Tornata…

gennaio 8, 2010

… e già in ufficio, visto che non mi conveniva tornare a casa per meno di un’ora. Anche stavolta ho dormito poco, mi sa che non sono proprio tipo da treni notturni. Peccato che oltre a questo, ci siano altri rischi nel viaggiare la notte: i furti. Ed è quello che è successo verso le 5:30, mentre eravamo fermi a Mestre: ho visto la porta che si apriva improvvisamente e altrettanto velocemente si chiudeva. Un quarto d’ora dopo una delle due mie compagne di scompartimento si è alzata per andare in bagno e ha trovato la porta aperta; un attimo dopo si è accorta che le mancava lo zaino. In panico, ha prima cercato il controllore, poi ha azionato il freno di emergenza. Hanno trovato il suo zaino nel bagno del vagone, c’era tutto tranne i 100 € che aveva nel portafoglio. Tutto sommato, ho pensato, non le è andata male. Però il consiglio di mettersi i soldi in tasca non era così stupido, anche perché chiunque sia stato ha aperto la porta che era chiusa (stupide anche noi a mettere tutti e due i blocchi, e imprudente lei a lasciare lo zaino vicino alla porta).
Piccola disavventura, poteva capitare a me se non mi avessero assegnato il posto di sopra. Morale della favola: borse, zaini e valigie piccole sempre in alto.

Però sono stata contenta di tornare, anche se per poco. Mi sembra di essere stata via molto di più, con tutte le cose che ho visto e fatto (non mi smentisco mai :P). Seguiranno nei prossimi giorni foto e resoconti. E devo dire che Vienna con la neve è ancora più bella 🙂
Grazie ancora Sara per il piccolo Treff al Leopold Café, scusa se alla fine non ti lasciavo più andare 😛 Mi raccomando, vai a vedere It might get loud finché è in programma al Gartenbaukino!

Ci si rivede a fine agosto! 😀

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Per domani

gennaio 5, 2010

Non ho sentito più nessuno, quindi direi: troviamoci alle 19 al Museumsquartier, davanti alla metro (lì vicino ci sono ancora degli alberi di Natale accatastati). E da lì decidiamo dove andare. Se mi mandate una mail a xalira@gmail.com vi posso dare anche il mio numero di cellulare.

Ma fatevi sentire, please!

Pronta per partire…

gennaio 3, 2010

Fa tanto freddo da quelle parti? Spero di trovare un tempo clemente. Intanto pensavo già alle cose che voglio fare/vedere in questi 4 giorni:

mostra fotografica Annie Leibovitz, Kunsthaus
– museo della Staatsoper
– tappa obbligata a Saturn di Mariahilf, e poi Orsay, Zara, ecc (saldi! :P) E un giretto in Neubaugasse lo rifaccio volentieri

Ma come sempre la prima cosa che farò arrivata in stazione sarà prendere Österreich o Heute per vedere che succede in città 🙂

E poi c’è il mini-raduno: ok per il 6 di pomeriggio al Café Sperl (ma non chiude, vero?)? Facciamo per le 16.30? Oppure più tardi così poi Sara ci raggiunge?
Non penso di portarmi il portatile dietro, ma scroccherò la connessione alla mia compagna di stanza…

A presto!

Elena

Ufficiale: torno a Vienna! :D

dicembre 16, 2009

Solo per qualche giorno, eh. Anzi, all’inizio l’idea era venire molto prima, per vedere i mercatini di Natale del Rathaus ed evitare il freddo polare di gennaio. Poi tra biglietti che non mi decidevo a comprare, conservatorio e magagne varie ho lasciato perdere. Per fortuna che la mia ex-compagna di stanza avrà da studiare ed è ancora disponibile ad ospitarmi da lei…

Andata: 3 gennaio alle 23:30, con arrivo alle 8:30 del giorno dopo a Meidling (ma quando finiranno i lavori alla Sud?!?)
Ritorno: 7 gennaio alle 19:30, con arrivo alle 6:30 (!!!) a Verona… Mi accascerò sul divano e dormirò un altro po’ prima di iniziare a lavorare 😛

In totale 128 € con tariffa smart, un furto. E tutto perché, come ha spiegato Grissino qui, i treni diurni sembrano essere scomparsi. C’è troppa concorrenza dei low cost, mi hanno detto allo sportello. Peccato che di low cost che vanno a Vienna partendo dal Veneto io non ne ho ancora visti.

