Archive for the ‘musica’ Category

Staatsopermuseum

settembre 27, 2011

Premessa: è più di un anno che non scrivo nulla. Avevo almeno tre post da fare su luoghi visitati ad agosto 2010 in occasione dell’ultimo giro a Vienna, ma per motivi di tempo non se n’è fatto nulla. Nel frattempo mi sono laureata e diplomata, ho proseguito il solito tran-tran di concerti e fughe last minute all’estero, ho cinguettato come una pazza e approfitto dell’attesa di ottenere o meno il full time a lavoro facendo tutto quello che tesi e conservatorio mi hanno impedito di fare in questi mesi… Spero voi stiate bene 🙂

Staatsoper Museum WienStaatsoper Museum WienLe visite ai musei dei teatri sono sempre qualcosa di interessante da aggiungere al pre-o post-concerto, fatto sta che la maggior parte delle volte per un motivo o per l’altro si lascia perdere.

L’anno scorso sono finalmente riuscita ad andare al Museo della Staatsoper, anche se la Lonely Planet avvertiva che l’esposizione “non riesce a coinvolgere il visitatore”, a meno che non si sia appassionati d’opera. A dire il vero, pure io dopo due ore lì dentro non avevo ancora finito di leggere i pannelli e ho deciso di lasciar perdere, andandomene con un gran mal di testa. E non perché non fosse interessante, ma perché gli spazi espositivi sono piuttosto ridotti, composti da una stanza principale con una pedana circolare, alcune stanzette secondarie e pannelli con la cronologia dei fatti salienti del teatro.

Staatsoper Museum WienStaatsoper Museum WienStupidamente mi sono messa di buona volontà a leggere tutto (non sono neanche sicura che ci fosse la traduzione in inglese) e ho mollato proprio quando si arrivava alle stagioni più interessanti, quelle con Callas, Caballé e compagnia, limitandomi a leggere la parte finale dei “giorni nostri”. Un visitatore meno maniacale avrebbe apprezzato sicuramente di più, tra partiture manoscritte, Stehplatzkarten d’annata, bellissimi costumi di scena (tra cui quelli di Picasso e due abiti spettacolari per Turandot), ma anche documenti tremendi come il registro delle rappresentazioni, che in data 12 marzo 1945 annotava con incredibile sobrietà un laconico “Tramite attacco aereo la Staatsoper è andata distrutta”. Staatsoper Museum WienStaatsoper Museum WienE le foto testimoniano che era davvero a pezzi, come tutto il resto attorno a sé. La riapertura avverrà solo 10 anni dopo, il 5 novembre 1955, con il Fidelio di Beethoven diretto da Karl Böhm. Durante la ricostruzione verranno utilizzati la Volksoper e il Theater an der Wien, che ancora oggi propongono un cartellone anche di opera, ognuno a modo suo.

Avevo il Kombiticket per la visita guidata al teatro ma come tutti i biglietti combinati che si rispettano ho finito per non farcela. Ce l’ho ancora da qualche parte, distrutto dalla pioggia, che attende di essere utilizzato la prossima volta che tornerò a Vienna…

Altre foto dal museo

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Un motivo in più per tornare a Vienna (ancora)…

settembre 8, 2010

bono vienna

… Tornare al St Marxer Friedhof e capire dove (e perché) è stata scattata questa foto! 😀 Tra l’altro la location è molto famosa: oltre a essere quello di Mozart, è l’unico cimitero Biedermeier ancora esistente al mondo (ne avevo parlato qui).

Non sono riuscita a scrivere ancora niente, chiedo perdono. Anche perché sulla Donauturm, sul Dorotheum e sul Liechtenstein Museum qualcosa devo dirlo, però mi è scaduto l’account pro su Flickr e sto aspettando di rinnovarlo. Abbiate fede! 😉

Wien ist anders (oder nicht?)

settembre 2, 2010

Questo è quello che ha detto Bono nel suo terribile tedesco, lunedì… E in effetti i fan austriaci erano fuori di testa, dopo aver dovuto attendere un anno più degli altri europei per rivederli. Posso ritenermi fortunata: in una leg in cui cambiamenti minimi sono visti come un miracolo, rispetto a Torino abbiamo sentito New Year’s Day (le decine di polacchi ringraziano), l’inedita Every breaking wave, alla seconda esecuzione assoluta, e Ultraviolet, che in altre date è stata sostituita da Hold me, thrill me della colonna sonora di Batman forever (pezzone!). Purtroppo il vento freddo e alcune incredibili negligenze da parte dei tecnici hanno causato dei problemi a Edge (chitarre scordate o senza cavi), con Bono costretto a fare la scimmia più del solito per distogliere l’attenzione (e c’è riuscito, io non mi ero accorta di nulla). Alla fine 23 pezzi invece di 24, ma la canzone segata era un altro inedito, carino ma non imperdibile.

