Kultur Marathon pt1: La Traviata, Abbado & Lucerne Festival Orchestra

Treff: ci vediamo domenica! 17.00, davanti al Café Central. Non vedo l’ora 😀


Una mia collega al lavoro ha detto che finirò in overdose da cultura. Ha probabilmente ragione, ma come fare a resistere? Tra Stehplätze e super riduzioni per studenti ho visto cose per cui in Italia sarebbe servito un mutuo, tenendo conto anche che da Vicenza i posti più vicini per concerti decenti sono Verona e Venezia, con relativi costi di spostamento.
Questa settimana, Traviata e Abbado.

LA TRAVIATA (VOLKSOPER)
Credo che il mio primissimo brano da un’opera sia stato il coro delle zingarelle, cantato a 10 anni per colpa della prof di solfeggio. Del “Libiam” invece conoscevo già la musica, ma grazie alla pubblicità dei fantasmini della Kinder ^^; (cosa che aveva fatto inorridire la stessa prof). Volksoper - La TraviataInsomma, La Traviata è probabilmente l’opera più conosciuta, sia per le sue melodie assassine sia perché è una storia d’amore straziante e dall’immancabile finale tragico. Non ero sicura di vederla, poi sul sito della Volksoper ho letto che c’erano ancora biglietti per tutte le categorie, e che gli studenti potevano cuccarsi le Restkarten a 10 euro… E arrivando solo 15 minuti prima dell’inizio sono finita in settima fila, posto 7 😀 Anche in questo caso la messa in scena era in bilico tra classico e moderno, con gran frusciare di abiti di raso ma con una Violetta vestita solo di una sottoveste e un cappello bianco con ponpon che a prima vista la faceva sembrare più Pierrot che cortigiana d’alto bordo. Il corpo di ballo indossava maschere funebri che davano l’effetto di una danse macabre molto in stile musical, un po’ azzardata. Il palco è piccolo ma sono riusciti a giocare molto sulla profondità grazie alle luci e a un velo che divideva i personaggi per sottolinearne la distanza, mantenendoli però contemporaneamente sul palco. Volksoper - La TraviataVolksoper - La TraviataNiente da dire sulla protagonista (Marina Rebeka): buona pronuncia, ottima presenza scenica. Forse Alfredo era un po’ troppo legnoso e inespressivo. Mentre nella Staatsoper ognuno ha il proprio display traduttore, qui vengono proiettati solo i sopratitoli in tedesco, e per La Traviata non è il massimo visto che anche chi conosce l’italiano fa fatica a capire cosa succede sul palco.
Volksoper - La TraviataVolksoper - La TraviataIl teatro in sè è molto semplice e piccolino e ricorda un po’ il Volkstheater; ma proprio le sue dimensioni creano un contatto più stretto e umano con il pubblico. Il programma prevede opera, operetta, teatro e musical, e c’è una tradizione per le première assolute in città (Tosca a Vienna arrivò qui nel 1907, 7 anni dopo la prima italiana). Ogni piano è dotato dell’immancabile buffet, ed è fantastica la differenza tra quello tutto stuccato del “piano nobile” e quello all’ultimo piano, praticamente uno sportello ferroviario. Doveva essere un bel caos dopo la 2a guerra mondiale, quando la Volskoper rimpiazzò temporaneamente la distrutta Staatsoper.

