente mimetizzate. Manco a dirlo, la tecnologia tornò poi molto utile per uso civile…
Westlicht - World Press Photo 2008 "modified" wallpaperForse ci tornerò per prendermi il Plakat, costa solo 5 euro ed è disponibile nella versione con Putin (nella foto qualcuno l’ha modificata…), col soldato Usa o col gorilla (prenderei quest’ultima). Il catalogo costa 35 euro, 23 se si prende quello già aperto per esposizione. Però la qualità di stampa è ottima.
 
Westlicht - World Press Photo 2008WESTLICHT – Schauplatz für Fotografie
Westbahnstraße 40, 1070 Wien (U3 Zieglergasse)
E-Mail: info@westlicht.com
Biglietti: € 6,50, € 4,00 per studenti fino a 27 anni
Orari (fino a 28.09.2008): Lun-Dom 9.00-19.00,
Gio 9.00-21.00

Volkstheater, Staatsoper e il rito degli Stehplätze

settembre 11, 2008

Il Kugel-countdown continua spietato la sua corsa, mancano solo tre settimane al treno per Venezia. Eppure sarà il tempo, sarà il lavoro, ma ho un po’ perso lo slancio turistico delle ultime settimane. In compenso sto facendomi una cultura sui teatri di Vienna (e i biglietti a prezzo speciale).

Domenica, complice il brutto tempo e la stanchezza, mi sono rintanata nel Volksthater per una sfida niente male: vedere un’opera in tedesco! Le Restkarten per studenti avevano un prezzo ridicolo (3,60 € per un posto centrale in seconda fila!) e si possono prendere per tutti gli spettacoli un’ora prima dell’inizio. Ho un po’ barato, perché il Peer Gynt di Ibsen lo conoscevo già e in realtà speravo di poter sentire dal vivo la musica che Grieg aveva scritto per l’opera (tra cui il famosissimo Il Mattino e Nell’antro del re della montagna), ma purtroppo già l’opera dura 3 ore, con le musiche non saremmo più usciti vivi di lì 😦 C’era invece un trio di musicisti, un fagottista, un oboista e un dj (?), per un accompagnamento coerente con la messa in scena moderna. Il protagonista è stato definito il “Faust del nord”, ma secondo me è anche un po’ come se Pinocchio invece di diventare un bravo bambino avesse continuato a mentire e combinare guai per tutta la vita. E ben presto c’è poco da ridere.
Il primo atto inizia in una stanza d’ospedale, ma per tutta l’opera si ha il dubbio che le avventure di Peer avvengano in realtà tutte nella testa di un malato mentale: i troll sono vestiti da impresa delle pulizie, la dolce e fedele Solveig potrebbe essere un’altra paziente, calva per la chemioterapia, e il fonditore di bottoni che vuole riprendersi la vita inutile di Peer è lo stesso medico che lo cura. Anche la “divisa” di Peer era uno di quei vestiti di carta verde degli ospedali. Non capirò niente di teatro, ma a me lo spettacolo è piaciuto: attori ottimi, soprattutto l’atletico e sfrontato protagonista e sua madre, proprio una voce e un fare da vecchia mamma. Un po’ meno l’idea di fare di Solveig la classica teenager, che la fa sembrare più l’ennesima vittima di Peer che una vera innamorata che lo attende fiduciosa per una vita intera. Recensioni non esaltanti, ma per fare un po’ di esercizio (e imparare un po’ di imprecazioni) va benone 🙂
Il teatro è un edificio di fine ‘800 con poco meno di 1000 posti, largamente restaurato dopo il 1945. Ha mantenuto comunque un’aria da “altra epoca” che si respira già nel foyer con le porte con intagli floreali e laccate di bianco e nel bar grazie ai lampadari di cristallo. All’interno continua il bianco, in contrasto con le poltroncine di velluto rosso, mentre il soffitto vicino al palcoscenico è decorato da un affresco. Avrei potuto fare delle foto ma… avevo dimenticato la batteria -_-
Repliche Peer Gynt: 12, 14, 22 Settembre, 1, 6, 8, 9, 20, 23, 27,29 Ottobre
Recensioni: Die Presse (+), Der Standard (-)

