Archive for ottobre 2008

Shopping Teil 4 – Einkaufszentren e…

ottobre 26, 2008

Ed eccomi all’ultimo post di questa tetralogia sullo shopping a Vienna. Tutt’altro che esaustiva, ma almeno potete fidarvi che quello di cui parlo l’ho visto con i miei occhi.

Einkaufszentren:
Come spesso succede, i più grandi sono in periferia, e visto il mio poco tempo ho lasciato perdere templi come Ikea, Mediamarkt e compagni (anche se mi hanno detto che sono ben serviti dai mezzi). Mi sono limitata quindi a quelli in pieno centro, come Gerngross (vedi Teil 2) e il Generali-Center, e a luoghi particolari o semplicemente pubblicizzati ovunque.

Generali-Center:
Perfetto per concludere la rassegna sullo shopping “alternativo”, si raggiunge con la U3, fermata Neubaugasse. In effetti i locali più normali sono probabilmente il supermercato e il caffé, perché per il resto è uno dei punti di ritrovo dei ragazzini emo (sigh) di Vienna. Generali-CenterGenerali-CenterIl perché si capisce appena entrati, visto che al piano terra si trova il Medusa, diventato famoso dopo che la figlia (“ribelle”) di un politico viennese aveva lavorato lì, e dopo la bocciatura a scuola meditava di restare in pianta stabile. Rispetto agli altri negozi del post precedente è decisamente modaiolo e i vestiti in vinile o pizzo della Phaze sono in minoranza rispetto ai portafogli di Jack Skeletron e le mollette con cuoricini e teschietti (@___@;). Al piano di sopra, Kingpin offre uno stile più skater-punk e accessori firmati Emily the Strange, in modo che i ragazzini di turno col portafoglio di mamma e papà possano comprare in entrambi i negozi e mischiare gli stili senza ritegno 😛 Generali-CenterTutt’altro genere da Pink Buddha, che dopo aver tenuto per 5 anni esclusivamente prodotti derivati dalla canapa ha ampliato l’offerta a gioiellini in argento, piercing, borse, incensi, articoli d’arredamento, T-shirt e molto altro. Del Generali citerei ancora il Fly High, Generali-CenterGenerali-Centerche ha appena festeggiato 20 anni di attività nel commercio di tutto quel che si può far volare, dagli aquiloni ai boomerang, il Bag Store, dove nonostante l’Auswahl decisamente ricca non ho trovato nulla che mi piacesse davvero :,(, e Funkart, dove a prezzo modico si possono trovare originali souvenir da Vienna e le cose più assurde per un regalo particolare (comprese ali, action figures e poster di film famosi).

Donauzentrum:
Il più lungo Modemeile di Vienna e forse anche dell’Austria è un centro commerciale-labirinto, composto da più edifici collegati tra loro da passerelle in vetro, a cui si arriva con la U1 fermata “Kagran”. Il Danubio non si vede, c’è in compenso la periferia nord-est della città, un posto non proprio stratosferico dove essere nel tardo pomeriggio se non si conosce la zona (e regolarmente chiedere informazioni a persone giovani è sinonimo di perdersi). DonauzentrumDonauzentrumIn un posto del genere, con 210 negozi, sarebbe più facile dire cosa non c’è: ho trovato riunite tutte le filiali delle catene di cui ho già parlato (tranne Saturn), e come se non bastasse c’è pure il Donauplexx, un multisala dove all’epoca davano anche Wall-E. DonauzentrumDonauzentrumL’edificio del cinema ospita inoltre tanti piccoli ristoranti “etnici”, così il Saloon americano sta a fianco della pizzeria italiana e del sushi restaurant. Nel complesso, il DZ è un centro commerciale moderno e luminoso, spesso attivo anche nell’organizzare eventi al suo interno, però grande. Troppo. Ricordo di essere tornata a casa spossata e con un gran mal di testa, senza di fatto aver trovato molto di più rispetto a quello che c’è già a Mariahilferstraße. Come tutti i centri commerciali, è comodo, niente di più.

