Archive for the ‘sulla città’ Category

Itinerari di un certo livello: Dorotheum, Liechtenstein Museum, Volksgarten

ottobre 10, 2011

E così arrivo all’ultimo dei miei “lost posts” sul giro a Vienna di fine agosto 2010. Non si può dire che si tratti di due attrazioni dello stesso tipo, ma sono sicura che interesserebbero un certo tipo di turista, meno da Prater e più raffinato. Purtroppo fare fotografie era proibito nel secondo e sconsigliato nel primo, quindi accontentatevi dei miei ricordi.

Dorotheum
DorotheumSi tratta, in poche parole, di una delle più antiche e prestigiose case d’asta al mondo, fondata nel lontano 1707 e con rappresentanze anche a Milano e Roma. DorotheumQuando ci sono stata io era in programma un’asta di mobili antichi, che era possibile visionare nelle sale del primo piano. Ma in realtà, la cosa che mi aveva affascinata quando avevo letto di questo posto è il fatto di poter visitarlo anche senza acquistare nulla, soltanto per ammirare i pezzi esposti. Ogni sala ha una specializzazione diversa, e in quella di filatelia-numismatica dove mi ero infilata io ho trovato anche una vecchia fotografia di Pavarotti con tanto di autografo. Chissà che storia hanno tutti quegli oggetti ora messi in vetrina con la loro linguetta del prezzo.
Di tutt’altro genere invece le sale dedicate alla gioielleria. Dorotheum (ci ho messo un po’ a capirlo) è infatti anche una marca di gioielli e orologi di pregio; alcune creazioni le ho trovate un po’ pacchiane, altre raffinate e con un prezzo abbordabile, come le collane di pietre dure infilate in modo da creare gradienti di colore. In generale, usano molto le pietre colorate e l’effetto non è niente male. Oltre a poter ammirare la collezione nelle vetrine, è possibile anche portarsi a casa il corposo catalogo gratuito (qui è sfogliabile quello nuovo).
Dimenticavo: si trova in Dorotheegasse n°17, in pieno centro, a poca distanza dall’Hofburg e ancora di meno dall’Augustinerkirche.

Liechtenstein MuseumLiechtenstein MuseumNon so se sia stata colpa del tempo (pioggia ininterrotta tutto il giorno, e io con le scarpe da ginnastica fradicie), del fatto che mi aspettassi qualcos’altro, del prezzo del biglietto (10 €, no sconti studenti) o del divieto di scattare fotografie tranne che nell’atrio principale… Ad ogni modo, il Liechtenstein Museum era uno dei pochi grandi musei di Vienna che mi mancavano ma mi ha delusa (eh Sara, dovevo ascoltarti!), se non altro perché non sono una grande amante dello stile barocco. Come si intuisce dal nome, si tratta della collezione privata del principe Hans-Adam II del Liechtenstein (la famiglia fino al 1938 risiedeva a Vienna), ed è qualcosa di immenso: 200 dipinti, 50 sculture, per un periodo che va dal 16° al 18° secolo. Qualche nome: Rubens, Raffaello, van Dyck, Rembrandt, von Amerling.
Liechtenstein MuseumMolto bello anche il palazzo in sé, restaurato nel 2004, anno della riapertura al pubblico. Delle cose che ho apprezzato c’è stata la biblioteca, che contiene 100.000 rari volumi d’epoca, e gli spettacolari mobili intarsiati. Ma è meglio prendersi almeno una mezza giornata per vederselo con calma, anche perché i giardini (che non ho visitato perché pioveva a dirotto) pare siano meravigliosi oltre che immensi.
Il Liechtenstein Museum è in Fürstengasse n°1, non molto lontano dal centro ma neanche vicinissimo, a meno che non vogliate farvi una passeggiata robusta meglio prendere la Strassenbahn (D).

VolksgartenVolksgarten - GrillparzerTornando mestamente a piedi sotto l’ombrello verso il Ring ho deviato un momento per i Volksgarten, che non avevo mai visitato anche se si trovano praticamente tra il Rathaus e l’Hofburg. E’ come sempre molto curato e ci tengono particolarmente alle rose, ma l’attrazione principale è uno strambo tempietto greco (solite pazzie costruttive che ai viennesi piacciono tanto), insieme a un monumento dedicato a Franz Grillparzer, l’eroe letterario nazionale (del quale ho trovato la tomba all’Hietzinger Friedhof, quello di Klimt).

Arrivata in Italia, contenta di aver rivisto un po’ di gente quasi più che del concerto in sé, mi sono ripromessa che per un po’ avrei lasciato stare Vienna. Ci sono talmente tante cose da vedere, soprattutto nell’est Europa, che l’ennesimo viaggio inizierebbe a darmi più un senso di dejà vu che di gioia e nostalgia… Ma spero prima o poi di tornarci, e che questo blog, salvo cataclismi di WP, resti ad aspettarmi, in attesa di accogliere i racconti di nuove avventure.

Continuerò, come ho sempre fatto, a dare un occhio ai commenti (e alle statistiche), quindi se capitate da queste parti scrivetemi pure, sarò felice di rispondere e in caso darvi una mano, come ho già fatto in passato 🙂 Ciao!

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Donauturm, Donaukanal e passeggiate assortite

settembre 29, 2011

Uhm, mi sto facendo guidare dalle foto per ricordare, lo ammetto. Però se ho iniziato a fotografare è stato proprio a causa della mia memoria colabrodo, e ricordare cose di un anno fa non è facile…

Blue Danube
A Vienna per la seconda volta in meno di un anno, mi ero ripromessa di andare a vedere un po’ di cose che durante i tre mesi del 2008 non ero riuscita per vari motivi a visitare… Prima della gelata di lunedì 30 agosto c’era un meraviglioso clima di fine estate, e dopo il sopralluogo di rito all’Ernst Happel Stadion (dove c’erano già dei pazzi in coda, decisi a restare lì la notte) ho passato la domenica su e giù per la città, staccandomi all’ultimo secondo da un gruppo di fan italiani che stava andandosene al Prater (dio me ne scampi!). Ho convinto il mio compagno di passeggiata a fare un giro lungo il Danubio e visitare la Donauturm per avere una vista panoramica della città.

Towards the Donauturm

Bungee jumping at the DonauturmGoing up! - DonauturmQuel che non sapevo… E’ che alla Donauturm fanno anche bungee jumping! Per un attimo, visto che non avevamo niente da fare ed eravamo solo noi due, ho pensato che potevamo fare una pazzia e provarci, ma alla fine abbiamo lasciato perdere. Non ho idea di quanto costi ma tra curiosi e gente in attesa c’era la fila!
Alla cima della torre si arriva con un ascensore di vetro, affascinante anche se non il massimo per la sottoscritta che soffre di vertigini. In cima però il grosso dello spazio panoramico è protetto da un vetro poco pulito, che rovina in parte la possibilità di fare delle belle foto. L’unico spazio aperto è quello dove si accede alla pedana per il salto, che però sta più in basso. Lo stadio non era molto lontano, e come immaginavo spuntavano fuori il pennone e le zampe verdi del palco ormai pronto per il concerto. All’ultimo piano, il famoso ristorante panoramico rotante (non immagino i prezzi, ma per una serata in tiro fa un figurone credo).