Staatsoper by nightNon mi mancava la macchina (carica) invece al momento di entrare nella Staatsoper. Ma c’è qualcosa che non si può spiegare in foto: il rito degli Stehplätze. Lo spettacolo era l’unica esecuzione del Barbiere di Siviglia per settembre, con inizio alle 19.30. Arrivata alla cassa verso le 17.20 ho trovato già una quarantina di persone davanti a me. Staatsoper - Il barbiere di SivigliaStaatsoper - Il barbiere di SivigliaAttesa lunga ma utile per pianificare la strategia “beccati il posto migliore” e imparare dai locali qualche Geheimtipp, come quello di segnare con un pezzo di stoffa il proprio posto dopo averne preso possesso. Le casse aprono 80 minuti prima, in questo caso alle 18.10: e appena avuto il biglietto comincia la corsa verso il Parkett, circa 100 posti in fondo alla sala ma proprio davanti al palco. Ma prima, un’ulteriore attesa davanti alle due entrate: tutti in fila per due, accompagnati dalle maschere con austriaca gentilezza e precisione. Staatsoper - Il barbiere di SivigliaStaatsoper - Il barbiere di SivigliaAlla fine sono riuscita a beccarmi la terza fila centrale, accanto a una simpatica ragazza di Amburgo, venuta a godersi l’opera prima di tornare a casa. Ovviamente il teatro è un trionfo di specchi e dorature barocche, e sono semplicemente spettacolari le scale che conducono alle gallerie, percorse da turiste giapponesi vestite in kimono o da lolita, ma anche signore di mezza età in abiti tradizionali tirolesi. Nei pochi minuti dell’intervallo non sapevo più dove guardare, mi sentivo tanto inadatta, con i miei abiti da pochi soldi in quel sbrilluccicare di gioielli, quanto esaltata per poter sbirciare un mondo completamente sconosciuto.
Staatsoper - Il barbiere di SivigliaStaatsoper - Il barbiere di SivigliaE poi l’opera: forse per la prima volta in questi mesi ho visto una messa in scena tradizionale, che gira tutta intorno a una casa (praticamente a grandezza naturale); dei pannelli scorrevoli permettono di vedere cosa succede nelle stanze. Ma i momenti più divertenti sono state le “licenze poetiche” che il regista si è preso, una su tutti Rosina che per fingere di star davvero studiando canto si mette a cantare di botto il vocalizzo dell’Aria della regina della notte, con uno “Spitze!” finale urlato dal finto maestro di musica Lindoro. Sarà nerd ma le citazioni sono sempre divertenti 😀 Sulla partitura niente da dire, è celeberrima fin dalle prime note dell’ouverture; inizialmente non mi faceva impazzire il tenore, troppo aspro, mentre Rosina è andata perfino più in alto rispetto alla partitura di Una voce poco fa, con dei virtuosismi da paura (graurr). Peccato non aver visto benissimo i movimenti di scena a causa della lontananza dal palco, per un attimo ho stupidamente pensato che vedere l’opera in tv sia meglio. Forse erano i miei piedi a parlare… 😛
Visto che c’è la regola non scritta “foto ok basta non durante l’opera” ho potuto farne qualcuna… Enjoy 😉

