Archive for the ‘nonsolosacher’ Category

Un motivo in più per tornare a Vienna (ancora)…

settembre 8, 2010

bono vienna

… Tornare al St Marxer Friedhof e capire dove (e perché) è stata scattata questa foto! 😀 Tra l’altro la location è molto famosa: oltre a essere quello di Mozart, è l’unico cimitero Biedermeier ancora esistente al mondo (ne avevo parlato qui).

Non sono riuscita a scrivere ancora niente, chiedo perdono. Anche perché sulla Donauturm, sul Dorotheum e sul Liechtenstein Museum qualcosa devo dirlo, però mi è scaduto l’account pro su Flickr e sto aspettando di rinnovarlo. Abbiate fede! 😉

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10.000! :D

maggio 17, 2010

Oddio, me ne sono accorta oggi ma probabilmente era successo già ieri… 10.000 visite! Che per un blog che ormai non è aggiornato regolarmente da quasi 2 anni non è niente male. Grazie a tutti, continuo a tenere Vienna nel cuore, peccato che la cosa per cui la rimpiango di più al momento siano soprattutto i negozi e gli Stehplätze nei teatri! Ognuno ha le sue, che devo dirvi 😛

A presto!

PS: magari non ve ne importa un fico secco… Ma sapete come la gente arriva qui e cosa legge di più? Interesting!

Keywords (top10)

vienna by night 128
lavorare all’enit 122
billa supermercati 84
gorilla di montagna 69
nonsolosacher.wordpress.com 55
nonsolosacher 47
volo su vienna 40
lavorare enit 36
vienna night 36
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Articoli (oltre le 100 views)

Home page 5.156
Einkaufsfieber – Lo shopping a Vienna 363
Supermercati e cibarie 293
Incontri e rievocazioni storiche 292
Vienna by night 279
Succede a Vienna… 247
Chi sono 234
Lo shopping a Vienna Teil 2 – Precisazio 209
Kultur Marathon pt1: La Traviata, Abbado 153
Parliamo un po’ di stage… 140
Donauinselfest 2008 127
Mangiare viennese al Naschmarkt… 118
Shopping Teil 4 – Einkaufszentren e… 112

Twitter!

febbraio 28, 2010

Lo so che bene o male questo blog faceva già da unificatore dei miei vari account… Però adesso con Twitter spero che sia tutto più immediato. Per sapere come la penso su questo servizio è tutto qui

E visto che non c’è gusto a cinguettare da soli, vi invito ad aggiungermi se avete un account lì: www.twitter.com/xalira

PS: chissà quanto tempo passerà per arrivare al fatidico 10000 visite 😀

Per domani

gennaio 5, 2010

Non ho sentito più nessuno, quindi direi: troviamoci alle 19 al Museumsquartier, davanti alla metro (lì vicino ci sono ancora degli alberi di Natale accatastati). E da lì decidiamo dove andare. Se mi mandate una mail a xalira@gmail.com vi posso dare anche il mio numero di cellulare.

Ma fatevi sentire, please!

