Staatsopermuseum

Premessa: è più di un anno che non scrivo nulla. Avevo almeno tre post da fare su luoghi visitati ad agosto 2010 in occasione dell’ultimo giro a Vienna, ma per motivi di tempo non se n’è fatto nulla. Nel frattempo mi sono laureata e diplomata, ho proseguito il solito tran-tran di concerti e fughe last minute all’estero, ho cinguettato come una pazza e approfitto dell’attesa di ottenere o meno il full time a lavoro facendo tutto quello che tesi e conservatorio mi hanno impedito di fare in questi mesi… Spero voi stiate bene 🙂

Staatsoper Museum WienStaatsoper Museum WienLe visite ai musei dei teatri sono sempre qualcosa di interessante da aggiungere al pre-o post-concerto, fatto sta che la maggior parte delle volte per un motivo o per l’altro si lascia perdere.

L’anno scorso sono finalmente riuscita ad andare al Museo della Staatsoper, anche se la Lonely Planet avvertiva che l’esposizione “non riesce a coinvolgere il visitatore”, a meno che non si sia appassionati d’opera. A dire il vero, pure io dopo due ore lì dentro non avevo ancora finito di leggere i pannelli e ho deciso di lasciar perdere, andandomene con un gran mal di testa. E non perché non fosse interessante, ma perché gli spazi espositivi sono piuttosto ridotti, composti da una stanza principale con una pedana circolare, alcune stanzette secondarie e pannelli con la cronologia dei fatti salienti del teatro.

Staatsoper Museum WienStaatsoper Museum WienStupidamente mi sono messa di buona volontà a leggere tutto (non sono neanche sicura che ci fosse la traduzione in inglese) e ho mollato proprio quando si arrivava alle stagioni più interessanti, quelle con Callas, Caballé e compagnia, limitandomi a leggere la parte finale dei “giorni nostri”. Un visitatore meno maniacale avrebbe apprezzato sicuramente di più, tra partiture manoscritte, Stehplatzkarten d’annata, bellissimi costumi di scena (tra cui quelli di Picasso e due abiti spettacolari per Turandot), ma anche documenti tremendi come il registro delle rappresentazioni, che in data 12 marzo 1945 annotava con incredibile sobrietà un laconico “Tramite attacco aereo la Staatsoper è andata distrutta”. Staatsoper Museum WienStaatsoper Museum WienE le foto testimoniano che era davvero a pezzi, come tutto il resto attorno a sé. La riapertura avverrà solo 10 anni dopo, il 5 novembre 1955, con il Fidelio di Beethoven diretto da Karl Böhm. Durante la ricostruzione verranno utilizzati la Volksoper e il Theater an der Wien, che ancora oggi propongono un cartellone anche di opera, ognuno a modo suo.

Avevo il Kombiticket per la visita guidata al teatro ma come tutti i biglietti combinati che si rispettano ho finito per non farcela. Ce l’ho ancora da qualche parte, distrutto dalla pioggia, che attende di essere utilizzato la prossima volta che tornerò a Vienna…

Altre foto dal museo

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