Repliche: 25 ottobre ecc

Donauinselfest 2008

settembre 9, 2008

An der Donau - Millennium TowerDonauinselfest 2008Eccomi qui, in ritardissimo, a parlare della Donauinselfest 2008. Ho fatto talmente tante foto (400 solo nella serata di sabato) che non sono ancora riuscita a selezionarle bene. Guardandole e riguardandole penso a che fortuna ho avuto a trovarmi qui al momento giusto, e nell’anno giusto: perché il 2008 ha segnato Donauinselfest 2008Donauinselfest 2008i 25 anni di questo festival, il più grande d’Europa nell’ambito delle manifestazioni musicali all’aria aperta. Circa un milione di visitatori al giorno, venuti per prendere il sole, mangiare, bere e prendere parte alle manifestazioni dislocate nelle 23 isole, ognuna con il nome del medium sponsor. Donauinselfest 2008 - MTV BühneDonauinselfest 2008 - Viva BühneDifficile trovare un festival capace di accontentare davvero tutti, eppure gli organizzatori ce l’hanno fatta: i discotecari avevano a disposizione i migliori dj europei nelle MTV- e VIVA-Inseln Donauinselfest 2008Donauinselfest 2008(tra cui Gigi d’Agostino, che mi sarei andata anche a sentire volentieri), gli appassionati di sport potevano seguire le gare di jet-ski acrobatico sul Donau, per la gioia dei bambini c’era pure un mini-Prater allestito con giostre assortite. Alla fine la più affollata è stata la Ö-3 Bühne, dove hanno suonato come main act Donauinselfest 2008 - FM4 BühneDonauinselfest 2008i Wir sind Helden (venerdì), Basshunter e Sunrise Avenue (sabato) e Shaggy (domenica). Non conoscendo parecchi nomi del programma ho preferito andare sul sicuro, anche se così ho perso cose molto interessanti, soprattutto nella Bühne più “alternativa”, quella di FM4 (per esempio questi Bauchklang che fanno human beatboxing 😦 ). Donauinselfest 2008Donauinselfest 2008Interessante anche come nonostante le varie isole fossero molto vicine, l’atmosfera era completamente diversa in base alla zona: nella zona “disco” lo stand dell’associazione “Check your drugs” (per distinguere le droghe “buone” da quelle “cattive”, meglio di niente ma insomma…), mentre vicino a FM4 e Eutopia si respirava più un’aria da festival, con scatoloni di LP a 3 € e negozietti di maglie, felpe e borchie e l’immancabile abbigliamento new age.
Donauinselfest 2008Donauinselfest 2008Come sempre gli stand gastronomici avevano fatto cartello sui prezzi, per fortuna non al rialzo: con 1,80 si poteva prendere l’acqua minerale o la Coca-Cola, con 3,50 una crepe. Io con 2,50 ho provato lo Sturm di vino rosso; mi sa che preferisco quello bianco, non frizzante, ma dopo ero così rilassaaaata 😀 Al limite non era un problema trovare un posto sotto agli alberi dove mangiare al sacco.