Tempo di bilanci – Vienna

dicembre 20, 2008

Un po’ lo sapevo che sarebbe finita così. Tra l’avanti e indietro Vicenza-Verona per l’università e il conservatorio che quest’anno sembra pronto a lanciarmi una sfida molto grossa (e vedremo chi vincerà), mi trovo spesso a pensare ai tre mesi di quest’estate. Quando avevo la testa e il tempo occupato dal lavoro, salvo il fine settimana dove mi scatenavo per cercare di carpire quanto più possibile della città che mi ospitava.
Malgrado gli sforzi credo di essere riuscita a coglierne solo una piccola parte. Ho proseguito il tour della turista iniziato nel ’94 e proseguito nel 2002 e nel 2004, perché sarebbe come andare a Roma e non vedere le rovine, o Milano senza il duomo e il castello sforzesco. E ho avuto conferma che i milioni di turisti che la vengono a visitare non sono presi in giro dalla pubblicità o allettati dalla reggia di Sissi: Vienna è una città-simbolo, il paradiso in cui tutti gli amanti della musica classica vorrebbero vivere e in cui lo sfarzo di una delle dinastie più importanti della storia moderna si è concluso solo nel 1918, ma in realtà non se ne è mai andato. E non solo grazie ai Fiaker, o alle orchestre che suonano all’Hofburg in abiti del Settecento, ma per i suoi stessi abitanti, con il loro attaccamento quasi ossessivo alle tradizioni, su tutti l’Opernball e il Trachtenpärchenball. Una città con un basso tasso di disoccupazione (7,2%, in calo), 700 km di piste ciclabili, un trasporto pubblico tra i migliori al mondo, tanto verde nel cuore e ai margini della città che purifica costantemente l’aria, un’offerta culturale e artistica che dà spazio anche al presente (anche se meno di città come Berlino), un’alta percentuale di cittadini stranieri (22% per la Lonely Planet) che la rende internazionale e pure una cucina gustosa che ha ereditato il meglio da tutti gli angoli dell’impero… Ma che a volte sembra vivere in un mondo a sé, chiusa nei suoi teatri, nei caffé e nei palazzi barocchi e lontana dal mondo, dalle discussioni sull’Europa e sulle questioni internazionali. E’ una sensazione personale ma giustifica in parte l’exploit dell’FPÖ di Strache alle ultime elezioni, che ha puntato molto sulla lotta all'”invasione” da parte degli immigrati, rei di disturbare questo “mondo perfetto”. C’è però da dire anche che gli austriaci hanno fama di grandi viaggiatori, e almeno un milione (su 8 totali) va in vacanza una volta all’anno in Italia, e molti se potessero ci si trasferirebbero all’istante. Aggiungendo il fatto che secondo i sondaggi circa la metà degli austriaci è insoddisfatto dalla propria vita, forse il “mondo perfetto” non è un posto così divertente dove vivere… O forse semplicemente non si sanno accontentare.

E poi la musica: un teatro nazionale dell’opera con più di 200 recite all’anno, che riesce non solo a integrare ma anche a restituire i fondi ricevuti dallo Stato, è probabilmente un caso unico al mondo. E saranno i turisti, saranno i prezzi per studenti, fatto sta che quasi ogni recita finisce sold out. Non ho ancora capito quanti conservatori esistano in tutto, in giro per la città. Viene davvero da emigrare pensando alla situazione italiana, con tutte le fondazioni liriche in passivo (e chi sperava di chiudere in pareggio non aveva fatto i conti con i tagli statali), 70 conservatori cresciuti come funghi per favoritismi politici (e il Veneto, che ne ha 7, non ha niente di cui vantarsi) e con una qualità di insegnamento lontana anni luce dai corrispettivi esteri. Se sopravvivo e mi diplomo credo proprio che tenterò l’ammissione a Vienna, la selezione è dura ma almeno una volta dentro si può lavorare a produzioni vere, invece di trovarsi sul palco solo due volte all’anno, al saggio e all’esame.
Se c’è una cosa di cui devo incolpare questa esperienza, è proprio l’avermi fatto pericolosamente sbilanciare verso la musica, nell’eterna e irrisolvibile (sigh) diatriba tra canto e giornalismo. Chi ha seguito il blog sa i giri folli che ho fatto per opere e concerti; ma non mi sono mai chiesta “perché ci vado?”. Ci sono andata e basta, e mi è piaciuto. Così tanto che da novembre sto svaligiando la biblioteca del conservatorio. Senza pormi domande, solo con la voglia di scoprire e continuare questo percorso che ho iniziato a Vienna. Sarà un po’ come se non essersene andati…


Finiscono per ora gli aggiornamenti a questo blog che ormai avevo comunque un po’ abbandonato. Ci sarebbe ancora tanto da dire, ma ormai è tardi e le informazioni sono datate (e il tempo scarso). A novembre ho segnalato un po’ di errori sulla guida Lonely Planet e a quanto pare avrò l’onore di vedere il mio nome sulla prossima edizione 😀

A voi che avete letto e commentato per quei tre mesi: grazie per i consigli e l’aiuto, è anche grazie a voi che non mi sono mai sentita sola. E a chi leggerà anche questo post dico TANTI AUGURI, e che il 2009 sia meno catastrofico di quello che tutti si ostinano a profilarci.

