Sacro e profano pt1

Fine settimana strano, così pieno di incontri, sensazioni, sapori e immagini da rendere perfino difficile la scelta delle foto. Forse la cosa migliore è andare per temi.

SACRO

Kirche am Steinhof by Otto WagnerKirche am Steinhof by Otto WagnerL’avevo deciso e rimandato troppe volte, ma il gioiello di Otto Wagner, la Kirche am Steinhof dovevo davvero vederlo finché il bel tempo durava. Non è stato facilissimo, anche perché il tour che mi ero prefissata era piuttosto contorto e ho perso molto tempo. Prima cosa: se non si è parte di gruppi ecc., la chiesa è visitabile solo il sabato, dalle 16 alle 17. Quindi organizzarsi in modo da essere lì con i mezzi pubblici è una cosa da non fare all’ultimo momento com’è capitato a me. Comunque in sé non è difficile: prima U4 fino a Unter Skt. Veit, poi autobus 47A (trovare la fermata non è immediato e io ho rischiato come sempre di perdermi), con possibilità di fermarsi direttamente a Psychologisches Krankenhaus o scendere prima e arrivarci a piedi percorrendo il parco dell’ospedale. E’ quello che abbiamo fatto (involontariamente) io e Hanna, una studentessa di medicina di München arrivata a Vienna per un Praktikum in un ospedale. Gentilissima, sono rimasta con lei per quasi tutto il pomeriggio e mi ha dato delle dritte su come proseguire l’itinerario.
Kirche am Steinhof by Otto WagnerKirche am Steinhof by Otto WagnerLa chiesa? Direi che bastano le foto: costruita nel 1907 e da pochissimo riaperta al pubblico, ha le vetrate disegnate da Kolo Moser e dentro è come fuori, bianchissima con decorazioni dorate. Con il sole il suo “Limoniberg” (la cupola) si vede a chilometri da distanza. Spettacolare e molto più sehenswert di tante cose che si vedono in centro.

Con un biglietto valido per tutti i mezzi pubblici c’è l’imbarazzo della scelta sul percorso da fare, per questo è forse meglio affidarsi sempre a www.wienerlienen.at per quello migliore. Con qualche difficoltà sono entrata nella mentalità del circuito U-bahn-Schnellbahn-Autobus-Straßenbahn, soprattutto perchè degli ultimi due non ho nessuna informazione nella guida. Quando si parla di cimiteri monumentali la cosa si fa seria, perché sono lontanucci dal centro.

St Marxer Friedhof:
St Marxer FriedhofSt Marxer FriedhofRaggiungibile grazie alla S-Bahn 7. Visitato alle 17-18 (ad agosto chiude alle 19), con una luce a volte troppo fredda per le foto, ma in altri casi perfetta per l’atmosfera malinconica. In realtà è un cimitero piccolino, ma è conosciuto per essere l’ultimo al mondo di epoca Biedermeier (1700-1800), e soprattutto perché fu lì che Mozart venne St Marxer FriedhofSt Marxer Friedhofsepolto in una fossa comune, e lì la moglie volle un monumento per ricordarlo. E’ senza dubbio la lapide più lucida di tutte, ma anche la meno affascinante. Quello che davvero vale la pena vedere sono i filari di pietre intagliate dove si leggono ancora le scritte dei parenti dei morti, pietre e statue che la natura si è ripresa creando un groviglio ormai inestricabile, tanto che molte file non sono percorribili (da cretina ci ho provato, interessante ma pessimo per i vestiti). E ricorre un’iconologia quasi St Marxer FriedhofSt Marxer Friedhofmedievale, come quella del serpente che si morde la coda, o simboli di cui ormai si è perso il significato (sapete cos’è quella freccia?). In molti casi le scritte fanno pensare, come un Unvergeslich!, indimenticabile, su di una tomba completamente ricoperta dall’edera, o il Wiedersehn! che testimonia una fede forte, ma che di fatto resta scritto sulla pietra, perché i morti, dopo 300 anni, sono ancora lì che aspettano, abbandonati.