Gasometer:
Gasometer CityUn discorso a parte va fatto per il Gasometer, nella zona sud-est della città (U3 Gasometer). E’ un complesso di 4 cisterne per il gas, costruito nel 1896 (a suo tempo il più grande d’Europa) e recuperato alla fine del XX secolo dopo un lungo periodo di inattività anche grazie all’architetto autore della “piramide” del Louvre. Gasometer CityGasometer CityNe sono venuti fuori un centro commerciale dislocato nei diversi edifici, appartamenti per studenti, un cinema multisala, diversi uffici (tra cui quelli di Statistik Austria, l’ISTAT austriaca) e una sala per concerti appena rinnovata (anche Björk, se non sbaglio, si è esibita qui), ma i lavori continueranno ancora in tutto il complesso almeno fino al 2011. Gasometer CityGasometer CityLa posizione in periferia è palese, e passeggiare nei dintorni per ritrovare la metro può essere un’esperienza desolante. Ma anche all’interno le cose non cambiano molto: sarà che il giorno dello shopping viennese è più il venerdì che il sabato, sarà stato il tempaccio, fatto sta che per un centro commerciale così grande c’era davvero poca gente, concentrata soprattutto nei bar e davanti all’entrata di Bodies, la famosa esposizione di corpi umani plastificati proveniente dagli Usa (16 € a persona, ladri); del resto tra i 60 negozi sono assenti le catene più celebri (da Zara a H&M). Gasometer CityGasometer CityMa forse è troppo presto per giudicare un progetto che, una volta completo, dovrebbe dare lavoro fino a 19.000 persone. Resta, anche col brutto tempo, il fascino per un progetto di riqualificazione così coraggioso, e il fascino per questo pezzo di archeologia industriale in solidi mattoni rossi, da 30 anni tutelato come monumento.

 
Naschmarkt-FlohmarktNaschmarkt-FlohmarktCredo comunque che il luogo dello shopping che più resta nel cuore a un turista passato a Vienna senza paraocchi resti Naschmarkt e il suo Flohmarkt. Sarà ormai un posto da turisti con più venditori stranieri che austriaci, sarà frustrante a volte Naschmarkt-FlohmarktNaschmarkt-Flohmarktquando sembra di aver davanti solo cianfrusaglie inutili, ma è un luogo ancora vivo, e l’ultimo sabato ero quasi commossa, sapendo che nonostante i continui attentati al portafoglio mi sarebbe mancato moltissimo. E inaspettatamente ho trovato due tesori di cui sono davvero orgogliosa: Ray of Light di Madonna, forse il suo ultimo disco decente, e… Naschmarkt-Flohmarktil numero di National Geographic in cui venne per la prima volta pubblicata la foto di Steve McCurry della ragazzina afghana (datato tra l’altro June 1985, un mese dopo la mia nascita!). Ho perso l’occasione di prendere il nuovo disco dei Coldplay a 9 €, ma ero già sulle nuvolette quindi non mi è dispiaciuto così tanto.
E questo è il bottino finale, tra negozietti, mega centri commerciali e mercatini (in realtà mancano 4 magliette, un top in velluto, una gonna, una tazza, un DVD, due giacche e tutte le riviste): D

Nota: il DVD del Don Giovanni (furbi loro e furba io) era un Region 1; ho telefonato al negozio EMI e ho chiesto di farmelo cambiare con la versione tedesca Region 2. L’ho spedito e dopo 3 settimane mi è arrivato, con tanto di scontrino che certificava il cambio effettuato. 😀