Riassumendo: torno per salutare un po’ di gente, prendermi i biglietti degli U2 di agosto, e magari vedermi pure qualche bella opera/musical.
Altro mini-raduno, stavolta al Café Sperl? 😉

U2 360 a Vienna il 30 agosto: ci sarò! :D

ottobre 3, 2009

In realtà non dovrei cantar vittoria finché non arriveranno i biglietti alla mia ex compagna di stanza (danke danke danke Gabi!!! :*)… Però intanto li ho, e al peggio mi torneranno indietro i soldi.

Però è stata dura. Esattamente come a marzo con TicketOne, la prima ora è stata un delirio puro, non credo che qualcuno sia riuscito a comprare qualcosa (come ha riportato anche oe24). Verso le 10:30 sono finalmente riuscita ad accedere di nuovo alla scelta categorie, ma non c’erano più prati (cioè l’unica cosa che mi interessava). Disperata, dò un occhio alla Saalplanbuchung, e cliccando in corrispondenza del prato… Tadaaan! Prati disponibili! 😀 Totale 150 €, quanto ho pagato per due secondi anelli verdi a San Siro, un furto, ma l’avevo già messo in conto. Ovviamente tutte le possibilità di spedizione più economiche non c’erano, e visto che il link di oeticket.com finiva su eventim.de i poveri austriaci hanno pagato più dei tedeschi in spese di spedizione (se succedesse da noi verrebbe una rivoluzione credo).
Comunque si inizia già a pensare a una possibile doppietta, il 29 o il 31. Speriamo il 29, così il “mio” concerto sarebbe il secondo, e la seconda data è sempre la migliore 😀

Adesso ho una scusa per fare un giretto a Wien durante Natale, tesi permettendo… Certo che sarebbe un regalo di Natale magnifico!

E devo pensare a qualcosa da portare a Gabi dall’Italia per ringraziarla… Idee? 🙂

Gli U2 a Vienna il 30 agosto 2010!

settembre 30, 2009

U2 360° Tour - Milan 07.07.09Sarà scemo tornare a postare dopo un anno che sono tornata a casa, ma la notizia è grossa, e in Austria c’è già la psicosi da biglietto per l’Ernst-Happel-Stadion.

U2 360° Tour - Milan 07.07.09

Io li ho visti quest’anno per la prima volta in quel di San Siro, beccandomi pure la festicciola per i 18 anni della figlia di Bono. Non sono ai livelli di certi pazzi che si fanno l’estate in giro per l’Europa a seguire il tour ma una-due date all’estero mi piacerebbero, anche perché la fantomatica 7 agosto a Roma non è ancora ufficiale, e Udine sembra sempre più lontana…

Prevendite per i comuni mortali (insomma, chi non ha sganciato la tangente a U2.com per avere il pre-presale) a partire da questo sabato, su www.oeticket.com e negli sportelli autorizzati.
Copioincollo un paio di info che avevo messo sul forum di u2place:

Kat 2 Sitzplatz 179,50 EUR
Kat 3 Sitzplatz 110,50 EUR
Kat 4 Sitzplatz 93,50 EUR
Kat 5 Stehplatz 70,50 EUR (prato)
Kat 6 Sitzplatz 41,50 EUR

RedZone: prezzo fisso 272 €

Per gli spalti è possibile scegliere il posto a sedere, almeno adesso che c’è calma I biglietti della Kat 6 dovrebbero corrispondere al retro del palco. Da sabato si potrà comprare anche da http://www.oeticket.com, la fama del sito però sembra uguale se non peggiore di quella di TicketOne.

Le opzioni per il biglietto sono:
– spedizione all’estero 12 €
– ritiro in uno dei centri di Ö-ticket (ce ne sono due in centro a Vienna) con ricevuta e carta di credito 1,50 €
– stampa pdf per i concerti dove è data l’opzione (e sarebbe bello che lo fosse per gli U2)

Non commento il fatto di metterle in vendita un anno prima, ho già detto troppo in altra sede -.- Del resto, quel mostro di palco costa 750k $ al giorno, concerto o meno, e non sono ancora alla pari con le spese.

