Volkstheater, Staatsoper e il rito degli Stehplätze

Il Kugel-countdown continua spietato la sua corsa, mancano solo tre settimane al treno per Venezia. Eppure sarà il tempo, sarà il lavoro, ma ho un po’ perso lo slancio turistico delle ultime settimane. In compenso sto facendomi una cultura sui teatri di Vienna (e i biglietti a prezzo speciale).

Domenica, complice il brutto tempo e la stanchezza, mi sono rintanata nel Volksthater per una sfida niente male: vedere un’opera in tedesco! Le Restkarten per studenti avevano un prezzo ridicolo (3,60 € per un posto centrale in seconda fila!) e si possono prendere per tutti gli spettacoli un’ora prima dell’inizio. Ho un po’ barato, perché il Peer Gynt di Ibsen lo conoscevo già e in realtà speravo di poter sentire dal vivo la musica che Grieg aveva scritto per l’opera (tra cui il famosissimo Il Mattino e Nell’antro del re della montagna), ma purtroppo già l’opera dura 3 ore, con le musiche non saremmo più usciti vivi di lì 😦 C’era invece un trio di musicisti, un fagottista, un oboista e un dj (?), per un accompagnamento coerente con la messa in scena moderna. Il protagonista è stato definito il “Faust del nord”, ma secondo me è anche un po’ come se Pinocchio invece di diventare un bravo bambino avesse continuato a mentire e combinare guai per tutta la vita. E ben presto c’è poco da ridere.
Il primo atto inizia in una stanza d’ospedale, ma per tutta l’opera si ha il dubbio che le avventure di Peer avvengano in realtà tutte nella testa di un malato mentale: i troll sono vestiti da impresa delle pulizie, la dolce e fedele Solveig potrebbe essere un’altra paziente, calva per la chemioterapia, e il fonditore di bottoni che vuole riprendersi la vita inutile di Peer è lo stesso medico che lo cura. Anche la “divisa” di Peer era uno di quei vestiti di carta verde degli ospedali. Non capirò niente di teatro, ma a me lo spettacolo è piaciuto: attori ottimi, soprattutto l’atletico e sfrontato protagonista e sua madre, proprio una voce e un fare da vecchia mamma. Un po’ meno l’idea di fare di Solveig la classica teenager, che la fa sembrare più l’ennesima vittima di Peer che una vera innamorata che lo attende fiduciosa per una vita intera. Recensioni non esaltanti, ma per fare un po’ di esercizio (e imparare un po’ di imprecazioni) va benone 🙂
Il teatro è un edificio di fine ‘800 con poco meno di 1000 posti, largamente restaurato dopo il 1945. Ha mantenuto comunque un’aria da “altra epoca” che si respira già nel foyer con le porte con intagli floreali e laccate di bianco e nel bar grazie ai lampadari di cristallo. All’interno continua il bianco, in contrasto con le poltroncine di velluto rosso, mentre il soffitto vicino al palcoscenico è decorato da un affresco. Avrei potuto fare delle foto ma… avevo dimenticato la batteria -_-
Repliche Peer Gynt: 12, 14, 22 Settembre, 1, 6, 8, 9, 20, 23, 27,29 Ottobre
Recensioni: Die Presse (+), Der Standard (-)

Staatsoper by nightNon mi mancava la macchina (carica) invece al momento di entrare nella Staatsoper. Ma c’è qualcosa che non si può spiegare in foto: il rito degli Stehplätze. Lo spettacolo era l’unica esecuzione del Barbiere di Siviglia per settembre, con inizio alle 19.30. Arrivata alla cassa verso le 17.20 ho trovato già una quarantina di persone davanti a me. Staatsoper - Il barbiere di SivigliaStaatsoper - Il barbiere di SivigliaAttesa lunga ma utile per pianificare la strategia “beccati il posto migliore” e imparare dai locali qualche Geheimtipp, come quello di segnare con un pezzo di stoffa il proprio posto dopo averne preso possesso. Le casse aprono 80 minuti prima, in questo caso alle 18.10: e appena avuto il biglietto comincia la corsa verso il Parkett, circa 100 posti in fondo alla sala ma proprio davanti al palco. Ma prima, un’ulteriore attesa davanti alle due entrate: tutti in fila per due, accompagnati dalle maschere con austriaca gentilezza e precisione. Staatsoper - Il barbiere di SivigliaStaatsoper - Il barbiere di SivigliaAlla fine sono riuscita a beccarmi la terza fila centrale, accanto a una simpatica ragazza di Amburgo, venuta a godersi l’opera prima di tornare a casa. Ovviamente il teatro è un trionfo di specchi e dorature barocche, e sono semplicemente spettacolari le scale che conducono alle gallerie, percorse da turiste giapponesi vestite in kimono o da lolita, ma anche signore di mezza età in abiti tradizionali tirolesi. Nei pochi minuti dell’intervallo non sapevo più dove guardare, mi sentivo tanto inadatta, con i miei abiti da pochi soldi in quel sbrilluccicare di gioielli, quanto esaltata per poter sbirciare un mondo completamente sconosciuto.
Staatsoper - Il barbiere di SivigliaStaatsoper - Il barbiere di SivigliaE poi l’opera: forse per la prima volta in questi mesi ho visto una messa in scena tradizionale, che gira tutta intorno a una casa (praticamente a grandezza naturale); dei pannelli scorrevoli permettono di vedere cosa succede nelle stanze. Ma i momenti più divertenti sono state le “licenze poetiche” che il regista si è preso, una su tutti Rosina che per fingere di star davvero studiando canto si mette a cantare di botto il vocalizzo dell’Aria della regina della notte, con uno “Spitze!” finale urlato dal finto maestro di musica Lindoro. Sarà nerd ma le citazioni sono sempre divertenti 😀 Sulla partitura niente da dire, è celeberrima fin dalle prime note dell’ouverture; inizialmente non mi faceva impazzire il tenore, troppo aspro, mentre Rosina è andata perfino più in alto rispetto alla partitura di Una voce poco fa, con dei virtuosismi da paura (graurr). Peccato non aver visto benissimo i movimenti di scena a causa della lontananza dal palco, per un attimo ho stupidamente pensato che vedere l’opera in tv sia meglio. Forse erano i miei piedi a parlare… 😛
Visto che c’è la regola non scritta “foto ok basta non durante l’opera” ho potuto farne qualcuna… Enjoy 😉