View from the Donauturm View from the Donauturm View from the Donauturm - Ernst Happel Stadion

Finale a base dell’immancabile Schönbrunn, che il mio accompagnatore non aveva mai visto. Schloss SchönbrunnSchloss SchönbrunnNon so se fosse perché erano tre anni che non ci andavo, ma la facciata mi è sembrata come appena restaurata, con colori vivi e brillanti. Nonostante il solito giro, con relativa scarpinata fino alla Gloriette, mi ha fatto piacere tornarci e vedere il palazzo con i colori del tardo pomeriggio. Ci è scappata anche una foto a un airone e l’uscita da un percorso laterale che non avevo mai fatto, dove si incontra una fontana piuttosto eccentrica.
Schloss Schönbrunn

(in tutto questo, non sono ancora andata a vedere il panorama dal tetto della Gloriette… più per una questione di principio che altro, è una trovata spennaturisti).

Foto foto foto…

febbraio 11, 2010

Non pensavo che ne avrei caricate così tante 😛 Ma del resto era mia precisa volontà cercare di fotografare un po’ tutte le attrazioni più note della città in versione nevosa… Il fatto che mi abbia procurato 38 di febbre e tosse nel weekend appena tornata è del tutto relativo ^___^

Varie ed eventuali, tra cui:
vita da Erasmus fuori tempo massimo, Rathaus, Stadtpark, Secession, Museumsquartier, Ernst-Happel Stadion (vediamo chi capisce perché… 😛 ), luminarie dell’Innere Stadt e l’immancabile shopping 🙂

http://www.flickr.com/photos/xalira/sets/72157623409109818/

Wien im Schnee - 2010 Wien im Schnee - 2010 Wien im Schnee - 2010 Wien im Schnee - 2010 Wien im Schnee - 2010 Wien im Schnee - 2010 Wien im Schnee - 2010 Wien im Schnee - 2010 Wien im Schnee - 2010 Wien im Schnee - 2010 Wien im Schnee - 2010 Wien im Schnee - 2010 Wien im Schnee - 2010 Wien im Schnee - 2010 Wien im Schnee - 2010

Tempo di bilanci – Vienna

dicembre 20, 2008

Un po’ lo sapevo che sarebbe finita così. Tra l’avanti e indietro Vicenza-Verona per l’università e il conservatorio che quest’anno sembra pronto a lanciarmi una sfida molto grossa (e vedremo chi vincerà), mi trovo spesso a pensare ai tre mesi di quest’estate. Quando avevo la testa e il tempo occupato dal lavoro, salvo il fine settimana dove mi scatenavo per cercare di carpire quanto più possibile della città che mi ospitava.
Malgrado gli sforzi credo di essere riuscita a coglierne solo una piccola parte. Ho proseguito il tour della turista iniziato nel ’94 e proseguito nel 2002 e nel 2004, perché sarebbe come andare a Roma e non vedere le rovine, o Milano senza il duomo e il castello sforzesco. E ho avuto conferma che i milioni di turisti che la vengono a visitare non sono presi in giro dalla pubblicità o allettati dalla reggia di Sissi: Vienna è una città-simbolo, il paradiso in cui tutti gli amanti della musica classica vorrebbero vivere e in cui lo sfarzo di una delle dinastie più importanti della storia moderna si è concluso solo nel 1918, ma in realtà non se ne è mai andato. E non solo grazie ai Fiaker, o alle orchestre che suonano all’Hofburg in abiti del Settecento, ma per i suoi stessi abitanti, con il loro attaccamento quasi ossessivo alle tradizioni, su tutti l’Opernball e il Trachtenpärchenball. Una città con un basso tasso di disoccupazione (7,2%, in calo), 700 km di piste ciclabili, un trasporto pubblico tra i migliori al mondo, tanto verde nel cuore e ai margini della città che purifica costantemente l’aria, un’offerta culturale e artistica che dà spazio anche al presente (anche se meno di città come Berlino), un’alta percentuale di cittadini stranieri (22% per la Lonely Planet) che la rende internazionale e pure una cucina gustosa che ha ereditato il meglio da tutti gli angoli dell’impero… Ma che a volte sembra vivere in un mondo a sé, chiusa nei suoi teatri, nei caffé e nei palazzi barocchi e lontana dal mondo, dalle discussioni sull’Europa e sulle questioni internazionali. E’ una sensazione personale ma giustifica in parte l’exploit dell’FPÖ di Strache alle ultime elezioni, che ha puntato molto sulla lotta all'”invasione” da parte degli immigrati, rei di disturbare questo “mondo perfetto”. C’è però da dire anche che gli austriaci hanno fama di grandi viaggiatori, e almeno un milione (su 8 totali) va in vacanza una volta all’anno in Italia, e molti se potessero ci si trasferirebbero all’istante. Aggiungendo il fatto che secondo i sondaggi circa la metà degli austriaci è insoddisfatto dalla propria vita, forse il “mondo perfetto” non è un posto così divertente dove vivere… O forse semplicemente non si sanno accontentare.

E poi la musica: un teatro nazionale dell’opera con più di 200 recite all’anno, che riesce non solo a integrare ma anche a restituire i fondi ricevuti dallo Stato, è probabilmente un caso unico al mondo. E saranno i turisti, saranno i prezzi per studenti, fatto sta che quasi ogni recita finisce sold out. Non ho ancora capito quanti conservatori esistano in tutto, in giro per la città. Viene davvero da emigrare pensando alla situazione italiana, con tutte le fondazioni liriche in passivo (e chi sperava di chiudere in pareggio non aveva fatto i conti con i tagli statali), 70 conservatori cresciuti come funghi per favoritismi politici (e il Veneto, che ne ha 7, non ha niente di cui vantarsi) e con una qualità di insegnamento lontana anni luce dai corrispettivi esteri. Se sopravvivo e mi diplomo credo proprio che tenterò l’ammissione a Vienna, la selezione è dura ma almeno una volta dentro si può lavorare a produzioni vere, invece di trovarsi sul palco solo due volte all’anno, al saggio e all’esame.
Se c’è una cosa di cui devo incolpare questa esperienza, è proprio l’avermi fatto pericolosamente sbilanciare verso la musica, nell’eterna e irrisolvibile (sigh) diatriba tra canto e giornalismo. Chi ha seguito il blog sa i giri folli che ho fatto per opere e concerti; ma non mi sono mai chiesta “perché ci vado?”. Ci sono andata e basta, e mi è piaciuto. Così tanto che da novembre sto svaligiando la biblioteca del conservatorio. Senza pormi domande, solo con la voglia di scoprire e continuare questo percorso che ho iniziato a Vienna. Sarà un po’ come se non essersene andati…


Finiscono per ora gli aggiornamenti a questo blog che ormai avevo comunque un po’ abbandonato. Ci sarebbe ancora tanto da dire, ma ormai è tardi e le informazioni sono datate (e il tempo scarso). A novembre ho segnalato un po’ di errori sulla guida Lonely Planet e a quanto pare avrò l’onore di vedere il mio nome sulla prossima edizione 😀

A voi che avete letto e commentato per quei tre mesi: grazie per i consigli e l’aiuto, è anche grazie a voi che non mi sono mai sentita sola. E a chi leggerà anche questo post dico TANTI AUGURI, e che il 2009 sia meno catastrofico di quello che tutti si ostinano a profilarci.