A presto,

Elena

Kultur Marathon Teil 3 – “La forza del destino” e “Roméo et Juliette” alla Staatsoper

ottobre 13, 2008

Sono molto poco “professionale” nello scrivere oggi di cose avvenute esattamente 2 settimane fa… Purtroppo il tempo è quello che è, e chissà, magari è anche un modo per tornare alla vita normale e non pensare a quello che ho lasciato dietro 😦

La forza del destino (G. Verdi)
La seconda opera vista alla Staatsoper. Grazie all’esperienza nelle code per gli Stehplätze (vedi qui) sono riuscita addirittura ad accaparrarmi il biglietto numero 14, finendo per prendermi un posto centrale in prima fila 😀 Non sapevo però cosa mi aspettava (anche perché l’opera non la conoscevo, e tantomeno pensavo fosse una tragedia): dopo un inizio promettente, con una realizzazione in CG della corsa del proiettile che ucciderà il padre della protagonista dando inizio a una storia di rimorsi e vendette, sono comparsi inspiegabilmente un corpo di ballo di cowboys e cowgirls sexy con tanto di Bibbia in mano, giusto per ricordare che dovrebbero essere i soldati del Papa (la storia è un po’ complicata, italiani contro spagnoli…). Spicca tra tutti l’esuberante Preziosilla (Nadia Krasteva), che a fare cabaret e spaccate se la cava bene ma farebbe meglio a ripassare un po’ canto… E la cosa è andata avanti così, tra momenti di minimalismo nelle scene al tempio (come durante La vergine degli angeli, una delle arie più famose di Verdi) e altri con decine di comparse e cortine semitrasparenti mobili su cui venivano proiettate immagini di combattimenti in bianco e nero. Arrivata finalmente alla scena finale, in cui i due amanti, entrambi diventati monaci l’uno all’insaputa dell’altra, fronteggiano il fratello di lei assetato di sangue… ho dovuto sedermi a terra per non svenire. Staatsoper - La forza del destinoStaatsoper - La forza del destino Non aver cenato per la fretta e aver fatto scale su scale per fotografare i vari piani durante l’intervallo mi hanno giocato un brutto scherzo, e così la fine l’ho solo letta sugli schermi dei traduttori simultanei 😦 Tutto sommato sono rimasta delusa, una messa in scena così stridente con le atmosfere tragiche dell’opera mi ha dato fastidio, e mi stupisce che:
1. una cosa del genere rimanga in cartellone per un anno intero, nonostante il massacro dei recensori (Die Presse)
2. nonostante recensioni e delusione di chi l’ha già vista, la sala sia sempre piena.
Consolazione: solo adesso ho scoperto che a interpretare Don Alvaro, uno dei due amanti, c’era nientemeno che Marcello Giordani (di cui mi sono innamorata dopo averlo visto qui) *___*

Repliche: 23, 26, 30 gennaio 2009

Roméo et Juliette (C. Gounod)
Roméo e Juliette, 45a e ultima rappresentazione con questo cast e regia, me la sono regalata il 29 settembre, due giorni prima della partenza. In realtà ho ancora un po’ l’amaro in bocca, perché la rappresentazione non era sold-out e rimanevano 6 biglietti da 168 €, che in quanto studente potevo prendere a 12 €; fidandomi di un guardiano ho fatto lo stesso la fila per gli Stehplätze, ma ovviamente quando sono tornata c’erano già troppe persone in fila per sperare in un posto migliore. Peccato 😦
Staatsoper - Roméo et Juliette Riguardo all’opera, si può fare un discorso simile all’opera di Verdi: l’ossessione di modernizzare è una gran brutta bestia. Qui c’era una Giulietta (Alexandra Reinprecht) che irrompe alla sua festa come una rockstar con tanto di microfono ed effetti pirotecnici, e per tutta la durata resta quest’attitudine filo-musical, con spettacolari effetti di luce e immagine zuccherosa del finale con i due morti per amore presi in controluce mentre il sipario si chiude… Staatsoper - Roméo et JulietteAh, e dimenticavo Mercuzio con la T-shirt nera e la “A” di Anarchia stampata sopra 😛 Non conoscevo neanche quest’opera, ma credo che sia stata la più insipida che ho visto in questi tre mesi; però resta famosissima e infatti anche qui c’era Mr. Marcello Giordani (un po’ ridicolo per impersonare un 15enne). Però se penso che l’anno scorso c’erano la Netrebko e Villazon come protagonisti…


Non fuggo, non temete. Finché la cartella di attracco della macchina fotografica conterrà foto non sistemate continuerò a scrivere. Prossima fermata: shopping Teil 2! 😉