Mi avevano parlato bene dei fan austriaci, e ne ho avuto conferma: calda accoglienza per gli americani OneRepublic (tecnicamente bravi e sciolti sul palco, ma canzoni perfettamente inutili), e una ola interminabile per tutto lo stadio in attesa del momento fatidico (si parlava di 72.000 spettatori, probabilmente meno). Ma soprattutto, l’ho notato nelle ore prima del concerto, quando mi sono messa in coda (verso le 11.45) e ho attaccato bottone con due cechi e un fratello e una sorella di Wiener Neustadt. Da lì al banchetto alcolico c’è voluto molto poco 😀 E tutto questo nel primo pomeriggio… Peccato esserci persi al momento di correre verso il palco. Io ho agguantato la mia transenna esterna, pronta con il mio cartello “Italian opera singer free tonight” (Miss Sarajevo è fissa in scaletta), ma Bono ha preferito fare la parte di Pavarotti tutto da solo anche stavolta…

Bel concerto, ho potuto notare molte cose nuove riguardo alla struttura dello show, e sicuramente non c’era l’aria da “ce la faccio? non ce la faccio?” di Torino, data chiave per vedere se Bono davvero poteva reggere il tour dopo l’incidente alla schiena. Però l’emozione del primo prato, la coda con gli altri italiani, l’urlo “Torinooooo!” e VEDERE che almeno Adam ha letto il mio cartello… Qui ero in prima fila ma era come guardare un acquario. Peccato.

E ora, le foto scattate clandestinamente con la cara 400d 😛 www.flickr.com/photos/xalira/sets/72157624576710291

U2 360° from Vienna - August 30, 2010 U2 360° from Vienna - August 30, 2010 U2 360° from Vienna - August 30, 2010 U2 360° from Vienna - August 30, 2010 U2 360° from Vienna - August 30, 2010
U2 360° from Vienna - August 30, 2010 U2 360° from Vienna - August 30, 2010 U2 360° from Vienna - August 30, 2010 U2 360° from Vienna - August 30, 2010 U2 360° from Vienna - August 30, 2010

Per tutto il resto, arriverà con calma… 😉

I’m ready…

agosto 11, 2010

Dopo che il cantante è stato rimesso in piedi da medici tedeschi in appena 9 settimane, dopo averci fatto tutti insieme da pizza boys (thank you!), e dopo un concerto della madonna a Torino, gli U2 stanno continuando il tour europeo, al momento in terra germanica.
Come avevo detto a fine anno, a Vienna arriveranno lunedì 30 agosto, una delle poche date soldout di questo tour 2010 (con i prezzi che hanno, te credo!). E dopo un piccolo intoppo nei preparativi, posso dire con certezza che a meno di catastrofi ci sarò anch’io. Biglietto in attesa da gennaio, aereo e treno prenotati, ostello pure… Grazie ancora a quell’anima pia che mi ospiterà il 28 e il 29 (giorni in cui l’ostello era occupato, tra l’altro). Starò al Labyrinth in Lindengasse, che a leggere la presentazione sembra il miglior posto del mondo… Boh, è a due passi dalla metro che mi serve (la U2 ovviamente :P) e costa poco, mi basta.

Ovviamente mi piacerebbe che ci trovassimo, vi va? Io direi domenica pomeriggio, al café Sperl (è da quella volta che dobbiamo andarci). Rimango cmq fino all’1 settembre, ho il treno verso mezzogiorno.

A presto! 😀

PS: non mancherò di fare un giro al Rathaus Film fest e magari alla mostra su Mahler… altre cose interessanti in questo periodo?

U2 360 a Vienna il 30 agosto: ci sarò! :D

ottobre 3, 2009

In realtà non dovrei cantar vittoria finché non arriveranno i biglietti alla mia ex compagna di stanza (danke danke danke Gabi!!! :*)… Però intanto li ho, e al peggio mi torneranno indietro i soldi.

