Musica, Maestro!

Il concerto di Riccardo Muti e dei Wiener Philharmoniker mercoledì scorso al Theater an der Wien ha sancito l’inizio delle nuove stagioni concertistiche e operistiche di Vienna. E probabilmente anche l’inizio del mio dissanguamento economico.

Muti&Wiener PhilharmonikerIl Theater è a Naschmarkt, 5 minuti a piedi da casa mia, avevo già visto la pubblicità del concerto ma mi ero messa il cuore in pace, “figurati quanto costerà il biglietto”. Poi mercoledì la pagina eventi di Heute (giornale freepress) mi avvisa che ci sono ancora posti liberi. Guardo il sito e sì, anche per questo teatro si possono prendere biglietti per studenti e Stehplätze: i primi costano 10 € per tutti i posti ancora liberi, da acquistare 30 minuti prima dell’inizio, i secondi sono per i 50 posti in piedi e vengono venduti solo un’ora prima, a 7 €. Finisco di lavorare alle 17, la vendita inizia alle 18.30. Posso farcela. Muti&Wiener PhilharmonikerQuando arrivo alle 18 per mettermi in fila, davanti a me ci sono solo sei persone variamente assortite e con tanto di seggiolina al seguito. Trovo un posto proprio sopra il palco; posso vedere solo metà orchestra ma Muti, lui sì che lo vedo bene. Scarpe lucidissime (come tutti gli altri, del resto), si mette all’opera senza tante cerimonie e propone un programma strettamente italiano: due brani di Verdi, l’ouverture di Giovanna D’Arco e estratti dai Vespri siciliani, e un concerto per trombone e orchestra scritto dal grande Nino Rota, più la colonna sonora de Il Gattopardo sempre di Rota. 
Un’anziana signora di fianco a me l’ha definito “il direttore d’orchestra più bello del mondo”; effettivamente ha una presenza scenica appassionata ed energica, sembra quasi un domatore di bestie feroci, quando invece si sa che i Wiener lavorano con lui da anni e lo adorano. L’orchestra era proprio quella del tradizionale Neujahrskonzert (che dopo le proteste delle femministe ha iniziato ad accettare anche donne), e soprattutto in Verdi si sentiva quanto fossero a loro agio nel 3/4 (ho già detto che odio i valzer?). Manco a dirlo, gli strumenti ad arco si muovevano come un unico blocco, perfettamente all’unisono; bravo anche il solista di trombone, mentre gli strumenti a fiato mi hanno lasciata perplessa: o era l’acustica, o davvero erano calanti sui suoni acuti. Sempre l’acustica (ero al terzo piano) ha forse impedito di sentire l’orchestra come un’unità singola, a differenza dei Berliner Philharmoniker (ma quella volta ero alla Philharmonie, non in un teatro). Anche il programma in realtà non era straordinario: Verdi è Verdi, e il Gattopardo aveva il solito difetto delle musiche per film, troppe ripetizioni. Ma è stato interessante sentire i Wiener in veste di orchestra da colonna sonora. E poi, per 7 euro dovrei solo stare zitta e ringraziare 😛

Le nozze di Figaro:
Rathausfilmfest - Le nozze di FigaroRathausfilmfest - Le nozze di FigaroProbabilmente la mia ultima volta al Rathausfilmfest visto che il programma di quest’ultima settimana sarà soprattutto di repliche e documentari. E purtroppo sarebbe potuto terminare meglio: è stata proiettata una produzione del 2006 dell’Opéra national de Paris, con un italiano, Lorenzo Regazzo, a interpretare Figaro. Stavolta però davvero hanno esagerato: messa in scena non solo portata ai giorni nostri (e vabbè), ma addirittura in un tempo indefinito tra gli anni ’70 e ’80, con tanto di vestiti dell’epoca e orrenda carta da parati ai muri. Rathausfilmfest - Le nozze di FigaroLa storia, divisa in 4 atti, è già abbastanza complicata e ricca di colpi di scena; ma la ricerca quasi ossessiva della gag estemporanea ha finito per toglierle spazio. Anche se l’idea di portare in scena il continuista, che accompagna i recitativi con gli strumenti più assurdi, dalla pianola giocattolo alla glassharmonica, era geniale. La lunghezza (190 minuti!) ha fatto il resto, e sono tornata a casa davvero a pezzi…