PS: le mie fotine di Milano 1

Tempo di bilanci – Vienna

dicembre 20, 2008

Un po’ lo sapevo che sarebbe finita così. Tra l’avanti e indietro Vicenza-Verona per l’università e il conservatorio che quest’anno sembra pronto a lanciarmi una sfida molto grossa (e vedremo chi vincerà), mi trovo spesso a pensare ai tre mesi di quest’estate. Quando avevo la testa e il tempo occupato dal lavoro, salvo il fine settimana dove mi scatenavo per cercare di carpire quanto più possibile della città che mi ospitava.
Malgrado gli sforzi credo di essere riuscita a coglierne solo una piccola parte. Ho proseguito il tour della turista iniziato nel ’94 e proseguito nel 2002 e nel 2004, perché sarebbe come andare a Roma e non vedere le rovine, o Milano senza il duomo e il castello sforzesco. E ho avuto conferma che i milioni di turisti che la vengono a visitare non sono presi in giro dalla pubblicità o allettati dalla reggia di Sissi: Vienna è una città-simbolo, il paradiso in cui tutti gli amanti della musica classica vorrebbero vivere e in cui lo sfarzo di una delle dinastie più importanti della storia moderna si è concluso solo nel 1918, ma in realtà non se ne è mai andato. E non solo grazie ai Fiaker, o alle orchestre che suonano all’Hofburg in abiti del Settecento, ma per i suoi stessi abitanti, con il loro attaccamento quasi ossessivo alle tradizioni, su tutti l’Opernball e il Trachtenpärchenball. Una città con un basso tasso di disoccupazione (7,2%, in calo), 700 km di piste ciclabili, un trasporto pubblico tra i migliori al mondo, tanto verde nel cuore e ai margini della città che purifica costantemente l’aria, un’offerta culturale e artistica che dà spazio anche al presente (anche se meno di città come Berlino), un’alta percentuale di cittadini stranieri (22% per la Lonely Planet) che la rende internazionale e pure una cucina gustosa che ha ereditato il meglio da tutti gli angoli dell’impero… Ma che a volte sembra vivere in un mondo a sé, chiusa nei suoi teatri, nei caffé e nei palazzi barocchi e lontana dal mondo, dalle discussioni sull’Europa e sulle questioni internazionali. E’ una sensazione personale ma giustifica in parte l’exploit dell’FPÖ di Strache alle ultime elezioni, che ha puntato molto sulla lotta all'”invasione” da parte degli immigrati, rei di disturbare questo “mondo perfetto”. C’è però da dire anche che gli austriaci hanno fama di grandi viaggiatori, e almeno un milione (su 8 totali) va in vacanza una volta all’anno in Italia, e molti se potessero ci si trasferirebbero all’istante. Aggiungendo il fatto che secondo i sondaggi circa la metà degli austriaci è insoddisfatto dalla propria vita, forse il “mondo perfetto” non è un posto così divertente dove vivere… O forse semplicemente non si sanno accontentare.

E poi la musica: un teatro nazionale dell’opera con più di 200 recite all’anno, che riesce non solo a integrare ma anche a restituire i fondi ricevuti dallo Stato, è probabilmente un caso unico al mondo. E saranno i turisti, saranno i prezzi per studenti, fatto sta che quasi ogni recita finisce sold out. Non ho ancora capito quanti conservatori esistano in tutto, in giro per la città. Viene davvero da emigrare pensando alla situazione italiana, con tutte le fondazioni liriche in passivo (e chi sperava di chiudere in pareggio non aveva fatto i conti con i tagli statali), 70 conservatori cresciuti come funghi per favoritismi politici (e il Veneto, che ne ha 7, non ha niente di cui vantarsi) e con una qualità di insegnamento lontana anni luce dai corrispettivi esteri. Se sopravvivo e mi diplomo credo proprio che tenterò l’ammissione a Vienna, la selezione è dura ma almeno una volta dentro si può lavorare a produzioni vere, invece di trovarsi sul palco solo due volte all’anno, al saggio e all’esame.
Se c’è una cosa di cui devo incolpare questa esperienza, è proprio l’avermi fatto pericolosamente sbilanciare verso la musica, nell’eterna e irrisolvibile (sigh) diatriba tra canto e giornalismo. Chi ha seguito il blog sa i giri folli che ho fatto per opere e concerti; ma non mi sono mai chiesta “perché ci vado?”. Ci sono andata e basta, e mi è piaciuto. Così tanto che da novembre sto svaligiando la biblioteca del conservatorio. Senza pormi domande, solo con la voglia di scoprire e continuare questo percorso che ho iniziato a Vienna. Sarà un po’ come se non essersene andati…