Però è stata dura. Esattamente come a marzo con TicketOne, la prima ora è stata un delirio puro, non credo che qualcuno sia riuscito a comprare qualcosa (come ha riportato anche oe24). Verso le 10:30 sono finalmente riuscita ad accedere di nuovo alla scelta categorie, ma non c’erano più prati (cioè l’unica cosa che mi interessava). Disperata, dò un occhio alla Saalplanbuchung, e cliccando in corrispondenza del prato… Tadaaan! Prati disponibili! 😀 Totale 150 €, quanto ho pagato per due secondi anelli verdi a San Siro, un furto, ma l’avevo già messo in conto. Ovviamente tutte le possibilità di spedizione più economiche non c’erano, e visto che il link di oeticket.com finiva su eventim.de i poveri austriaci hanno pagato più dei tedeschi in spese di spedizione (se succedesse da noi verrebbe una rivoluzione credo).
Comunque si inizia già a pensare a una possibile doppietta, il 29 o il 31. Speriamo il 29, così il “mio” concerto sarebbe il secondo, e la seconda data è sempre la migliore 😀

Adesso ho una scusa per fare un giretto a Wien durante Natale, tesi permettendo… Certo che sarebbe un regalo di Natale magnifico!

E devo pensare a qualcosa da portare a Gabi dall’Italia per ringraziarla… Idee? 🙂

Gli U2 a Vienna il 30 agosto 2010!

settembre 30, 2009

U2 360° Tour - Milan 07.07.09Sarà scemo tornare a postare dopo un anno che sono tornata a casa, ma la notizia è grossa, e in Austria c’è già la psicosi da biglietto per l’Ernst-Happel-Stadion.

U2 360° Tour - Milan 07.07.09

Io li ho visti quest’anno per la prima volta in quel di San Siro, beccandomi pure la festicciola per i 18 anni della figlia di Bono. Non sono ai livelli di certi pazzi che si fanno l’estate in giro per l’Europa a seguire il tour ma una-due date all’estero mi piacerebbero, anche perché la fantomatica 7 agosto a Roma non è ancora ufficiale, e Udine sembra sempre più lontana…

Prevendite per i comuni mortali (insomma, chi non ha sganciato la tangente a U2.com per avere il pre-presale) a partire da questo sabato, su www.oeticket.com e negli sportelli autorizzati.
Copioincollo un paio di info che avevo messo sul forum di u2place:

Kat 2 Sitzplatz 179,50 EUR
Kat 3 Sitzplatz 110,50 EUR
Kat 4 Sitzplatz 93,50 EUR
Kat 5 Stehplatz 70,50 EUR (prato)
Kat 6 Sitzplatz 41,50 EUR

RedZone: prezzo fisso 272 €

Per gli spalti è possibile scegliere il posto a sedere, almeno adesso che c’è calma I biglietti della Kat 6 dovrebbero corrispondere al retro del palco. Da sabato si potrà comprare anche da http://www.oeticket.com, la fama del sito però sembra uguale se non peggiore di quella di TicketOne.

Le opzioni per il biglietto sono:
– spedizione all’estero 12 €
– ritiro in uno dei centri di Ö-ticket (ce ne sono due in centro a Vienna) con ricevuta e carta di credito 1,50 €
– stampa pdf per i concerti dove è data l’opzione (e sarebbe bello che lo fosse per gli U2)

Non commento il fatto di metterle in vendita un anno prima, ho già detto troppo in altra sede -.- Del resto, quel mostro di palco costa 750k $ al giorno, concerto o meno, e non sono ancora alla pari con le spese.