Shopping Teil 3 – Neubaugasse, la strada degli esperti, e…

ottobre 21, 2008

Neubaugasse-FlohmarktNon che stia per rivelare segreti nazionali: Neubaugasse si trova all’incirca a metà Mariahilferstraße, e che ci tenga all’autopromozione si vede già dai neon in entrata e in uscita, che pubblicizzano la “strada degli esperti”. Ma se si sta cercando qualcosa di particolare o si vuole avere ampia possibilità di scelta questa (e le vie laterali) sono il posto giusto. Dove altrimenti si può trovare un negozio che vende solo guanti, cappelli e ombrelli, da quelli in pizzo a quelli con le foto dei cani? NeubaugasseNeubaugasseOppure uno esclusivamente di oggetti in feltro? Per non parlare dell’abbigliamento etnico, da quello economico (Apollo) che oltre ad abiti e oggettistica orientale propone vestiti da sogno a 50-60 €, a quello sempre orientale ma più ricercato, con prodotti di buona qualità e in vasto assortimento. Non possono mancare i rivenditori di accessori NeubaugasseNeubaugassein pietra dura e talismani e quelli in stile new age o sudamericano; sarà che cercavo una borsa per l’università, ma mi ha stupita la quantità di negozi che ne vendevano, in tutti gli stili possibili immaginabili. Sono finita quasi per sbaglio e in orario di chiusura NeubaugasseNeubaugasseda Milk&Honey, un incredibile negozio stile anni ’70 con le cose più assurde, e con il commesso, un ragazzo gentilissimo, ci siamo messi a cercare in magazzino un modello di borsa che mi piacesse (hai voglia…), alla luce di una torcia-maialino a manovella 😀 Alla fine ne avevo trovata una che sembrava la copertina di un libro di fantascienza di trent’anni fa, Neubaugassema non mi convinceva e ho lasciato perdere (morale: sono ancora senza). Mi ha invece un po’ spaventata il negozio dall’altra parte della strada, a metà tra la vendita dischi e il club e dedita al metal estremo… Non ci sono entrata e tutto sommato non mi dispiace.
Piccola parentesi: a quanto pare per gli amanti della scena gothic (o schwarz o dark che dir si voglia) Vienna è un piccolo paradiso, per i tanti locali dove trovarsi e anche abbastanza negozi di abbigliamento e dischi. Vorrà dire qualcosa se da Saturn esiste uno spazio apposito per il genere “gothic” (e non gothic-metal!)… Per trovare qualcosa bisogna però spostarsi nella parallela Zollergasse, dove c’è Nexus, rivenditore ufficiale della marca tedesca Aderlass, di dischi a tema e molto altro. Ci sono stata uno degli ultimi giorni e in realtà mi ha un po’ deluso: ha un’aria poco curata, e anche l’offerta non è molto vasta (e i prezzi sono come al solito da mutuo). Però ho potuto provare un vestito medievale in velluto nero che avevo ammirato più volte su Internet (constatando che sono troppo magra per tutto 😦 ). Le commesse mi hanno aiutata a trovare un altro negozio (questo sì davvero stupendo): nel cortiletto vicino a uno Stiefelkönig ad altezza Zieglergasse, c’è il 1001, piccolo e strapieno di gioiellini con nodi celtici, fate e gnomi in legno, e soprattutto maglie della Magic Mountain, introvabili a Vicenza da quando ha chiuso l’unico negozio che le vendeva; il prezzo me lo ricordavo un po’ più basso (lei le fa a 30 €), ma le stampe sono così belle (si può scegliere tra animali, piante, fate e creature mitologiche) che più di una persona sarebbe disposta a risparmiare per prendersele. Peccato che quella che volevo sia invendibile in Europa per volontà dell’artista (e che cavolo!!! >___<). NeubaugasseChi invece ama il rockabilly (leggasi pois e tessuti animalier) non può perdersi il Kingpin, che a Zollergasse è un po’ diverso da quello del Generali-Center (di cui parlerò nel prossimo post) e ha delle cose molto particolari e rare in Italia (ma vabbé, noi non abbiamo nemmeno Claire’s). Il posto migliore in assoluto (continuo a farci pubblicità :P) è però l’SCM-Style in Wiedner Hauptstraße (da tutt’altra parte, è la prosecuzione di Kärtner Straße in direzione sud): ha aperto i battenti a settembre e ha tutte, ma proprio tutte le marche più note del genere (Pleaser, Demonia, Leg Avenue, Bäres, Queen of darkness, Tripp ecc.), anche se punta parecchio sul fetish (ed era pazzesco vedere delle tranquille signore di mezza età aggirarsi tra corsetti in latex e maglie a rete O_O). E anche stavolta purtroppo la mia S italiana è diventata XS per le taglie straniere, e ho dovuto lasciare lì le offertone :,( Il mio giro dei negozi gothic si è così concluso miseramente con un coprispalle in pizzo, preso tra l’altro da Apollo…
Ma per chi cerca un abbigliamento “alternativo” tutte le strade laterali sul lato sinistro (venendo dal Museumsquartier) di Mariahilferstraße hanno qualcosa da offrire, insieme a parecchi second hand shop di musica, traboccanti di dischi di vinile ma anche delle ultime novità a prezzo stracciato. Speravo invece di trovare di più sul fronte vestiti usati… 😦

Neubaugasse-FlohmarktNeubaugasse-FlohmarktL’ultima volta che sono stata a Neubaugasse c’era un bellissimo Flohmarkt per tutta la giornata, ed essendo sabato sono andata in overdose tra questo e quello a Naschmarkt. Cose fatte in grande, ma strettamente legate ai ritmi del sole: dopo il tramonto, chi non aveva la possibilità di illuminare (quasi tutti, quindi) è stato costretto a impacchettare e andare via. Per l’ultima volta mi sono gustata l’atmosfera da sagra paesana, con i brezeln giganti, le montagne di salsicce affumicate e il vecchietto che urlava “ultime bottiglie di Sturm, 2 litri 6 euroo!” 😛 Neubaugasse-FlohmarktNeubaugasseSolite ceste con centinaia di dischi in ordine assolutamente sparso (avrei potuto comprare qualcosa di interessante, ma mi ero piccata di non prelevare più, grosso errore 😦 ) ma anche cose pregiate come il banchetto di porcellane decorate a mano. E come sempre i negozi non si sono fatti problemi ad allestire davanti alle entrate il loro personale banchetto con oggetti a “prezzo da Flohmarkt”; il negozio di organetti e carillon aveva messo fuori delle cose bellissime *___*