A presto,

Elena

Shopping Teil 4 – Einkaufszentren e…

ottobre 26, 2008

Ed eccomi all’ultimo post di questa tetralogia sullo shopping a Vienna. Tutt’altro che esaustiva, ma almeno potete fidarvi che quello di cui parlo l’ho visto con i miei occhi.

Einkaufszentren:
Come spesso succede, i più grandi sono in periferia, e visto il mio poco tempo ho lasciato perdere templi come Ikea, Mediamarkt e compagni (anche se mi hanno detto che sono ben serviti dai mezzi). Mi sono limitata quindi a quelli in pieno centro, come Gerngross (vedi Teil 2) e il Generali-Center, e a luoghi particolari o semplicemente pubblicizzati ovunque.

Generali-Center:
Perfetto per concludere la rassegna sullo shopping “alternativo”, si raggiunge con la U3, fermata Neubaugasse. In effetti i locali più normali sono probabilmente il supermercato e il caffé, perché per il resto è uno dei punti di ritrovo dei ragazzini emo (sigh) di Vienna. Generali-CenterGenerali-CenterIl perché si capisce appena entrati, visto che al piano terra si trova il Medusa, diventato famoso dopo che la figlia (“ribelle”) di un politico viennese aveva lavorato lì, e dopo la bocciatura a scuola meditava di restare in pianta stabile. Rispetto agli altri negozi del post precedente è decisamente modaiolo e i vestiti in vinile o pizzo della Phaze sono in minoranza rispetto ai portafogli di Jack Skeletron e le mollette con cuoricini e teschietti (@___@;). Al piano di sopra, Kingpin offre uno stile più skater-punk e accessori firmati Emily the Strange, in modo che i ragazzini di turno col portafoglio di mamma e papà possano comprare in entrambi i negozi e mischiare gli stili senza ritegno 😛 Generali-CenterTutt’altro genere da Pink Buddha, che dopo aver tenuto per 5 anni esclusivamente prodotti derivati dalla canapa ha ampliato l’offerta a gioiellini in argento, piercing, borse, incensi, articoli d’arredamento, T-shirt e molto altro. Del Generali citerei ancora il Fly High, Generali-CenterGenerali-Centerche ha appena festeggiato 20 anni di attività nel commercio di tutto quel che si può far volare, dagli aquiloni ai boomerang, il Bag Store, dove nonostante l’Auswahl decisamente ricca non ho trovato nulla che mi piacesse davvero :,(, e Funkart, dove a prezzo modico si possono trovare originali souvenir da Vienna e le cose più assurde per un regalo particolare (comprese ali, action figures e poster di film famosi).

Donauzentrum:
Il più lungo Modemeile di Vienna e forse anche dell’Austria è un centro commerciale-labirinto, composto da più edifici collegati tra loro da passerelle in vetro, a cui si arriva con la U1 fermata “Kagran”. Il Danubio non si vede, c’è in compenso la periferia nord-est della città, un posto non proprio stratosferico dove essere nel tardo pomeriggio se non si conosce la zona (e regolarmente chiedere informazioni a persone giovani è sinonimo di perdersi). DonauzentrumDonauzentrumIn un posto del genere, con 210 negozi, sarebbe più facile dire cosa non c’è: ho trovato riunite tutte le filiali delle catene di cui ho già parlato (tranne Saturn), e come se non bastasse c’è pure il Donauplexx, un multisala dove all’epoca davano anche Wall-E. DonauzentrumDonauzentrumL’edificio del cinema ospita inoltre tanti piccoli ristoranti “etnici”, così il Saloon americano sta a fianco della pizzeria italiana e del sushi restaurant. Nel complesso, il DZ è un centro commerciale moderno e luminoso, spesso attivo anche nell’organizzare eventi al suo interno, però grande. Troppo. Ricordo di essere tornata a casa spossata e con un gran mal di testa, senza di fatto aver trovato molto di più rispetto a quello che c’è già a Mariahilferstraße. Come tutti i centri commerciali, è comodo, niente di più.

Gasometer:
Gasometer CityUn discorso a parte va fatto per il Gasometer, nella zona sud-est della città (U3 Gasometer). E’ un complesso di 4 cisterne per il gas, costruito nel 1896 (a suo tempo il più grande d’Europa) e recuperato alla fine del XX secolo dopo un lungo periodo di inattività anche grazie all’architetto autore della “piramide” del Louvre. Gasometer CityGasometer CityNe sono venuti fuori un centro commerciale dislocato nei diversi edifici, appartamenti per studenti, un cinema multisala, diversi uffici (tra cui quelli di Statistik Austria, l’ISTAT austriaca) e una sala per concerti appena rinnovata (anche Björk, se non sbaglio, si è esibita qui), ma i lavori continueranno ancora in tutto il complesso almeno fino al 2011. Gasometer CityGasometer CityLa posizione in periferia è palese, e passeggiare nei dintorni per ritrovare la metro può essere un’esperienza desolante. Ma anche all’interno le cose non cambiano molto: sarà che il giorno dello shopping viennese è più il venerdì che il sabato, sarà stato il tempaccio, fatto sta che per un centro commerciale così grande c’era davvero poca gente, concentrata soprattutto nei bar e davanti all’entrata di Bodies, la famosa esposizione di corpi umani plastificati proveniente dagli Usa (16 € a persona, ladri); del resto tra i 60 negozi sono assenti le catene più celebri (da Zara a H&M). Gasometer CityGasometer CityMa forse è troppo presto per giudicare un progetto che, una volta completo, dovrebbe dare lavoro fino a 19.000 persone. Resta, anche col brutto tempo, il fascino per un progetto di riqualificazione così coraggioso, e il fascino per questo pezzo di archeologia industriale in solidi mattoni rossi, da 30 anni tutelato come monumento.