Donauinselfest 2008 - Wien Energie BühneDonauinselfest 2008 - Leningrad CowboysTornando alla musica, chi non volevo perdermi a nessun costo erano i finlandesi Leningrad Cowboys (più per far invidia a qualcuno che altro :P); per essere in prima fila mi sono persa Basshunter Donauinselfest 2008 - Leningrad CowboysDonauinselfest 2008 - Leningrad Cowboys(neanche una gran perdita, credo), e ne ho approfittato intanto per sentire questi Opus, una bella scarica di old rock. E poi loro: un mare di gente sul palco, tamarri come pochi con le loro improbabili Frisuren e l’abbigliamento da space cowboy. In Italia li conosciamo Donauinselfest 2008 - Leningrad CowboysDonauinselfest 2008 - Leningrad Cowboyssoprattutto grazie alla pubblicità della Vodafone (Happy together) , ma in realtà sono in giro da quasi 20 anni, da quando il regista Aki Kaurismaki girò un film con loro; forse anche per questo Donauinselfest 2008 - Leningrad CowboysDonauinselfest 2008 - Leningrad Cowboysli chiamano i “Blues brothes del nord”, e in effetti non è così sbagliato, anche se a me hanno ricordato ogni tanto gli Elii :). Anche loro sono un branco di pazzi in occhiali da sole e propongono soprattutto cover di classici made in USA, non certo “Il sol dell’avvenir” come sembrava assolutamente convinta Donauinselfest 2008 - Leningrad CowboysDonauinselfest 2008 - Leningrad Cowboysuna spettatrice (-_-; ). Nella scaletta sono passate Sweet home Alabama, Rockin’ in the free world, ma anche Pretty fly (for a white guy) degli Offspring, e anche per le canzoni Donauinselfest 2008 - Leningrad CowboysDonauinselfest 2008 - Leningrad Cowboysmeno conosciute le ballerine (niente male!) e l’intera band hanno fatto davvero di tutto per coinvolgere il pubblico. Forse non siamo stati molto bravi o non li abbiamo convinti, perché finita l’esibizione non c’è stato nessun Zugabe, puntuali come orologi se ne sono andati. Mi sono bastati comunque per scattare 300 foto, Donauinselfest 2008 - Leningrad CowboysDonauinselfest 2008 - Leningrad Cowboyse in molte sembrano guardare proprio me! Peccato non avessi la maglia dei Nightwish addosso :/ Grande spettacolo comunque, creativo, ben suonato e molto, molto divertente.
Tra le urla di giubilo della gente per il risultato della partita contro la Francia (3 a 1, tiè!) Donauinselfest 2008 - Sunrise AvenueDonauinselfest 2008 - Sunrise Avenuesono corsa alla Ö-3 Bühne, dove stavano ancora esibendosi i Sunrise Avenue. Anche loro finlandesi, famosi in tutta Europa grazie a Fairytale gone bad; li avevo un po’ bollati come “carini ma solita roba da TRL”, si sono invece dimostrati dei bravi musicisti rock, capaci perfino di parlare un po’ di tedesco. E il cantante, Samu, non è affatto da buttare 😀

Dopo due giorni decisamente stancanti ho deciso di lasciar perdere la terza serata, ma non è stata una cattiva idea visto che è venuto giù il diluvio dopo una settimana a 30 gradi. Eventualità comunque prevista dall’organizzazione, visto che sono stati distribuiti dei pratici Regenmantel con tanto di sponsor a tutti, Shaggy compreso.
Lo stress più grande è stato di sicuro quello dei trasporti: fidandomi di una ragazza che in teoria doveva conoscere la zona, la prima serata ci siamo fatte solo per l’andata 40 minuti in metro, in piedi, e così anche per il ritorno. Sabato invece ho evitato i grandi snodi come la Westbahnhof e almeno ho dovuto farmi solo due-tre fermate in piedi. Sui giornali ho letto di attese perfino di un’ora per la U-Bahn, visto che il servizio d’ordine bloccava di volta in volta l’accesso alla stazione per evitare sovraffollamenti; partendo alle 23.30 e aspettando un po’ il mio turno, sono comunque tornata a casa a un’ora decente.

Normalmente la festa si svolge a fine giugno, era stata spostata a causa degli Europei, ma l’esperimento è andato così bene che forse diventerà un appuntamento fisso per settembre. Nel mio piccolo mi frego le mani e non vedo l’ora di vedere il programma dell’anno prossimo, credo che una cosa del genere, completamente GRATUITA e così bene organizzata, valga bene 9 ore di viaggio in treno. Basta prenotare con largo anticipo la stanza/campeggio.

Info:
www.donauinselfest.at
Edizione 2008:
2008.donauinselfest.at
Canale ufficiale YT
Articolo Österreich e Photo galleries (se le mie non vi bastano :P)

Musica, Maestro!

settembre 6, 2008

Il concerto di Riccardo Muti e dei Wiener Philharmoniker mercoledì scorso al Theater an der Wien ha sancito l’inizio delle nuove stagioni concertistiche e operistiche di Vienna. E probabilmente anche l’inizio del mio dissanguamento economico.