Finiscono per ora gli aggiornamenti a questo blog che ormai avevo comunque un po’ abbandonato. Ci sarebbe ancora tanto da dire, ma ormai è tardi e le informazioni sono datate (e il tempo scarso). A novembre ho segnalato un po’ di errori sulla guida Lonely Planet e a quanto pare avrò l’onore di vedere il mio nome sulla prossima edizione 😀

A voi che avete letto e commentato per quei tre mesi: grazie per i consigli e l’aiuto, è anche grazie a voi che non mi sono mai sentita sola. E a chi leggerà anche questo post dico TANTI AUGURI, e che il 2009 sia meno catastrofico di quello che tutti si ostinano a profilarci.

A presto,

Elena

Tempo di bilanci – lo stage

novembre 2, 2008

E’ un mese che sono tornata in Italia, ma non ho ancora avuto il tempo/la voglia di fare un bilancio di quest’esperienza. In realtà qualcosina l’ho già scritto, ma si sa che nelle relazioni per l’ufficio stage non si può dire tutto. Anche questo potrebbe essere lungo quindi lo dividerò in più parti.

Iniziamo dalle cose “importanti” (o che potrebbero interessare a più persone): lo stage.
3 mesi alla sede viennese dell’ENIT, l’ente nazionale del turismo, di cui quest’anno si è parlato un po’ di più a causa della crisi nera del settore e dell’arrivo del nuovo presidente Matteo Marzotto e della rossa Michela Brambilla. Era la mia prima volta in un’organizzazione statale e più volte, quando spiegavo ai clienti che il nostro era un servizio gratuito, mi sono sentita come investita della responsabilità di dare una buona immagine del mio paese. E a questo si pensa sicuramente anche quando si organizzano i workshop (gli incontri tra tour operator locali e seller italiani) in hotel a 5 stelle come il Radisson e il Bristol, posti dove credo non entrerò più per il resto della mia vita. Il problema è quello che ci sta dietro: e cioè io e un’altra ragazza (lei assunta, però) a fare 3-4 ore extra di lavoro totalmente gratis, perché “non ci sono soldi”. Io che lavoro 3 mesi per 40 ore alla settimana, totalmente gratis (e per fortuna che avevo i 1800 € della borsa di studio!). Oppure, ancora peggio: ricordate la serata del volo su Vienna? Dopo un mese regione e provincia organizzatrici non avevano ancora pagato il servizio catering offerto (1500-2000 €), e la ditta telefonava di continuo al direttore dell’ENIT che si trovava in mezzo senza poter farci niente. Sarà che ho letto di recente La Casta, ma queste cose mi fanno davvero pena: il Paese davvero civilizzato è quello che non ha bisogno di dimostrarlo con sperpero di denaro pubblico, e comunque se si prende un impegno va rispettato.
In questo senso, sarà per il budget ridottissimo (25 mln di € per tutte le sedi ENIT, doveva essere raddoppiato ma ho i miei dubbi visto il periodo attuale), a Vienna ho visto comunque fare molta attenzione ai soldi (evidentemente ci sono standard sotto i quali non si può andare), e anche gente che lavora con passione (7 persone per un ufficio che si occupa anche dei Paesi dell’Est Europa) nonostante una paga molto inferiore rispetto agli stipendi che girano a Vienna.
Quanto a me: a livello linguistico mi è servito molto, soprattutto per conoscere i termini più usati nel turismo e nella musica (benedetto Besetzung!). Ho lavorato anche nei settori commercializzazione, manifestazioni e alla fine ho fatto pure qualcosina nel settore stampa (archiviare gli articoli dei media austriaci, molto istruttivo). Eppure la cosa che mi è piaciuta di più è stata proprio quell’ufficio informazioni da cui a un certo punto volevo scappare perché mi annoiavo. Un po’ lo sapevo già, ma ho scoperto a sorpresa di amare il contatto col pubblico, perché è comunque un modo più diretto di dare una mano. E avere gente che ritorna in ufficio e chiede di te perché sa che sei l’esperta di opera o che vieni da Vicenza è molto gratificante. Insomma, l’ennesima conferma che restare chiusa tra quattro mura silenziose mi ucciderebbe; molto meglio restare in prima linea :P.

