Archive for the ‘viaggi’ Category

Ci siamo!

agosto 27, 2010

Stampati biglietti elettronici e boarding pass vari, recuperato il biglietto (che sembra essersi ingiallito nel frattempo O__O), segnati i numeri di cellulare e gli indirizzi che mi faranno da guida in questi 5 giorni. Mi preoccupa il tempo, che sembra essersi divertito a peggiorare proprio mentre arriviamo noi… E stranamente non giungono notizie del palco che viene costruito (ci vogliono 2 giorni). Dopo la storica data di Mosca – con relative polemiche – sembra che i quattro vogliano solo riposarsi. Chissà se riusciremo a beccarli davanti all’hotel (senza dubbio, sarà uno dei tanti 5 stelle lungo il Ring).

Tra le cose non U2 che vorrei fare ci sono:
– Tichy (ma con 15-20 gradi… 😦 )
– Staatsopermuseum
– Liechtenstein Museum
– Dorotheum (visto che i Flohmarkt me li perdo)
– shopping vario ed eventuale
– proiezione concerto Horowitz martedì 31 al Rathaus film fest – e cibo buono! 😀

Alla fine ci troviamo alle 18.30 di martedì davanti al Rathaus, a mangiare qualcosa insieme. Sono due anni che non vi vedo, ragazzi! :p

I’m ready…

agosto 11, 2010

Dopo che il cantante è stato rimesso in piedi da medici tedeschi in appena 9 settimane, dopo averci fatto tutti insieme da pizza boys (thank you!), e dopo un concerto della madonna a Torino, gli U2 stanno continuando il tour europeo, al momento in terra germanica.
Come avevo detto a fine anno, a Vienna arriveranno lunedì 30 agosto, una delle poche date soldout di questo tour 2010 (con i prezzi che hanno, te credo!). E dopo un piccolo intoppo nei preparativi, posso dire con certezza che a meno di catastrofi ci sarò anch’io. Biglietto in attesa da gennaio, aereo e treno prenotati, ostello pure… Grazie ancora a quell’anima pia che mi ospiterà il 28 e il 29 (giorni in cui l’ostello era occupato, tra l’altro). Starò al Labyrinth in Lindengasse, che a leggere la presentazione sembra il miglior posto del mondo… Boh, è a due passi dalla metro che mi serve (la U2 ovviamente :P) e costa poco, mi basta.

Ovviamente mi piacerebbe che ci trovassimo, vi va? Io direi domenica pomeriggio, al café Sperl (è da quella volta che dobbiamo andarci). Rimango cmq fino all’1 settembre, ho il treno verso mezzogiorno.

A presto! 😀

PS: non mancherò di fare un giro al Rathaus Film fest e magari alla mostra su Mahler… altre cose interessanti in questo periodo?

Tornata…

gennaio 8, 2010

… e già in ufficio, visto che non mi conveniva tornare a casa per meno di un’ora. Anche stavolta ho dormito poco, mi sa che non sono proprio tipo da treni notturni. Peccato che oltre a questo, ci siano altri rischi nel viaggiare la notte: i furti. Ed è quello che è successo verso le 5:30, mentre eravamo fermi a Mestre: ho visto la porta che si apriva improvvisamente e altrettanto velocemente si chiudeva. Un quarto d’ora dopo una delle due mie compagne di scompartimento si è alzata per andare in bagno e ha trovato la porta aperta; un attimo dopo si è accorta che le mancava lo zaino. In panico, ha prima cercato il controllore, poi ha azionato il freno di emergenza. Hanno trovato il suo zaino nel bagno del vagone, c’era tutto tranne i 100 € che aveva nel portafoglio. Tutto sommato, ho pensato, non le è andata male. Però il consiglio di mettersi i soldi in tasca non era così stupido, anche perché chiunque sia stato ha aperto la porta che era chiusa (stupide anche noi a mettere tutti e due i blocchi, e imprudente lei a lasciare lo zaino vicino alla porta).
Piccola disavventura, poteva capitare a me se non mi avessero assegnato il posto di sopra. Morale della favola: borse, zaini e valigie piccole sempre in alto.