 
Naschmarkt-FlohmarktNaschmarkt-FlohmarktCredo comunque che il luogo dello shopping che più resta nel cuore a un turista passato a Vienna senza paraocchi resti Naschmarkt e il suo Flohmarkt. Sarà ormai un posto da turisti con più venditori stranieri che austriaci, sarà frustrante a volte Naschmarkt-FlohmarktNaschmarkt-Flohmarktquando sembra di aver davanti solo cianfrusaglie inutili, ma è un luogo ancora vivo, e l’ultimo sabato ero quasi commossa, sapendo che nonostante i continui attentati al portafoglio mi sarebbe mancato moltissimo. E inaspettatamente ho trovato due tesori di cui sono davvero orgogliosa: Ray of Light di Madonna, forse il suo ultimo disco decente, e… Naschmarkt-Flohmarktil numero di National Geographic in cui venne per la prima volta pubblicata la foto di Steve McCurry della ragazzina afghana (datato tra l’altro June 1985, un mese dopo la mia nascita!). Ho perso l’occasione di prendere il nuovo disco dei Coldplay a 9 €, ma ero già sulle nuvolette quindi non mi è dispiaciuto così tanto.
E questo è il bottino finale, tra negozietti, mega centri commerciali e mercatini (in realtà mancano 4 magliette, un top in velluto, una gonna, una tazza, un DVD, due giacche e tutte le riviste): D

Nota: il DVD del Don Giovanni (furbi loro e furba io) era un Region 1; ho telefonato al negozio EMI e ho chiesto di farmelo cambiare con la versione tedesca Region 2. L’ho spedito e dopo 3 settimane mi è arrivato, con tanto di scontrino che certificava il cambio effettuato. 😀

Shopping Teil 3 – Neubaugasse, la strada degli esperti, e…

ottobre 21, 2008

Neubaugasse-FlohmarktNon che stia per rivelare segreti nazionali: Neubaugasse si trova all’incirca a metà Mariahilferstraße, e che ci tenga all’autopromozione si vede già dai neon in entrata e in uscita, che pubblicizzano la “strada degli esperti”. Ma se si sta cercando qualcosa di particolare o si vuole avere ampia possibilità di scelta questa (e le vie laterali) sono il posto giusto. Dove altrimenti si può trovare un negozio che vende solo guanti, cappelli e ombrelli, da quelli in pizzo a quelli con le foto dei cani? NeubaugasseNeubaugasseOppure uno esclusivamente di oggetti in feltro? Per non parlare dell’abbigliamento etnico, da quello economico (Apollo) che oltre ad abiti e oggettistica orientale propone vestiti da sogno a 50-60 €, a quello sempre orientale ma più ricercato, con prodotti di buona qualità e in vasto assortimento. Non possono mancare i rivenditori di accessori NeubaugasseNeubaugassein pietra dura e talismani e quelli in stile new age o sudamericano; sarà che cercavo una borsa per l’università, ma mi ha stupita la quantità di negozi che ne vendevano, in tutti gli stili possibili immaginabili. Sono finita quasi per sbaglio e in orario di chiusura NeubaugasseNeubaugasseda Milk&Honey, un incredibile negozio stile anni ’70 con le cose più assurde, e con il commesso, un ragazzo gentilissimo, ci siamo messi a cercare in magazzino un modello di borsa che mi piacesse (hai voglia…), alla luce di una torcia-maialino a manovella 😀 Alla fine ne avevo trovata una che sembrava la copertina di un libro di fantascienza di trent’anni fa, Neubaugassema non mi convinceva e ho lasciato perdere (morale: sono ancora senza). Mi ha invece un po’ spaventata il negozio dall’altra parte della strada, a metà tra la vendita dischi e il club e dedita al metal estremo… Non ci sono entrata e tutto sommato non mi dispiace.
Piccola parentesi: a quanto pare per gli amanti della scena gothic (o schwarz o dark che dir si voglia) Vienna è un piccolo paradiso, per i tanti locali dove trovarsi e anche abbastanza negozi di abbigliamento e dischi. Vorrà dire qualcosa se da Saturn esiste uno spazio apposito per il genere “gothic” (e non gothic-metal!)… Per trovare qualcosa bisogna però spostarsi nella parallela Zollergasse, dove c’è Nexus, rivenditore ufficiale della marca tedesca Aderlass, di dischi a tema e molto altro. Ci sono stata uno degli ultimi giorni e in realtà mi ha un po’ deluso: ha un’aria poco curata, e anche l’offerta non è molto vasta (e i prezzi sono come al solito da mutuo). Però ho potuto provare un vestito medievale in velluto nero che avevo ammirato più volte su Internet (constatando che sono troppo magra per tutto 😦 ). Le commesse mi hanno aiutata a trovare un altro negozio (questo sì davvero stupendo): nel cortiletto vicino a uno Stiefelkönig ad altezza Zieglergasse, c’è il 1001, piccolo e strapieno di gioiellini con nodi celtici, fate e gnomi in legno, e soprattutto maglie della Magic Mountain, introvabili a Vicenza da quando ha chiuso l’unico negozio che le vendeva; il prezzo me lo ricordavo un po’ più basso (lei le fa a 30 €), ma le stampe sono così belle (si può scegliere tra animali, piante, fate e creature mitologiche) che più di una persona sarebbe disposta a risparmiare per prendersele. Peccato che quella che volevo sia invendibile in Europa per volontà dell’artista (e che cavolo!!! >___<). NeubaugasseChi invece ama il rockabilly (leggasi pois e tessuti animalier) non può perdersi il Kingpin, che a Zollergasse è un po’ diverso da quello del Generali-Center (di cui parlerò nel prossimo post) e ha delle cose molto particolari e rare in Italia (ma vabbé, noi non abbiamo nemmeno Claire’s). Il posto migliore in assoluto (continuo a farci pubblicità :P) è però l’SCM-Style in Wiedner Hauptstraße (da tutt’altra parte, è la prosecuzione di Kärtner Straße in direzione sud): ha aperto i battenti a settembre e ha tutte, ma proprio tutte le marche più note del genere (Pleaser, Demonia, Leg Avenue, Bäres, Queen of darkness, Tripp ecc.), anche se punta parecchio sul fetish (ed era pazzesco vedere delle tranquille signore di mezza età aggirarsi tra corsetti in latex e maglie a rete O_O). E anche stavolta purtroppo la mia S italiana è diventata XS per le taglie straniere, e ho dovuto lasciare lì le offertone :,( Il mio giro dei negozi gothic si è così concluso miseramente con un coprispalle in pizzo, preso tra l’altro da Apollo…
Ma per chi cerca un abbigliamento “alternativo” tutte le strade laterali sul lato sinistro (venendo dal Museumsquartier) di Mariahilferstraße hanno qualcosa da offrire, insieme a parecchi second hand shop di musica, traboccanti di dischi di vinile ma anche delle ultime novità a prezzo stracciato. Speravo invece di trovare di più sul fronte vestiti usati… 😦

Neubaugasse-FlohmarktNeubaugasse-FlohmarktL’ultima volta che sono stata a Neubaugasse c’era un bellissimo Flohmarkt per tutta la giornata, ed essendo sabato sono andata in overdose tra questo e quello a Naschmarkt. Cose fatte in grande, ma strettamente legate ai ritmi del sole: dopo il tramonto, chi non aveva la possibilità di illuminare (quasi tutti, quindi) è stato costretto a impacchettare e andare via. Per l’ultima volta mi sono gustata l’atmosfera da sagra paesana, con i brezeln giganti, le montagne di salsicce affumicate e il vecchietto che urlava “ultime bottiglie di Sturm, 2 litri 6 euroo!” 😛 Neubaugasse-FlohmarktNeubaugasseSolite ceste con centinaia di dischi in ordine assolutamente sparso (avrei potuto comprare qualcosa di interessante, ma mi ero piccata di non prelevare più, grosso errore 😦 ) ma anche cose pregiate come il banchetto di porcellane decorate a mano. E come sempre i negozi non si sono fatti problemi ad allestire davanti alle entrate il loro personale banchetto con oggetti a “prezzo da Flohmarkt”; il negozio di organetti e carillon aveva messo fuori delle cose bellissime *___*

Lindengasse - Oz CinethekGiusto un’ultima curiosità. A Lindengasse, se non sbaglio, mi sono imbattuta (e innamorata) di una videoteca decisamente speciale, la Oz Cinethek, che a prezzo di noleggio normale (più 8 € di tessera una tantum) permette di prendere in prestito capolavori del cinema di tutti i tempi o semplicemente cose che non si troverebbero facilmente o si sarebbe costretti a scaricare. In particolare la sezione anime aveva dei titoli niente male, mentre mi pare che avessero pochino di cinema italiano, probabilmente dipende anche dalle traduzioni. Sono stata felice di entrarci anche solo per il posto, sembrava di entrare nel soggiorno di qualcuno con tanto di divanetti, riviste e macchina per il caffè. Sempre i soliti, ‘sti viennesi :D.