Sapevo già che da questa esperienza non avrei avuto molto a livello di giornalismo; ma comunque conoscere i punti di forza dell’offerta italiana, e vedere su campo cosa offre e cosa chiede il mercato, è qualcosa che serve sempre. Appena tornata, per esempio, mi era venuta una voglia pazzesca di andare a Sirmione o al castello di Miramare. E perché non a Tropea o a Sorrento? Per non parlare delle Crete senesi, di cui non avevo mai sentito parlare. Non ci rendiamo minimamente conto dei tesori che abbiamo, tanto che dopo un sondaggio in cui si era visto che gli italiani sono molto più “esterofili” di Francia e Spagna, qualcuno all’ENIT aveva parlato di “promuovere l’Italia agli italiani”. Ma il sondaggio non diceva perché la gente scappi negli altri Paesi a fare le vacanze. Vogliamo vedere che indovino se dico che è colpa dei prezzi?

Shopping Teil 4 – Einkaufszentren e…

ottobre 26, 2008

Ed eccomi all’ultimo post di questa tetralogia sullo shopping a Vienna. Tutt’altro che esaustiva, ma almeno potete fidarvi che quello di cui parlo l’ho visto con i miei occhi.

Einkaufszentren:
Come spesso succede, i più grandi sono in periferia, e visto il mio poco tempo ho lasciato perdere templi come Ikea, Mediamarkt e compagni (anche se mi hanno detto che sono ben serviti dai mezzi). Mi sono limitata quindi a quelli in pieno centro, come Gerngross (vedi Teil 2) e il Generali-Center, e a luoghi particolari o semplicemente pubblicizzati ovunque.

Generali-Center:
Perfetto per concludere la rassegna sullo shopping “alternativo”, si raggiunge con la U3, fermata Neubaugasse. In effetti i locali più normali sono probabilmente il supermercato e il caffé, perché per il resto è uno dei punti di ritrovo dei ragazzini emo (sigh) di Vienna. Generali-CenterGenerali-CenterIl perché si capisce appena entrati, visto che al piano terra si trova il Medusa, diventato famoso dopo che la figlia (“ribelle”) di un politico viennese aveva lavorato lì, e dopo la bocciatura a scuola meditava di restare in pianta stabile. Rispetto agli altri negozi del post precedente è decisamente modaiolo e i vestiti in vinile o pizzo della Phaze sono in minoranza rispetto ai portafogli di Jack Skeletron e le mollette con cuoricini e teschietti (@___@;). Al piano di sopra, Kingpin offre uno stile più skater-punk e accessori firmati Emily the Strange, in modo che i ragazzini di turno col portafoglio di mamma e papà possano comprare in entrambi i negozi e mischiare gli stili senza ritegno 😛 Generali-CenterTutt’altro genere da Pink Buddha, che dopo aver tenuto per 5 anni esclusivamente prodotti derivati dalla canapa ha ampliato l’offerta a gioiellini in argento, piercing, borse, incensi, articoli d’arredamento, T-shirt e molto altro. Del Generali citerei ancora il Fly High, Generali-CenterGenerali-Centerche ha appena festeggiato 20 anni di attività nel commercio di tutto quel che si può far volare, dagli aquiloni ai boomerang, il Bag Store, dove nonostante l’Auswahl decisamente ricca non ho trovato nulla che mi piacesse davvero :,(, e Funkart, dove a prezzo modico si possono trovare originali souvenir da Vienna e le cose più assurde per un regalo particolare (comprese ali, action figures e poster di film famosi).