Però sono stata contenta di tornare, anche se per poco. Mi sembra di essere stata via molto di più, con tutte le cose che ho visto e fatto (non mi smentisco mai :P). Seguiranno nei prossimi giorni foto e resoconti. E devo dire che Vienna con la neve è ancora più bella 🙂
Grazie ancora Sara per il piccolo Treff al Leopold Café, scusa se alla fine non ti lasciavo più andare 😛 Mi raccomando, vai a vedere It might get loud finché è in programma al Gartenbaukino!

Ci si rivede a fine agosto! 😀

Pronta per partire…

gennaio 3, 2010

Fa tanto freddo da quelle parti? Spero di trovare un tempo clemente. Intanto pensavo già alle cose che voglio fare/vedere in questi 4 giorni:

mostra fotografica Annie Leibovitz, Kunsthaus
– museo della Staatsoper
– tappa obbligata a Saturn di Mariahilf, e poi Orsay, Zara, ecc (saldi! :P) E un giretto in Neubaugasse lo rifaccio volentieri

Ma come sempre la prima cosa che farò arrivata in stazione sarà prendere Österreich o Heute per vedere che succede in città 🙂

E poi c’è il mini-raduno: ok per il 6 di pomeriggio al Café Sperl (ma non chiude, vero?)? Facciamo per le 16.30? Oppure più tardi così poi Sara ci raggiunge?
Non penso di portarmi il portatile dietro, ma scroccherò la connessione alla mia compagna di stanza…

A presto!

Elena

Ufficiale: torno a Vienna! :D

dicembre 16, 2009

Solo per qualche giorno, eh. Anzi, all’inizio l’idea era venire molto prima, per vedere i mercatini di Natale del Rathaus ed evitare il freddo polare di gennaio. Poi tra biglietti che non mi decidevo a comprare, conservatorio e magagne varie ho lasciato perdere. Per fortuna che la mia ex-compagna di stanza avrà da studiare ed è ancora disponibile ad ospitarmi da lei…

Andata: 3 gennaio alle 23:30, con arrivo alle 8:30 del giorno dopo a Meidling (ma quando finiranno i lavori alla Sud?!?)
Ritorno: 7 gennaio alle 19:30, con arrivo alle 6:30 (!!!) a Verona… Mi accascerò sul divano e dormirò un altro po’ prima di iniziare a lavorare 😛

In totale 128 € con tariffa smart, un furto. E tutto perché, come ha spiegato Grissino qui, i treni diurni sembrano essere scomparsi. C’è troppa concorrenza dei low cost, mi hanno detto allo sportello. Peccato che di low cost che vanno a Vienna partendo dal Veneto io non ne ho ancora visti.

Riassumendo: torno per salutare un po’ di gente, prendermi i biglietti degli U2 di agosto, e magari vedermi pure qualche bella opera/musical.
Altro mini-raduno, stavolta al Café Sperl? 😉