Donauinselfest – Wir sind Helden
Donauinselfest - Wir sind HeldenDonauinselfest - Wir sind HeldenDel più grande festival europeo all’aria aperta parlerò meglio quando sarà finito. Però ieri i berlinesi Wir sind Helden ci stavano proprio. Pare che fossimo in circa un milione in tutto, e per un buon terzo eravamo alla Ö-3 Bühne, ad ascoltarli. Sono un gruppo diventato famosissimo in tutta Europa grazie al singolo Nur ein Wort del 2005. La cantante Judith Holofernes ha un accento terrificante, ma è un animale da palcoscenico e come gran finale non ha disdegnato un simil-stage diving tra le prime file. Donauinselfest - Wir sind HeldenScaletta con i loro brani più famosi, soprattutto dal disco d’esordio (Aurélie, Denkmal) e da Von hier an blind (Nur ein Wort, Von hier an blind), che il pubblico ha cantato con gusto. E dal vivo tutto suona più indie-rock, con una spruzzata di jazz data dagli ottoni che non guasta mai.
Tutto visto dai maxischermi, ovviamente. In compenso ho imparato a fotografare senza guardare 😛

Stasera Basshunter e soprattutto Leningrad Cowboys, per i quali spero di essere non dico sotto il palco ma in una buona posizione sì. Non ho voglia di consolarmi con Gabry Ponte…

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13 Risposte to “Musica, Maestro!”

  1. Morpheu5 Says:

    Gli ottoni sono sempre calanti sugli alti, se l’acustica non è perfetta. E anche se l’acustica è perfetta e i suonatori un po’ meno, ma non penso sia questo il caso.

    Comunque è proprio vero: l’Italia è snobbata dai gruppi più interessanti 😐

  2. xalira Says:

    Cioè? I Leningrad sono venuti in Italia, mi pare!

  3. Cioccolato Says:

    Vai in fallimento per 7/10 euro?! Ah ah, e dove trovi concerti con Muti in Italia a quella cifra?
    😀

    Facciamo che passo al prossimo post.

  4. xalira Says:

    @Cioccolato:
    1. chi sei?
    2. se avessi letto bene avresti capito che infatti sono stata stracontenta di vederlo per quella cifra. Ma non è certo l’ultimo concerto che mi vedrò.
    Non capisco il commento 😛

  5. Shuri Says:

    Basshunter? Il Basshunter di Boten Anna? Non puoi snobbarmelo così ç_ç

  6. xalira Says:

    Ops… Alla fine ero in prima fila per i Leningrad Cowboys (300 foto *___*) e ho fatto in tempo anche a vedere un po’ i Sunrise Avenue. Per la Svezia non c’era più spazio :(.

  7. Grissino Says:

    Grissino… 😛 Ero io e chi altri?! Mai mangiato i grissini col cioccolato o la Nutella? 😀

    Deve essermi rimasto il login dell’altro account. 😛

    Ti ho risposto a proposito dei film catastrofici.

  8. Nicola Says:

    anch’io ero al concerto, anche se defilato un po’ più indietro. ottimi animali da palcoscenico… anche se mi sarebbe piaciuto riuscire ad apprezzare di più i testi delle canzoni! :S tu come stai messa a tedesco?

  9. xalira Says:

    @Grissino: ah ecco! Perché un nuovo utente che commenta così l’avrei bannato a vita! 😛 Te posso anche perdonarti, ormai sono abituata…

    @Nicola: col tedesco benino, è il berlinese il problema 😛 (per i Wir sind Helden). Comunque qualche canzone la conoscevo già 🙂

  10. Grissino Says:

    Addirittura un ban per un commento cosí?
    Mamma mia oggi sei un attimo acida… cosa é successo?! 😦
    Su su, forza, coraggio!!! 🙂

  11. sariti Says:

    buona domenica xa!io mi son fatta praticamente tutte e due le giornate davanti al palco dell’FM4 (attwenger,mono&nikitaman,heinz,kettcar etc)…mi sono divertita tantissimo!!! 😀

  12. Xalira Says:

    @Grissino: ti ho risposto sul tuo blog 😉

    @Sariti: ciao! Ho fatto un giro anche in quella zona, ma purtroppo non conoscendo nessuno degli artisti ho preferito andare sul sicuro. A breve scrivo il post e metto le foto! 😀
    Comunque una cosa è sicura: farò di tutto per tornarci (e non da sola!) l’anno prossimo!

  13. nonhovoglia Says:

    mi devo decidere a fermarmi un weekend a Vienna. I wir sind Helden li avrei visti volentieri…..mannaggia 🙂

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