Lo shopping a Vienna Teil 2 – Precisazioni e nuove scoperte

ottobre 20, 2008

E’ un po’ strano scriverlo adesso, visto anche che il Teil 1 risale a luglio. Ma è doveroso, visto che nel frattempo avevo scoperto un bel po’ di posticini interessanti.

KÄRNTNER STRAßE e GRABEN:
Nulla da segnalare rispetto a quanto già detto. Ok, c’è uno Zara anche prima di Stephansplatz, a Graben c’è World of Accessories e proseguendo verso il Donaukanal si trova pure una piccola (e sfornita) filiale di Stiefelkönig e un negozio di fumetti e action figures (dove però non sono entrata). Per il resto, confermo l’impressione negativa e anche più di un tentativo di fregare il turista scrivendo cose tipo “18 Mozartkugeln 6,20 €” (le Mirabell) quando un sacchetto da 9 costa normalmente 2,90 €, 2,49 al supermercato. Avevo letto a settembre un triste articolo sulle botteghe “storiche” di questa zona, molte delle quali hanno chiuso o chiuderanno per i pochi affari e il costo troppo alto per mantenere un edificio di quella zona; e si parla di posti davvero tipici e con prodotti di qualità, come il Schwäbische Jungfrau, che vendeva (forse ha già chiuso) biancheria per la casa. Sarà sostituito dall’ennesimo H&M, senza che nessuno faccia qualcosa per impedirlo 😦

MARIAHILFERSTRAßE:
Shopping_MariahilfShopping - MariahilferstrassePer prima cosa, la grande “scoperta” è stata Saturn. Si trova al 5° piano del centro commerciale Gerngross (c’è una bella insegna con tutti i loghi, impossibile sbagliare), che offre anche i soliti negozi di profumi, biancheria, abiti per tutte le età, giocattoli ecc. Da segnalare anche l’Indian Dreams Western Store, perfetto per gli amanti del cuoio ma anche di magliette più o meno nerd (io ho comprato per un regalo una t-shirt con il logo della Dharma Initiative :P). Saturn, invece, si propone come il nostro Mediaworld (che c’è anche a Vienna, ma in periferia): quindi abbondanza di telefonini, lettori mp3, aspirapolvere e computer (niente male l’Apple corner). Ma il meglio sta al piano rialzato, tutto dedicato a DVD, videogiochi, cd e vinili. Divisione per generi, a volte perfino per etichetta discografica (e la Nuclear Blast ha il suo dignitoso mezzo scaffale), e messi bene in evidenza i prodotti in offerta e quelli di artisti con concerti imminenti (all’epoca Madonna). In fondo al negozio c’è anche la possibilità di provare le ultime novità in fatto di videogames. Se non l’avessi scoperto troppo tardi probabilmente sarei tornata a casa con qualche disco in più… Credo anche che ci sia qualcosa che non sappiamo sulla tassazione dei cd, visto che il nuovo dei Metallica (allora appena uscito) si poteva comprare a 14-15 €, mentre da noi ancora adesso a meno di 17 € è difficile.

A proposito di Apple: a Siebensterngasse (parallela a Mariahilf) si trova un ottimo negozio di fotografia, che nel piano interrato tiene anche portatili Apple, Cinema Display, Wacom in formato A4, e un mini-studio di registrazione con tanto di chitarra, microfono e tastiera, tutto pronto all’uso con i relativi programmi. E giusto per dire, quando sono usciti i nuovi iPod nano loro avevano ricevuto quelli colorati prima di un Apple center.
Il centro Apple più famoso è sicuramente l’MC Station a Mariahilferstraße, vicino alla fermata della metro Zieglergasse. Non hanno chissà che, ma se avete un Macbook bianco o nero o un iPod da risistemare possono applicare dei disegni adesivi stratosferici, perfetto per nascondere graffi e dare al proprio laptop un po’ di personalità in più. L’altro che conosco è a Getreide Markt, la strada che dalla Secession porta al Museumsquartier: ha un ottimo rifornimento di borse (molte della Crumpler), tutti gli iPod e i computer sono provabili e all’entrata si possono trovare a -50% custodie per vecchi iPod, iLife 2006 ecc. Ci sono tornata due volte sperando di trovare un buon affare per il mio piccolo Video 5.5, ma alla fine ho optato per l’opzione “custodia macchina fotografica” (che sono felice di aver preso). Shopping - MariahilferstrassePeccato che aver scoperto subito dopo un negozio favoloso che tratta solo di accessori di iPod, di qualunque generazione. Si trova nel Raimund Hof, un cortile di negozi molto carini laterale a Mariahilferstraße: oltre a questo c’è anche un barbiere, una boutique di giacche in pelle (alcune moolto particolari), un negozio di abbigliamento da skater e un paio di gran belle vetrine piene di bigiotteria più o meno etnica, con alcuni pezzi molto originali.

Shopping - MariahilferstrasseShopping - MariahilferstrasseIl bello di Mariahilf è che il sabato ci si trova sempre qualcosa di nuovo: nelle foto vedete per esempio la Erntdankfest, festa del ringraziamento per il raccolto, con tanto di trattore davanti alla chiesa e banchetti che vendevano bottiglie da 2 litri di Sturm, mele e uva appena colte e prodotti tipici fatti in casa. Un altro giorno, Shopping - MariahilferstrasseShopping - Mariahilferstrassemolto più prosaicamente, c’era una mini-sfilata che partiva dall’interno del Gerngross e arrivava fino al marciapiede (che freddo!), per promuovere le nuove collezioni dei negozi. Brava però la coppia di ballerini…
  

 
Raimund TheaterRaimund TheaterConosco poco la zona in direzione Westbahnhof, ma uno degli ultimi giorni mi sono impegnata a cercare l’hotel dov’ero stata nel 2004. Dopo mezz’ora di giri a vuoto l’ho finalmente trovato e ho collegato i pezzi di memoria che mi mancavano; ma soprattutto, ho ritrovato il Raimund Theater, IL Teatro per quanto riguarda i musical a Vienna! A suo tempo avevo potuto vederlo solo da fuori; stavolta per pura fortuna c’era una rappresentazione in corso e senza alcun ritegno sono entrata perfino in sala (niente da dire, era molto buio e anche il foyer è come tutti gli altri, pareti bianche e lampadari di cristallo, solo con un po’ più di merchandise all’entrata). Rifacendo la strada all’inverso verso Mariahilf non ho notato più i Sex Shop che a suo tempo mi avevano sconvolta; forse anche a Vienna questo mercato non tira più… Oppure sono cresciuta io 😛

Vista la lunghezza e il poco tempo divido in altre due parti questo tema:
Teil 3: Neubaugasse e shopping “alternativo”
Teil 4: Einkaufszentren: Generali Center, Gasometer, DonauZentrum

A presto! 😉

Kultur Marathon Part 2: Le chiese dell’Innere Stadt e…

ottobre 6, 2008

E’ sempre così: eviti di fare itinerari da turisti, perché tanto “hai tempo”, e così rischi di andartene senza aver visto dei capolavori assoluti. Il mio ultimo weekend a Vienna si è diviso tra spese frenetiche in Mariahilferstrasse e Flohmarkt (il sabato) e una mattinata dedicata interamente all’arte sacra della città (la domenica).