Tempo di bilanci – Vienna

dicembre 20, 2008

Un po’ lo sapevo che sarebbe finita così. Tra l’avanti e indietro Vicenza-Verona per l’università e il conservatorio che quest’anno sembra pronto a lanciarmi una sfida molto grossa (e vedremo chi vincerà), mi trovo spesso a pensare ai tre mesi di quest’estate. Quando avevo la testa e il tempo occupato dal lavoro, salvo il fine settimana dove mi scatenavo per cercare di carpire quanto più possibile della città che mi ospitava.
Malgrado gli sforzi credo di essere riuscita a coglierne solo una piccola parte. Ho proseguito il tour della turista iniziato nel ’94 e proseguito nel 2002 e nel 2004, perché sarebbe come andare a Roma e non vedere le rovine, o Milano senza il duomo e il castello sforzesco. E ho avuto conferma che i milioni di turisti che la vengono a visitare non sono presi in giro dalla pubblicità o allettati dalla reggia di Sissi: Vienna è una città-simbolo, il paradiso in cui tutti gli amanti della musica classica vorrebbero vivere e in cui lo sfarzo di una delle dinastie più importanti della storia moderna si è concluso solo nel 1918, ma in realtà non se ne è mai andato. E non solo grazie ai Fiaker, o alle orchestre che suonano all’Hofburg in abiti del Settecento, ma per i suoi stessi abitanti, con il loro attaccamento quasi ossessivo alle tradizioni, su tutti l’Opernball e il Trachtenpärchenball. Una città con un basso tasso di disoccupazione (7,2%, in calo), 700 km di piste ciclabili, un trasporto pubblico tra i migliori al mondo, tanto verde nel cuore e ai margini della città che purifica costantemente l’aria, un’offerta culturale e artistica che dà spazio anche al presente (anche se meno di città come Berlino), un’alta percentuale di cittadini stranieri (22% per la Lonely Planet) che la rende internazionale e pure una cucina gustosa che ha ereditato il meglio da tutti gli angoli dell’impero… Ma che a volte sembra vivere in un mondo a sé, chiusa nei suoi teatri, nei caffé e nei palazzi barocchi e lontana dal mondo, dalle discussioni sull’Europa e sulle questioni internazionali. E’ una sensazione personale ma giustifica in parte l’exploit dell’FPÖ di Strache alle ultime elezioni, che ha puntato molto sulla lotta all'”invasione” da parte degli immigrati, rei di disturbare questo “mondo perfetto”. C’è però da dire anche che gli austriaci hanno fama di grandi viaggiatori, e almeno un milione (su 8 totali) va in vacanza una volta all’anno in Italia, e molti se potessero ci si trasferirebbero all’istante. Aggiungendo il fatto che secondo i sondaggi circa la metà degli austriaci è insoddisfatto dalla propria vita, forse il “mondo perfetto” non è un posto così divertente dove vivere… O forse semplicemente non si sanno accontentare.

E poi la musica: un teatro nazionale dell’opera con più di 200 recite all’anno, che riesce non solo a integrare ma anche a restituire i fondi ricevuti dallo Stato, è probabilmente un caso unico al mondo. E saranno i turisti, saranno i prezzi per studenti, fatto sta che quasi ogni recita finisce sold out. Non ho ancora capito quanti conservatori esistano in tutto, in giro per la città. Viene davvero da emigrare pensando alla situazione italiana, con tutte le fondazioni liriche in passivo (e chi sperava di chiudere in pareggio non aveva fatto i conti con i tagli statali), 70 conservatori cresciuti come funghi per favoritismi politici (e il Veneto, che ne ha 7, non ha niente di cui vantarsi) e con una qualità di insegnamento lontana anni luce dai corrispettivi esteri. Se sopravvivo e mi diplomo credo proprio che tenterò l’ammissione a Vienna, la selezione è dura ma almeno una volta dentro si può lavorare a produzioni vere, invece di trovarsi sul palco solo due volte all’anno, al saggio e all’esame.
Se c’è una cosa di cui devo incolpare questa esperienza, è proprio l’avermi fatto pericolosamente sbilanciare verso la musica, nell’eterna e irrisolvibile (sigh) diatriba tra canto e giornalismo. Chi ha seguito il blog sa i giri folli che ho fatto per opere e concerti; ma non mi sono mai chiesta “perché ci vado?”. Ci sono andata e basta, e mi è piaciuto. Così tanto che da novembre sto svaligiando la biblioteca del conservatorio. Senza pormi domande, solo con la voglia di scoprire e continuare questo percorso che ho iniziato a Vienna. Sarà un po’ come se non essersene andati…


Finiscono per ora gli aggiornamenti a questo blog che ormai avevo comunque un po’ abbandonato. Ci sarebbe ancora tanto da dire, ma ormai è tardi e le informazioni sono datate (e il tempo scarso). A novembre ho segnalato un po’ di errori sulla guida Lonely Planet e a quanto pare avrò l’onore di vedere il mio nome sulla prossima edizione 😀

A voi che avete letto e commentato per quei tre mesi: grazie per i consigli e l’aiuto, è anche grazie a voi che non mi sono mai sentita sola. E a chi leggerà anche questo post dico TANTI AUGURI, e che il 2009 sia meno catastrofico di quello che tutti si ostinano a profilarci.