CLAUDIO ABBADO, HELENE GRIMAUD & LUCERNE FESTIVAL ORCHESTRA (MUSIKVEREIN)
Sembra stupido, ma dopo aver visto a luglio i prezzi per turisti mi ero messa il cuore in pace e avevo quasi dimenticato l’esistenza del Musikverein :(. Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraE’ stato solo grazie a un’ANSA che riportava il clamoroso successo dei concerti con Abbado e Pollini del 20 e 21 settembre che ho scoperto il fattaccio e ho deciso all’istante di esserci. Nonostante sui manifesti fosse già scritto “Ausverkauft” ho potuto prendermi un biglietto per gli Stehplätze, senza dubbio il più bello della mia collezione (guardate il prezzo!). Quello che non sapevo è che il rito degli Stehplätze forse esiste solo alla Staatsoper: Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraMusikverein - C. Abbado & Lucerne Festival Orchestrai biglietti li puoi comprare quando vuoi (in effetti ha senso), è all’entrata che devi essere rapido e marcare il tuo posto. Peccato che il Stehplätze Parkett al di fuori della prima e dell’ultima fila non abbia posti da occupare, ci si può solo ammassare e restare fermi per “difendere la posizione”. Un signore uscito durante la pausa al suo ritorno mi ha detto minacciosamente “questo è il mio posto”; se non fosse stato alto due metri gli avrei probabilmente fatto notare l’assurdità della situazione, visto che non aveva chiesto a nessuno di tenergli quel mezzo metro quadro di pavimento. Sono comunque riuscita ad avanzare parecchio rispetto all’inizio del concerto, peccato aver visto la Grimaud solo da lontanissimo.
Programma non lungo ma non si poteva chiedere di meglio: con la Grimaud il concerto n°2 in Do min per pianoforte e orchestra di Rachmaninov (usato come sigla di “La storia siamo noi”); nel monte di teste e spalle ho intravisto una donna e un’artista molto passionale, con le orecchie ho apprezzato l’acustica della sala, che riportava il più piccolo rumore anche a noi spettatori di serie C; mi sono ancora una volta stupita della bellezza della musica dal vivo, in cui brani che sembrano scorrere lisci come se niente fosse su CD vengono costruiti pezzo per pezzo e con grande fatica davanti ai tuoi occhi. Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraMusikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraDiscorso che vale ancora di più per il Feuervogel di Stravinskij (di cui avevo già parlato qui). Lo conosco a memoria, in CD credo di avere proprio una versione diretta da Abbado e da anni sognavo di ascoltarla dal vivo. Il risultato è stato quello che mi aspettavo, con il plus di un’orchestra perfettamente coesa (a differenza dei Wiener con Muti, ma sono convinta che fosse colpa dell’acustica). Al momento della Danza infernale violini, ottoni e percussioni erano rasoiate che fendevano l’aria e il pubblico, qualcosa di indescrivibile. E Abbado tranquillo e preciso, come un vecchio albero che ondeggia solo col vento forte, saldo sulle sue radici. Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraQualche piccolo, piccolissimo screzio dei fiati nell’intonazione nel passaggio al finale, i violini che suonavano così piano da non riuscire a capire da dove provenisse il suono; e poi il finale, gioioso, che mi fa venire in mente sempre la rinascita dello spirito dei boschi della versione Disney su Fantasia 2000.
Applausi ininterrotti di almeno 5 minuti, che orchestra e direttore si sono goduti tornando più volte sul palco a ringraziare…

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9 Risposte to “Kultur Marathon pt1: La Traviata, Abbado & Lucerne Festival Orchestra”

  1. Morpheu5 Says:

    Insomma, a Vienna i concerti classici potrebbero farli nei palazzetti coi ggiòvani che si accalcano? 😛

  2. Grissino Says:

    Se vedi uno che sbava sulle vetrine guardando le torte o i cioccolatini, quello son io! 😛 Come ci riconosciamo? Io penso avró un giaccone blu…

  3. xalira Says:

    Ah ok 🙂 Io ho occhiali, capelli ricci e macchina fotografica al seguito 🙂

  4. Nicola Says:

    ciao xalira!

    soltanto oggi mi sono accorto dei tuoi commenti su flickr… ma sei partita o sei ancora a vienna?? anch’io sto aprendo un blog sulla mia vita viennese (nicounterwegs.wordpress.com, ma non c’è ancora nulla al momento), anche se purtroppo ultimamente ho poco tempo… mi consiglieresti una foto adeguata per l’header? ti ringrazio!
    se sei ancora a vienna e ti va una birra fammi sapere;)

  5. Grissino Says:

    Buon viaggio e buon ritorno. Non ti stressare troppo in Italia. Aspetto le foto. 🙂
    Se non sai dove caricarle, ti preparo una share condivisa su XDrive. 😉

  6. sariti Says:

    ciao! buon rientro cara… e’ stato un piacere conoscerti…:)!

  7. nonhovoglia Says:

    Buon viaggio…..

  8. xalira Says:

    @tutti: grazie 🙂 Sono arrivata a Vicenza verso le 15 e sono stufa morta… Nei prossimi giorni aggiorno il blog.

  9. 10.000! :D « NON SOLO SACHER Says:

    […] Kultur Marathon pt1: La Traviata, Abbado […]

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