HofburgkapelleHofburgkapelleHo cominciato con la Burgkapelle, che la settimana prima era chiusa nonostante l’Open House dell’Hofburg; la domenica mattina viene celebrata la messa con un programma di musica sempre diverso. Orchestra della Staatsoper, e soprattutto i Wiener Sängerknaben, i ragazzini che da 600 anni se ne vanno in giro per il mondo con la loro divisa da marinaretti a cantare nei più prestigiosi teatri del mondo. HofburgkapelleE di fatto un teatro è anche la Hofburgkapelle: ci sono i “loggioni”, le terrazze, il Parkett con tanto di poltrone di velluto… Non potevano mancare gli Stehplätze, unica possibilità per entrare gratis (sennò si paga, e profumatamente). Si arriva alla situazione straniante di una messa domenicale come spettacolo, in cui ogni atto della liturgia è sapientemente recitato per creare l”atmosfera giusta”; Hofburgkapellee il colpo di scena in questo caso è il sacerdote che a metà messa parte a celebrare in latino, e va avanti così fino alla fine. Alla fine viene quasi da applaudire. Altro “regalo”, i ragazzini che scendono per cantare davanti al pubblico poco fedele e molto paparazzo. C’è chi s’è perfino filmato la messa intera…

AugustinerkircheAugustinerkircheUscita verso le 11 con un sole stupendo ad accogliermi, ho iniziato cartina alla mano la mia peregrinazione: prima di tutto Augustinerkirche, già piena per la messa imminente; ho subito ricordato di averla già visitata, è la chiesa con la tomba realizzata da Antonio Canova, AugustinerkircheAugustinerkirchequella a forma di piramide con la processione funebre, e ricordavo bene anche l’organo dorato e i lampadari di cristallo scintillante (ma diciamo la verità: c’è una chiesa/edificio a Vienna senza lampadari di cristallo?). L’impianto è gotico (è del 14° secolo), ma lo stile barocco in cui fu modificata per circa un secolo resta ancora visibile.
MichaelerkircheMichaelerkircheTornando a Michaelerplatz si trova anche la bianchissima Michaelerkirche, che in effetti non è un granché all’interno (anche se è famosa per le cripte visitabili). Per mia fortuna però quella domenica c’era il Flohmarkt parrocchiale, che si teneva in una sala sbalorditiva per i suoi stucchi e affreschi incorniciati nel legno. MichaelerkircheMercatino in classico stile “svuoto la soffitta”, ma proprio per questo quasi più interessante di quello a Naschmarkt; e non potevano mancare i dolcetti preparati dalle massaie. Anche qui, come ho notato un po’ dappertutto, c’era il clima rilassato e intimo della festa di paese dove si conoscono tutti; un po’ uno shock se si pensa che la chiesa è in una delle piazze più famose di Vienna.
RuprechtskircheRuprechtskircheHo dovuto un po’ girare per trovare la Ruprechtskirche, la più vecchia chiesa di Vienna ancora in piedi; gli storici ancora litigano per datarne la costruzione al 1137 o perfino al 740. La zona è quella ebrea, con le sue stradine lastricate, e la chiesa si erge su di una piccola piazzetta, con le piante rampicanti che sono state lasciate crescere sul campanile. Sono entrata solo velocemente all’interno, perché stavano celebrando la messa in arabo per la comunità libanese (!). Non c’è comunque molto da vedere: il soffitto è molto basso e l’arredamento è moderno, con le pareti completamente bianche.
StadttempelA poca distanza si trova anche lo Stadttempel, la sinagoga storica della città, ma a quanto pare l’accesso è solo su appuntamento e da fuori si vedono solo le scritte in ebraico e tedesco 😦

PeterskirchePeterskircheIl meglio l’ho lasciato alla fine: la Peterskirche in zona Graben, prima di tutto, anche perché durante la messa non si può né visitare ne fotografare. Visita praticamente obbligata dopo il vicino Stephansdom, dall’esterno le sue forme morbide mi avevano ricordato un crème caramel (sarà stata la fame :P), PeterskirchePeterskirchementre all’interno si arriva al tripudio del barocco, con una cupola affrescata che mi ricorda molto una chiesa italiana (quale non l’ho ancora capito). Per una volta niente lampadari di cristallo ma sfere luminose su fusti agganciati alle panche di legno massiccio. Servirebbero almeno un paio d’ore per osservare bene i dipinti e gli innumerevoli ninnoli sulle pareti, tra cui l’aquila imperiale.
VotivkircheVotivkircheMa il vero amore è stato un altro: la Votivkirche. Pare che sia stata costruita come “ex-voto” da Franz Joseph I per ringraziare di essere scampato a un attentato, e anche se è stata completata nel 1879 lo stile è goticissimo, con tanto di gargoyles, ed è fantastico raggiungerla dal retro, dove spunta pian piano dagli alberi del giardino che la circonda. VotivkircheVotivkircheAll’interno le grandi vetrate creano un’atmosfera arcobaleno da vera chiesa francese; ho letto troppo tardi che alcune rappresentano le vicende del nazismo e della guerra, purtroppo nella fretta non me ne sono accorta. Motivo in più per ritornarci, mi è piaciuta così tanto da farmela preferire allo Stephansdom, troppo turistico e sporco.

MinoritenkircheMinoritenkircheUn piccolo encore l’ho avuto nel pomeriggio con la Minoritenkirche, a due passi dal Café Central: niente di speciale, anche perché è stata visibilmente ricostruita dopo i danni causati dai turchi nel 1529. Ma a sorpresa ho scoperto che è anche la chiesa della comunità italiana, quindi è come se appartenesse un po’ a tutti noi. Interni spogli ma con una riproduzione dell'”Ultima cena” di Leonardo e una mini-cappella dedicata a Sant’Antonio.