PS: le mie fotine di Milano 1

Tempo di bilanci – Vienna

dicembre 20, 2008

Un po’ lo sapevo che sarebbe finita così. Tra l’avanti e indietro Vicenza-Verona per l’università e il conservatorio che quest’anno sembra pronto a lanciarmi una sfida molto grossa (e vedremo chi vincerà), mi trovo spesso a pensare ai tre mesi di quest’estate. Quando avevo la testa e il tempo occupato dal lavoro, salvo il fine settimana dove mi scatenavo per cercare di carpire quanto più possibile della città che mi ospitava.
Malgrado gli sforzi credo di essere riuscita a coglierne solo una piccola parte. Ho proseguito il tour della turista iniziato nel ’94 e proseguito nel 2002 e nel 2004, perché sarebbe come andare a Roma e non vedere le rovine, o Milano senza il duomo e il castello sforzesco. E ho avuto conferma che i milioni di turisti che la vengono a visitare non sono presi in giro dalla pubblicità o allettati dalla reggia di Sissi: Vienna è una città-simbolo, il paradiso in cui tutti gli amanti della musica classica vorrebbero vivere e in cui lo sfarzo di una delle dinastie più importanti della storia moderna si è concluso solo nel 1918, ma in realtà non se ne è mai andato. E non solo grazie ai Fiaker, o alle orchestre che suonano all’Hofburg in abiti del Settecento, ma per i suoi stessi abitanti, con il loro attaccamento quasi ossessivo alle tradizioni, su tutti l’Opernball e il Trachtenpärchenball. Una città con un basso tasso di disoccupazione (7,2%, in calo), 700 km di piste ciclabili, un trasporto pubblico tra i migliori al mondo, tanto verde nel cuore e ai margini della città che purifica costantemente l’aria, un’offerta culturale e artistica che dà spazio anche al presente (anche se meno di città come Berlino), un’alta percentuale di cittadini stranieri (22% per la Lonely Planet) che la rende internazionale e pure una cucina gustosa che ha ereditato il meglio da tutti gli angoli dell’impero… Ma che a volte sembra vivere in un mondo a sé, chiusa nei suoi teatri, nei caffé e nei palazzi barocchi e lontana dal mondo, dalle discussioni sull’Europa e sulle questioni internazionali. E’ una sensazione personale ma giustifica in parte l’exploit dell’FPÖ di Strache alle ultime elezioni, che ha puntato molto sulla lotta all'”invasione” da parte degli immigrati, rei di disturbare questo “mondo perfetto”. C’è però da dire anche che gli austriaci hanno fama di grandi viaggiatori, e almeno un milione (su 8 totali) va in vacanza una volta all’anno in Italia, e molti se potessero ci si trasferirebbero all’istante. Aggiungendo il fatto che secondo i sondaggi circa la metà degli austriaci è insoddisfatto dalla propria vita, forse il “mondo perfetto” non è un posto così divertente dove vivere… O forse semplicemente non si sanno accontentare.

E poi la musica: un teatro nazionale dell’opera con più di 200 recite all’anno, che riesce non solo a integrare ma anche a restituire i fondi ricevuti dallo Stato, è probabilmente un caso unico al mondo. E saranno i turisti, saranno i prezzi per studenti, fatto sta che quasi ogni recita finisce sold out. Non ho ancora capito quanti conservatori esistano in tutto, in giro per la città. Viene davvero da emigrare pensando alla situazione italiana, con tutte le fondazioni liriche in passivo (e chi sperava di chiudere in pareggio non aveva fatto i conti con i tagli statali), 70 conservatori cresciuti come funghi per favoritismi politici (e il Veneto, che ne ha 7, non ha niente di cui vantarsi) e con una qualità di insegnamento lontana anni luce dai corrispettivi esteri. Se sopravvivo e mi diplomo credo proprio che tenterò l’ammissione a Vienna, la selezione è dura ma almeno una volta dentro si può lavorare a produzioni vere, invece di trovarsi sul palco solo due volte all’anno, al saggio e all’esame.
Se c’è una cosa di cui devo incolpare questa esperienza, è proprio l’avermi fatto pericolosamente sbilanciare verso la musica, nell’eterna e irrisolvibile (sigh) diatriba tra canto e giornalismo. Chi ha seguito il blog sa i giri folli che ho fatto per opere e concerti; ma non mi sono mai chiesta “perché ci vado?”. Ci sono andata e basta, e mi è piaciuto. Così tanto che da novembre sto svaligiando la biblioteca del conservatorio. Senza pormi domande, solo con la voglia di scoprire e continuare questo percorso che ho iniziato a Vienna. Sarà un po’ come se non essersene andati…


Finiscono per ora gli aggiornamenti a questo blog che ormai avevo comunque un po’ abbandonato. Ci sarebbe ancora tanto da dire, ma ormai è tardi e le informazioni sono datate (e il tempo scarso). A novembre ho segnalato un po’ di errori sulla guida Lonely Planet e a quanto pare avrò l’onore di vedere il mio nome sulla prossima edizione 😀

A voi che avete letto e commentato per quei tre mesi: grazie per i consigli e l’aiuto, è anche grazie a voi che non mi sono mai sentita sola. E a chi leggerà anche questo post dico TANTI AUGURI, e che il 2009 sia meno catastrofico di quello che tutti si ostinano a profilarci.

