Kultur Marathon Part 2: Le chiese dell’Innere Stadt e…

E’ sempre così: eviti di fare itinerari da turisti, perché tanto “hai tempo”, e così rischi di andartene senza aver visto dei capolavori assoluti. Il mio ultimo weekend a Vienna si è diviso tra spese frenetiche in Mariahilferstrasse e Flohmarkt (il sabato) e una mattinata dedicata interamente all’arte sacra della città (la domenica).

HofburgkapelleHofburgkapelleHo cominciato con la Burgkapelle, che la settimana prima era chiusa nonostante l’Open House dell’Hofburg; la domenica mattina viene celebrata la messa con un programma di musica sempre diverso. Orchestra della Staatsoper, e soprattutto i Wiener Sängerknaben, i ragazzini che da 600 anni se ne vanno in giro per il mondo con la loro divisa da marinaretti a cantare nei più prestigiosi teatri del mondo. HofburgkapelleE di fatto un teatro è anche la Hofburgkapelle: ci sono i “loggioni”, le terrazze, il Parkett con tanto di poltrone di velluto… Non potevano mancare gli Stehplätze, unica possibilità per entrare gratis (sennò si paga, e profumatamente). Si arriva alla situazione straniante di una messa domenicale come spettacolo, in cui ogni atto della liturgia è sapientemente recitato per creare l”atmosfera giusta”; Hofburgkapellee il colpo di scena in questo caso è il sacerdote che a metà messa parte a celebrare in latino, e va avanti così fino alla fine. Alla fine viene quasi da applaudire. Altro “regalo”, i ragazzini che scendono per cantare davanti al pubblico poco fedele e molto paparazzo. C’è chi s’è perfino filmato la messa intera…

AugustinerkircheAugustinerkircheUscita verso le 11 con un sole stupendo ad accogliermi, ho iniziato cartina alla mano la mia peregrinazione: prima di tutto Augustinerkirche, già piena per la messa imminente; ho subito ricordato di averla già visitata, è la chiesa con la tomba realizzata da Antonio Canova, AugustinerkircheAugustinerkirchequella a forma di piramide con la processione funebre, e ricordavo bene anche l’organo dorato e i lampadari di cristallo scintillante (ma diciamo la verità: c’è una chiesa/edificio a Vienna senza lampadari di cristallo?). L’impianto è gotico (è del 14° secolo), ma lo stile barocco in cui fu modificata per circa un secolo resta ancora visibile.
MichaelerkircheMichaelerkircheTornando a Michaelerplatz si trova anche la bianchissima Michaelerkirche, che in effetti non è un granché all’interno (anche se è famosa per le cripte visitabili). Per mia fortuna però quella domenica c’era il Flohmarkt parrocchiale, che si teneva in una sala sbalorditiva per i suoi stucchi e affreschi incorniciati nel legno. MichaelerkircheMercatino in classico stile “svuoto la soffitta”, ma proprio per questo quasi più interessante di quello a Naschmarkt; e non potevano mancare i dolcetti preparati dalle massaie. Anche qui, come ho notato un po’ dappertutto, c’era il clima rilassato e intimo della festa di paese dove si conoscono tutti; un po’ uno shock se si pensa che la chiesa è in una delle piazze più famose di Vienna.
RuprechtskircheRuprechtskircheHo dovuto un po’ girare per trovare la Ruprechtskirche, la più vecchia chiesa di Vienna ancora in piedi; gli storici ancora litigano per datarne la costruzione al 1137 o perfino al 740. La zona è quella ebrea, con le sue stradine lastricate, e la chiesa si erge su di una piccola piazzetta, con le piante rampicanti che sono state lasciate crescere sul campanile. Sono entrata solo velocemente all’interno, perché stavano celebrando la messa in arabo per la comunità libanese (!). Non c’è comunque molto da vedere: il soffitto è molto basso e l’arredamento è moderno, con le pareti completamente bianche.
StadttempelA poca distanza si trova anche lo Stadttempel, la sinagoga storica della città, ma a quanto pare l’accesso è solo su appuntamento e da fuori si vedono solo le scritte in ebraico e tedesco 😦