Lindengasse - Oz CinethekGiusto un’ultima curiosità. A Lindengasse, se non sbaglio, mi sono imbattuta (e innamorata) di una videoteca decisamente speciale, la Oz Cinethek, che a prezzo di noleggio normale (più 8 € di tessera una tantum) permette di prendere in prestito capolavori del cinema di tutti i tempi o semplicemente cose che non si troverebbero facilmente o si sarebbe costretti a scaricare. In particolare la sezione anime aveva dei titoli niente male, mentre mi pare che avessero pochino di cinema italiano, probabilmente dipende anche dalle traduzioni. Sono stata felice di entrarci anche solo per il posto, sembrava di entrare nel soggiorno di qualcuno con tanto di divanetti, riviste e macchina per il caffè. Sempre i soliti, ‘sti viennesi :D.

Lo shopping a Vienna Teil 2 – Precisazioni e nuove scoperte

ottobre 20, 2008

E’ un po’ strano scriverlo adesso, visto anche che il Teil 1 risale a luglio. Ma è doveroso, visto che nel frattempo avevo scoperto un bel po’ di posticini interessanti.

KÄRNTNER STRAßE e GRABEN:
Nulla da segnalare rispetto a quanto già detto. Ok, c’è uno Zara anche prima di Stephansplatz, a Graben c’è World of Accessories e proseguendo verso il Donaukanal si trova pure una piccola (e sfornita) filiale di Stiefelkönig e un negozio di fumetti e action figures (dove però non sono entrata). Per il resto, confermo l’impressione negativa e anche più di un tentativo di fregare il turista scrivendo cose tipo “18 Mozartkugeln 6,20 €” (le Mirabell) quando un sacchetto da 9 costa normalmente 2,90 €, 2,49 al supermercato. Avevo letto a settembre un triste articolo sulle botteghe “storiche” di questa zona, molte delle quali hanno chiuso o chiuderanno per i pochi affari e il costo troppo alto per mantenere un edificio di quella zona; e si parla di posti davvero tipici e con prodotti di qualità, come il Schwäbische Jungfrau, che vendeva (forse ha già chiuso) biancheria per la casa. Sarà sostituito dall’ennesimo H&M, senza che nessuno faccia qualcosa per impedirlo 😦

MARIAHILFERSTRAßE:
Shopping_MariahilfShopping - MariahilferstrassePer prima cosa, la grande “scoperta” è stata Saturn. Si trova al 5° piano del centro commerciale Gerngross (c’è una bella insegna con tutti i loghi, impossibile sbagliare), che offre anche i soliti negozi di profumi, biancheria, abiti per tutte le età, giocattoli ecc. Da segnalare anche l’Indian Dreams Western Store, perfetto per gli amanti del cuoio ma anche di magliette più o meno nerd (io ho comprato per un regalo una t-shirt con il logo della Dharma Initiative :P). Saturn, invece, si propone come il nostro Mediaworld (che c’è anche a Vienna, ma in periferia): quindi abbondanza di telefonini, lettori mp3, aspirapolvere e computer (niente male l’Apple corner). Ma il meglio sta al piano rialzato, tutto dedicato a DVD, videogiochi, cd e vinili. Divisione per generi, a volte perfino per etichetta discografica (e la Nuclear Blast ha il suo dignitoso mezzo scaffale), e messi bene in evidenza i prodotti in offerta e quelli di artisti con concerti imminenti (all’epoca Madonna). In fondo al negozio c’è anche la possibilità di provare le ultime novità in fatto di videogames. Se non l’avessi scoperto troppo tardi probabilmente sarei tornata a casa con qualche disco in più… Credo anche che ci sia qualcosa che non sappiamo sulla tassazione dei cd, visto che il nuovo dei Metallica (allora appena uscito) si poteva comprare a 14-15 €, mentre da noi ancora adesso a meno di 17 € è difficile.