A presto,

Elena

Kultur Marathon Teil 3 – “La forza del destino” e “Roméo et Juliette” alla Staatsoper

ottobre 13, 2008

Sono molto poco “professionale” nello scrivere oggi di cose avvenute esattamente 2 settimane fa… Purtroppo il tempo è quello che è, e chissà, magari è anche un modo per tornare alla vita normale e non pensare a quello che ho lasciato dietro 😦

La forza del destino (G. Verdi)
La seconda opera vista alla Staatsoper. Grazie all’esperienza nelle code per gli Stehplätze (vedi qui) sono riuscita addirittura ad accaparrarmi il biglietto numero 14, finendo per prendermi un posto centrale in prima fila 😀 Non sapevo però cosa mi aspettava (anche perché l’opera non la conoscevo, e tantomeno pensavo fosse una tragedia): dopo un inizio promettente, con una realizzazione in CG della corsa del proiettile che ucciderà il padre della protagonista dando inizio a una storia di rimorsi e vendette, sono comparsi inspiegabilmente un corpo di ballo di cowboys e cowgirls sexy con tanto di Bibbia in mano, giusto per ricordare che dovrebbero essere i soldati del Papa (la storia è un po’ complicata, italiani contro spagnoli…). Spicca tra tutti l’esuberante Preziosilla (Nadia Krasteva), che a fare cabaret e spaccate se la cava bene ma farebbe meglio a ripassare un po’ canto… E la cosa è andata avanti così, tra momenti di minimalismo nelle scene al tempio (come durante La vergine degli angeli, una delle arie più famose di Verdi) e altri con decine di comparse e cortine semitrasparenti mobili su cui venivano proiettate immagini di combattimenti in bianco e nero. Arrivata finalmente alla scena finale, in cui i due amanti, entrambi diventati monaci l’uno all’insaputa dell’altra, fronteggiano il fratello di lei assetato di sangue… ho dovuto sedermi a terra per non svenire. Staatsoper - La forza del destinoStaatsoper - La forza del destino Non aver cenato per la fretta e aver fatto scale su scale per fotografare i vari piani durante l’intervallo mi hanno giocato un brutto scherzo, e così la fine l’ho solo letta sugli schermi dei traduttori simultanei 😦 Tutto sommato sono rimasta delusa, una messa in scena così stridente con le atmosfere tragiche dell’opera mi ha dato fastidio, e mi stupisce che:
1. una cosa del genere rimanga in cartellone per un anno intero, nonostante il massacro dei recensori (Die Presse)
2. nonostante recensioni e delusione di chi l’ha già vista, la sala sia sempre piena.
Consolazione: solo adesso ho scoperto che a interpretare Don Alvaro, uno dei due amanti, c’era nientemeno che Marcello Giordani (di cui mi sono innamorata dopo averlo visto qui) *___*

Repliche: 23, 26, 30 gennaio 2009

Roméo et Juliette (C. Gounod)
Roméo e Juliette, 45a e ultima rappresentazione con questo cast e regia, me la sono regalata il 29 settembre, due giorni prima della partenza. In realtà ho ancora un po’ l’amaro in bocca, perché la rappresentazione non era sold-out e rimanevano 6 biglietti da 168 €, che in quanto studente potevo prendere a 12 €; fidandomi di un guardiano ho fatto lo stesso la fila per gli Stehplätze, ma ovviamente quando sono tornata c’erano già troppe persone in fila per sperare in un posto migliore. Peccato 😦
Staatsoper - Roméo et Juliette Riguardo all’opera, si può fare un discorso simile all’opera di Verdi: l’ossessione di modernizzare è una gran brutta bestia. Qui c’era una Giulietta (Alexandra Reinprecht) che irrompe alla sua festa come una rockstar con tanto di microfono ed effetti pirotecnici, e per tutta la durata resta quest’attitudine filo-musical, con spettacolari effetti di luce e immagine zuccherosa del finale con i due morti per amore presi in controluce mentre il sipario si chiude… Staatsoper - Roméo et JulietteAh, e dimenticavo Mercuzio con la T-shirt nera e la “A” di Anarchia stampata sopra 😛 Non conoscevo neanche quest’opera, ma credo che sia stata la più insipida che ho visto in questi tre mesi; però resta famosissima e infatti anche qui c’era Mr. Marcello Giordani (un po’ ridicolo per impersonare un 15enne). Però se penso che l’anno scorso c’erano la Netrebko e Villazon come protagonisti…


Non fuggo, non temete. Finché la cartella di attracco della macchina fotografica conterrà foto non sistemate continuerò a scrivere. Prossima fermata: shopping Teil 2! 😉