Hietzinger Friedhof:
Hietzinger FriedhofHietzinger FriedhofForse il più rognoso in tema di percorso, perché arrivati con la U4 a Hietzing bisogna far affidamento sull’autobus (56B, 58B e 156B) per arrivare in cima alla collina (è allo stesso livello della Gloriette di Schönbrunn). E’ ancora oggi utilizzato per la sepoltura ed è diviso in gruppi e file; a un numero più basso corrisponde un settore più antico, ma non è sempre detto visto che ho trovato le croci di legno simbolo di una sepoltura recente anche in settori molto vecchi. Hietzinger FriedhofHietzinger FriedhofA differenza del St Marxer, dov’erano ben segnalate sulla mappa le tombe di persone celebri, qui in molti casi veniva mostrata solo la mappa con i numeri e senza legenda esplicativa, estremamente irritante. Anche per questo ho perso due ore disperata e affamata alla ricerca di due semplici tombe, quelle di Otto Wagner (settore 13, n°131) e Gustav Klimt (settore 5, n°194). Quando grazie a una signora gentile li ho trovati, volevo spararmi: Hietzinger Friedhofla prima l’avevo vista ma credevo in un caso di omonimia, nel secondo ero stata distratta da uno scoiattolo tombarolo, che sembrano molto frequenti da queste parti. In compenso ho trovato Herr Grillpanzer, il più celebre scrittore austriaco. Per quanto riguarda Wagner, la tomba iperbarocca sembra una vendetta postuma contro un innovatore scomodo. Per Klimt invece una semplice roccia incoronata di edera, incisa con la sua inconfondibile firma. Niente date, come se fosse qualcosa fuori dal tempo. Mi sono commossa.
Al di là di Kolo Moser, lasciato perdere per la troppa fame, e del compositore Alban Berg, non ci sono altre persone o tombe da non perdere. Ma se qualcuno dovesse fare un trattato sull’evoluzione dell’estetica dei cimiteri, credo che verrebbe anche qui: tra un 1800 e un 2006 spunta infatti anche un gruppetto di tombe del 1700, proprio come quelle del St Marxer, e anche qui più le tombe sono antiche più la natura si è ripresa quel che le appartiene. Mi ha un po’ stupita la poca gente presente, di solito la domenica da noi è pieno di vecchiette che portano i fiori freschi; in compenso c’erano anche bambini ad aiutare i genitori. Una cosa è sicura: nei secoli passati avere una “bella tomba” era qualcosa di molto più importante di adesso, che si usano quegli orrendi monoliti di granito. A differenza dell’Italia, pochissime fotografie.

Zentralfriedhof:
ZentralfriedhofZentralfriedhofSolitamente il più visitato. Non famoso come il Père Lachaise ma molto più grande (2,5 mln di tombe), si raggiunge o con la S-Bahn fermata Zentralfriedhof o con la U3 fino a Simmering e poi Straßenbahn 6 o 71. Io ci sono arrivata con la prima possibilità, facendo il percorso più lungo ma credo più impressionante: il vecchio cimitero ebraico. Una zona immensa lasciata alle erbacce e ai rampicanti, con scritte in ebraico quasi illeggibili e pietre rotte, cadute, smosse che lasciano intravvedere due-tre metri di vuoto prima della cassa vera e propria. ZentralfriedhofQuasi nessuno in giro, visto che l’entrata più gettonata è sul lato opposto. Se mi fosse successo qualcosa non so quando mi avrebbero trovata. Quanto a indicazioni, le piantine ci sono ma i luoghi esatti bisogna cercarseli da soli. Comincia così un peregrinare che può davvero non avere fine (la guida c’è, costa 20 centesimi ma è solo all’entrata principale, la porta 2), che porta a ZentralfriedhofZentralfriedhofimbattersi in tombe di tutte le religioni, dai buddisti ai cristiani copti ai musulmani; spesso l’ordine è quello del credo e della nazionalità, come se si ricreasse il mondo in miniatura. Un genetista del futuro si fregherebbe le mani o impazzirebbe ad avere così tanto materiale su cui lavorare.
Ma alla fine la cosa che interessa di più sono le Ehrengräber, ZentralfriedhofZentralfriedhofle tombe d’onore che contano nientemeno che Beethoven, Mozart (un monumento), Schubert, Brahms, Schönberg, Strauss, Thonet, Falco (popstar), Friedrich von Amerling (pittore) e anche Ligeti e Joe Zawinul, anche se ancora solo con la croce di legno. Un posto d’onore assicurato ce l’hanno anche i Bundespräsidenten dell’Austria, ZentralfriedhofZentralfriedhofproprio davanti alla chiesa di San Borromeo, altro piccolo gioiello Jugendstil costruito qualche anno prima della Kirche am Steinhof e restaurato da poco. Durante i giorni festivi è possibile anche visitarla.
Non è un posto da farci jogging come in Inghilterra ma è sicuramente un bellissimo parco dove passeggiare; sarebbe anche tranquillo se non fosse per gli aerei che ogni due minuti sfrecciano sopra la testa…
_MG_2555In realtà nelle due ore che sono stata lì ho potuto vedere ben poco; conto di ritornarci, anche solo per Falco e Brahms. C’è da dire che le tombe dei grandi sono quasi tutte modeste, molto più interessanti quelle delle famiglie di ricconi e di un ingegnere che non ha badato a spese e si è fatto un baldacchino in oro e marmo peggio che nelle chiese romane 😛

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12 Risposte to “Sacro e profano pt1”