Muti&Wiener PhilharmonikerIl Theater è a Naschmarkt, 5 minuti a piedi da casa mia, avevo già visto la pubblicità del concerto ma mi ero messa il cuore in pace, “figurati quanto costerà il biglietto”. Poi mercoledì la pagina eventi di Heute (giornale freepress) mi avvisa che ci sono ancora posti liberi. Guardo il sito e sì, anche per questo teatro si possono prendere biglietti per studenti e Stehplätze: i primi costano 10 € per tutti i posti ancora liberi, da acquistare 30 minuti prima dell’inizio, i secondi sono per i 50 posti in piedi e vengono venduti solo un’ora prima, a 7 €. Finisco di lavorare alle 17, la vendita inizia alle 18.30. Posso farcela. Muti&Wiener PhilharmonikerQuando arrivo alle 18 per mettermi in fila, davanti a me ci sono solo sei persone variamente assortite e con tanto di seggiolina al seguito. Trovo un posto proprio sopra il palco; posso vedere solo metà orchestra ma Muti, lui sì che lo vedo bene. Scarpe lucidissime (come tutti gli altri, del resto), si mette all’opera senza tante cerimonie e propone un programma strettamente italiano: due brani di Verdi, l’ouverture di Giovanna D’Arco e estratti dai Vespri siciliani, e un concerto per trombone e orchestra scritto dal grande Nino Rota, più la colonna sonora de Il Gattopardo sempre di Rota. 
Un’anziana signora di fianco a me l’ha definito “il direttore d’orchestra più bello del mondo”; effettivamente ha una presenza scenica appassionata ed energica, sembra quasi un domatore di bestie feroci, quando invece si sa che i Wiener lavorano con lui da anni e lo adorano. L’orchestra era proprio quella del tradizionale Neujahrskonzert (che dopo le proteste delle femministe ha iniziato ad accettare anche donne), e soprattutto in Verdi si sentiva quanto fossero a loro agio nel 3/4 (ho già detto che odio i valzer?). Manco a dirlo, gli strumenti ad arco si muovevano come un unico blocco, perfettamente all’unisono; bravo anche il solista di trombone, mentre gli strumenti a fiato mi hanno lasciata perplessa: o era l’acustica, o davvero erano calanti sui suoni acuti. Sempre l’acustica (ero al terzo piano) ha forse impedito di sentire l’orchestra come un’unità singola, a differenza dei Berliner Philharmoniker (ma quella volta ero alla Philharmonie, non in un teatro). Anche il programma in realtà non era straordinario: Verdi è Verdi, e il Gattopardo aveva il solito difetto delle musiche per film, troppe ripetizioni. Ma è stato interessante sentire i Wiener in veste di orchestra da colonna sonora. E poi, per 7 euro dovrei solo stare zitta e ringraziare 😛

Le nozze di Figaro:
Rathausfilmfest - Le nozze di FigaroRathausfilmfest - Le nozze di FigaroProbabilmente la mia ultima volta al Rathausfilmfest visto che il programma di quest’ultima settimana sarà soprattutto di repliche e documentari. E purtroppo sarebbe potuto terminare meglio: è stata proiettata una produzione del 2006 dell’Opéra national de Paris, con un italiano, Lorenzo Regazzo, a interpretare Figaro. Stavolta però davvero hanno esagerato: messa in scena non solo portata ai giorni nostri (e vabbè), ma addirittura in un tempo indefinito tra gli anni ’70 e ’80, con tanto di vestiti dell’epoca e orrenda carta da parati ai muri. Rathausfilmfest - Le nozze di FigaroLa storia, divisa in 4 atti, è già abbastanza complicata e ricca di colpi di scena; ma la ricerca quasi ossessiva della gag estemporanea ha finito per toglierle spazio. Anche se l’idea di portare in scena il continuista, che accompagna i recitativi con gli strumenti più assurdi, dalla pianola giocattolo alla glassharmonica, era geniale. La lunghezza (190 minuti!) ha fatto il resto, e sono tornata a casa davvero a pezzi…