Donauzentrum:
Il più lungo Modemeile di Vienna e forse anche dell’Austria è un centro commerciale-labirinto, composto da più edifici collegati tra loro da passerelle in vetro, a cui si arriva con la U1 fermata “Kagran”. Il Danubio non si vede, c’è in compenso la periferia nord-est della città, un posto non proprio stratosferico dove essere nel tardo pomeriggio se non si conosce la zona (e regolarmente chiedere informazioni a persone giovani è sinonimo di perdersi). DonauzentrumDonauzentrumIn un posto del genere, con 210 negozi, sarebbe più facile dire cosa non c’è: ho trovato riunite tutte le filiali delle catene di cui ho già parlato (tranne Saturn), e come se non bastasse c’è pure il Donauplexx, un multisala dove all’epoca davano anche Wall-E. DonauzentrumDonauzentrumL’edificio del cinema ospita inoltre tanti piccoli ristoranti “etnici”, così il Saloon americano sta a fianco della pizzeria italiana e del sushi restaurant. Nel complesso, il DZ è un centro commerciale moderno e luminoso, spesso attivo anche nell’organizzare eventi al suo interno, però grande. Troppo. Ricordo di essere tornata a casa spossata e con un gran mal di testa, senza di fatto aver trovato molto di più rispetto a quello che c’è già a Mariahilferstraße. Come tutti i centri commerciali, è comodo, niente di più.

Gasometer:
Gasometer CityUn discorso a parte va fatto per il Gasometer, nella zona sud-est della città (U3 Gasometer). E’ un complesso di 4 cisterne per il gas, costruito nel 1896 (a suo tempo il più grande d’Europa) e recuperato alla fine del XX secolo dopo un lungo periodo di inattività anche grazie all’architetto autore della “piramide” del Louvre. Gasometer CityGasometer CityNe sono venuti fuori un centro commerciale dislocato nei diversi edifici, appartamenti per studenti, un cinema multisala, diversi uffici (tra cui quelli di Statistik Austria, l’ISTAT austriaca) e una sala per concerti appena rinnovata (anche Björk, se non sbaglio, si è esibita qui), ma i lavori continueranno ancora in tutto il complesso almeno fino al 2011. Gasometer CityGasometer CityLa posizione in periferia è palese, e passeggiare nei dintorni per ritrovare la metro può essere un’esperienza desolante. Ma anche all’interno le cose non cambiano molto: sarà che il giorno dello shopping viennese è più il venerdì che il sabato, sarà stato il tempaccio, fatto sta che per un centro commerciale così grande c’era davvero poca gente, concentrata soprattutto nei bar e davanti all’entrata di Bodies, la famosa esposizione di corpi umani plastificati proveniente dagli Usa (16 € a persona, ladri); del resto tra i 60 negozi sono assenti le catene più celebri (da Zara a H&M). Gasometer CityGasometer CityMa forse è troppo presto per giudicare un progetto che, una volta completo, dovrebbe dare lavoro fino a 19.000 persone. Resta, anche col brutto tempo, il fascino per un progetto di riqualificazione così coraggioso, e il fascino per questo pezzo di archeologia industriale in solidi mattoni rossi, da 30 anni tutelato come monumento.

 
Naschmarkt-FlohmarktNaschmarkt-FlohmarktCredo comunque che il luogo dello shopping che più resta nel cuore a un turista passato a Vienna senza paraocchi resti Naschmarkt e il suo Flohmarkt. Sarà ormai un posto da turisti con più venditori stranieri che austriaci, sarà frustrante a volte Naschmarkt-FlohmarktNaschmarkt-Flohmarktquando sembra di aver davanti solo cianfrusaglie inutili, ma è un luogo ancora vivo, e l’ultimo sabato ero quasi commossa, sapendo che nonostante i continui attentati al portafoglio mi sarebbe mancato moltissimo. E inaspettatamente ho trovato due tesori di cui sono davvero orgogliosa: Ray of Light di Madonna, forse il suo ultimo disco decente, e… Naschmarkt-Flohmarktil numero di National Geographic in cui venne per la prima volta pubblicata la foto di Steve McCurry della ragazzina afghana (datato tra l’altro June 1985, un mese dopo la mia nascita!). Ho perso l’occasione di prendere il nuovo disco dei Coldplay a 9 €, ma ero già sulle nuvolette quindi non mi è dispiaciuto così tanto.
E questo è il bottino finale, tra negozietti, mega centri commerciali e mercatini (in realtà mancano 4 magliette, un top in velluto, una gonna, una tazza, un DVD, due giacche e tutte le riviste): D