A presto,

Elena

Buen viaje…

ottobre 9, 2008

Come l’alba dentro i vicoli
Mi sorprende il tuo calore
Fingo ancora di dormire sai
Mentre scivoli da me

La tua assenza ha molte vittime
Io che non so più aspettare
Crollano chiese infallibili
Sulle spalle degli eroi

L’immagine di te
L’immagine
Che il desiderio
Non fa spegnere

L’amore che fa impazzire gli dei
Svanisce nei giorni che non avrò mai
Io dove sarò
Tu dove sarai

Notte che già scioglie i vincoli
Scopro al vento il mio dolore
Colmo il vuoto con i simboli
Mentre fuggi via da me

L’immagine di te
L’immagine
Che il desiderio
Non fa spegnere

L’amore che fa impazzire gli dei
Svanisce nei giorni che non avrò mai
Io dove sarò
Tu dove sarai
L’amore che mi separa da lei
Raccoglie la guerra che è parte di noi
Io dove sarò
Tu dove sarai

(RadiodervishL’immagine di te)

Tornata…

ottobre 2, 2008

Non ero sicura di farcela. Prima le ultime corse per spese varie e il lavoro fino alle 20 per fare da traduttrice a un operatore toscano (e guadagnare due soldi), poi la valigia che non si chiudeva e i chili di carta buttati via perché non stavano da nessuna parte (solo alla Medienmesse ne avevo raccolti almeno 5). La notte in bianco perché per dormire non c’era tempo e comunque avevo troppa paura di perdere il treno delle 6:30.
Colazione alle 5, bacio alla coinquilina che si è svegliata per salutarmi. Partenza stile immigrata transatlantica con valigia, zaino, tracolla e due borse. Strassenbahn 62 delle 5:45 che rischia di partire con la mia preziosa rassegna stampa e i regali lasciandomi a terra, cambio con la D e arrivo finalmente a Südbahnhof, con ampio anticipo ma è stato meglio così. Quasi per automatismo ho messo su l’ultimo album dei Coldplay, che nelle ultime settimane ho ascoltato ossessivamente, e mentre vedevo la periferia di Vienna che piano piano lasciava spazio alla campagna ho pianto in silenzio, senza volerlo e senza un motivo preciso, solo la sensazione che qualcosa stava davvero finendo e che in fondo sarei voluta restare ancora. Un signore tedesco di ottant’anni ha indicato a me e agli altri dello scompartimento un castello sulla collina, “il più antico dell’Austria”, che si poteva vedere dal finestrino. E’ con lui che ho avuto la mia ultima discussione in tedesco; andava a Venezia per l’ennesima volta e aveva già aggiunto il giorno, 1 ottobre 2008, alle altre date sulla copertina della sua guida turistica, come si faceva una volta.

Oggi ho ritrovato una Verona umida, nebbiosa e inquinata, ma la guardavo con occhi diversi e più attenti. E senza volere cercavo punti di contatto con Vienna: l’Adige che diventa il Danubio, un asciugamano steso sul davanzale e un avviso di Trenitalia che da lontano ricordano la bandiera bianca e rossa… Le tasse universitarie mi hanno riportata alla realtà: prima rata aumentata da 496 a 709 euro, senza uno straccio di giustificazione agli studenti. In Austria le hanno appena abolite, nonostante fossero già solo 700 euro all’anno.

Ed è l’ora di rispondere alla domanda: che ne sarà di questo blog?
Per il momento ho ancora almeno 4-5 post da pubblicare, quindi per un po’ non ci saranno problemi. E’ nato come blog su Vienna e tale rimarrà, quindi finite le foto da pubblicare potrei aggiornarlo meno spesso. Ma ogni volta che ne sentirò il bisogno lo farò. Controllate i vostri feed RSS 😉

Incontri e rievocazioni storiche

agosto 10, 2008

Incredibile come possa cambiare una giornata nel giro di pochi istanti. E ieri è stato come il tempo: fuori sole, pioggia scrosciante, di nuovo sole e di nuovo pioggia, roba da matti; dentro casa, tutta la mattina alla ricerca vana dell’aspirapolvere (!*@!) e a prepararmi per il Grande Evento. Pronta e perfino in orario all’appuntamento a Stephansplatz, aspettando (adesso posso dirlo) gli aerei italiani che avrebbero sorvolato la piazza in ricordo del volo su Vienna di D’Annunzio, avvenuto il 9 agosto 1918… Ed ecco di nuovo la pioggia. Non so come ma mi sono trovata a bere qualcosa in un McDonald’s con Stephansplatz_FredFred, uno dei tanti venditori di biglietti che si trovano vicino allo Stephansdom. Vive a Praga ma durante l’estate (e anche in inverno a volte) viene a Vienna a fare questo lavoro, e pensando al suo vecchio impiego prima in una multinazionale Usa e poi al box office, preferisce di gran lunga girare per il centro vestito da paggio del 1700 🙂 I suoi clienti? Americani, francesi, tantissimi spagnoli… Italiani pochi, sia perché lui non parla l’italiano, sia perché forse non sono interessati alla classica. Oppure sono furbi (sperèm) e leggendo il programma capiscono che i veri concerti li fanno da un’altra parte.