Donauinselfest – Wir sind Helden
Donauinselfest - Wir sind HeldenDonauinselfest - Wir sind HeldenDel più grande festival europeo all’aria aperta parlerò meglio quando sarà finito. Però ieri i berlinesi Wir sind Helden ci stavano proprio. Pare che fossimo in circa un milione in tutto, e per un buon terzo eravamo alla Ö-3 Bühne, ad ascoltarli. Sono un gruppo diventato famosissimo in tutta Europa grazie al singolo Nur ein Wort del 2005. La cantante Judith Holofernes ha un accento terrificante, ma è un animale da palcoscenico e come gran finale non ha disdegnato un simil-stage diving tra le prime file. Donauinselfest - Wir sind HeldenScaletta con i loro brani più famosi, soprattutto dal disco d’esordio (Aurélie, Denkmal) e da Von hier an blind (Nur ein Wort, Von hier an blind), che il pubblico ha cantato con gusto. E dal vivo tutto suona più indie-rock, con una spruzzata di jazz data dagli ottoni che non guasta mai.
Tutto visto dai maxischermi, ovviamente. In compenso ho imparato a fotografare senza guardare 😛

Stasera Basshunter e soprattutto Leningrad Cowboys, per i quali spero di essere non dico sotto il palco ma in una buona posizione sì. Non ho voglia di consolarmi con Gabry Ponte…

Sacro e profano Pt 2

settembre 3, 2008

A grande richiesta, la seconda parte 😛 In realtà forse la prima era più interessante, ma in ogni caso… 😛

PROFANO

Hietzing Bezirkfest
Hietzing - Bezirkfest 2008Hietzing - Bezirkfest 2008“Vienna è un villaggio” ha detto qualcuno; in realtà mi sembra sempre più un agglomerato di tanti villaggi, uno per Bezirk, a volte così diversi da sembrare pezzi di altre città messi insieme alla rinfusa. E appena ci si allontana dal centro, la sensazione è proprio quella del Dorf, del paesino con le sue feste con birra e mercatini delle pulci. Per caso, mentre cercavo di raggiungere a piedi il Friedhof (illusa), mi sono imbattuta nella festa di quartiere di Hietzing, che si teneva per le stradine interne della zona. A cinque minuti dallo zoo di Schönbrunn, era come essere a Bressanone: giochi gonfiabili per i bambini, animazione di giovani volenterosi, signore che in pochi minuti scrivono il tuo nome in grafia gotica, tutto in una piazza piccolissima. Sono queste piccole cose che mi stupiscono sempre 🙂

Volksstimmefest 2008:
Volksstimmefest 2008Volksstimmefest 2008E’ perfino segnata sulla guida, e un giro al Prater non dispiace mai. E poi aggiungiamoci pure la curiosità di vedere una festa comunista (qua si chiamano ancora così) austriaca. In realtà ho avuto la conferma che sono tutte uguali, cambia solo la cucina locale, per il resto gli stand di libri e riviste, la musica (un banco aveva tutti, ma proprio tutti i dischi dei Modena City Ramblers!), i gazebo pieni di borse e vestiti flower power sono sempre quelli. Volksstimmefest 2008Volksstimmefest 2008Alla fine la cosa più interessante erano (tanto per cambiare) i pacchi di CD e vinili usati, se avessi avuto più tempo per guardare ci avrei lasciato un capitale. Ho anche avuto l’occasione di fare una chiacchierata con tanto di liquore ai frutti di bosco con degli attivisti del partito, che appena hanno saputo che ero italiana hanno cominciato a parlarmi di Bertinotti e Berlinguer, delle loro vacanze negli anni ’70, quando il PCI aveva il 30%, ecc ecc. Volksstimmefest 2008Come da noi, tanta nostalgia per dei tempi che sono ormai passati e buio pesto sul futuro. Il più sensato e obiettivo era un transessuale, che riconosceva le difficoltà anche della società austriaca di fronte agli immigrati e alla crisi economica mondiale (mi ero avvicinata al banco per chiedere se era vero, come avevo letto in un poster, che nel Paese su 8 milioni di persone 1 è povero), ma ha concluso con: “Questo è l’unico partito che non mi giudica”. Giusto per scriverlo, sui giornali non c’era scritto nulla di nulla sulla festa, nonostante una partecipazione più che dignitosa della gente.