Nota: il DVD del Don Giovanni (furbi loro e furba io) era un Region 1; ho telefonato al negozio EMI e ho chiesto di farmelo cambiare con la versione tedesca Region 2. L’ho spedito e dopo 3 settimane mi è arrivato, con tanto di scontrino che certificava il cambio effettuato. 😀

Shopping Teil 3 – Neubaugasse, la strada degli esperti, e…

ottobre 21, 2008

Neubaugasse-FlohmarktNon che stia per rivelare segreti nazionali: Neubaugasse si trova all’incirca a metà Mariahilferstraße, e che ci tenga all’autopromozione si vede già dai neon in entrata e in uscita, che pubblicizzano la “strada degli esperti”. Ma se si sta cercando qualcosa di particolare o si vuole avere ampia possibilità di scelta questa (e le vie laterali) sono il posto giusto. Dove altrimenti si può trovare un negozio che vende solo guanti, cappelli e ombrelli, da quelli in pizzo a quelli con le foto dei cani? NeubaugasseNeubaugasseOppure uno esclusivamente di oggetti in feltro? Per non parlare dell’abbigliamento etnico, da quello economico (Apollo) che oltre ad abiti e oggettistica orientale propone vestiti da sogno a 50-60 €, a quello sempre orientale ma più ricercato, con prodotti di buona qualità e in vasto assortimento. Non possono mancare i rivenditori di accessori NeubaugasseNeubaugassein pietra dura e talismani e quelli in stile new age o sudamericano; sarà che cercavo una borsa per l’università, ma mi ha stupita la quantità di negozi che ne vendevano, in tutti gli stili possibili immaginabili. Sono finita quasi per sbaglio e in orario di chiusura NeubaugasseNeubaugasseda Milk&Honey, un incredibile negozio stile anni ’70 con le cose più assurde, e con il commesso, un ragazzo gentilissimo, ci siamo messi a cercare in magazzino un modello di borsa che mi piacesse (hai voglia…), alla luce di una torcia-maialino a manovella 😀 Alla fine ne avevo trovata una che sembrava la copertina di un libro di fantascienza di trent’anni fa, Neubaugassema non mi convinceva e ho lasciato perdere (morale: sono ancora senza). Mi ha invece un po’ spaventata il negozio dall’altra parte della strada, a metà tra la vendita dischi e il club e dedita al metal estremo… Non ci sono entrata e tutto sommato non mi dispiace.
Piccola parentesi: a quanto pare per gli amanti della scena gothic (o schwarz o dark che dir si voglia) Vienna è un piccolo paradiso, per i tanti locali dove trovarsi e anche abbastanza negozi di abbigliamento e dischi. Vorrà dire qualcosa se da Saturn esiste uno spazio apposito per il genere “gothic” (e non gothic-metal!)… Per trovare qualcosa bisogna però spostarsi nella parallela Zollergasse, dove c’è Nexus, rivenditore ufficiale della marca tedesca Aderlass, di dischi a tema e molto altro. Ci sono stata uno degli ultimi giorni e in realtà mi ha un po’ deluso: ha un’aria poco curata, e anche l’offerta non è molto vasta (e i prezzi sono come al solito da mutuo). Però ho potuto provare un vestito medievale in velluto nero che avevo ammirato più volte su Internet (constatando che sono troppo magra per tutto 😦 ). Le commesse mi hanno aiutata a trovare un altro negozio (questo sì davvero stupendo): nel cortiletto vicino a uno Stiefelkönig ad altezza Zieglergasse, c’è il 1001, piccolo e strapieno di gioiellini con nodi celtici, fate e gnomi in legno, e soprattutto maglie della Magic Mountain, introvabili a Vicenza da quando ha chiuso l’unico negozio che le vendeva; il prezzo me lo ricordavo un po’ più basso (lei le fa a 30 €), ma le stampe sono così belle (si può scegliere tra animali, piante, fate e creature mitologiche) che più di una persona sarebbe disposta a risparmiare per prendersele. Peccato che quella che volevo sia invendibile in Europa per volontà dell’artista (e che cavolo!!! >___<). NeubaugasseChi invece ama il rockabilly (leggasi pois e tessuti animalier) non può perdersi il Kingpin, che a Zollergasse è un po’ diverso da quello del Generali-Center (di cui parlerò nel prossimo post) e ha delle cose molto particolari e rare in Italia (ma vabbé, noi non abbiamo nemmeno Claire’s). Il posto migliore in assoluto (continuo a farci pubblicità :P) è però l’SCM-Style in Wiedner Hauptstraße (da tutt’altra parte, è la prosecuzione di Kärtner Straße in direzione sud): ha aperto i battenti a settembre e ha tutte, ma proprio tutte le marche più note del genere (Pleaser, Demonia, Leg Avenue, Bäres, Queen of darkness, Tripp ecc.), anche se punta parecchio sul fetish (ed era pazzesco vedere delle tranquille signore di mezza età aggirarsi tra corsetti in latex e maglie a rete O_O). E anche stavolta purtroppo la mia S italiana è diventata XS per le taglie straniere, e ho dovuto lasciare lì le offertone :,( Il mio giro dei negozi gothic si è così concluso miseramente con un coprispalle in pizzo, preso tra l’altro da Apollo…
Ma per chi cerca un abbigliamento “alternativo” tutte le strade laterali sul lato sinistro (venendo dal Museumsquartier) di Mariahilferstraße hanno qualcosa da offrire, insieme a parecchi second hand shop di musica, traboccanti di dischi di vinile ma anche delle ultime novità a prezzo stracciato. Speravo invece di trovare di più sul fronte vestiti usati… 😦