A proposito di Apple: a Siebensterngasse (parallela a Mariahilf) si trova un ottimo negozio di fotografia, che nel piano interrato tiene anche portatili Apple, Cinema Display, Wacom in formato A4, e un mini-studio di registrazione con tanto di chitarra, microfono e tastiera, tutto pronto all’uso con i relativi programmi. E giusto per dire, quando sono usciti i nuovi iPod nano loro avevano ricevuto quelli colorati prima di un Apple center.
Il centro Apple più famoso è sicuramente l’MC Station a Mariahilferstraße, vicino alla fermata della metro Zieglergasse. Non hanno chissà che, ma se avete un Macbook bianco o nero o un iPod da risistemare possono applicare dei disegni adesivi stratosferici, perfetto per nascondere graffi e dare al proprio laptop un po’ di personalità in più. L’altro che conosco è a Getreide Markt, la strada che dalla Secession porta al Museumsquartier: ha un ottimo rifornimento di borse (molte della Crumpler), tutti gli iPod e i computer sono provabili e all’entrata si possono trovare a -50% custodie per vecchi iPod, iLife 2006 ecc. Ci sono tornata due volte sperando di trovare un buon affare per il mio piccolo Video 5.5, ma alla fine ho optato per l’opzione “custodia macchina fotografica” (che sono felice di aver preso). Shopping - MariahilferstrassePeccato che aver scoperto subito dopo un negozio favoloso che tratta solo di accessori di iPod, di qualunque generazione. Si trova nel Raimund Hof, un cortile di negozi molto carini laterale a Mariahilferstraße: oltre a questo c’è anche un barbiere, una boutique di giacche in pelle (alcune moolto particolari), un negozio di abbigliamento da skater e un paio di gran belle vetrine piene di bigiotteria più o meno etnica, con alcuni pezzi molto originali.

Shopping - MariahilferstrasseShopping - MariahilferstrasseIl bello di Mariahilf è che il sabato ci si trova sempre qualcosa di nuovo: nelle foto vedete per esempio la Erntdankfest, festa del ringraziamento per il raccolto, con tanto di trattore davanti alla chiesa e banchetti che vendevano bottiglie da 2 litri di Sturm, mele e uva appena colte e prodotti tipici fatti in casa. Un altro giorno, Shopping - MariahilferstrasseShopping - Mariahilferstrassemolto più prosaicamente, c’era una mini-sfilata che partiva dall’interno del Gerngross e arrivava fino al marciapiede (che freddo!), per promuovere le nuove collezioni dei negozi. Brava però la coppia di ballerini…
  

 
Raimund TheaterRaimund TheaterConosco poco la zona in direzione Westbahnhof, ma uno degli ultimi giorni mi sono impegnata a cercare l’hotel dov’ero stata nel 2004. Dopo mezz’ora di giri a vuoto l’ho finalmente trovato e ho collegato i pezzi di memoria che mi mancavano; ma soprattutto, ho ritrovato il Raimund Theater, IL Teatro per quanto riguarda i musical a Vienna! A suo tempo avevo potuto vederlo solo da fuori; stavolta per pura fortuna c’era una rappresentazione in corso e senza alcun ritegno sono entrata perfino in sala (niente da dire, era molto buio e anche il foyer è come tutti gli altri, pareti bianche e lampadari di cristallo, solo con un po’ più di merchandise all’entrata). Rifacendo la strada all’inverso verso Mariahilf non ho notato più i Sex Shop che a suo tempo mi avevano sconvolta; forse anche a Vienna questo mercato non tira più… Oppure sono cresciuta io 😛

Vista la lunghezza e il poco tempo divido in altre due parti questo tema:
Teil 3: Neubaugasse e shopping “alternativo”
Teil 4: Einkaufszentren: Generali Center, Gasometer, DonauZentrum

A presto! 😉

Kultur Marathon Teil 3 – “La forza del destino” e “Roméo et Juliette” alla Staatsoper

ottobre 13, 2008

Sono molto poco “professionale” nello scrivere oggi di cose avvenute esattamente 2 settimane fa… Purtroppo il tempo è quello che è, e chissà, magari è anche un modo per tornare alla vita normale e non pensare a quello che ho lasciato dietro 😦

La forza del destino (G. Verdi)
La seconda opera vista alla Staatsoper. Grazie all’esperienza nelle code per gli Stehplätze (vedi qui) sono riuscita addirittura ad accaparrarmi il biglietto numero 14, finendo per prendermi un posto centrale in prima fila 😀 Non sapevo però cosa mi aspettava (anche perché l’opera non la conoscevo, e tantomeno pensavo fosse una tragedia): dopo un inizio promettente, con una realizzazione in CG della corsa del proiettile che ucciderà il padre della protagonista dando inizio a una storia di rimorsi e vendette, sono comparsi inspiegabilmente un corpo di ballo di cowboys e cowgirls sexy con tanto di Bibbia in mano, giusto per ricordare che dovrebbero essere i soldati del Papa (la storia è un po’ complicata, italiani contro spagnoli…). Spicca tra tutti l’esuberante Preziosilla (Nadia Krasteva), che a fare cabaret e spaccate se la cava bene ma farebbe meglio a ripassare un po’ canto… E la cosa è andata avanti così, tra momenti di minimalismo nelle scene al tempio (come durante La vergine degli angeli, una delle arie più famose di Verdi) e altri con decine di comparse e cortine semitrasparenti mobili su cui venivano proiettate immagini di combattimenti in bianco e nero. Arrivata finalmente alla scena finale, in cui i due amanti, entrambi diventati monaci l’uno all’insaputa dell’altra, fronteggiano il fratello di lei assetato di sangue… ho dovuto sedermi a terra per non svenire. Staatsoper - La forza del destinoStaatsoper - La forza del destino Non aver cenato per la fretta e aver fatto scale su scale per fotografare i vari piani durante l’intervallo mi hanno giocato un brutto scherzo, e così la fine l’ho solo letta sugli schermi dei traduttori simultanei 😦 Tutto sommato sono rimasta delusa, una messa in scena così stridente con le atmosfere tragiche dell’opera mi ha dato fastidio, e mi stupisce che:
1. una cosa del genere rimanga in cartellone per un anno intero, nonostante il massacro dei recensori (Die Presse)
2. nonostante recensioni e delusione di chi l’ha già vista, la sala sia sempre piena.
Consolazione: solo adesso ho scoperto che a interpretare Don Alvaro, uno dei due amanti, c’era nientemeno che Marcello Giordani (di cui mi sono innamorata dopo averlo visto qui) *___*

