Shopping Teil 4 – Einkaufszentren e…

Ed eccomi all’ultimo post di questa tetralogia sullo shopping a Vienna. Tutt’altro che esaustiva, ma almeno potete fidarvi che quello di cui parlo l’ho visto con i miei occhi.

Einkaufszentren:
Come spesso succede, i più grandi sono in periferia, e visto il mio poco tempo ho lasciato perdere templi come Ikea, Mediamarkt e compagni (anche se mi hanno detto che sono ben serviti dai mezzi). Mi sono limitata quindi a quelli in pieno centro, come Gerngross (vedi Teil 2) e il Generali-Center, e a luoghi particolari o semplicemente pubblicizzati ovunque.

Generali-Center:
Perfetto per concludere la rassegna sullo shopping “alternativo”, si raggiunge con la U3, fermata Neubaugasse. In effetti i locali più normali sono probabilmente il supermercato e il caffé, perché per il resto è uno dei punti di ritrovo dei ragazzini emo (sigh) di Vienna. Generali-CenterGenerali-CenterIl perché si capisce appena entrati, visto che al piano terra si trova il Medusa, diventato famoso dopo che la figlia (“ribelle”) di un politico viennese aveva lavorato lì, e dopo la bocciatura a scuola meditava di restare in pianta stabile. Rispetto agli altri negozi del post precedente è decisamente modaiolo e i vestiti in vinile o pizzo della Phaze sono in minoranza rispetto ai portafogli di Jack Skeletron e le mollette con cuoricini e teschietti (@___@;). Al piano di sopra, Kingpin offre uno stile più skater-punk e accessori firmati Emily the Strange, in modo che i ragazzini di turno col portafoglio di mamma e papà possano comprare in entrambi i negozi e mischiare gli stili senza ritegno 😛 Generali-CenterTutt’altro genere da Pink Buddha, che dopo aver tenuto per 5 anni esclusivamente prodotti derivati dalla canapa ha ampliato l’offerta a gioiellini in argento, piercing, borse, incensi, articoli d’arredamento, T-shirt e molto altro. Del Generali citerei ancora il Fly High, Generali-CenterGenerali-Centerche ha appena festeggiato 20 anni di attività nel commercio di tutto quel che si può far volare, dagli aquiloni ai boomerang, il Bag Store, dove nonostante l’Auswahl decisamente ricca non ho trovato nulla che mi piacesse davvero :,(, e Funkart, dove a prezzo modico si possono trovare originali souvenir da Vienna e le cose più assurde per un regalo particolare (comprese ali, action figures e poster di film famosi).

Donauzentrum:
Il più lungo Modemeile di Vienna e forse anche dell’Austria è un centro commerciale-labirinto, composto da più edifici collegati tra loro da passerelle in vetro, a cui si arriva con la U1 fermata “Kagran”. Il Danubio non si vede, c’è in compenso la periferia nord-est della città, un posto non proprio stratosferico dove essere nel tardo pomeriggio se non si conosce la zona (e regolarmente chiedere informazioni a persone giovani è sinonimo di perdersi). DonauzentrumDonauzentrumIn un posto del genere, con 210 negozi, sarebbe più facile dire cosa non c’è: ho trovato riunite tutte le filiali delle catene di cui ho già parlato (tranne Saturn), e come se non bastasse c’è pure il Donauplexx, un multisala dove all’epoca davano anche Wall-E. DonauzentrumDonauzentrumL’edificio del cinema ospita inoltre tanti piccoli ristoranti “etnici”, così il Saloon americano sta a fianco della pizzeria italiana e del sushi restaurant. Nel complesso, il DZ è un centro commerciale moderno e luminoso, spesso attivo anche nell’organizzare eventi al suo interno, però grande. Troppo. Ricordo di essere tornata a casa spossata e con un gran mal di testa, senza di fatto aver trovato molto di più rispetto a quello che c’è già a Mariahilferstraße. Come tutti i centri commerciali, è comodo, niente di più.