PeterskirchePeterskircheIl meglio l’ho lasciato alla fine: la Peterskirche in zona Graben, prima di tutto, anche perché durante la messa non si può né visitare ne fotografare. Visita praticamente obbligata dopo il vicino Stephansdom, dall’esterno le sue forme morbide mi avevano ricordato un crème caramel (sarà stata la fame :P), PeterskirchePeterskirchementre all’interno si arriva al tripudio del barocco, con una cupola affrescata che mi ricorda molto una chiesa italiana (quale non l’ho ancora capito). Per una volta niente lampadari di cristallo ma sfere luminose su fusti agganciati alle panche di legno massiccio. Servirebbero almeno un paio d’ore per osservare bene i dipinti e gli innumerevoli ninnoli sulle pareti, tra cui l’aquila imperiale.
VotivkircheVotivkircheMa il vero amore è stato un altro: la Votivkirche. Pare che sia stata costruita come “ex-voto” da Franz Joseph I per ringraziare di essere scampato a un attentato, e anche se è stata completata nel 1879 lo stile è goticissimo, con tanto di gargoyles, ed è fantastico raggiungerla dal retro, dove spunta pian piano dagli alberi del giardino che la circonda. VotivkircheVotivkircheAll’interno le grandi vetrate creano un’atmosfera arcobaleno da vera chiesa francese; ho letto troppo tardi che alcune rappresentano le vicende del nazismo e della guerra, purtroppo nella fretta non me ne sono accorta. Motivo in più per ritornarci, mi è piaciuta così tanto da farmela preferire allo Stephansdom, troppo turistico e sporco.

MinoritenkircheMinoritenkircheUn piccolo encore l’ho avuto nel pomeriggio con la Minoritenkirche, a due passi dal Café Central: niente di speciale, anche perché è stata visibilmente ricostruita dopo i danni causati dai turchi nel 1529. Ma a sorpresa ho scoperto che è anche la chiesa della comunità italiana, quindi è come se appartenesse un po’ a tutti noi. Interni spogli ma con una riproduzione dell'”Ultima cena” di Leonardo e una mini-cappella dedicata a Sant’Antonio.

Café CentralCafé CentralHo concluso in bellezza la giornata (è già passata una settimana 😦 ) con il famoso incontro tra italiani a Vienna: Grissino, Bas, Zofrea e Sariti, insomma le persone che in questi tre mesi hanno seguito questo blog e mi hanno saputo dare tante dritte sulla vita in città. Loro a Vienna hanno deciso di restare stabilmente, scelta coraggiosa visto che comunque si è in un altro Paese e non è facile trovare un lavoro se non si conosce bene ‘sta benedetta lingua. A tutti auguro di non mollare e di poter essere sempre fieri delle proprie scelte, anche se difficili. E ovviamente quando tornerò a Vienna bisognerà assolutamente trovarsi di nuovo, magari stavolta al Café Sperl 😛
Café CentralCafé Central - Mohr im HemdDue note sul Café Central: il più famoso di Vienna, a suo tempo era frequentato da Trotskij e Karl Kraus, mentre oggi è un’attrazione turistica con prezzi altini ma ragionevoli, se si pensa al luogo (e al pianista che per tutto il tempo ha suonato A. L. Webber). Peccato che il famoso Mohr im Hemd mi abbia un po’ delusa, troppo dolce e troppo simile al Topfennougat del 7Stern (ma quello sì che era buono).

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3 Risposte to “Kultur Marathon Part 2: Le chiese dell’Innere Stadt e…”

  1. Grissino Says:

    Eh, il tuo Mohr im Hemd non l’ho assaggiato. Io ne avevo mangiato uno buono dal Café Ritter (Mariahilferstrasse). Poi l’ho fatto da me. E chi fa da sé, meno zucchero e piú cioccolato ci mette 😉

    La Votivkirche é anche la mia preferita.

  2. sariti Says:

    bel resoconto… 🙂

  3. xalira Says:

    @Grissino: non ti sei perso moltissimo, più che altro sono rimasta delusa io perché me ne avevano parlato come di una leccornia imperdibile…

    @Sariti: grazie 🙂 E manca ancora quello sullo shopping 😛

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