Repliche: 25 ottobre ecc

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16 Risposte to “Volkstheater, Staatsoper e il rito degli Stehplätze”

  1. Morpheu5 Says:

    Noi non cruccofoni non sappiamo ancora cosa sia il rito degli Stehplätze, però…

  2. Grissino Says:

    Io ti consiglierei di cominciare a darci dentro anche con le torte e i caffé. Perché non é che si possono mangiare 10 fette di torta gli ultimi due giorni! 😛

  3. xalira Says:

    @Mp5: eggià, purtroppo. Vabbè che non so quante persone si farebbero 3 ore e mezza in piedi, però. Ne approfitto per chiedere: con Safari il blog è perfetto, con Internet explorer ogni tanto qualche immagine non è a posto, ma con Firefox è un vero disastro! Cosa consigli? 😦

    @Grissino: LO SO, sigh 😦 Dici che la torta alla zucca è già arrivata da Oberlaa?

  4. nonhovoglia Says:

    Ma da me con FX si vede esattamente come con Safari

  5. xalira Says:

    @Bas: davvero? In effetti io non ho ancora scaricato la nuova versione di Firefox, lo faccio quando torno a casa. Grazie dell’info! 😉

  6. sariti Says:

    io uso la nuova versione di firefox e ti vedo benissimo…mancano davvero solo tre settimane? vola proprio il tempo, mannaggia…prima che tu te ne vada sarebbe bello incontrarci almeno una volta… 🙂

  7. Grissino Says:

    Non alla Donau Insel fest eh eh eh… io propongo la festa degli animali a fine mese… c’é anche la banda dell’Esercito austriaco.

    Anche io Firefox 3 e va tranquillamente.

    Sí, l’Oberlaa ormai dovrebbe avere la torta con la zucca. Nei negozi é pieno! 🙂

  8. Grissino Says:

    Sul sito ancora non c’é. Mi sa che si puó sapere solo facendoci un salto.

    Ma poi se ci vediamo, parliamo tedesco, eh? Sariti ed Io abbiam bisogno di esercizio!!

  9. sariti Says:

    @grissino:…ma io sono un disastro… ;.)

  10. xalira Says:

    Hmm, volevo proporvelo io in effetti :). E l’invito si potrebbe estendere anche al signor Basetta.
    Magari lasciamo a Gris la scelta del locale (basta che non costi un disastro…). Meglio che non lo scelga io, sono in crisi d’astinenza da cibo italiano e andrei subito da I Ragazzi 😛

  11. Grissino Says:

    @Xalira: Cibo italiano VERBOTEN ! Peró anche a Bas piacerebbe mi sa 😛

    Io avevo proposto la festa degli animali ma credo che Bas non possa e nemmeno tu perché mi sembra sia in orario lavorativo.

    In alternativa… fatemi pensare… c’é da scegliere un bel caffé con buone torte ma non troppo care. Io piú di una fetta di torta non posso permettermi. Poi la vedo molto buia ultimamente 😦 Tiratemi su voi e la torta. Magari insieme ce la fate! 😀

    Dunque, io avrei un posto brutto, cameriere da schiaffi ma dove é pieno di cose italiane nel menú (non so se originali) e dove hanno una torta NOCI E MIELE che mi era piaciuta molto. Altrimenti a me basta che ci siano le torte buone e non troppo care. Aida peró no. Facciamo magari Demel (che piace a Bas) o Oberlaa (ma non quella al Naschmarkt che é un pó sfigatina). Oppure ci guardo un attimo quando sono un pochino piú ispirato.
    Bas, tu hai qualche suggerimento? Mi raccomando torte BUONE.

  12. Grissino Says:

    @Sariti: venendo qui da due anni, non puoi essere poi cosí terribile. 😛

  13. xalira Says:

    Beh, per il Tierschutztag si potrebbe fare: il 26 è un venerdì quindi potrei raggiungervi verso le 16 al Rathaus. Ma lì c’è da magnare roba buona? 😛

    Oppure una buona fetta di torta va benone anche a me 🙂

  14. sariti Says:

    ti giuro che invece faccio pena perche’ parlo sempre e comunque in inglese…;)…e poi io adoro “i Ragazzi”! ora mi trovo in italia, causa problemi impellenti, ma la settimana del 26 dovrei essere gia’ di ritorno…tu quand’e’ che riparti?

  15. nonhovoglia Says:

    @xalira: se sei in astinenza da pizza ti consiglio di andare da pizza da mari. Eccezionale. Veramente buona.

    Per il posto per me e’ lo stesso. A me Demel non esalta. I miei posti preferiti sono Griensteindl (vicino da demel), Alt Wien (ma li dolci pochi).

    Se invece volte cenare conosco un posto con cucina viennese economico, buono ma un po spartano. 🙂

  16. Grissino Says:

    Beh, cenare economico quanto?
    Ripeto, per me é uguale, basta che ci siano buone torte. Se si va a mangiare invece devo spendere poco ma mangiare bene. Il che é molto difficile… Bas, che posto é?

    Ma soprattutto quando andiamo?!

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