Repliche: 23, 26, 30 gennaio 2009

Roméo et Juliette (C. Gounod)
Roméo e Juliette, 45a e ultima rappresentazione con questo cast e regia, me la sono regalata il 29 settembre, due giorni prima della partenza. In realtà ho ancora un po’ l’amaro in bocca, perché la rappresentazione non era sold-out e rimanevano 6 biglietti da 168 €, che in quanto studente potevo prendere a 12 €; fidandomi di un guardiano ho fatto lo stesso la fila per gli Stehplätze, ma ovviamente quando sono tornata c’erano già troppe persone in fila per sperare in un posto migliore. Peccato 😦
Staatsoper - Roméo et Juliette Riguardo all’opera, si può fare un discorso simile all’opera di Verdi: l’ossessione di modernizzare è una gran brutta bestia. Qui c’era una Giulietta (Alexandra Reinprecht) che irrompe alla sua festa come una rockstar con tanto di microfono ed effetti pirotecnici, e per tutta la durata resta quest’attitudine filo-musical, con spettacolari effetti di luce e immagine zuccherosa del finale con i due morti per amore presi in controluce mentre il sipario si chiude… Staatsoper - Roméo et JulietteAh, e dimenticavo Mercuzio con la T-shirt nera e la “A” di Anarchia stampata sopra 😛 Non conoscevo neanche quest’opera, ma credo che sia stata la più insipida che ho visto in questi tre mesi; però resta famosissima e infatti anche qui c’era Mr. Marcello Giordani (un po’ ridicolo per impersonare un 15enne). Però se penso che l’anno scorso c’erano la Netrebko e Villazon come protagonisti…


Non fuggo, non temete. Finché la cartella di attracco della macchina fotografica conterrà foto non sistemate continuerò a scrivere. Prossima fermata: shopping Teil 2! 😉

Buen viaje…

ottobre 9, 2008

Come l’alba dentro i vicoli
Mi sorprende il tuo calore
Fingo ancora di dormire sai
Mentre scivoli da me

La tua assenza ha molte vittime
Io che non so più aspettare
Crollano chiese infallibili
Sulle spalle degli eroi

L’immagine di te
L’immagine
Che il desiderio
Non fa spegnere

L’amore che fa impazzire gli dei
Svanisce nei giorni che non avrò mai
Io dove sarò
Tu dove sarai

Notte che già scioglie i vincoli
Scopro al vento il mio dolore
Colmo il vuoto con i simboli
Mentre fuggi via da me

L’immagine di te
L’immagine
Che il desiderio
Non fa spegnere

L’amore che fa impazzire gli dei
Svanisce nei giorni che non avrò mai
Io dove sarò
Tu dove sarai
L’amore che mi separa da lei
Raccoglie la guerra che è parte di noi
Io dove sarò
Tu dove sarai

(RadiodervishL’immagine di te)

Kultur Marathon Part 2: Le chiese dell’Innere Stadt e…

ottobre 6, 2008

E’ sempre così: eviti di fare itinerari da turisti, perché tanto “hai tempo”, e così rischi di andartene senza aver visto dei capolavori assoluti. Il mio ultimo weekend a Vienna si è diviso tra spese frenetiche in Mariahilferstrasse e Flohmarkt (il sabato) e una mattinata dedicata interamente all’arte sacra della città (la domenica).