Trovato finalmente il mio capo e rassegnati ormai a non vedere nulla ci siamo avviati verso l’Istituto di cultura Italiana a Ungargasse 43, zona delle maggiori ambasciate. Solo dopo abbiamo saputo che il volo c’è stato davvero, con tanto di fumogeni bianchi e rossi (la bandiera austriaca), ma da un’altra parte, perché per le condizioni meteo hanno obbligato a cambiare rotta. Mi è dispiaciuto un sacco 😦 , spero di recuperare le foto.

90 anni Volo su ViennaPer me provinciale abituata al Goethe Institut di Padova è stato uno shock vedere l’interno (l’esterno è povero) dell’istituto: scalone in ferro battuto, specchio d’epoca, pareti con decorazioni barocche… E già pronto l’allestimento minimale ma molto elegante di alcuni tavolini per il buffet. Quasi subito il mio tavolino con gli opuscoli turistici ha cominciato a starmi stretto (tanto gli ospiti erano quasi tutti 90 anni Volo su Viennaitaliani): con un quartetto d’archi, un collegamento in diretta Skype da Pescara (città natale di D’Annunzio) e i racconti dei piloti a due passi, e in più una macchina fotografica, voi cosa avreste fatto? 😛 Anche perché nonostante fosse qualcosa per pochi invitati, si poteva percepire l’emozione per ciò che si era appena svolto: il gesto di D’Annunzio di lanciare quei volantini ai viennesi avrà anche avuto il nazionalismo dei vincitori, ma è ricordato anche come un gesto simbolico di pace, compiuto rischiando la vita. Nel 1918 su 11 velivoli ne arrivarono a Vienna solo 7; stavolta degli aerei partiti da Casale Monferrato, Padova e ovviamente Pescara, ne sono arrivati 5, non tutti se la sono sentita di continuare viste le condizioni del tempo (vedi tromba d’aria a Grado). 90 anni Volo su ViennaNessuno è pilota professionista, è una passione che accomuna le persone più diverse, dal farmacista all’avvocato. E il loro momento di gloria davanti al rappresentante del commercio estero italiano e a quello degli esteri austriaco se lo sono meritato. Come tutti credo ci siamo meritati il buffet finale, qualcosa di 90 anni Volo su Viennalussuoso a base di parmigiano in scaglie, crudo di Parma affettato al momento, riso al tonno e olive, il tutto annaffiato da Montepulciano d’Abruzzo (forte ma molto buono). E c’è stato una sorta di gemellaggio culinario tra la Sachertorte e il Parrozzino abruzzese (entrambi ricoperti di cioccolato 😀 ). Tra la festa per mio nonno il 4 e questa di ieri ultimamente la mia dieta è molto migliorata 😛

Non poteva mancare ai piloti (quelli di Pescara, almeno) un giretto per Vienna, per alcuni era la prima volta in città. E chi se non due (belle)90 anni Volo su Vienna ragazze a fare da guida? 😀 Durante la serata avevo conosciuto Vera, 27enne di Vigodarzere (!!!) che proprio oggi riparte da Vienna dopo tre mesi di stage all’ambasciata e ha abitato a due passi da me, peccato non averla conosciuta prima. Insieme abbiamo organizzato sul momento un mini-tour by night per far vedere almeno gli edifici più famosi… Ma arrivati a Stephansplatz abbiamo capito che la cosa 90 anni Volo su Viennamigliore era trovare una birreria. Ora, avete presente le galline? Il centro storico di Vienna alle 23.30 è quasi deserto, gli unici esseri che si possono incontrare sono altri turisti sperduti e increduli. C’è voluta un’ora, 90 anni Volo su Vienna_Veratra un giro di valzer e indicazioni sbagliate a malcapitati assortiti, per trovare finalmente (al Museumsquartier) un posto dove stare. Ma ne valeva la pena, e io e Vera abbiamo scroccato indegnamente un buonissimo Eiskaffee, per me il primo, per lei l’ultimo di questa esperienza a Vienna. E ancora più indegnamente ci siamo fatte accompagnare in taxi fino a casa. 