Cibo:
non abbondante ma spesso ottimo. Ho voluto finire in bellezza il secondo mese qui e straviziarmi :D.
Billa PraterVolksstimmefest 2008Il sabato ho tenuto botta fino all’ultimo per mangiare al Prater (verso le 22 -_-; ), ma sarei probabilmente crollata a terra prima del tempo se non avessi trovato qualcosa di incredibile: un Billa! E non solo ancora aperto alle 20.30 di sabato, ma aperto TUTTI I GIORNI DALLE 6 ALLE 21! Dove? Alla stazione del Prater. Credo che un altro ce ne sia all’aeroporto, ma questo se si ha l’abbonamento ai mezzi pubblici è una manna dal cielo! Al Volksstimmefest avrei potuto prendere di meglio, ma come sempre ho preferito le cose strambe e sono finita con un involtino (?) ripieno di patate, piselli ecc., fritto e con salse mooolto speziate. Ho avuto la brutta idea di provare lo Himbeer-Soda… Dolce e frizzante in questo caso non ci stavano proprio :(.
Schönbrunn - Tiroler GartenSchönbrunn - Tiroler GartenIl giorno dopo è andata decisamente meglio: dall’Hietzinger Friedhof si arriva in 5 minuti a un’entrata laterale per Schönbrunn e lo zoo, in zona Tiroler Gasthaus. Libretto di sconti alla mano, mi sono goduta finalmente i Kaiserschmarrn mit Zwetschnenröster. La prima cosa a cui ho pensato è: ma io questo l’ho già assaggiato! Peccato non aver ricordato niente di più. Visto che c’ero ho fatto un po’ di foto a Schönbrunn con il sole, si sa mai che all’ENIT possano ancora servire 😛
Rathausfilmfest - Fritule+SturmGran finale con cena in Rathausplatz: dalmatische Fritule con crema e marmellata di fragole, e soprattutto un quartino di Sturm, il mosto d’uva bianca tipico dell’Austria e appena arrivato dai campi, poco alcolico e dolcissimo. Una combinazione micidiale 😀 Credo che alla wishlist aggiungerò anche un bottiglione, giusto per superare il trauma del ritorno a casa.

La fille du regiment:
Rathaus Filmfest - La fille du regimentRathaus Filmfest - La fille du regimentLa chicca finale. Non potevo perdermela, se non altro perché qualcosa da questa opera l’ho anche cantato. Donizetti è famoso per la tragica Lucia di Lammermoor, ma non immaginavo che un’opera potesse essere così, così divertente. Nathalie Dessay prima di essere un soprano incredibilmente virtuoso voleva fare l’attrice e la ballerina, e si vede: ha una presenza scenica devastante, e nel ruolo della ragazza cresciuta con un battaglione francese che scopre di essere figlia di nobili e deve essere “rieducata” è semplicemente esilarante. Bravo anche Juan Diego Florez, mentre la guest star Montserrat Caballé ha cantato poco ma ricevuto una valanga di applausi per il ruolo della perfida duchessa tirolese. Messa in scena ricca di piccole idee geniali e anche autoironica nei confronti del mondo della lirica. Vi basti questo estratto:

Scappo a prendermi lo Stehplatz per Muti e i Wiener Philarmoniker… 😉