HofburgkapelleHofburgkapelleHo cominciato con la Burgkapelle, che la settimana prima era chiusa nonostante l’Open House dell’Hofburg; la domenica mattina viene celebrata la messa con un programma di musica sempre diverso. Orchestra della Staatsoper, e soprattutto i Wiener Sängerknaben, i ragazzini che da 600 anni se ne vanno in giro per il mondo con la loro divisa da marinaretti a cantare nei più prestigiosi teatri del mondo. HofburgkapelleE di fatto un teatro è anche la Hofburgkapelle: ci sono i “loggioni”, le terrazze, il Parkett con tanto di poltrone di velluto… Non potevano mancare gli Stehplätze, unica possibilità per entrare gratis (sennò si paga, e profumatamente). Si arriva alla situazione straniante di una messa domenicale come spettacolo, in cui ogni atto della liturgia è sapientemente recitato per creare l”atmosfera giusta”; Hofburgkapellee il colpo di scena in questo caso è il sacerdote che a metà messa parte a celebrare in latino, e va avanti così fino alla fine. Alla fine viene quasi da applaudire. Altro “regalo”, i ragazzini che scendono per cantare davanti al pubblico poco fedele e molto paparazzo. C’è chi s’è perfino filmato la messa intera…

AugustinerkircheAugustinerkircheUscita verso le 11 con un sole stupendo ad accogliermi, ho iniziato cartina alla mano la mia peregrinazione: prima di tutto Augustinerkirche, già piena per la messa imminente; ho subito ricordato di averla già visitata, è la chiesa con la tomba realizzata da Antonio Canova, AugustinerkircheAugustinerkirchequella a forma di piramide con la processione funebre, e ricordavo bene anche l’organo dorato e i lampadari di cristallo scintillante (ma diciamo la verità: c’è una chiesa/edificio a Vienna senza lampadari di cristallo?). L’impianto è gotico (è del 14° secolo), ma lo stile barocco in cui fu modificata per circa un secolo resta ancora visibile.
MichaelerkircheMichaelerkircheTornando a Michaelerplatz si trova anche la bianchissima Michaelerkirche, che in effetti non è un granché all’interno (anche se è famosa per le cripte visitabili). Per mia fortuna però quella domenica c’era il Flohmarkt parrocchiale, che si teneva in una sala sbalorditiva per i suoi stucchi e affreschi incorniciati nel legno. MichaelerkircheMercatino in classico stile “svuoto la soffitta”, ma proprio per questo quasi più interessante di quello a Naschmarkt; e non potevano mancare i dolcetti preparati dalle massaie. Anche qui, come ho notato un po’ dappertutto, c’era il clima rilassato e intimo della festa di paese dove si conoscono tutti; un po’ uno shock se si pensa che la chiesa è in una delle piazze più famose di Vienna.
RuprechtskircheRuprechtskircheHo dovuto un po’ girare per trovare la Ruprechtskirche, la più vecchia chiesa di Vienna ancora in piedi; gli storici ancora litigano per datarne la costruzione al 1137 o perfino al 740. La zona è quella ebrea, con le sue stradine lastricate, e la chiesa si erge su di una piccola piazzetta, con le piante rampicanti che sono state lasciate crescere sul campanile. Sono entrata solo velocemente all’interno, perché stavano celebrando la messa in arabo per la comunità libanese (!). Non c’è comunque molto da vedere: il soffitto è molto basso e l’arredamento è moderno, con le pareti completamente bianche.
StadttempelA poca distanza si trova anche lo Stadttempel, la sinagoga storica della città, ma a quanto pare l’accesso è solo su appuntamento e da fuori si vedono solo le scritte in ebraico e tedesco 😦

PeterskirchePeterskircheIl meglio l’ho lasciato alla fine: la Peterskirche in zona Graben, prima di tutto, anche perché durante la messa non si può né visitare ne fotografare. Visita praticamente obbligata dopo il vicino Stephansdom, dall’esterno le sue forme morbide mi avevano ricordato un crème caramel (sarà stata la fame :P), PeterskirchePeterskirchementre all’interno si arriva al tripudio del barocco, con una cupola affrescata che mi ricorda molto una chiesa italiana (quale non l’ho ancora capito). Per una volta niente lampadari di cristallo ma sfere luminose su fusti agganciati alle panche di legno massiccio. Servirebbero almeno un paio d’ore per osservare bene i dipinti e gli innumerevoli ninnoli sulle pareti, tra cui l’aquila imperiale.
VotivkircheVotivkircheMa il vero amore è stato un altro: la Votivkirche. Pare che sia stata costruita come “ex-voto” da Franz Joseph I per ringraziare di essere scampato a un attentato, e anche se è stata completata nel 1879 lo stile è goticissimo, con tanto di gargoyles, ed è fantastico raggiungerla dal retro, dove spunta pian piano dagli alberi del giardino che la circonda. VotivkircheVotivkircheAll’interno le grandi vetrate creano un’atmosfera arcobaleno da vera chiesa francese; ho letto troppo tardi che alcune rappresentano le vicende del nazismo e della guerra, purtroppo nella fretta non me ne sono accorta. Motivo in più per ritornarci, mi è piaciuta così tanto da farmela preferire allo Stephansdom, troppo turistico e sporco.