Kultur Marathon pt1: La Traviata, Abbado & Lucerne Festival Orchestra

settembre 27, 2008

Treff: ci vediamo domenica! 17.00, davanti al Café Central. Non vedo l’ora 😀


Una mia collega al lavoro ha detto che finirò in overdose da cultura. Ha probabilmente ragione, ma come fare a resistere? Tra Stehplätze e super riduzioni per studenti ho visto cose per cui in Italia sarebbe servito un mutuo, tenendo conto anche che da Vicenza i posti più vicini per concerti decenti sono Verona e Venezia, con relativi costi di spostamento.
Questa settimana, Traviata e Abbado.

LA TRAVIATA (VOLKSOPER)
Credo che il mio primissimo brano da un’opera sia stato il coro delle zingarelle, cantato a 10 anni per colpa della prof di solfeggio. Del “Libiam” invece conoscevo già la musica, ma grazie alla pubblicità dei fantasmini della Kinder ^^; (cosa che aveva fatto inorridire la stessa prof). Volksoper - La TraviataInsomma, La Traviata è probabilmente l’opera più conosciuta, sia per le sue melodie assassine sia perché è una storia d’amore straziante e dall’immancabile finale tragico. Non ero sicura di vederla, poi sul sito della Volksoper ho letto che c’erano ancora biglietti per tutte le categorie, e che gli studenti potevano cuccarsi le Restkarten a 10 euro… E arrivando solo 15 minuti prima dell’inizio sono finita in settima fila, posto 7 😀 Anche in questo caso la messa in scena era in bilico tra classico e moderno, con gran frusciare di abiti di raso ma con una Violetta vestita solo di una sottoveste e un cappello bianco con ponpon che a prima vista la faceva sembrare più Pierrot che cortigiana d’alto bordo. Il corpo di ballo indossava maschere funebri che davano l’effetto di una danse macabre molto in stile musical, un po’ azzardata. Il palco è piccolo ma sono riusciti a giocare molto sulla profondità grazie alle luci e a un velo che divideva i personaggi per sottolinearne la distanza, mantenendoli però contemporaneamente sul palco. Volksoper - La TraviataVolksoper - La TraviataNiente da dire sulla protagonista (Marina Rebeka): buona pronuncia, ottima presenza scenica. Forse Alfredo era un po’ troppo legnoso e inespressivo. Mentre nella Staatsoper ognuno ha il proprio display traduttore, qui vengono proiettati solo i sopratitoli in tedesco, e per La Traviata non è il massimo visto che anche chi conosce l’italiano fa fatica a capire cosa succede sul palco.
Volksoper - La TraviataVolksoper - La TraviataIl teatro in sè è molto semplice e piccolino e ricorda un po’ il Volkstheater; ma proprio le sue dimensioni creano un contatto più stretto e umano con il pubblico. Il programma prevede opera, operetta, teatro e musical, e c’è una tradizione per le première assolute in città (Tosca a Vienna arrivò qui nel 1907, 7 anni dopo la prima italiana). Ogni piano è dotato dell’immancabile buffet, ed è fantastica la differenza tra quello tutto stuccato del “piano nobile” e quello all’ultimo piano, praticamente uno sportello ferroviario. Doveva essere un bel caos dopo la 2a guerra mondiale, quando la Volskoper rimpiazzò temporaneamente la distrutta Staatsoper.