Café CentralCafé CentralHo concluso in bellezza la giornata (è già passata una settimana 😦 ) con il famoso incontro tra italiani a Vienna: Grissino, Bas, Zofrea e Sariti, insomma le persone che in questi tre mesi hanno seguito questo blog e mi hanno saputo dare tante dritte sulla vita in città. Loro a Vienna hanno deciso di restare stabilmente, scelta coraggiosa visto che comunque si è in un altro Paese e non è facile trovare un lavoro se non si conosce bene ‘sta benedetta lingua. A tutti auguro di non mollare e di poter essere sempre fieri delle proprie scelte, anche se difficili. E ovviamente quando tornerò a Vienna bisognerà assolutamente trovarsi di nuovo, magari stavolta al Café Sperl 😛
Café CentralCafé Central - Mohr im HemdDue note sul Café Central: il più famoso di Vienna, a suo tempo era frequentato da Trotskij e Karl Kraus, mentre oggi è un’attrazione turistica con prezzi altini ma ragionevoli, se si pensa al luogo (e al pianista che per tutto il tempo ha suonato A. L. Webber). Peccato che il famoso Mohr im Hemd mi abbia un po’ delusa, troppo dolce e troppo simile al Topfennougat del 7Stern (ma quello sì che era buono).

Kultur Marathon pt1: La Traviata, Abbado & Lucerne Festival Orchestra

settembre 27, 2008

Treff: ci vediamo domenica! 17.00, davanti al Café Central. Non vedo l’ora 😀


Una mia collega al lavoro ha detto che finirò in overdose da cultura. Ha probabilmente ragione, ma come fare a resistere? Tra Stehplätze e super riduzioni per studenti ho visto cose per cui in Italia sarebbe servito un mutuo, tenendo conto anche che da Vicenza i posti più vicini per concerti decenti sono Verona e Venezia, con relativi costi di spostamento.
Questa settimana, Traviata e Abbado.

LA TRAVIATA (VOLKSOPER)
Credo che il mio primissimo brano da un’opera sia stato il coro delle zingarelle, cantato a 10 anni per colpa della prof di solfeggio. Del “Libiam” invece conoscevo già la musica, ma grazie alla pubblicità dei fantasmini della Kinder ^^; (cosa che aveva fatto inorridire la stessa prof). Volksoper - La TraviataInsomma, La Traviata è probabilmente l’opera più conosciuta, sia per le sue melodie assassine sia perché è una storia d’amore straziante e dall’immancabile finale tragico. Non ero sicura di vederla, poi sul sito della Volksoper ho letto che c’erano ancora biglietti per tutte le categorie, e che gli studenti potevano cuccarsi le Restkarten a 10 euro… E arrivando solo 15 minuti prima dell’inizio sono finita in settima fila, posto 7 😀 Anche in questo caso la messa in scena era in bilico tra classico e moderno, con gran frusciare di abiti di raso ma con una Violetta vestita solo di una sottoveste e un cappello bianco con ponpon che a prima vista la faceva sembrare più Pierrot che cortigiana d’alto bordo. Il corpo di ballo indossava maschere funebri che davano l’effetto di una danse macabre molto in stile musical, un po’ azzardata. Il palco è piccolo ma sono riusciti a giocare molto sulla profondità grazie alle luci e a un velo che divideva i personaggi per sottolinearne la distanza, mantenendoli però contemporaneamente sul palco. Volksoper - La TraviataVolksoper - La TraviataNiente da dire sulla protagonista (Marina Rebeka): buona pronuncia, ottima presenza scenica. Forse Alfredo era un po’ troppo legnoso e inespressivo. Mentre nella Staatsoper ognuno ha il proprio display traduttore, qui vengono proiettati solo i sopratitoli in tedesco, e per La Traviata non è il massimo visto che anche chi conosce l’italiano fa fatica a capire cosa succede sul palco.
Volksoper - La TraviataVolksoper - La TraviataIl teatro in sè è molto semplice e piccolino e ricorda un po’ il Volkstheater; ma proprio le sue dimensioni creano un contatto più stretto e umano con il pubblico. Il programma prevede opera, operetta, teatro e musical, e c’è una tradizione per le première assolute in città (Tosca a Vienna arrivò qui nel 1907, 7 anni dopo la prima italiana). Ogni piano è dotato dell’immancabile buffet, ed è fantastica la differenza tra quello tutto stuccato del “piano nobile” e quello all’ultimo piano, praticamente uno sportello ferroviario. Doveva essere un bel caos dopo la 2a guerra mondiale, quando la Volskoper rimpiazzò temporaneamente la distrutta Staatsoper.

CLAUDIO ABBADO, HELENE GRIMAUD & LUCERNE FESTIVAL ORCHESTRA (MUSIKVEREIN)
Sembra stupido, ma dopo aver visto a luglio i prezzi per turisti mi ero messa il cuore in pace e avevo quasi dimenticato l’esistenza del Musikverein :(. Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraE’ stato solo grazie a un’ANSA che riportava il clamoroso successo dei concerti con Abbado e Pollini del 20 e 21 settembre che ho scoperto il fattaccio e ho deciso all’istante di esserci. Nonostante sui manifesti fosse già scritto “Ausverkauft” ho potuto prendermi un biglietto per gli Stehplätze, senza dubbio il più bello della mia collezione (guardate il prezzo!). Quello che non sapevo è che il rito degli Stehplätze forse esiste solo alla Staatsoper: Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraMusikverein - C. Abbado & Lucerne Festival Orchestrai biglietti li puoi comprare quando vuoi (in effetti ha senso), è all’entrata che devi essere rapido e marcare il tuo posto. Peccato che il Stehplätze Parkett al di fuori della prima e dell’ultima fila non abbia posti da occupare, ci si può solo ammassare e restare fermi per “difendere la posizione”. Un signore uscito durante la pausa al suo ritorno mi ha detto minacciosamente “questo è il mio posto”; se non fosse stato alto due metri gli avrei probabilmente fatto notare l’assurdità della situazione, visto che non aveva chiesto a nessuno di tenergli quel mezzo metro quadro di pavimento. Sono comunque riuscita ad avanzare parecchio rispetto all’inizio del concerto, peccato aver visto la Grimaud solo da lontanissimo.
Programma non lungo ma non si poteva chiedere di meglio: con la Grimaud il concerto n°2 in Do min per pianoforte e orchestra di Rachmaninov (usato come sigla di “La storia siamo noi”); nel monte di teste e spalle ho intravisto una donna e un’artista molto passionale, con le orecchie ho apprezzato l’acustica della sala, che riportava il più piccolo rumore anche a noi spettatori di serie C; mi sono ancora una volta stupita della bellezza della musica dal vivo, in cui brani che sembrano scorrere lisci come se niente fosse su CD vengono costruiti pezzo per pezzo e con grande fatica davanti ai tuoi occhi. Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraMusikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraDiscorso che vale ancora di più per il Feuervogel di Stravinskij (di cui avevo già parlato qui). Lo conosco a memoria, in CD credo di avere proprio una versione diretta da Abbado e da anni sognavo di ascoltarla dal vivo. Il risultato è stato quello che mi aspettavo, con il plus di un’orchestra perfettamente coesa (a differenza dei Wiener con Muti, ma sono convinta che fosse colpa dell’acustica). Al momento della Danza infernale violini, ottoni e percussioni erano rasoiate che fendevano l’aria e il pubblico, qualcosa di indescrivibile. E Abbado tranquillo e preciso, come un vecchio albero che ondeggia solo col vento forte, saldo sulle sue radici. Musikverein - C. Abbado & Lucerne Festival OrchestraQualche piccolo, piccolissimo screzio dei fiati nell’intonazione nel passaggio al finale, i violini che suonavano così piano da non riuscire a capire da dove provenisse il suono; e poi il finale, gioioso, che mi fa venire in mente sempre la rinascita dello spirito dei boschi della versione Disney su Fantasia 2000.
Applausi ininterrotti di almeno 5 minuti, che orchestra e direttore si sono goduti tornando più volte sul palco a ringraziare…

21.09.2008 Hofburg Open House

settembre 24, 2008

Treff-Update: visto che Sariti avrà probabilmente problemi grazie ai signori di Trenitalia, io proporrei definitivamente domenica 28, verso le 18.00 17.00, al Cafè Central (ma è aperto?). Se fosse un problema raggiungerlo possiamo spostare allo Sperl.