Gasometer:
Gasometer CityUn discorso a parte va fatto per il Gasometer, nella zona sud-est della città (U3 Gasometer). E’ un complesso di 4 cisterne per il gas, costruito nel 1896 (a suo tempo il più grande d’Europa) e recuperato alla fine del XX secolo dopo un lungo periodo di inattività anche grazie all’architetto autore della “piramide” del Louvre. Gasometer CityGasometer CityNe sono venuti fuori un centro commerciale dislocato nei diversi edifici, appartamenti per studenti, un cinema multisala, diversi uffici (tra cui quelli di Statistik Austria, l’ISTAT austriaca) e una sala per concerti appena rinnovata (anche Björk, se non sbaglio, si è esibita qui), ma i lavori continueranno ancora in tutto il complesso almeno fino al 2011. Gasometer CityGasometer CityLa posizione in periferia è palese, e passeggiare nei dintorni per ritrovare la metro può essere un’esperienza desolante. Ma anche all’interno le cose non cambiano molto: sarà che il giorno dello shopping viennese è più il venerdì che il sabato, sarà stato il tempaccio, fatto sta che per un centro commerciale così grande c’era davvero poca gente, concentrata soprattutto nei bar e davanti all’entrata di Bodies, la famosa esposizione di corpi umani plastificati proveniente dagli Usa (16 € a persona, ladri); del resto tra i 60 negozi sono assenti le catene più celebri (da Zara a H&M). Gasometer CityGasometer CityMa forse è troppo presto per giudicare un progetto che, una volta completo, dovrebbe dare lavoro fino a 19.000 persone. Resta, anche col brutto tempo, il fascino per un progetto di riqualificazione così coraggioso, e il fascino per questo pezzo di archeologia industriale in solidi mattoni rossi, da 30 anni tutelato come monumento.

 
Naschmarkt-FlohmarktNaschmarkt-FlohmarktCredo comunque che il luogo dello shopping che più resta nel cuore a un turista passato a Vienna senza paraocchi resti Naschmarkt e il suo Flohmarkt. Sarà ormai un posto da turisti con più venditori stranieri che austriaci, sarà frustrante a volte Naschmarkt-FlohmarktNaschmarkt-Flohmarktquando sembra di aver davanti solo cianfrusaglie inutili, ma è un luogo ancora vivo, e l’ultimo sabato ero quasi commossa, sapendo che nonostante i continui attentati al portafoglio mi sarebbe mancato moltissimo. E inaspettatamente ho trovato due tesori di cui sono davvero orgogliosa: Ray of Light di Madonna, forse il suo ultimo disco decente, e… Naschmarkt-Flohmarktil numero di National Geographic in cui venne per la prima volta pubblicata la foto di Steve McCurry della ragazzina afghana (datato tra l’altro June 1985, un mese dopo la mia nascita!). Ho perso l’occasione di prendere il nuovo disco dei Coldplay a 9 €, ma ero già sulle nuvolette quindi non mi è dispiaciuto così tanto.
E questo è il bottino finale, tra negozietti, mega centri commerciali e mercatini (in realtà mancano 4 magliette, un top in velluto, una gonna, una tazza, un DVD, due giacche e tutte le riviste): D

Nota: il DVD del Don Giovanni (furbi loro e furba io) era un Region 1; ho telefonato al negozio EMI e ho chiesto di farmelo cambiare con la versione tedesca Region 2. L’ho spedito e dopo 3 settimane mi è arrivato, con tanto di scontrino che certificava il cambio effettuato. 😀

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7 Risposte to “Shopping Teil 4 – Einkaufszentren e…”

  1. Grissino Says:

    Cavolo non pensavo che il Donau Zentrum fosse cosí grande!Ottimo… ci faró un saltino in novembre o dicembre quando sará troppo freddo per andare ovunque non sia un posto chiuso.

  2. xalira Says:

    Ecco, infatti, per l’inverno è perfetto. Ma non andarci di venerdì, per carità 😛 Studiato bene? Io scendo a cantare un po’…

  3. sariti Says:

    il gasometer mi manca e la mostra “bodies” mi interessa parecchio…due miei cari amici l’hanno vista circa un anno fa a new york e ne erano rimasti impresssionati… 🙂

  4. xalira Says:

    @Sariti: io sono troppo impressionabile, ma ricordo ancora dopo 10 anni un articolo del Venerdì che ne parlava… Peccato che al Gasometer fosse solo fino a fine settembre.

  5. sariti Says:

    ecco,lo sapevo..mi chiedevo infatti fino a quando ci fosse…sempre la solita ritardataria… 😦

  6. 10.000! :D « NON SOLO SACHER Says:

    […] Shopping Teil 4 – Einkaufszentren e… 112 […]

  7. 10.000! :D « NON SOLO SACHER Says:

    […] Shopping Teil 4 – Einkaufszentren e… 112 […]

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