  1. Grissino Says:

    Uhm, certo che é strano. Per certi versi in poche settimane hai girato molto piú di me. Ma come metró-tram-s-Bahn invece mi sembra che tu sia una novellina
    😀
    Comunque qui
    http://efa.vor.at/wvb/XSLT_PS_REQUEST2?language=de&itdLPxx_locationServerActive=true
    c’é il miglior percorso suggerito dalle Wiener Linien anche se alle volte va corretto (tipo per un colloquio che mi voleva far fare 15 minuti a piedi sotto il sole in agosto quando cambiando metró ne dovevo fare solo 3-4). Ad ogni modoi cimiteri non son proprio il posto che amo e non ci vado mai. Le persone che ci son state, vanno ricordate per quello che han fatto e un pezzo di pietra / una scultura non dicono nulla. Fan solo intristire per quanto é fugace la vita. 😦

  2. xalira Says:

    Su questo ti dò ragione, è un po’ triste, ma mi interessa parecchio proprio perché è un aspetto di cui si parla il meno possibile nella cultura occidentale.

    Per quanto riguarda gli Öffis, diciamo che non avendo l’abbonamento ho giocato al risparmio 😛 Ma adesso ho solo un mese per vedere quello che mi manca 😦

  3. nonhovoglia Says:

    Ti sfrutto come guida di Vienna. La mia rough guide la butto 🙂

  4. xalira Says:

    Le Rough guide non le ho mai provate, la Lonely che ho di Vienna è ottima anche se ogni tanto sbaglia qualcosina nei particolari, mentre le National Geographic hanno foto belle ma info generali…
    Ma tu che sei il filosofo della situazione non sai cosa significhi quella freccia, vero?

    Grazie comunque 😛 E’ in arrivo la parte 2, quella profana 😀

  5. nonhovoglia Says:

    girate a destra ? 😉

  6. Shuri Says:

    Certo che andare in giro a cimiteri… ma tu come fai a girare così tanto? Io credevo che dopo il lavoro uno fosse stanco, non dico distrutto, va bene, ma almeno un po’ fuso! E tu invece saltelli da una parte all’altra di Vienna come se dovessi fare solo quello. Mi dai mica un po’ di energia ^^ ?

  7. xalira Says:

    @nonhovoglia: LOL

    @Shuri: mannaggia a voi che non leggete… Ma Wochenende per te che cos’è? Certo che il venerdì pomeriggio mi riposo, ma poi me ne vado in giro, su Internet ci sto già abbastanza durante la settimana!
    Com’è che sei così stufa? Quando ricominci la scuola? 😛

  8. Morpheu5 Says:

    Mmmh, ricordo da qualche parte di aver letto che quel cerchio con la freccia (oddio, non si usava sempre la freccia, a volte era una riga con due pallini agli estremi) era una fibbia stilizzata, usata come simbolo di un forte legame di lealtà o fedeltà, usata usata di solito tra potenti e servitori o guardie o roba del genere (ma anche tra cavaliere e scudiero).

    Epperò senza fonte resta solo la mia memoria, spiacente 😐

  9. sariti Says:

    wow…questo tipo di giro pr vienna mi manca…sono davvero impressionata!sei davvero ottimo come guida, per nulla scontata… 🙂

  10. marco, il compagno d'università da pd in poi Says:

    Hola carissima,
    tra vacanze e carichi di lavoro pesanti anche d’estate, ti ringrazio per il brillante e contiuo aggiornamento sulle laurea specialistica.
    senza non ci capirei molto.
    intanto lavoro e nel tempo libero studio. devo recuperare 3 esami prossimamente e la cosa più inquietante è che tipo per giaretta finora sono l’unico iscritto.
    che cosa deprimente è fare un esame di argomentazione scritto nella più totale solitudine.

    comunue, lentamente, quando ho bisogno di sfogo dal mondo del lavoro mi riprendo a leggere tutti i post lasciati indietro.
    e auguro serena continuazione

    lettore fidato, in ritardo.

    a presto.

    Marco

  11. marco, il compagno d'università da pd in poi Says:

    hola carissima!!
    ti ringrazio per il continuo e prezioso aggiornamento sulle modifiche all’ordinamento dell’università veronese.
    tra i carichi di lavoro e qualche breve e passata vacanza sarebbe stato difficile senza tenere il passo.
    appena mi prendo un po’ di pausa provo a capirci qualcosina in più.
    anche perchè nelle pause provo a studiare il più possibile. l’intento è di riuscire a fare tre esami entro la fine, sperando bene….

    per il resto,
    il blog è utile e dilettevole, nelle pause, come questa di lavoro, lo sfoglio e lentamente sto tornando sui post non letti.
    a presto, e l’augurio di una lieta continuazione!!

    tuo lettore fidato, anche se ritardatario.
    Marco

  12. xalira Says:

    @Sariti: grazie! Anche se il motivo dei miei tour strani è che ormai le cose più “classiche” le ho già viste…

    @Marco: scusami, i primi commenti vengono moderati. Contenta che il blog ti piaccia 😀
    Per l’uni: ho scritto a Morandi ma non si è degnato di rispondermi. Tu sei ancora in stage? Per il master a Pd non si vede nulla all’orizzonte, che gente…

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