MinoritenkircheMinoritenkircheUn piccolo encore l’ho avuto nel pomeriggio con la Minoritenkirche, a due passi dal Café Central: niente di speciale, anche perché è stata visibilmente ricostruita dopo i danni causati dai turchi nel 1529. Ma a sorpresa ho scoperto che è anche la chiesa della comunità italiana, quindi è come se appartenesse un po’ a tutti noi. Interni spogli ma con una riproduzione dell'”Ultima cena” di Leonardo e una mini-cappella dedicata a Sant’Antonio.

Café CentralCafé CentralHo concluso in bellezza la giornata (è già passata una settimana 😦 ) con il famoso incontro tra italiani a Vienna: Grissino, Bas, Zofrea e Sariti, insomma le persone che in questi tre mesi hanno seguito questo blog e mi hanno saputo dare tante dritte sulla vita in città. Loro a Vienna hanno deciso di restare stabilmente, scelta coraggiosa visto che comunque si è in un altro Paese e non è facile trovare un lavoro se non si conosce bene ‘sta benedetta lingua. A tutti auguro di non mollare e di poter essere sempre fieri delle proprie scelte, anche se difficili. E ovviamente quando tornerò a Vienna bisognerà assolutamente trovarsi di nuovo, magari stavolta al Café Sperl 😛
Café CentralCafé Central - Mohr im HemdDue note sul Café Central: il più famoso di Vienna, a suo tempo era frequentato da Trotskij e Karl Kraus, mentre oggi è un’attrazione turistica con prezzi altini ma ragionevoli, se si pensa al luogo (e al pianista che per tutto il tempo ha suonato A. L. Webber). Peccato che il famoso Mohr im Hemd mi abbia un po’ delusa, troppo dolce e troppo simile al Topfennougat del 7Stern (ma quello sì che era buono).

Tornata…

ottobre 2, 2008

Non ero sicura di farcela. Prima le ultime corse per spese varie e il lavoro fino alle 20 per fare da traduttrice a un operatore toscano (e guadagnare due soldi), poi la valigia che non si chiudeva e i chili di carta buttati via perché non stavano da nessuna parte (solo alla Medienmesse ne avevo raccolti almeno 5). La notte in bianco perché per dormire non c’era tempo e comunque avevo troppa paura di perdere il treno delle 6:30.
Colazione alle 5, bacio alla coinquilina che si è svegliata per salutarmi. Partenza stile immigrata transatlantica con valigia, zaino, tracolla e due borse. Strassenbahn 62 delle 5:45 che rischia di partire con la mia preziosa rassegna stampa e i regali lasciandomi a terra, cambio con la D e arrivo finalmente a Südbahnhof, con ampio anticipo ma è stato meglio così. Quasi per automatismo ho messo su l’ultimo album dei Coldplay, che nelle ultime settimane ho ascoltato ossessivamente, e mentre vedevo la periferia di Vienna che piano piano lasciava spazio alla campagna ho pianto in silenzio, senza volerlo e senza un motivo preciso, solo la sensazione che qualcosa stava davvero finendo e che in fondo sarei voluta restare ancora. Un signore tedesco di ottant’anni ha indicato a me e agli altri dello scompartimento un castello sulla collina, “il più antico dell’Austria”, che si poteva vedere dal finestrino. E’ con lui che ho avuto la mia ultima discussione in tedesco; andava a Venezia per l’ennesima volta e aveva già aggiunto il giorno, 1 ottobre 2008, alle altre date sulla copertina della sua guida turistica, come si faceva una volta.

Oggi ho ritrovato una Verona umida, nebbiosa e inquinata, ma la guardavo con occhi diversi e più attenti. E senza volere cercavo punti di contatto con Vienna: l’Adige che diventa il Danubio, un asciugamano steso sul davanzale e un avviso di Trenitalia che da lontano ricordano la bandiera bianca e rossa… Le tasse universitarie mi hanno riportata alla realtà: prima rata aumentata da 496 a 709 euro, senza uno straccio di giustificazione agli studenti. In Austria le hanno appena abolite, nonostante fossero già solo 700 euro all’anno.

Ed è l’ora di rispondere alla domanda: che ne sarà di questo blog?
Per il momento ho ancora almeno 4-5 post da pubblicare, quindi per un po’ non ci saranno problemi. E’ nato come blog su Vienna e tale rimarrà, quindi finite le foto da pubblicare potrei aggiornarlo meno spesso. Ma ogni volta che ne sentirò il bisogno lo farò. Controllate i vostri feed RSS 😉