CLAUDIO ABBADO, HELENE GRIMAUD & LUCERNE FESTIVAL ORCHESTRA (MUSIKVEREIN)
Sembra stupido, ma dopo aver visto a luglio i prezzi per turisti mi ero messa il cuore in pace e avevo quasi dimenticato l’esistenza del Musikverein :(. Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraE’ stato solo grazie a un’ANSA che riportava il clamoroso successo dei concerti con Abbado e Pollini del 20 e 21 settembre che ho scoperto il fattaccio e ho deciso all’istante di esserci. Nonostante sui manifesti fosse già scritto “Ausverkauft” ho potuto prendermi un biglietto per gli Stehplätze, senza dubbio il più bello della mia collezione (guardate il prezzo!). Quello che non sapevo è che il rito degli Stehplätze forse esiste solo alla Staatsoper: Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraMusikverein - C. Abbado & Lucerne Festival Orchestrai biglietti li puoi comprare quando vuoi (in effetti ha senso), è all’entrata che devi essere rapido e marcare il tuo posto. Peccato che il Stehplätze Parkett al di fuori della prima e dell’ultima fila non abbia posti da occupare, ci si può solo ammassare e restare fermi per “difendere la posizione”. Un signore uscito durante la pausa al suo ritorno mi ha detto minacciosamente “questo è il mio posto”; se non fosse stato alto due metri gli avrei probabilmente fatto notare l’assurdità della situazione, visto che non aveva chiesto a nessuno di tenergli quel mezzo metro quadro di pavimento. Sono comunque riuscita ad avanzare parecchio rispetto all’inizio del concerto, peccato aver visto la Grimaud solo da lontanissimo.
Programma non lungo ma non si poteva chiedere di meglio: con la Grimaud il concerto n°2 in Do min per pianoforte e orchestra di Rachmaninov (usato come sigla di “La storia siamo noi”); nel monte di teste e spalle ho intravisto una donna e un’artista molto passionale, con le orecchie ho apprezzato l’acustica della sala, che riportava il più piccolo rumore anche a noi spettatori di serie C; mi sono ancora una volta stupita della bellezza della musica dal vivo, in cui brani che sembrano scorrere lisci come se niente fosse su CD vengono costruiti pezzo per pezzo e con grande fatica davanti ai tuoi occhi. Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraMusikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraDiscorso che vale ancora di più per il Feuervogel di Stravinskij (di cui avevo già parlato qui). Lo conosco a memoria, in CD credo di avere proprio una versione diretta da Abbado e da anni sognavo di ascoltarla dal vivo. Il risultato è stato quello che mi aspettavo, con il plus di un’orchestra perfettamente coesa (a differenza dei Wiener con Muti, ma sono convinta che fosse colpa dell’acustica). Al momento della Danza infernale violini, ottoni e percussioni erano rasoiate che fendevano l’aria e il pubblico, qualcosa di indescrivibile. E Abbado tranquillo e preciso, come un vecchio albero che ondeggia solo col vento forte, saldo sulle sue radici. Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraQualche piccolo, piccolissimo screzio dei fiati nell’intonazione nel passaggio al finale, i violini che suonavano così piano da non riuscire a capire da dove provenisse il suono; e poi il finale, gioioso, che mi fa venire in mente sempre la rinascita dello spirito dei boschi della versione Disney su Fantasia 2000.
Applausi ininterrotti di almeno 5 minuti, che orchestra e direttore si sono goduti tornando più volte sul palco a ringraziare…

21.09.2008 Hofburg Open House

settembre 24, 2008

Treff-Update: visto che Sariti avrà probabilmente problemi grazie ai signori di Trenitalia, io proporrei definitivamente domenica 28, verso le 18.00 17.00, al Cafè Central (ma è aperto?). Se fosse un problema raggiungerlo possiamo spostare allo Sperl.