Hofburg Open House 2008Presente i simpatici ragazzoni a Stephansplatz in abito settecentesco che cercano in tutti i modi di rifilarvi un biglietto per un concerto? Spesso i concerti sono quelli all’Hofburg, ex residenza invernale degli Asburgo. Difficile resistere alle foto di quei saloni con i lampadari di cristallo e le pareti dorate…
Hofburg Open House 2008Domenica 8.800 persone sono entrate all’Hofburg e hanno potuto ascoltare, guardare, fotografare e usufruire di visite guidate per tutto il palazzo, e tutto gratis. Da festeggiare c’erano i 50 anni dall’inaugurazione dell’Hofburg come centro congressi, e la sensazione di essere in un posto incredibile, in una situazione eccezionale era accentuato dal tempo orribile che ci attendeva fuori. Forse proprio per questo l’iniziativa Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008ha avuto così tanto successo. Io me la sono goduta con calma, posticipando di volta in volta il pranzo per non perdermi le varie manifestazioni (e infatti ho mangiato alle 17 😦 ). Prima di tutto una bella visita guidata per il palazzo, anche se le hostess sembravano un po’ impacciate e paradossalmente per ascoltarle ho finito per non prestare attenzione ai nomi delle stanze, con successivi problemi d’orientamento. Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008In tutte le stanze (vuote nella maggior parte dei casi) erano stati allestiti stand tematici in cui si presentano al pubblico i più prestigiosi hotel di Vienna, i ristoranti, le attrattive turistiche, e nella grande Festsaal tutte le associazioni che durante l’anno organizzano delle serate di ballo. Spiace per loro, ma un po’ sono stati oscurati dallo splendore delle stanze, grazie agli specchi, ai fiori e ai lampadari (in una sala ne ho contati 25, e all’epoca Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008si utilizzavano ancora le candele!). All’ultimo piano, raffinato servizio catering e vista sulla cupola verde dell’Hofburg e sul Rathaus, più un misterioso poligono cavo con una tavola rotonda da conferenza che faceva molto Dottor Stranamore… Inquietante. :/
Se c’è una cosa che i viennesi sono bravissimi a fare, è organizzare questi eventi: grazie all’ampia scelta c’è sempre qualcosa che interesserà anche il turista più distratto o smaliziato, Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008ma soprattutto non mancano mai i “kid’s corner” dove i bambini possono divertirsi insieme, osservati da un educatore professionista mentre i genitori vanno un attimo in giro. Ai più grandi bastava lo spazio espositivo di una ditta che metteva a disposizione videocamere da ripresa professionale e software per il light design.
Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008E’ stato anche facile riuscire a non perdersi le manifestazioni più interessanti, dal momento che venivano ripetute: io sono riuscita a vedere le danze settecentesche in costume del gruppo Les Nobles, che con grande gentilezza erano anche disponibili a farsi fotografare insieme ai turisti, calmi e con un controllo della situazione davvero “regale”. Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008Tutt’altra musica invece dalle gare di ballo alla “vince chi arriva in fondo vivo” sui passi di polka, valzer e quadriglia, con l’accompagnamento live di una piccola orchestra. Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008Mi ha colpito moltissimo una signora su sedia a rotelle elettrica che si è lanciata sulla pista a ballare insieme agli altri, la potete vedere nelle foto. Sembrava così soddisfatta… 🙂 Sorprendenti anche i bambini del corpo di ballo della Staatsoper, piccoli ma già così scafati che non sono riuscita mai a prenderli in pose spontanee Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008(il flash non aiuta). Decisamente imbarazzante invece il concerto degli alunni della scuola internazionale americana di Vienna, tenutosi nella grande sala conferenze, la Redoutensaal. Ok che non sono degli aspiranti professionisti, ma il loro livello amatoriale stonava molto rispetto a quello degli altri.
Hofburg Open House 2008Hofburg Open House 2008Ultimo ma non ultimo, la possibilità di visitare per la prima volta la sala delle conferenze dell’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea che ha sede a Vienna. In rigoroso ordine alfabetico, l’Italia si colloca tra l’Islanda e il Kazakistan 😛 Per un attimo ho pensato anch’io di accendere il microfono e salutare tutti in italiano, poi ho pensato agli ultimi eventi e ho voluto risparmiarmi eventuali sguardi di commiserazione. Povera Italia… Hofburg Open House 2008Però una soddisfazione me la sono tolta: vedere Sissi in carne e ossa! Una sosia, ovvio, ma così simile ai ritratti dell’imperatrice (e il consorte non è da meno) da fare impressione. Peccato che l’espressività fosse quella di un animatronic da Gardaland… Certo che ce ne vuole di pazienza, per un lavoro così 😛

Vienna - Critical MassVienna - Critical MassCome sempre più spesso succede, quest’iniziativa si sovrapponeva ad altre in giro per la città: il Redbull Flugtag, che nonostante la pioggia dev’essere stato divertentissimo, ma anche un’iniziativa di Critical Mass (quelli delle bici), che per tutto il pomeriggio hanno occupato (autorizzati) il Ring in direzione Parlamento con erba finta e biciclette dalle forme più assurde e fantasiose. Vienna - Critical MassVienna - Critical MassIdea simpatica, ma realizzata assolutamente nel posto sbagliato: ogni volta la Strassenbahn rischiava di investire qualcuno sulle rotaie. Poi c’è da chiedersi perché si lamentino, visto che hanno 700 km di piste ciclabili in giro per la città. Ma forse hanno ragione, e siamo solo noi a essere ormai al di sotto di ogni minimo standard di decenza…


E con questo facciamo 51 post e esattamente 7 giorni alla partenza. Sto iniziando a fare compere forsennate, dal Plakat del World Press Photo 2008 (mi raccomando, è aperta solo fino a questa domenica!) alla custodia per l’iPod (è comodissima per portarselo al collo, e Tamrac è una buona marca), al saccheggio virtuale di Saturn (mi sento così idiota a non averlo scoperto prima…). Se penso a tutte le cose che devo fare ancora mi viene un po’ ansia, ma poi penso che alla fine, con 60 euro, posso tornare quando voglio. Magari per un bel musical, o per i mercatini di Natale…