Tornata…

ottobre 2, 2008

Non ero sicura di farcela. Prima le ultime corse per spese varie e il lavoro fino alle 20 per fare da traduttrice a un operatore toscano (e guadagnare due soldi), poi la valigia che non si chiudeva e i chili di carta buttati via perché non stavano da nessuna parte (solo alla Medienmesse ne avevo raccolti almeno 5). La notte in bianco perché per dormire non c’era tempo e comunque avevo troppa paura di perdere il treno delle 6:30.
Colazione alle 5, bacio alla coinquilina che si è svegliata per salutarmi. Partenza stile immigrata transatlantica con valigia, zaino, tracolla e due borse. Strassenbahn 62 delle 5:45 che rischia di partire con la mia preziosa rassegna stampa e i regali lasciandomi a terra, cambio con la D e arrivo finalmente a Südbahnhof, con ampio anticipo ma è stato meglio così. Quasi per automatismo ho messo su l’ultimo album dei Coldplay, che nelle ultime settimane ho ascoltato ossessivamente, e mentre vedevo la periferia di Vienna che piano piano lasciava spazio alla campagna ho pianto in silenzio, senza volerlo e senza un motivo preciso, solo la sensazione che qualcosa stava davvero finendo e che in fondo sarei voluta restare ancora. Un signore tedesco di ottant’anni ha indicato a me e agli altri dello scompartimento un castello sulla collina, “il più antico dell’Austria”, che si poteva vedere dal finestrino. E’ con lui che ho avuto la mia ultima discussione in tedesco; andava a Venezia per l’ennesima volta e aveva già aggiunto il giorno, 1 ottobre 2008, alle altre date sulla copertina della sua guida turistica, come si faceva una volta.

Oggi ho ritrovato una Verona umida, nebbiosa e inquinata, ma la guardavo con occhi diversi e più attenti. E senza volere cercavo punti di contatto con Vienna: l’Adige che diventa il Danubio, un asciugamano steso sul davanzale e un avviso di Trenitalia che da lontano ricordano la bandiera bianca e rossa… Le tasse universitarie mi hanno riportata alla realtà: prima rata aumentata da 496 a 709 euro, senza uno straccio di giustificazione agli studenti. In Austria le hanno appena abolite, nonostante fossero già solo 700 euro all’anno.

Ed è l’ora di rispondere alla domanda: che ne sarà di questo blog?
Per il momento ho ancora almeno 4-5 post da pubblicare, quindi per un po’ non ci saranno problemi. E’ nato come blog su Vienna e tale rimarrà, quindi finite le foto da pubblicare potrei aggiornarlo meno spesso. Ma ogni volta che ne sentirò il bisogno lo farò. Controllate i vostri feed RSS 😉

Varie ed eventuali

luglio 15, 2008

Veloce veloce prima di scappare al Rathaus (Prokofiev+Stravinskij):

BLOG:
Come vedete a destra ho ampliato molto la sezione link, dalla stampa austriaca a quella italiana a siti interessanti. Mi piacerebbe fare una lista di tutti i blog/communities di italiani a Vienna-e in Austria in generale. Se siete interessati scrivetemi un commento e vi aggiungerò con piacere.

LAVORO:
Il capo è tornato e ho finalmente avuto modo di conoscerlo: mi è sembrata una persona seria e amante del proprio lavoro. Dispiaciuto di non poter pagare le stagiste, ma determinato a fornire il più possibile un bagaglio di competenze professionali. E mi ha anche concesso quel benedetto lunedì libero per tornare a Vienna dopo la festa per mio nonno, evitandomi di viaggiare la notte e arrivare a lavoro stravolta.

E’ tornata anche la titolare del front office, madrelingua tedesca. Mi dispiace un po’ che il mio amico siciliano musicista sia tornato in magazzino, ma soprattutto mi sono resa conto di quanto il mio tedesco sia scricchiolante… Urge ripasso!

In tutto questo è positivo che, con tutti questi rientri, sia arrivata pure una bella Schwarzwälder Kirschtorte fatta in casa per festeggiare 😀 (Non ho mai adorato questo dolce, ma è pur sempre il mio primo in terra austriaca).

PS: quanto ci si mette ad arrivare al Rathaus correndo? Quando torno ve lo dico 😛

Hallo!

giugno 29, 2008

Sì, tra un preparativo e l’altro sono riuscita anche ad aprirlo: il blog è qui!

Per chi non mi conosce, mi chiamo Elena e da domani sarò a Vienna per uno stage all’ENIT. Tre mesi per imparare meglio il tedesco e cercare di capire qualcosa di più su questa città affascinante, e perché no, anche su come viene promossa all’estero l’immagine dell’Italia.

La grafica è ancora spartana, ma conto di migliorarla perché sia chiara e piacevole da leggere per tutti. E vedremo anche WordPress come se la cava…
 

Torno a fare le valigie 😛

A presto!