Credo che neanche lei si aspettasse tanta gentilezza, quindi a nome di entrambe ringrazio ancora tutti per la simpatia e per la bella serata. Chissà perché mi è venuta voglia di andare in Abruzzo… 😀

PS: Vera, non ti ho neanche salutata! Spero che riuscirai a leggere il post, e in caso a contattarmi via mail. In bocca al lupo per tutto! 😉

Mini-rassegna stampa web
Foto: da Il Centro (didascalia del cavolo)
Articoli: da Il Centro, ed. Pescara, da Il Monferrato, da Il Tempo
Volo su Vienna – remake nel 1998

Campeggiare a Vienna? Si può!

agosto 4, 2008

Sono poco abituata all’idea del campeggio, faccio fatica soprattutto a collegarlo a contesti diversi dal mare o dalla montagna… Eppure a Vienna ce ne sono, anche se un po’ fuori mano. Vi lascio il report di Mp5 su quello di Wien West, per sapere come gli è sembrata Vienna andate invece qui.

Il Camping Wien West si trova a venti minuti a piedi dal capolinea Hütteldorf della L4 ed è come posizione più adatto agli escursionisti che ai turisti che intendono visitare la città magari fino a tarda ora. Dal capolinea della metro al campeggio sono in servizio ben due linee su gomma ma dopo una certa ora la loro frequenza cala in modo drastico.

La prima scelta sarebbe stata il Camping Süd, che era un po’ meglio collegato (a due passi dal castello di Schönbrunn e quindi dalle relative fermate Hietzing e Schönbrunn della L4) nonché strategicamente posizionato rispetto alla zona commerciale sud che comprende un grosso centro acquisti e l’Ikea. Purtroppo il mio piano di battaglia era studiare la mattina e girare la sera: io sono uno che per studiare può servirgli Internet, e il Camping West ha l’accesso WiFi libero. Dalla nostra piazzola (P33) si prendeva un po’ male ma avvicinandosi alla reception le cose miglioravano sensibilmente, oltre alla disponibilità di un punto Internet fisso all’interno dell’edificio. Mi pare di aver capito che ci sia anche una tavola calda, ma non ho mai verificato di persona.

Il posto è tranquillo, forse un po’ troppo vicino a Hüttelbergstraße ma il traffico notturno è limitato e quindi si dorme ugualmente. L’area camping è molto grande, è idealmente divisa in due prati in cui si collocano in egual misura piazzole per camper, tende e simpatici bungalow gialli di 15 m². Elettricità e scarichi facilmente accessibili e servizi igienici puliti completano la dotazione e promettono una sosta piacevole.

Oddio, ho visto docce migliori, però non è che uno può sempre pretendere tutto. Due avvertenze: preferire bagni e docce vicini alla reception perché sono più puliti e più agevoli e prepararsi a pigiare il bottone della doccia ogni quindici secondi circa. E no, pigiarlo mentre l’acqua ancora va non funziona, anzi: interrompe l’erogazione in anticipo — come se ce ne fosse bisogno…

Camping Wien West
Hüttelbergstraße 80, 1140 Vienna (A)
Tel.: +43 (1) 914 2314 – Fax: +43 (1) 911 3594
Piazzola camper: 8,50 € + 6,20 € per adulto e 4,00 € per bambini fino a 14 anni (9,50 + 7,20 + 5,00 in alta stagione)
Corrente elettrica: forfait 3,50 € da aprile a settembre, 4,50 € negli altri mesi.
Ma per le tariffe aggiornate è meglio fare riferimento al sito o contattarli direttamente.


Quanto a me, sono tornata dopo una bella domenica passata con parenti vicini e lontani. Ma mi è bastata una notte soffocante per decidere che no, fino al primo ottobre non se ne parla proprio di tornare in Italia. Ho già preso il biglietto…