Hofburg Open House 2008Presente i simpatici ragazzoni a Stephansplatz in abito settecentesco che cercano in tutti i modi di rifilarvi un biglietto per un concerto? Spesso i concerti sono quelli all’Hofburg, ex residenza invernale degli Asburgo. Difficile resistere alle foto di quei saloni con i lampadari di cristallo e le pareti dorate…
Hofburg Open House 2008Domenica 8.800 persone sono entrate all’Hofburg e hanno potuto ascoltare, guardare, fotografare e usufruire di visite guidate per tutto il palazzo, e tutto gratis. Da festeggiare c’erano i 50 anni dall’inaugurazione dell’Hofburg come centro congressi, e la sensazione di essere in un posto incredibile, in una situazione eccezionale era accentuato dal tempo orribile che ci attendeva fuori. Forse proprio per questo l’iniziativa Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008ha avuto così tanto successo. Io me la sono goduta con calma, posticipando di volta in volta il pranzo per non perdermi le varie manifestazioni (e infatti ho mangiato alle 17 😦 ). Prima di tutto una bella visita guidata per il palazzo, anche se le hostess sembravano un po’ impacciate e paradossalmente per ascoltarle ho finito per non prestare attenzione ai nomi delle stanze, con successivi problemi d’orientamento. Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008In tutte le stanze (vuote nella maggior parte dei casi) erano stati allestiti stand tematici in cui si presentano al pubblico i più prestigiosi hotel di Vienna, i ristoranti, le attrattive turistiche, e nella grande Festsaal tutte le associazioni che durante l’anno organizzano delle serate di ballo. Spiace per loro, ma un po’ sono stati oscurati dallo splendore delle stanze, grazie agli specchi, ai fiori e ai lampadari (in una sala ne ho contati 25, e all’epoca Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008si utilizzavano ancora le candele!). All’ultimo piano, raffinato servizio catering e vista sulla cupola verde dell’Hofburg e sul Rathaus, più un misterioso poligono cavo con una tavola rotonda da conferenza che faceva molto Dottor Stranamore… Inquietante. :/
Se c’è una cosa che i viennesi sono bravissimi a fare, è organizzare questi eventi: grazie all’ampia scelta c’è sempre qualcosa che interesserà anche il turista più distratto o smaliziato, Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008ma soprattutto non mancano mai i “kid’s corner” dove i bambini possono divertirsi insieme, osservati da un educatore professionista mentre i genitori vanno un attimo in giro. Ai più grandi bastava lo spazio espositivo di una ditta che metteva a disposizione videocamere da ripresa professionale e software per il light design.
Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008E’ stato anche facile riuscire a non perdersi le manifestazioni più interessanti, dal momento che venivano ripetute: io sono riuscita a vedere le danze settecentesche in costume del gruppo Les Nobles, che con grande gentilezza erano anche disponibili a farsi fotografare insieme ai turisti, calmi e con un controllo della situazione davvero “regale”. Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008Tutt’altra musica invece dalle gare di ballo alla “vince chi arriva in fondo vivo” sui passi di polka, valzer e quadriglia, con l’accompagnamento live di una piccola orchestra. Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008Mi ha colpito moltissimo una signora su sedia a rotelle elettrica che si è lanciata sulla pista a ballare insieme agli altri, la potete vedere nelle foto. Sembrava così soddisfatta… 🙂 Sorprendenti anche i bambini del corpo di ballo della Staatsoper, piccoli ma già così scafati che non sono riuscita mai a prenderli in pose spontanee Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008(il flash non aiuta). Decisamente imbarazzante invece il concerto degli alunni della scuola internazionale americana di Vienna, tenutosi nella grande sala conferenze, la Redoutensaal. Ok che non sono degli aspiranti professionisti, ma il loro livello amatoriale stonava molto rispetto a quello degli altri.
Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008Ultimo ma non ultimo, la possibilità di visitare per la prima volta la sala delle conferenze dell’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea che ha sede a Vienna. In rigoroso ordine alfabetico, l’Italia si colloca tra l’Islanda e il Kazakistan 😛 Per un attimo ho pensato anch’io di accendere il microfono e salutare tutti in italiano, poi ho pensato agli ultimi eventi e ho voluto risparmiarmi eventuali sguardi di commiserazione. Povera Italia… Hofburg Open House 2008Però una soddisfazione me la sono tolta: vedere Sissi in carne e ossa! Una sosia, ovvio, ma così simile ai ritratti dell’imperatrice (e il consorte non è da meno) da fare impressione. Peccato che l’espressività fosse quella di un animatronic da Gardaland… Certo che ce ne vuole di pazienza, per un lavoro così 😛

Vienna - Critical MassVienna - Critical MassCome sempre più spesso succede, quest’iniziativa si sovrapponeva ad altre in giro per la città: il Redbull Flugtag, che nonostante la pioggia dev’essere stato divertentissimo, ma anche un’iniziativa di Critical Mass (quelli delle bici), che per tutto il pomeriggio hanno occupato (autorizzati) il Ring in direzione Parlamento con erba finta e biciclette dalle forme più assurde e fantasiose. Vienna - Critical MassVienna - Critical MassIdea simpatica, ma realizzata assolutamente nel posto sbagliato: ogni volta la Strassenbahn rischiava di investire qualcuno sulle rotaie. Poi c’è da chiedersi perché si lamentino, visto che hanno 700 km di piste ciclabili in giro per la città. Ma forse hanno ragione, e siamo solo noi a essere ormai al di sotto di ogni minimo standard di decenza…


E con questo facciamo 51 post e esattamente 7 giorni alla partenza. Sto iniziando a fare compere forsennate, dal Plakat del World Press Photo 2008 (mi raccomando, è aperta solo fino a questa domenica!) alla custodia per l’iPod (è comodissima per portarselo al collo, e Tamrac è una buona marca), al saccheggio virtuale di Saturn (mi sento così idiota a non averlo scoperto prima…). Se penso a tutte le cose che devo fare ancora mi viene un po’ ansia, ma poi penso che alla fine, con 60 euro, posso tornare quando voglio. Magari per un bel musical, o per i mercatini di Natale…