Neubaugasse-FlohmarktNeubaugasse-FlohmarktL’ultima volta che sono stata a Neubaugasse c’era un bellissimo Flohmarkt per tutta la giornata, ed essendo sabato sono andata in overdose tra questo e quello a Naschmarkt. Cose fatte in grande, ma strettamente legate ai ritmi del sole: dopo il tramonto, chi non aveva la possibilità di illuminare (quasi tutti, quindi) è stato costretto a impacchettare e andare via. Per l’ultima volta mi sono gustata l’atmosfera da sagra paesana, con i brezeln giganti, le montagne di salsicce affumicate e il vecchietto che urlava “ultime bottiglie di Sturm, 2 litri 6 euroo!” 😛 Neubaugasse-FlohmarktNeubaugasseSolite ceste con centinaia di dischi in ordine assolutamente sparso (avrei potuto comprare qualcosa di interessante, ma mi ero piccata di non prelevare più, grosso errore 😦 ) ma anche cose pregiate come il banchetto di porcellane decorate a mano. E come sempre i negozi non si sono fatti problemi ad allestire davanti alle entrate il loro personale banchetto con oggetti a “prezzo da Flohmarkt”; il negozio di organetti e carillon aveva messo fuori delle cose bellissime *___*

Lindengasse - Oz CinethekGiusto un’ultima curiosità. A Lindengasse, se non sbaglio, mi sono imbattuta (e innamorata) di una videoteca decisamente speciale, la Oz Cinethek, che a prezzo di noleggio normale (più 8 € di tessera una tantum) permette di prendere in prestito capolavori del cinema di tutti i tempi o semplicemente cose che non si troverebbero facilmente o si sarebbe costretti a scaricare. In particolare la sezione anime aveva dei titoli niente male, mentre mi pare che avessero pochino di cinema italiano, probabilmente dipende anche dalle traduzioni. Sono stata felice di entrarci anche solo per il posto, sembrava di entrare nel soggiorno di qualcuno con tanto di divanetti, riviste e macchina per il caffè. Sempre i soliti, ‘sti viennesi :D.